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Documenti, 7/2001

Orientamenti, nuova stesura

CEI-consiglio permanente
L’esame della bozza degli Orientamenti pastorali per il decennio, da presentare all’Assemblea generale di maggio, l’impegno dei cattolici e la situazione del paese di fronte alle imminenti elezioni politiche sono i punti che hanno caratterizzato il Consiglio episcopale permanente della Conferenza episcopale italiana, riunitosi a Roma dal 26 al 29 marzo 2001 (cf. Regno-att. 6,2001,150): è quanto sottolinea il Comunicato finale, diffuso il 3 aprile. La lettera apostolica Novo millennio ineunte costituisce il punto di riferimento della nuova stesura della bozza degli Orientamenti, che guardano alla specificità italiana dal punto di vista missionario. Quanto all’attenzione per i problemi del paese, il Consiglio permanente ha focalizzato il ruolo nuovo da conferire alle settimane sociali. La riconferma per la terza volta del card. Camillo Ruini a presidente della CEI per il prossimo quinquennio e la nomina di mons. Ennio Antonelli, da sei anni segretario generale della CEI, ad arcivescovo di Firenze sono state l’occasione per una riflessione, sviluppata dal presidente Ruini nella sua Prolusione, sul ruolo della Conferenza episcopale e il suo rapporto di sussidiarietà con le Chiese locali. Significativo, soprattutto in considerazione degli sviluppi dell’Unione Europea, è stato l’incontro del Consiglio con il Comitato esecutivo della COMECE. Originali: stampe da supporto magnetico in nostro possesso.

Prolusione del card. Ruini

card. C. Ruini
CEI � Consiglio permanente Chiesa in Italia CEI � Consiglio permanente Orientamenti: nuova stesura L�esame della bozza degli Orientamenti pastorali per il decennio, da presentare all�Assemblea generale di maggio, l�impegno dei cattolici e la situazione del paese di fronte alle imminenti elezioni politiche sono i punti che hanno caratterizzato il Consiglio episcopale permanente della...

Comunicato finale

CEI � Consiglio permanente Chiesa in Italia CEI � Consiglio permanente Orientamenti: nuova stesura L�esame della bozza degli Orientamenti pastorali per il decennio, da presentare all�Assemblea generale di maggio, l�impegno dei cattolici e la situazione del paese di fronte alle imminenti elezioni politiche sono i punti che hanno caratterizzato il Consiglio episcopale permanente della...

A voi giovani

Mons. E. Menichelli, arcivescovo di Chieti-Vasto
"Vi ho scritto per amore vostro e delle vostre famiglie. Vi ho scritto con amore di padre. Vi ho scritto pensando e amando ogni vostra vita che è un bene personale e una ricchezza comune. Vi ho scritto perché ho fiducia in voi. Vi ho scritto con affetto". Un’intensa e cordiale partecipazione alla vita dei giovani anima la lettera, che il vescovo di Chieti-Vasto mons. Edoardo Menichelli ha indirizzato loro lo scorso febbraio. Le paterne raccomandazioni riguardano sia in generale l’atteggiamento esistenziale – sapienza, prudenza, saggezza, coraggio sono le virtù più ricordate, per indirizzare verso il vero e solido bene la gioiosa propensione, tipicamente giovanile, a godere della vita –, sia alcuni aspetti particolari, in primis il diffondersi di comportamenti estremi quali la frequenza delle discoteche fino al mattino, l’uso di droghe e sostanze da "sballo", le corse in moto o in auto, la ricerca insomma di un’"eccitazione" fine a se stessa e distruttiva. Tra le iniziative della Chiesa italiana in tema negli ultimi anni ricordiamo il gruppo di lavoro dedicato ai giovani all’interno del Convegno ecclesiale di Palermo (1995), il Sinodo dei giovani della diocesi di Napoli e quello della diocesi di Livorno (1996), il documento dei vescovi dell’Emilia-Romagna Giovani fra disagio ed evasione. A proposito di discoteche (1996; cf. Regno-att. 12,1996,346; Regno-doc. 13,1997,417). Opuscolo, Chieti 2001.

