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Documenti, 17/2010

Il cuore parla al cuore. Viaggio apostolico nel Regno Unito (16-19.9.2010)

Benedetto XVI
La prima visita di stato di un pontefice nel Regno Unito dallo scisma anglicano, coronata da successo dopo le critiche e i timori della vigilia. Da più parti definito «storico», il 17° viaggiointernazionale di Benedetto XVI (16- 19 settembre 2010) si è svolto – nella tonalità generale degli incontri e dei discorsi – nel segno del card. John Henry Newman, beatificato dal papa il 19. Un atteggiamento «gentile» e affabile, ma senza cedimenti nel rispetto delle verità proclamate, e un approccio non politico che ha messo l’accento sulla vita cristiana come chiamata alla santità, secondo il mot to di Newman Cor ad cor loquitur, sono stati l’abito che ha rivestito i temi portanti del pontificato: la presenza e il ruolo della fede religiosa nello spazio pubblico, il fronte comune di tutti i credenti contro la dittatura del relativismo, l’illuminazione reciproca tra fede e ragione per offrire allo stato i fondamenti etici delle scelte politiche. E ai vescovi cattolici il compito di «proclamare il Vangelo di nuovo in un contesto altamente secolarizzato».

Il cuore parla al cuore. Alla Chiesa scozzese: omelia al Bellahouston Park, Glasgow

Benedetto XVI
La prima visita di stato di un pontefice nel Regno Unito dallo scisma anglicano, coronata da successo dopo le critiche e i timori della vigilia. Da più parti definito «storico», il 17° viaggiointernazionale di Benedetto XVI (16- 19 settembre 2010) si è svolto – nella tonalità generale degli incontri e dei discorsi – nel segno del card. John Henry Newman, beatificato dal papa il 19. Un atteggiamento «gentile» e affabile, ma senza cedimenti nel rispetto delle verità proclamate, e un approccio non politico che ha messo l’accento sulla vita cristiana come chiamata alla santità, secondo il mot to di Newman Cor ad cor loquitur, sono stati l’abito che ha rivestito i temi portanti del pontificato: la presenza e il ruolo della fede religiosa nello spazio pubblico, il fronte comune di tutti i credenti contro la dittatura del relativismo, l’illuminazione reciproca tra fede e ragione per offrire allo stato i fondamenti etici delle scelte politiche. E ai vescovi cattolici il compito di «proclamare il Vangelo di nuovo in un contesto altamente secolarizzato».

Regno Unito: una nuova agenda per la Chiesa

V. Nichols
A visita conclusa, il presidente della Conferenza dei vescovi d’Inghilterra e Galles ne ha tratto le linee guida per la presenza e l’azione della Chiesa cattolica nel Regno Unito nei prossimi anni: in un editoriale su L’Osservatore romano, avendo quindi come destinataria la Chiesa cattolica nella sua dimensione universale, e in una «lettera pastorale» che è stata letta il 25 e il 26 settembre nella cattedrale di Westminster e in altre 213 parrocchie della sua diocesi.

Il cuore parla al cuore. Collaborazione fianco a fianco: ai rappresentanti di altre religioni

Benedetto XVI
La prima visita di stato di un pontefice nel Regno Unito dallo scisma anglicano, coronata da successo dopo le critiche e i timori della vigilia. Da più parti definito «storico», il 17° viaggiointernazionale di Benedetto XVI (16- 19 settembre 2010) si è svolto – nella tonalità generale degli incontri e dei discorsi – nel segno del card. John Henry Newman, beatificato dal papa il 19. Un atteggiamento «gentile» e affabile, ma senza cedimenti nel rispetto delle verità proclamate, e un approccio non politico che ha messo l’accento sulla vita cristiana come chiamata alla santità, secondo il mot to di Newman Cor ad cor loquitur, sono stati l’abito che ha rivestito i temi portanti del pontificato: la presenza e il ruolo della fede religiosa nello spazio pubblico, il fronte comune di tutti i credenti contro la dittatura del relativismo, l’illuminazione reciproca tra fede e ragione per offrire allo stato i fondamenti etici delle scelte politiche. E ai vescovi cattolici il compito di «proclamare il Vangelo di nuovo in un contesto altamente secolarizzato».

