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Moralia Tag: educazione

Moralia Tag: educazione

Un roditore, la sua tana e la scuola nella pandemia

Il 3 aprile scorso Moralia pubblicò un mio post, sulla didattica a distanza, che si apriva con un racconto di Asimov. Ora siamo tornati «in presenza», ma per quanto? Alcune aule sono già deserte a causa delle quarantene, altre decurtate per gli isolamenti fiduciari; solo poche classi resistono nella loro interezza. E nei corridoi non riecheggiano i chiacchiericci spensierati e giovanili, ma aleggia una tanto impalpabile quanto densa paura. E così, questa volta, prendo spunto da un noto racconto di Franz Kafka, La tana, scritto tra il 1923 e il 1924.[1] La trama...

Educazione: ripartire voltando pagina

«Mai come ora c’è bisogno di unire gli sforzi in un’ampia alleanza educativa per formare persone mature, capaci di superare frammentazioni e contrapposizioni e ricostruire il tessuto di relazioni per un’umanità più fraterna». Risalgono a un anno fa queste parole, pronunciate da papa Francesco nel videomessaggio con il quale ha voluto lanciare il «Patto educativo globale». Il «Patto educativo globale» Era nei progetti del pontefice un percorso di iniziative sparse nel mondo, definite di «ricostruzione del patto educativo...

La scuola nella distanza: «Chissà come si divertivano…»

Nel 1951, Isaac Asimov scrisse un racconto (The fun they had, tr. it. Chissà come si divertivano, 1954), ambientato nel 2157. I due protagonisti, Tommy e Margie, abituati a una didattica totalmente elettronica / ultra-tecnologica, scoprono in soffitta un «vero» libro, in cui si descrive l’apprendimento di quando gli insegnanti erano in carne e ossa, si faceva lezione con compagni di classe, le lezioni si svolgevano in un edificio speciale chiamato «scuola»… Il racconto, dopo una serie di paragoni e riflessioni, termina con un laconico e quanto mai allusivo:...

Educare è più difficile oggi?

I giovani di oggi sono etichettati: spenti, fragili, dediti all’improvvisazione e alla reversibilità, privi di stile, voraci nel consumare, avidi nel possedere tutto e subito, pigri nel donare, incerti nel costruire. Si ricordano con nostalgia i «vecchi tempi», in cui i giovani erano educati, rispettosi, coscienziosi. Può essere vero un giudizio del genere? O può essere più vera l’esortazione del libro del Qoelet: «Non dire “come mai i tempi antichi erano migliori del presente?”, perché una domanda simile non è...

A scuola! Zaini (e PC) in spalla

Suona la campanella nelle nostre scuole, e migliaia di bambini, ragazzi e giovani cominciano o riprendono la scuola, costruendo il loro futuro intellettuale, sociale e di fede.

Ai giovani insegniamo la coscienza

Nel sentire e vivere comune, l’educazione è generalmente compresa come una «questione» riguardante una fase specifica della vita – quella infantile-adolescenziale-giovanile – che coinvolge di conseguenza soggetti ben determinati. Questa visione riduttiva del concetto contrasta con quanto ci viene continuamente ricordato dalla Chiesa. «L’educazione dei giovani, come anche una certa formazione ininterrotta degli adulti», sono infatti rese «insieme più facili e più urgenti dalle circostanze» e dalle «condizioni...

Sei connesso? E libero? Guardiamoci dentro

Il cammino di quaresima che abbiamo iniziato ci è propizio per affrontare un tema di scottante attualità: la tecno-dipendenza. Una ricerca condotta su 23.000 soggetti dall’Associazione nazionale Di.Te, che si occupa di tecno-dipendenze, dimostra che il 32% dei giovani passa 4 ore al giorno on-line, e più del 17% resta connesso tra le 7 e le 10 ore. La ricerca ha interessato oltre 9.000 maschi e quasi 14.000 ragazze tra gli 11 e i 26 anni e conferma la sensazione che noi tutti abbiamo prendendo un treno o la metro, e le certezze di quanti hanno un compito educativo accanto...

Dimmi come educhi… I beni comuni ambientali in crisi

Con cadenza regolare ci troviamo a raccontare di disastri ambientali: venti che distruggono boschi secolari, esondazioni devastanti, alluvioni, siccità prolungate… Contiamo i danni e, soprattutto, piangiamo le vittime. Con altrettanta regolarità, però, voltiamo pagina senza battere ciglio. Fatichiamo a fare tesoro di ciò che capita per prendere le misure e, per quanto possibile, prevedere di limitare i danni attraverso una saggia attenzione al territorio. «Coltivare e custodire» la terra implica anche la dimensione del prendersi cura dei beni comune...

Ricostruire le relazioni? Partiamo dall’inizio: essere figli

Le cronache non lesinano notizie preoccupanti sul mondo dei giovani. Il consumo di droghe, le violenze sessuali, il bullismo contro i pari ma anche contro gli adulti, il cyberbullismo, gli abbandoni scolastici e simili sono solo alcuni dei segnali di allarme che la popolazione giovanile sta lanciando alla società. Quest’ultima però sembra essere impreparata a questi fenomeni e risponde moltiplicando e inasprendo leggi e controlli. Ma è questa la strada davvero promettente perché i giovani disorientati di oggi siano adulti maturi domani? Oppure bisogna andare più...

I «centennials» oggi a scuola. Ci serve un «tutorial»

Il filosofo tedesco Peter Sloterdijk scrisse: «Bisogna diventare esperti di cibernetica per restare umanisti». La sua affermazione è provocatoria, come un po’ tutto il suo pensiero, ma noi scegliamo di prenderla per buona e di rilanciarla rispetto ai temi che ci sono cari: «Bisogna diventare esperti di cibernetica per restare teologi». Benedetto XVI, ancora cardinale, ci ha opportunamente avvertito che «se religione e ragione non possono disporsi nella giusta correlazione, la vita spirituale dell’uomo decade per un verso in un piatto razionalismo...