Le associazioni di promozione sociale

Repubblica italiana
Il principio della sussidiarietà tra le istituzioni e le associazioni che svolgono "attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati" – sta alla base della legge 7 dicembre 2000, n. 383 sulla Disciplina delle associazioni di promozione sociale. Il dispositivo completa la ridefinizione organica del variegato quadro del "privato sociale con ruolo pubblico", avviata nel 1991 con le leggi n. 266 sul volontariato e n. 381 sulla cooperazione sociale, e proseguita nello scorso novembre con la Legge quadro n. 328/2000 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. Non sono considerati associazioni di promozione sociale i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, quelle professionali e di categoria; le associazioni riconosciute invece tali potranno ricevere contributi dai soci, dallo stato e dall’Unione Europea, eredità e donazioni, e potranno stipulare convenzioni con gli enti pubblici per lo svolgimento delle attività statutarie; dovranno però essere iscritte a un registro nazionale e regionale e tenere rendiconti economico-finanziari. Cf. ampiamente Regno-att. 6,2001,159ss. Originale: stampa (20.3.2001) da sito Internet www.senato.it.

Il nuovo servizio civile

Repubblica italiana
"È istituito il servizio civile nazionale finalizzato a... concorrere, in alternativa al servizio militare obbligatorio, alla difesa della patria con mezzi e attività non militari... favorire la realizzazione dei princìpi costituzionali di solidarietà sociale... promuovere la solidarietà e la cooperazione... partecipare alla salvaguardia e tutela del patrimonio della nazione... contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani". La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva, il 14 febbraio 2001, il testo di legge sull’Istituzione del servizio civile nazionale, già approvato dal Senato il 16 gennaio e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. La recente riforma del servizio militare, che ha reso volontaria la leva, avrebbe comportato la scomparsa dell’obiezione di coscienza e del servizio civile, che il presente dispositivo di legge reintroduce su base parimenti volontaria e aperta a uomini e donne tra i 18 e i 26 anni, disposti a impegnarsi per dodici mesi in progetti di solidarietà e utilità sociale, culturale e ambientale in Italia o all’estero a fronte di un compenso paragonabile a quello dei militari. La legge è stata fortemente sollecitata dalle associazioni del terzo settore (cf. Regno-doc. 9,2000,306 e 308). Originale: stampa (20.1.2001) da sito Internet: www.camera.it.

Vittime di un prete

M. O'Donohue, E. Fangman: violenze sessuali ai danni di suore
"La mia esperienza di psicologa mi ha insegnato che le vittime di violenza non rimangono profondamente traumatizzate solo dalla violenza, ma anche da coloro che ne vengono a conoscenza ma stanno zitti. Sapevo di non poter conservare la mia onestà dicendomi che non avevo mai sentito nulla. Sentivo che era necessario aprire il dibattito su questi problemi appena fosse stato possibile…" (suor Fangman). Le prime informazioni sistematiche sui casi di molestie e violenze sessuali subite da suore da parte di preti sono state raccolte all’inizio degli anni novanta dalla Caritas internationalis, nel contesto delle ricerche sulla diffusione dell’HIV-AIDS tra il personale ecclesiastico (cf. "Memoria di suor O’Donohue", 1994). Ben presto la questione, particolarmente grave nel continente africano, viene conosciuta e discussa ai più alti livelli di responsabilità della Santa Sede e delle congregazioni religiose (cf. "Incontro con la Santa Sede", 1995 e riquadro a p. 222). L’intervento più recente, il primo a venire anche reso pubblico, è giunto nel contesto del Congresso degli abati, dei priori e delle abbadesse di ordini benedettini svoltosi a Roma dal 3 all’8 settembre 2000, nel contesto del giubileo (cf. "Rapporto di suor Fangman" e riquadro a p. 227). Originali: M. O’Donohue: stampe (21.3.2001) da sito Internet: www.natcath.org; nostra traduzione dall’inglese. E. Fangman: Bulletin de l’Alliance for International Monasticism (2000) 70, 102-107; nostra traduzione dal francese. Si deve al settimanale statunitense National Catholic Reporter se la questione è stata portata all’attenzione della vasta opinione pubblica: il numero del 16.3.2001 ospita infatti un ampio servizio dal titolo "Reports of abuse" (poi variamente ripreso dalle agenzie e dai quotidiani in tutto il mondo), mentre dal 9 marzo sono disponibili sul sito Internet di tale periodico i testi dei 4 documenti "riservati" (di cui traduciamo qui i due attribuiti a suor O’Donohue) che, insieme al rapporto di suor Fangman, costituiscono le fonti dell’articolo (cf. anche riquadro a p. 225).