Il cuore parla al cuore. L’incontro fraterno con gli anglicani

R. Williams, Benedetto XVI
La prima visita di stato di un pontefice nel Regno Unito dallo scisma anglicano, coronata da successo dopo le critiche e i timori della vigilia. Da più parti definito «storico», il 17° viaggiointernazionale di Benedetto XVI (16- 19 settembre 2010) si è svolto – nella tonalità generale degli incontri e dei discorsi – nel segno del card. John Henry Newman, beatificato dal papa il 19. Un atteggiamento «gentile» e affabile, ma senza cedimenti nel rispetto delle verità proclamate, e un approccio non politico che ha messo l’accento sulla vita cristiana come chiamata alla santità, secondo il mot to di Newman Cor ad cor loquitur, sono stati l’abito che ha rivestito i temi portanti del pontificato: la presenza e il ruolo della fede religiosa nello spazio pubblico, il fronte comune di tutti i credenti contro la dittatura del relativismo, l’illuminazione reciproca tra fede e ragione per offrire allo stato i fondamenti etici delle scelte politiche. E ai vescovi cattolici il compito di «proclamare il Vangelo di nuovo in un contesto altamente secolarizzato».

Il cuore parla al cuore. La religione, un fattore costruttivo: l’incontro con le autorità civili

Benedetto XVI
La prima visita di stato di un pontefice nel Regno Unito dallo scisma anglicano, coronata da successo dopo le critiche e i timori della vigilia. Da più parti definito «storico», il 17° viaggiointernazionale di Benedetto XVI (16- 19 settembre 2010) si è svolto – nella tonalità generale degli incontri e dei discorsi – nel segno del card. John Henry Newman, beatificato dal papa il 19. Un atteggiamento «gentile» e affabile, ma senza cedimenti nel rispetto delle verità proclamate, e un approccio non politico che ha messo l’accento sulla vita cristiana come chiamata alla santità, secondo il mot to di Newman Cor ad cor loquitur, sono stati l’abito che ha rivestito i temi portanti del pontificato: la presenza e il ruolo della fede religiosa nello spazio pubblico, il fronte comune di tutti i credenti contro la dittatura del relativismo, l’illuminazione reciproca tra fede e ragione per offrire allo stato i fondamenti etici delle scelte politiche. E ai vescovi cattolici il compito di «proclamare il Vangelo di nuovo in un contesto altamente secolarizzato».

Il cuore parla al cuore. Cristo nei martiri: omelia nella cattedrale di Westminster

Benedetto XVI
La prima visita di stato di un pontefice nel Regno Unito dallo scisma anglicano, coronata da successo dopo le critiche e i timori della vigilia. Da più parti definito «storico», il 17° viaggiointernazionale di Benedetto XVI (16- 19 settembre 2010) si è svolto – nella tonalità generale degli incontri e dei discorsi – nel segno del card. John Henry Newman, beatificato dal papa il 19. Un atteggiamento «gentile» e affabile, ma senza cedimenti nel rispetto delle verità proclamate, e un approccio non politico che ha messo l’accento sulla vita cristiana come chiamata alla santità, secondo il mot to di Newman Cor ad cor loquitur, sono stati l’abito che ha rivestito i temi portanti del pontificato: la presenza e il ruolo della fede religiosa nello spazio pubblico, il fronte comune di tutti i credenti contro la dittatura del relativismo, l’illuminazione reciproca tra fede e ragione per offrire allo stato i fondamenti etici delle scelte politiche. E ai vescovi cattolici il compito di «proclamare il Vangelo di nuovo in un contesto altamente secolarizzato».

Il cuore parla al cuore. Rafforzare un’atmosfera di fiducia: a un gruppo di protezione dei bambini

Benedetto XVI
La prima visita di stato di un pontefice nel Regno Unito dallo scisma anglicano, coronata da successo dopo le critiche e i timori della vigilia. Da più parti definito «storico», il 17° viaggiointernazionale di Benedetto XVI (16- 19 settembre 2010) si è svolto – nella tonalità generale degli incontri e dei discorsi – nel segno del card. John Henry Newman, beatificato dal papa il 19. Un atteggiamento «gentile» e affabile, ma senza cedimenti nel rispetto delle verità proclamate, e un approccio non politico che ha messo l’accento sulla vita cristiana come chiamata alla santità, secondo il mot to di Newman Cor ad cor loquitur, sono stati l’abito che ha rivestito i temi portanti del pontificato: la presenza e il ruolo della fede religiosa nello spazio pubblico, il fronte comune di tutti i credenti contro la dittatura del relativismo, l’illuminazione reciproca tra fede e ragione per offrire allo stato i fondamenti etici delle scelte politiche. E ai vescovi cattolici il compito di «proclamare il Vangelo di nuovo in un contesto altamente secolarizzato».

