Il card. Camillo Ruini è morto. Scomparso il 16 giugno scorso all’età di 95 anni, Ruini è stato certamente un protagonista, per oltre vent’anni, della vicenda della Chiesa in Italia.
Non c’è molto di nuovo, malgrado il clamore mediatico, nel secondo scisma verificatosi tra la Chiesa di Roma e la Fraternità sacerdotale San Pio X (FSSPX), fondata da mons. Marcel Lefebvre nel primo postconcilio (1970) e allontanatasi dalla comunione a partire dal 1975.
Dopo il «no» sulle benedizioni alle coppie omosessuali (cf. Regno-doc. 13,2026,426), al Cammino sinodale tedesco arriva un altro stop dalla Santa Sede, questa volta in merito all’omelia tenuta da laici.
L’attuale pontificato si configura come un esercizio di equilibrio in cui convergono la continuità del magistero di papa Francesco, un aggiornamento programmatico della ricezione del Concilio e lo sviluppo della tradizione alla luce della sinodalità. Questo inizia a intravedersi attraverso una gestione collegiale della trasformazione ecclesiale.
L’attuale pontificato si configura come un esercizio di equilibrio in cui convergono la continuità del magistero di papa Francesco, un aggiornamento programmatico della ricezione del Concilio e lo sviluppo della tradizione alla luce della sinodalità. Questo inizia a intravedersi attraverso una gestione collegiale della trasformazione ecclesiale.
Alla fase critica nel mese di aprile nei rapporti tra l’amministrazione Trump e la Santa Sede circa la guerra in Iran, sono seguite settimane d’assestamento sul piano interno. Il 17 maggio si è tenuto sul National Mall di Washington il «Rededicate 250», un raduno nazionale organizzato dalla Casa Bianca, che ha celebrato il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza del 1776 riunendo leader governativi, organizzazioni religiose e migliaia di statunitensi per una giornata di preghiera, adorazione e ringraziamento.
Qualcuno ha parlato di svolta storica, altri di tradimento dell’ecclesialità, altri ancora di cedimento alla cultura woke. Di certo il documento Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo, approvato a larghissima maggioranza dal Consiglio generale dell’AGESCI riunito a Bracciano il 3 maggio scorso (mozione 54/2026), ha fatto rumore ben oltre i confini dell’associazionismo scout.
La diffusione della cremazione è in Italia un evento di notevoli proporzioni. Oggi tale scelta è compiuta nel nostro paese dal 39% dei defunti, quando 30 anni fa, nel 1995, solo il 3% era orientato in questo senso. Al Nord, anche grazie a una maggiore presenza di impianti e della organizzazione collegata, tale opzione supera ormai largamente il 50%.
Il 5 dicembre 2015, nella cattedrale di Palermo, veniva consacrato arcivescovo un uomo che a Palermo nessuno conosceva. Aveva cinquantadue anni, era nato a Ispica, in provincia di Ragusa. Arrivava con una valigia di libri e con la reputazione di qualcuno che preferisce stare in mezzo alla gente piuttosto che nelle sacrestie. La Chiesa che Lorefice guida ha scelto di abitare le periferie – fisiche, esistenziali, umane –. Non è una Chiesa perfetta. Ma ha smesso di aspettare che la gente venisse a trovarla ed è andata a cercarla.
Se «non stiamo attenti e se ci rifiutiamo di vedere l’evidenza, il distacco nei confronti della Chiesa, che è già ampiamente iniziato, continuerà ad aumentare. Non prenderà la forma di opposizione o di abbandono, come in passato, ma di un tranquillo disinteresse per questa montagna di sforzi che sta incessantemente partorendo un topolino».
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G. Rancilio, Vite digitali. Storie, domande e strumenti per restare umani, Avvenire – Vita e Pensiero, Milano 2026, pp. 164, € 15,00.
Id., Questa enciclica è una hit! La Magnifica humanitas per i ragazzi, Àncora, Milano 2026, pp. 48, € 3,00.
L. Ceci, Cattolici tra fascismo e post-fascismo. Spazi pubblici e memorie politiche, Tor Vergata University Press, Roma 2026, pp. 72, bit.ly/4giadG2.
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L’estate torrida è per fortuna rinfrescata da alcune godibili uscite francesi in sala o in anteprima nelle arene che permettono di rimanere avvinghiati tutto l’anno al cinema di qualità. Si tratta di film che si accontentano magistralmente di 90 minuti o poco più ed è un fattore fondamentale perché anche l’aria condizionata non salva dalle gambe pesanti che faticano a stare troppo ferme, salvo essere accomodate in poltrone da 14 euro che te le alzano elegantemente, ma situate purtroppo in sale che difficilmente programmano questo genere di titoli. Lì vanno bene i 145 minuti di Disclosure day di Steven Spielberg o i 172 di Odissea di Christopher Nolan.
«Mentre l’intelligenza umana continuamente si sviluppa in modo organico nel corso della crescita fisica e psicologica della persona ed è plasmata da una miriade di esperienze vissute nella corporeità, l’IA manca della capacità di evolversi in questo senso» (Antiqua et nova, n. 31). I pronunciamenti più recenti del magistero, non ultima l’enciclica Magnifica humanitas, indicano nella corporeità dell’essere razionale la dimensione capace di dare forma a un’esperienza complessa e non riproducibile in un sistema computazionale per quanto potente e capace di «apprendimento». Stimoli sensoriali, risposte emotive, interazioni sociali, empatia, l’esperienza della malattia, della fragilità, della fallibilità come scoperta e custodia del senso di un limite che apre l’esistenza personale alla relazione e alla trascendenza. Uno sguardo alla corporeità umana nelle sue dimensioni – animale, meccanica, relazionale e spirituale – è quanto offrono i contributi qui raccolti, frutto di un seminario organizzato dall’Associazione Nuovo SEFIR.