Memoria di suor Maura O'Donohue

Maura O�Donohue, Esther Fangman Maura O�Donohue, Esther Fangman sui casi di violenza sessuale ai danni di suore Vittime di un prete "La mia esperienza di psicologa mi ha insegnato che le vittime di violenza non rimangono profondamente traumatizzate solo dalla violenza, ma anche da coloro che ne vengono a conoscenza ma stanno zitti. Sapevo di non poter conservare la mia onestà...

Alcune situazioni negative non possono far dimenticare la fedeltà spesso eroica

"Alcune situazioni negative non possono far dimenticare la fedelt� spesso eroica" "Alcune situazioni negative non possono far dimenticare la fedeltà spesso eroica" Il 20 marzo scorso, a seguito dell�ampia ripresa data dal quotidiano La Repubblica del servizio del National Catholic Reporter del 16.3.2001 "Reports of abuse" (cf. sommario a p. 000), il portavoce...

Incontro presso la Santa Sede

M. O'Donohue
Maura O�Donohue, Esther Fangman Maura O�Donohue, Esther Fangman sui casi di violenza sessuale ai danni di suore Vittime di un prete "La mia esperienza di psicologa mi ha insegnato che le vittime di violenza non rimangono profondamente traumatizzate solo dalla violenza, ma anche da coloro che ne vengono a conoscenza ma stanno zitti. Sapevo di non poter conservare la mia onestà...

Comunicato stampa delle suore bianche

Comunicato-stampa Comunicato-stampa delle suore bianche L�articolo del National Catholic Reporter del 16.3.2001, che ha portato a conoscenza dell�opinione pubblica il problema delle violenze sessuali sulle religiose da parte di preti, cita tra le proprie fonti anche un rapporto "strettamente confidenziale" del 20 novembre 1998. Il documento era stato preparato da suor...

Rapporto di suor Esther Fangman

E. Fangman
Maura O�Donohue, Esther Fangman Maura O�Donohue, Esther Fangman sui casi di violenza sessuale ai danni di suore Vittime di un prete "La mia esperienza di psicologa mi ha insegnato che le vittime di violenza non rimangono profondamente traumatizzate solo dalla violenza, ma anche da coloro che ne vengono a conoscenza ma stanno zitti. Sapevo di non poter conservare la mia onestà...

Ciò che comanda il Vangelo

E. Fangman
Maura O�Donohue, Esther Fangman Maura O�Donohue, Esther Fangman sui casi di violenza sessuale ai danni di suore Vittime di un prete "La mia esperienza di psicologa mi ha insegnato che le vittime di violenza non rimangono profondamente traumatizzate solo dalla violenza, ma anche da coloro che ne vengono a conoscenza ma stanno zitti. Sapevo di non poter conservare la mia onestà...