Il cuore parla al cuore. Quella gentile tradizione inglese: beatificazione del card. Newman

Benedetto XVI
La prima visita di stato di un pontefice nel Regno Unito dallo scisma anglicano, coronata da successo dopo le critiche e i timori della vigilia. Da più parti definito «storico», il 17° viaggiointernazionale di Benedetto XVI (16- 19 settembre 2010) si è svolto – nella tonalità generale degli incontri e dei discorsi – nel segno del card. John Henry Newman, beatificato dal papa il 19. Un atteggiamento «gentile» e affabile, ma senza cedimenti nel rispetto delle verità proclamate, e un approccio non politico che ha messo l’accento sulla vita cristiana come chiamata alla santità, secondo il mot to di Newman Cor ad cor loquitur, sono stati l’abito che ha rivestito i temi portanti del pontificato: la presenza e il ruolo della fede religiosa nello spazio pubblico, il fronte comune di tutti i credenti contro la dittatura del relativismo, l’illuminazione reciproca tra fede e ragione per offrire allo stato i fondamenti etici delle scelte politiche. E ai vescovi cattolici il compito di «proclamare il Vangelo di nuovo in un contesto altamente secolarizzato».

Il cuore parla al cuore. Evangelizzare il Regno Unito: discorso ai vescovi cattolici

Benedetto XVI
La prima visita di stato di un pontefice nel Regno Unito dallo scisma anglicano, coronata da successo dopo le critiche e i timori della vigilia. Da più parti definito «storico», il 17° viaggiointernazionale di Benedetto XVI (16- 19 settembre 2010) si è svolto – nella tonalità generale degli incontri e dei discorsi – nel segno del card. John Henry Newman, beatificato dal papa il 19. Un atteggiamento «gentile» e affabile, ma senza cedimenti nel rispetto delle verità proclamate, e un approccio non politico che ha messo l’accento sulla vita cristiana come chiamata alla santità, secondo il mot to di Newman Cor ad cor loquitur, sono stati l’abito che ha rivestito i temi portanti del pontificato: la presenza e il ruolo della fede religiosa nello spazio pubblico, il fronte comune di tutti i credenti contro la dittatura del relativismo, l’illuminazione reciproca tra fede e ragione per offrire allo stato i fondamenti etici delle scelte politiche. E ai vescovi cattolici il compito di «proclamare il Vangelo di nuovo in un contesto altamente secolarizzato».

A difesa dello IOR. Segreteria di stato, L’Osservatore romano, p. Federico Lombardi

Segreteria di stato, L’Osservatore romano, F. Lombardi
«Il Vaticano non va certo famoso per la rapidità con cui risponde agli attacchi portati alla sua credibilità. Ma la Santa Sede ha reagito quasi istantaneamente», con il comunicato del 21 settembre, «a difesa dei suoi due maggiori ban chieri dopo che sono stati posti sotto inchiesta perché sospettati di riciclaggio di denaro»: è l’apertura dell’articolo del Financial times (on-line il 21 settembre, a stampa il 22) al quale ha risposto con una lettera, il 22, p. Federico Lombardi, contemporaneamente a un articolo di prima pagina, non firmato, de L’Osservatore romano. All’origine, la notizia che la Procura di Roma, avendo avviato – su segnalazione della Banca d’Italia – un’inchiesta su operazioni tra il Vaticano Istituto per le opere di religione (IOR) e due altre banche, ha iscritto nel registro degli indagati il presidente dello IOR stesso, Ettore Gotti Tedeschi. Ma «dall’inizio di quest’anno, – spiega la Santa Sede – gli organi della Banca d’Italia e dello IOR operano in stretto collegamento proprio in vista dell’adeguamento delle operazioni dello IOR alle procedure antiriciclaggio», con l’obiettivo di ottenere dagli organismi internazionali «l’iscrizione della Santa Sede alla cosiddetta White list».

