il Regno delle Donne Tag: donna
La prefetta e il battesimo
In questi giorni, dopo la nomina a Prefetta del Dicastero per la vita consacrata di suor Simona Brambilla, non mancano commentatori che esprimono stupore perché scoprono che l’esclusione dai gradi sacerdotali del ministero (presbiterato ed episcopato) non comporta anche l’esclusione dall’esercizio del potere di governo. “Potere sì, ministero no”: è questo il punto di arrivo del discernimento sinodale sul ruolo delle donne (Documento finale, n. 60)? In realtà sembra piuttosto un punto di partenza, perché, mentre la riflessione sul ministero deve rimanere aperta, l’Assemblea sinodale invita “a dare piena attuazione a tutte le opportunità già previste dal diritto vigente relativamente al ruolo delle donne, in particolare nei luoghi dove esse restano inattuate. Non ci sono ragioni che impediscano alle donne di assumere ruoli di guida nella Chiesa: non si potrà fermare quello che viene dallo Spirito Santo”. Si tratta di riconoscere l’abilitazione battesimale di tutte e tutti. Sulla quale ci soffermiamo qui, anche attraverso una analisi del sistema canonico nel suo complesso.
Da che pulpito viene la predica?!
Tuttora le donne non hanno la facoltà di presiedere e neppure di tenere le omelie durante le celebrazioni eucaristiche. Tra richiesta, bisogno e desiderio molte cose però si muovono: le donne fanno meditazioni bibliche e scrivono, anche tracce per le omelie: che sia il caso di fare qualche cambiamento, per il bene della Chiesa? Nell’immagine del resto vediamo che la storia è ricca di presenze: nel Monastero di S. Anna di Foligno le Terziarie francescane che predicavano per le strade avevano voluto ritrarre Maria che insegna nel tempio.
Sinodo: le politiche e l’apprendimento
Una teologa che ha fatto parte di una commissione teologica al Sinodo ha scritto alcune considerazioni, alla vigilia della sua conclusione. Un post vecchio? No. E’ piuttosto un’istantanea in un tempo sospeso e dilatato, cifra di quanto segue il Sinodo, come processo oltre l’evento. Con una attenzione particolare alle parole delle donne e sulle donne.
Non ho mai ucciso una donna. Ma non mi sento innocente
«Not all men», «Non tutti gli uomini»: lo si dice anche in ambiti cattolici, di fronte ai femminicidi. E così ci si libera dall’impegno di riflettere sull’ordine gerarchico che sta alla base delle molteplici forme di sopruso maschile: anche quelle quotidiane, quelle di cui nemmeno ci si rende conto perché sono modi “normali” di porsi e relazionarsi. Ma se non si fanno i conti con quel modello, anche nella propria esperienza personale, se ne diventa complici.
25 novembre - Vittime di chi si crede dio
Le multiformi violenze contro le donne perpetrate in istituti religiosi, movimenti e“nuove comunità” vengono coperte e minimizzate da silenzi colpevoli e narrazioni distorte. Si radicano in un modello di autorità che non si può più accettare, e che non potrà veramente cambiare senza il contributo attivo di chi ne ha sperimentato il devastante potere.
Giulia e le sante violate: una memoria pericolosa
Quest’anno il 25 novembre, con il suo carico di scandalo e con le domande sempre più incalzanti, ha un dramma in più: l’uccisione di Giulia Cecchettin, accompagnata da parole sante ma anche da commenti inascoltabili. Non vogliamo lasciar cadere la sua eco, mettendola nella serie lunghissima di un martirologio di vite crocifisse – Blandina, Giulia di Brescia, Rosalia, Vilgefortis, Maria Goretti – che si estende alle vittime degli stupri di guerra e dei campi di detenzione dei migranti.
Questa memoria non è devota, bensì pericolosa, in un duplice senso: può rafforzare e in qualche misura “sacralizzare” l’immaginario perverso della violenza su inermi, ma porta anche con sé la resistenza, la parola/corpo che si oppone, la resilienza che trova posto nei simboli più alti.
Natalità: ancora una questione “da donne”
Si parla tanto del sostegno da dare alle donne perché siano libere di diventare madri senza che questo penalizzi la loro vita professionale. Giusto. Ma perché non si parla dei padri?
Vivere nella resistenza. In memoria di Dorothee Solle
Aprile 2023: due giorni dopo la Festa della Liberazione ricorrono i vent’anni dalla morte della teologa che coniò il termine “cristofascismo”. Un motivo in più per interrogarsi sul potere, il senso del “combattere”, il rapporto fra autorità e pluralità.
Il CTI compie vent’anni e scommette sulla teologia pubblica
In Italia, più che altrove, la teologia rischia l’insignificanza o la marginalità. Ma nei suoi vent’anni di vita il Coordinamento teologhe italiane ha sperimentato una terza via, che verrà messa a tema e rilanciata nel prossimo seminario annuale (Roma, 15 aprile): una teologia pubblica – perché consapevole della parzialità – e generativa, perché cresciuta nel vivo dei conflitti e delle periferie.
Sinodo tedesco: quei “sì” nati da un dibattito fra pari
Conclusa a Francoforte la V assemblea del Synodaler Weg, un percorso in cui le varie componenti della comunità cattolica si sono confrontate a viso aperto su temi che interessano tutta la Chiesa, chiamando le cose con il loro nome.
Approvati testi su diaconato per le donne e apertura al discorso sull’ordinazione femminile, predicazione di laiche e laici nella celebrazione eucaristica, benedizione delle coppie omosessuali, diversità di genere, celibato non obbligatorio per i preti: i vescovi li porteranno alla fase universale del Sinodo.