Biotecnologie e biomedicina

Chiese in Germania
Sulle biotecnologie e l’impiego della biomedicina l’opinione pubblica tedesca è stata attraversata da un dibattito acceso e di interesse, contrassegnato da due filoni principali: quello dell’argomentazione etico-filosofica e quello della determinazione del quadro legislativo. Alla configurazione del confronto hanno partecipato anche esponenti delle Chiese cristiane e delle istituzioni teologiche confessionali. Alla voce dei singoli si accompagnano ora una serie di prese di posizioni a livello istituzionale delle Chiese cristiane, che offriamo qui al lettore. La Conferenza episcopale tedesca, riunita per la plenaria primaverile (Augsburg 5-8.3.2001), ha pubblicato il documento L’uomo: creatore di se stesso? Il testo dei vescovi era stato preceduto da un contributo del Gruppo di lavoro per le questioni politico-culturali del Comitato centrale dei cattolici tedeschi dal titolo Il progresso biomedico quale sfida per l’immagine cristiana dell’uomo. Nei medesimi giorni il presidente della Chiesa evangelica tedesca, M. Kock, pubblicava un breve e preciso articolo sulla questione (cf. riquadro a p. 234). Infine, il 13 marzo la Conferenza episcopale delle Chiese luterane unite di Germania (VELKD) approvava un testo sulle Questioni di bioetica. Si stratta di una valutazione convergente delle confessioni sui temi fondamentali del dibattito, nonché di una posizione sintonica fra le diverse Chiese cristiane rispetto agli orientamenti legislativi da perseguire attualmente. Originali: stampa da siti Internet: www.dbk.de (8.3.2001); www.zdk.de (2.3.2001); www.rp-online.de (8.3.2001); www.velkd.de (15.3.2001). Nostra traduzione dal tedesco.

L'uomo creatore di se stesso?

I vescovi tedeschi
Chiese nel mondo - Vescovi tedeschi Chiese nel Mondo Vescovi tedeschi Biotecnologie e biomedicina Sulle biotecnologie e l�impiego della biomedicina l�opinione pubblica tedesca è stata attraversata da un dibattito acceso e di interesse, contrassegnato da due filoni principali: quello dell�argomentazione etico-filosofica e quello della determinazione del quadro legislativo. Alla...

Sfida per l'immagine cristiana dell'uomo

Gruppo di lavoro del Comitato centrale
Chiese nel mondo - Vescovi tedeschi Chiese nel Mondo Vescovi tedeschi Biotecnologie e biomedicina Sulle biotecnologie e l�impiego della biomedicina l�opinione pubblica tedesca è stata attraversata da un dibattito acceso e di interesse, contrassegnato da due filoni principali: quello dell�argomentazione etico-filosofica e quello della determinazione del quadro legislativo. Alla...

L'uomo non è padrone della vita

M. Kock
L�uomo non � padrone della vita L�uomo non è padrone della vita Il 2001 è stato dichiarato nella Repubblica federale tedesca l�"Anno delle scienze della vita". Nel contesto di un più ampio dibattito a livello di opinione pubblica, e di prese di posizione da parte di istituzioni religiose e civili tedesche, si inserisce questo intervento di M. Kock, presidente della...

Questioni di bioetica

Conferenza episcopale delle Chiese luterane unite di Germania
Chiese nel mondo - Vescovi tedeschi Chiese nel Mondo Vescovi tedeschi Biotecnologie e biomedicina Sulle biotecnologie e l�impiego della biomedicina l�opinione pubblica tedesca è stata attraversata da un dibattito acceso e di interesse, contrassegnato da due filoni principali: quello dell�argomentazione etico-filosofica e quello della determinazione del quadro legislativo. Alla...