A difesa dello IOR. Volontà di trasparenza: Comunicato

Segreteria di stato
«Il Vaticano non va certo famoso per la rapidità con cui risponde agli attacchi portati alla sua credibilità. Ma la Santa Sede ha reagito quasi istantaneamente», con il comunicato del 21 settembre, «a difesa dei suoi due maggiori ban chieri dopo che sono stati posti sotto inchiesta perché sospettati di riciclaggio di denaro»: è l’apertura dell’articolo del Financial times (on-line il 21 settembre, a stampa il 22) al quale ha risposto con una lettera, il 22, p. Federico Lombardi, contemporaneamente a un articolo di prima pagina, non firmato, de L’Osservatore romano. All’origine, la notizia che la Procura di Roma, avendo avviato – su segnalazione della Banca d’Italia – un’inchiesta su operazioni tra il Vaticano Istituto per le opere di religione (IOR) e due altre banche, ha iscritto nel registro degli indagati il presidente dello IOR stesso, Ettore Gotti Tedeschi. Ma «dall’inizio di quest’anno, – spiega la Santa Sede – gli organi della Banca d’Italia e dello IOR operano in stretto collegamento proprio in vista dell’adeguamento delle operazioni dello IOR alle procedure antiriciclaggio», con l’obiettivo di ottenere dagli organismi internazionali «l’iscrizione della Santa Sede alla cosiddetta White list».

A difesa dello IOR. In corso l’adeguamento: Nota

L’Osservatore romano
«Il Vaticano non va certo famoso per la rapidità con cui risponde agli attacchi portati alla sua credibilità. Ma la Santa Sede ha reagito quasi istantaneamente», con il comunicato del 21 settembre, «a difesa dei suoi due maggiori ban chieri dopo che sono stati posti sotto inchiesta perché sospettati di riciclaggio di denaro»: è l’apertura dell’articolo del Financial times (on-line il 21 settembre, a stampa il 22) al quale ha risposto con una lettera, il 22, p. Federico Lombardi, contemporaneamente a un articolo di prima pagina, non firmato, de L’Osservatore romano. All’origine, la notizia che la Procura di Roma, avendo avviato – su segnalazione della Banca d’Italia – un’inchiesta su operazioni tra il Vaticano Istituto per le opere di religione (IOR) e due altre banche, ha iscritto nel registro degli indagati il presidente dello IOR stesso, Ettore Gotti Tedeschi. Ma «dall’inizio di quest’anno, – spiega la Santa Sede – gli organi della Banca d’Italia e dello IOR operano in stretto collegamento proprio in vista dell’adeguamento delle operazioni dello IOR alle procedure antiriciclaggio», con l’obiettivo di ottenere dagli organismi internazionali «l’iscrizione della Santa Sede alla cosiddetta White list».

A difesa dello IOR. Un «misunderstanding»: Lettera al Financial Times

F. Lombardi
«Il Vaticano non va certo famoso per la rapidità con cui risponde agli attacchi portati alla sua credibilità. Ma la Santa Sede ha reagito quasi istantaneamente», con il comunicato del 21 settembre, «a difesa dei suoi due maggiori ban chieri dopo che sono stati posti sotto inchiesta perché sospettati di riciclaggio di denaro»: è l’apertura dell’articolo del Financial times (on-line il 21 settembre, a stampa il 22) al quale ha risposto con una lettera, il 22, p. Federico Lombardi, contemporaneamente a un articolo di prima pagina, non firmato, de L’Osservatore romano. All’origine, la notizia che la Procura di Roma, avendo avviato – su segnalazione della Banca d’Italia – un’inchiesta su operazioni tra il Vaticano Istituto per le opere di religione (IOR) e due altre banche, ha iscritto nel registro degli indagati il presidente dello IOR stesso, Ettore Gotti Tedeschi. Ma «dall’inizio di quest’anno, – spiega la Santa Sede – gli organi della Banca d’Italia e dello IOR operano in stretto collegamento proprio in vista dell’adeguamento delle operazioni dello IOR alle procedure antiriciclaggio», con l’obiettivo di ottenere dagli organismi internazionali «l’iscrizione della Santa Sede alla cosiddetta White list».

