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Il Regno delle Donne

Lingua sorella. Scommettere sulle alleanze

Una rete di alleanze fra donne si intreccia con sette Diocesi italiane. Molti i cantieri avviati, con attenzione particolare alle parole che fanno cose, che aprono mondi, come quelle più belle, o ne chiudono, come quelle sgradevoli. Una scommessa non banale: riusciranno a coinvolgere le comunità ecclesiali e non solo i sette vescovi che hanno sottoscritto il progetto?

Sorelle diocesi nasce tre anni fa a Napoli dalla sinergia fra Adriana Valerio – da “sempre” attenta alla Storia delle donne ma da allora Delegata per i Laici dell’Arcidiocesi partenopea - e Mimmo Battaglia, l’arcivescovo, ora cardinale. Le tante iniziative attuabili in quella città, dove tutto si incrocia e si rigenera, si sono presentate da subito così ricche di energia da lasciar intuire la possibilità di espandersi, coinvolgendo altre città, altre chiese, altre amiche, altri Vescovi.

Diocesi sorelle, non gemelle

Il progetto si chiama, appunto, Sorelle Diocesi, comunità ecclesiali in rete e interessa al momento oltre a Napoli e spostandosi da Sud a Nord, Palermo, Catania, Reggio Calabria, Cassano allo Ionio, Mantova e Verona. Si può dire “al momento”, perché da diversi luoghi d’Italia arrivano richieste di informazioni e si manifesta il desiderio di aderire: per adesso i sette nodi della rete aspettano di rafforzare e radicare i loro percorsi prima di estenderli. Percorsi fra i quali ci sono anche molte differenze, che nessuna vuole eliminare: sorelle sì, gemelle o, peggio ancora, cloni proprio no. In alcune diocesi le referenti stesse o altre amiche sono anche delegate diocesane, segnalando che le buone intenzioni possono diventare utili istituzioni, che possono far uscire la questione da zone riservate, per intersecare i percorsi di tutte e tutti. In qualche luogo le iniziative sono anche passi nella storia e nell’arte , altrove le alleanze non solo ecumeniche ma anche laiche hanno richiesto altre sinergie. L’intuizione di fondo, come si legge nella pagina veronese appena richiamata, è che in quei legami circola energia per tutte e tutti: pratiche appena avviate hanno valore come esperienze pluriennali.

Vocabolaria

Fra le tante cose in atto emerge dal Mediterraneo su cui si affaccia Palermo l’idea di una lingua sorella, che dia voce a tante voci, senza arroganza, senza mistificazione, senza orpelli. Su iniziativa di Anna Staropoli nasce una Vocabolaria, una rete di parole che sulla scorta di Santa Rosalia, mette a disposizione una pratica corroborante per tutte e che per questo può estendersi a chiunque. Dalla A alla Zeta si aprono parole – quelle iniziali, altre che si sono aggiunte e ritardatarie che continuano a unirsi - morbide e resistenti, sincere anche quando intuiscono di poter apparire graffianti, rassicuranti spesso, ma non per destino attribuito. Questo può cambiare le dinamiche della violenza, anche quella sottile che stentiamo a definire tale, e si manifesta anche in una battuta apparentemente bonaria, magari assolutamente bene intenzionata, come quella che distribuisce miele e aceto - nel Vocabolario si veda R come Regine- fra le astanti. Abbiamo imparato, cito ancora una bella comunicazione di Anna Staropoli, che il Triangolo della Violenza (qui la definizione di Johan Galtung) percorre diversi livelli e si basa su cose apparentemente piccole, mai tuttavia ininfluenti.

Ricominciare, tra incertezza e rigenerazione

Ognuna – e ognuno, purché accetti di entrare in questa dinamica senza re- includerla nel già noto – può cercare una lingua sorella, anzi può continuare a pronunciarla. Sì, perché non siamo al giorno uno, abbiamo alle spalle tanti tentativi, tante pratiche, tanto lessico. C’è una energia che serve per superare la forza di inerzia che tiene incollate al suolo e avviare il moto, non c’è dubbio. Ma esiste un altro tipo di energia ancora più esigente: quella che consente di ri/partire, di rispondere per l’ennesima volta a domande simili, di attraversare modelli così forti da precederci e parlare, indesiderati magari ma non meno potenti, nelle nostre lingue. Quella che consente di attraversare anche luoghi e corridoi ristrutturati appena… e che per una minima concessione si ritengono già inclusivi. Questa sfida ancora ci attende. Solo un’energia condivisa consente di percorrerla e di metterla a disposizione di chiese e città.

 

 

 

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