Con stima e preoccupazione

Giovanni Paolo II ai cardinali tedeschi
Porta la data del 22 febbraio, giorno seguente al concistoro con cui Giovanni Paolo II ha creato 44 nuovi cardinali, questa lettera del papa ai cardinali tedeschi (qui quella indirizzata al card. K. Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca) in cui esprime loro "alcune riflessioni che sono maturate in me in questi mesi". Quattro i punti di maggior preoccupazione del vescovo di Roma rispetto alla vita e alla pastorale della Chiesa in Germania: la formazione nei seminari e l’insegnamento teologico nelle università; il dibattito legislativo che tende a mettere in discussione l’istituto matrimoniale, e la predicazione ecclesiale in materia di morale familiare; l’ecumenismo, con l’indicazione della Dominus Iesus quale suo "solido fondamento"; la collaborazione dei laici nel servizio pastorale che, secondo "informazioni degne di fede", non avverrebbe secondo le prescrizioni dei recenti interventi dei dicasteri romani in materia. Davanti al processo di erosione provocato dalla secolarizzazione e alla valutazione espressa su questi ambiti, rimane il riconoscimento della qualità istituzionale e della presenza nella vita civile e politica della Repubblica federale da parte del cattolicesimo tedesco: "Constato con gratitudine che la Chiesa nel suo paese possiede una solida struttura organizzativa ed è presente nella vita pubblica con una molteplicità di istituzioni".

Resistenza morale al terrorismo

Vescovi spagnoli
Le polemiche sulla mancata sottoscrizione da parte della Conferenza episcopale spagnola (CEE) del cosiddetto "Patto antiterrorista" (cf. Regno-att. 6,2001,170) hanno messo in evidenza alcuni punti di fragilità e d’incomprensione nel rapporto tra istituzioni politiche e Chiesa cattolica, la cui portata va oltre i confini del caso in questione. Di fronte alla pretesa di alcuni settori politici di ridurre la Chiesa a un'istituzione sociale fra le altre, seppure rivestita di una particolare autorevolezza morale, i vescovi spagnoli hanno voluto ribadire, nella nota del Comitato esecutivo della CEE che pubblichiamo, la peculiarità del suo ruolo e la specificità della sua missione, reclamando "la libertà e il rispetto necessari affinché la Chiesa possa esprimersi con i gesti e le parole che le sono propri". La risposta più puntuale alle critiche, anche pesanti e talora ingiustificate, rivolte alla gerarchia cattolica da parte di alcuni politici e organi di stampa, è venuta dall'arcivescovo di Pamplona, Fernando Sebastián Aguilar, che in due lettere pastorali ha inteso definire con "chiarezza e fermezza" la posizione della Chiesa di fronte al terrorismo dei separatisti baschi, mettendo in questione la buona fede di chi ha approfittato della polemica per accusare la Chiesa di ambiguità e tiepidezza. Originali: Ecclesia 61(2001) 3.038, 3.3.2001, 10; stampe (20.3.2001) dal sito Internet www.iglesianavarra.org e www.conferenciaepiscopal.es. Nostre traduzioni dal tedesco.

Nota dei vescovi

Chiese nel Mondo - Vescovi spagnoli Chiese nel Mondo Vescovi spagnoli Resistenza morale al terrorismo Chiese nel Mondo Vescovi spagnoli Resistenza morale al terrorismo Le polemiche sulla mancata sottoscrizione da parte della Conferenza episcopale spagnola (CEE) del cosiddetto "Patto antiterrorista" (cf. Regno-att. 6,2001,170) hanno messo in evidenza alcuni punti di...

Chiarezza e fermezza

Mons. F. Sebastian Aguilar
Chiese nel Mondo - Vescovi spagnoli Chiese nel Mondo Vescovi spagnoli Resistenza morale al terrorismo Chiese nel Mondo Vescovi spagnoli Resistenza morale al terrorismo Le polemiche sulla mancata sottoscrizione da parte della Conferenza episcopale spagnola (CEE) del cosiddetto "Patto antiterrorista" (cf. Regno-att. 6,2001,170) hanno messo in evidenza alcuni punti di...

I vescovi e il Patto

Mons. F. Sebastian Aguilar
Chiese nel Mondo - Vescovi spagnoli Chiese nel Mondo Vescovi spagnoli Resistenza morale al terrorismo Chiese nel Mondo Vescovi spagnoli Resistenza morale al terrorismo Le polemiche sulla mancata sottoscrizione da parte della Conferenza episcopale spagnola (CEE) del cosiddetto "Patto antiterrorista" (cf. Regno-att. 6,2001,170) hanno messo in evidenza alcuni punti di...