Una parola d’incoraggiamento. Lettera ai vescovi e ai sacerdoti nella Cina continentale

I. Dias, R. Sarah
A conclusione dell’anno sacerdotale il card. Ivan Dias, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, manda una Lettera ai vescovi e ai sacerdoti nella Cina continentale, pubblicata dall’agenzia Fides il 29 luglio scorso e firmata anche dal segretario, mons. Robert Sarah, del dicastero missionario. L’intento è quello di rivolgere ai vescovi e ai sacerdoti cinesi «un cordiale e fraterno saluto e… una parola d’incoraggiamento nell’arduo impegno pastorale che state compiendo come pastori del gregge che il Signore vi ha affidato in codesta nobile nazione». Dopo la Lettera alla Chiesa cattolica nella Repubblica popolare cinese di Benedetto XVI (EV 24/888), il successivo Compendio (Regno-doc. 13,2009,402) e la Lettera ai sacerdoti nella Repubblica popolare cinese del segretario di stato card. Tarcisio Bertone (Regno-doc. 3,2010,82), viene messa in risalto, in una prospettiva pastorale, la figura del sacerdote come «uomo di Dio» e «uomo per gli altri», sottolineando l’importanza della comunione col papa – «l’esemplare fedeltà e l’ammirevole coraggio, dimostrati dai cattolici in Cina verso la sede di Pietro, sono un dono prezioso del Signore» – e l’importante sfida di rafforzare l’unità in seno alla Chiesa, «che state già affrontando».

Educazione e passione. Prolusione e Comunicato finale del Consiglio permanete della CEI

A. Bagnasco; Conferenza episcopale italiana
«Siamo angustiati per l’Italia… per l’Italia concreta, fatta di persone e comunità, ricca di risorse umane … Nazione generosa e im pegnata, che però non riesce ad amarsi compiutamente ». È ciò che afferma, ripreso da diversi organi di stampa, il card. Angelo Ba gnasco, presidente della Confe renza episcopale italiana, nella Prolusione pronunciata il 27 settembre all’apertura dei lavori del Consiglio permanente della CEI. Ma diversi sono i temi presenti nella Prolusione: le parrocchie come «cantieri sempre aperti», le prove e le sfide della Chiesa oggi, l’esigenza di un nuovo annuncio cristiano, la preoccupazione per il paese, il bisogno di riscoprire la bellezza del bene comune, l’impatto sociale della crisi soprattutto sui giovani e le famiglie, il federalismo e la riforma fiscale, senza mai dimenticare le ferite e le emergenze del mondo. Temi che vengono ripresi nel Comunicato finale del Consiglio episcopale permanente, che pubblica anche le nomine delle nuove Commissioni episcopali, presentato da mons. Ma riano Crociata, segretario della CEI, il 1° ottobre

Educazione e passione. Una Chiesa preoccupata per l’Italia: Prolusione

A. card. Bagnasco
«Siamo angustiati per l’Italia… per l’Italia concreta, fatta di persone e comunità, ricca di risorse umane … Nazione generosa e im pegnata, che però non riesce ad amarsi compiutamente ». È ciò che afferma, ripreso da diversi organi di stampa, il card. Angelo Ba gnasco, presidente della Confe renza episcopale italiana, nella Prolusione pronunciata il 27 settembre all’apertura dei lavori del Consiglio permanente della CEI. Ma diversi sono i temi presenti nella Prolusione: le parrocchie come «cantieri sempre aperti», le prove e le sfide della Chiesa oggi, l’esigenza di un nuovo annuncio cristiano, la preoccupazione per il paese, il bisogno di riscoprire la bellezza del bene comune, l’impatto sociale della crisi soprattutto sui giovani e le famiglie, il federalismo e la riforma fiscale, senza mai dimenticare le ferite e le emergenze del mondo. Temi che vengono ripresi nel Comunicato finale del Consiglio episcopale permanente, che pubblica anche le nomine delle nuove Commissioni episcopali, presentato da mons. Ma riano Crociata, segretario della CEI, il 1° ottobre

Educazione e passione. Pronti gli orientamenti pastorali: Comunicato finale

Conferenza episcopale italiana
«Siamo angustiati per l’Italia… per l’Italia concreta, fatta di persone e comunità, ricca di risorse umane … Nazione generosa e im pegnata, che però non riesce ad amarsi compiutamente ». È ciò che afferma, ripreso da diversi organi di stampa, il card. Angelo Ba gnasco, presidente della Confe renza episcopale italiana, nella Prolusione pronunciata il 27 settembre all’apertura dei lavori del Consiglio permanente della CEI. Ma diversi sono i temi presenti nella Prolusione: le parrocchie come «cantieri sempre aperti», le prove e le sfide della Chiesa oggi, l’esigenza di un nuovo annuncio cristiano, la preoccupazione per il paese, il bisogno di riscoprire la bellezza del bene comune, l’impatto sociale della crisi soprattutto sui giovani e le famiglie, il federalismo e la riforma fiscale, senza mai dimenticare le ferite e le emergenze del mondo. Temi che vengono ripresi nel Comunicato finale del Consiglio episcopale permanente, che pubblica anche le nomine delle nuove Commissioni episcopali, presentato da mons. Ma riano Crociata, segretario della CEI, il 1° ottobre

La vita quotidiana reclama risposte

Azione cattolica italiana
Anche l’Azione cattolica italiana ha invitato il paese a riaccendere una radicale e nuova attenzione ai problemi reali e concreti che gli italiani vivono ogni giorno, nella vita feriale, attraverso un messaggio, di cui riportiamo ampi stralci, nell’ambito del Convegno dei presidenti e degli assistenti diocesani – «Eucaristia e vita quotidiana» –, svoltosi ad Ancona dal 10 al 12 settembre.

La Chiese del Nord-est tornano a convegno. Traccia per il lavoro preparatorio

A. Mattiazzo; L. Soravito; Comitato per la preparazione di «Aquileia 2»
«In ascolto di ciò che lo Spirito dice alle Chiese»: a vent’anni dal loro primo Convegno ecclesiale (1990), i vescovi del Triveneto hanno deciso che le Chiese del Nord-est tornino ad Aquileia, nell’aprile 2012, per «narrarsi » reciprocamente il proprio «vissuto ecclesiale» in questo periodo, a fronte delle «sfide che i cambiamenti socioculturali» intervenuti in questi due decenni portano alla loro missione. Pertanto, anche la Traccia per il lavoro preparatorio predisposta durante la scorsa estate dal Consiglio di presidenza del Comitato triveneto per la preparazione di «Aquileia 2» e approvata il 14 settembre dai vescovi della Conferenza episcopale, riunitisi a Zelarino (Vene zia), non viene proposta come «un do cumento da studiare », ma come «un aiuto per promuovere e attivare lo sti le ecclesiale della sinodalità e il metodo pastorale del discernimento comunitario…» Il cammino di preparazione del Convegno si svolgerà «innanzitutto nella vita ordinaria del le diocesi», ma avrà un momento forte nella visita pastorale ad Aqui leia e Venezia di papa Benedetto XVI, annunciata dal patriarca card. Scola per il 7-8 maggio 2011.

Orientamenti per i social media. Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti

Dipartimento comunicazioni sociali Conferenza vescovi cattolici Stati Uniti
«La Chiesa può utilizzare i social media per incoraggiare il rispetto, il dialogo e le relazioni sincere – in altre parole la “vera amicizia”. Per fare ciò esige che ci si avvicini ai social media in quanto potenti mezzi di evangelizzazione e che si consideri il ruolo che le spetta nel fornire una prospettiva cristiana in materia di alfabetizzazione digitale». Cosciente dell’efficacia dei social media nel rafforzamento delle relazioni e della comunità, il Dipartimento delle comunicazioni sociali della Conferenza dei vescovi degli Stati Uniti ha pubblicato a giugno 2010 gli orientamenti per i social media, «la forma di comunicazione più rapidamente in crescita … soprattutto tra i giovani e i giovani adulti», allo scopo di fornire un vademecum per l’autoregolamentazione e la diffusione di pratiche il più possibile virtuose. Nel testo si affrontano analiticamente temi d’interesse sia per chi dovesse accostare tali mezzi di comunicazione per la prima volta sia per chi fosse già in possesso delle capacità tecniche e dell’esperienza utili nell’uso di piattaforme di social networking e blog.

Le violenze sessuali su minori da parte di ecclesiastici. Nuove direttive

Conferenza episcopale tedesca
Il 31 agosto sono state rese note le Direttive della Conferenza episcopale tedesca su come affrontare i casi di abuso sessuale su minori da parte di ecclesiastici, membri di ordini religiosi e del personale laico della Chiesa. La rielaborazione della precedente stesura (cf. Regno-doc. 21,2002,699) è stata decisa dall’Assemblea dei vescovi in febbraio, discussa dal Consiglio permanente a giugno e approvata il 23 agosto. Il testo distribuito in 9 capitoli e 55 numeri contiene alcune novità significative: l’immediata segnalazione dei casi all’autorità giudiziaria (a meno che la vittima e i suoi tutori la rifiutino); la richiesta a tutto il personale educativo di una copia del certificato del casellario giudiziale generale; la nomina non solo degli incaricati diocesani ma di un apposito Consiglio; la recezione delle recenti normative vaticane. Il vescovo di Treviri, mons. Stephan Ackermann è da alcuni mesi l’incaricato speciale della Conferenza episcopale sulla questione (cf. Regno-att. 6,2010,166). Il tema è stato ampiamente ripreso nell’As semblea della Conferenza episcopale del 20-24 settembre. Il testo tedesco segue di poche settimane le nuove linee guida austriache (cf. Regno-att. 14,2010,440) e svizzere.

Belgio: Rapporto Adriaenssens

Commissione trattamento denunce di violenza sessuale in relazione pastorale
Venerdì 10 settembre, a Lovanio, Peter Adriaenssens, già presidente della Commissione belga per le violenze sessuali di ecclesiastici (cf. Regno-att. 16,2010,516), ha presentato il Rapporto finale del proprio lavoro, consegnando alla stampa un estratto, di cui qui traduciamo la II e III parte. Oltre alla testimonianza delle vittime (cf. qui a p. 572), che la Commissione preferisce chiamare «sopravvissuti» come «for ma di riconoscimento», l’estratto de scrive la metodologia di lavoro, riporta alcuni dati statistici e, soprattutto, indica alla Conferenza episcopale alcune raccomandazioni. Posto che il se questro dei 475 dossier (24 giugno, restituiti a fine settembre) da parte della magistratura ha interrotto bruscamente il lavoro della Commissione, essa insiste sul fatto che il rapporto «tra giustizia e cura, tra giustizia, stato e Chiesa» non è scontato e deve essere ulteriormente analizzato. Infine, rivolgendosi più specificatamente ai pastori, la Commis sione chiede loro «maggior coraggio».

La voce di un «sopravvissuto»

Delle 200 pagine del Rapporto finale della Commissione Adriaenssens, 112 sono dedicate alle testimonianze delle vittime. Tra queste ne abbiamo scelta una di lingua francese, che ci pare rappresentativa delle dinamiche intraecclesiali che l’episodio della violenza da un lato mette in luce e dall’altro scatena. Ne riportiamo alcuni estratti, consapevoli che il dovere giornalistico dell’informare deve anche sapere fare i conti con il rispetto dovuto alla intimità delle vittime.

La Chiesa e i single

Claire Lesegretain
Chi sono i single? È giusto indicarli come «chi ha l’età per essere sposato ma non lo è»? E, poi, si pensano single i single? Sono questi gli interrogativi che i vescovi francesi hanno rivolto a Claire Lesegretain, giornalista de La Croix e scrittrice esperta del tema. Evitando il tranello d’invocare l’ennesimo nuovo settore pastorale, Lesegretain invita innanzitutto alla prudenza nelle definizioni. La categoria single può comprendere sacerdoti, suore, separati, divorziati, conviventi e anche coloro che non sono sposati né vivono attualmente in un rapporto di coppia. Quest’ultimo gruppo, che ha una discreta consistenza numerica, corre però il rischio di non sentirsi appieno popolo di Dio perché da un lato «l’attesa di un incontro provvidenziale» lo pone in «una certa incapacità di prendere in mano la propria vita», e, dall’altro è spesso risentito per la disattenzione della comunità. Mettere nuovamente in primo piano il fatto che la sequela di Cristo è una chiamata personale per la quale «il battesimo è sufficiente» significa liberarsi da schematizzazioni sclerotizzanti e avere il coraggio di sperimentare forme pastorali nuove.

Il Regno Documenti 17 2010. La rivista completa

Redazione
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