Fede e settarismi

Jean Vernette sulla legge contro le sette in Francia
L’approvazione da parte dell’Assemblea nazionale di una legge contro le sette in Francia (22.6.2000) ha provocato un ampio dibattito in cui l’articolo che pubblichiamo si inserisce tra le voci più autorevoli. Mons. J. Vernette, segretario del Servizio nazionale "Pastorale, sette e nuove credenze" della Conferenza episcopale francese interviene in un percorso legislativo ancora non concluso per sottolineare la preoccupazione "assolutamente legittima" delle autorità pubbliche, ma anche per denunciare il rischio di un’impropria "legislazione eccezionale". L’ipotesi di reato di manipolazione mentale, previsto dalla legge, si presta infatti a un uso approssimato e pericoloso. Si aggiunga l’incerta definizione di setta e si comprendono gli interrogativi delle Chiese e delle confessioni sul futuro della libertà religiosa. L’uscita, nel dicembre scorso, del secondo rapporto della Missione interministeriale di lotta contro le sette rende le proposte contenute nel presente documento di particolare rilevanza. Si propone infatti di creare un osservatorio indipendente per le nuove credenze e le sette formato da delegati delle realtà interessate (autorità, Chiese, ricercatori, associazioni di difesa, ecc.) e si offrono alcuni criteri per distinguere sette e tendenze settarie dalle fedi e dalle Chiese coerenti coi valori costituzionali. SNOP. Lettre d’information. Conference des èveques de France n. 1086, 15.1.2001, 16-21. Nostra traduzione dal francese.

Diaconi e ministero

L. Schmidt
La figura del diaconato permanente ha conosciuto recentemente un preciso inquadramento magisteriale attraverso le Norme per la formazione pubblicate dalla Congregazione per l’educazione cattolica e con il Direttorio della Congregazione per il clero (Regno-doc. 7,1998,202-231). Lo spazio e le forme d’esercizio del ministero da essi descritto è assunto come riferimento dalla relazione "Prospettive per la formazione dei diaconi al ministero", tenuta dal prof. L. Schmidt, docente presso il Centro di studi religiosi dell’Università Cattolica di Caracas (Venezuela), al simposio sulla "Formazione dei diaconi" svoltosi a Heligkreuztal (Germania) l’11-17 settembre 2000 (cf. Regno-att. 20,2000,672). Muovendo dall’esperienza della Chiesa latinoamericana, Schmidt è particolarmente attento a sottolineare la dimensione ministeriale della formazione dei diaconi permanenti. L’intento è quello di riaffermare l’importanza del momento pratico e dell’ispirazione a partire dall’esperienza della comunità locale di questo grado dell’ordine che appartiene alla struttura gerarchica della Chiesa davanti all’avvenuta determinazione normativa da parte della Santa Sede. Il tentativo di calibrarne la specifica identità è ben consapevole di uno stato ancora acerbo del dibattito per cui "molto deve essere ancora detto su questi temi". Originale: stampa da supporto magnetico. Nostra traduzione dallo spagnolo.

I dati del 2000

Programma delle Nazioni Unite su HIV-AIDS
Basterebbe un miliardo e mezzo di dollari all'anno per consentire ai paesi africani più devastati dalla pandemia dell'AIDS di rispondere con serie misure di prevenzione alla diffusione del contagio, e intanto negli Stati Uniti si spendono 52 miliardi di dollari per far fronte alle conseguenze sanitarie dell'obesità. Il documento che presentiamo, prodotto a fine 2000 dall'UNAIDS (il programma delle Nazioni Unite che si occupa di HIV e di AIDS) è ricco di dati e di informazioni che mettono in luce le contraddizioni e l'inadeguatezza delle risposte davanti all'emergenza sanitaria più grave che il secolo appena iniziato eredita dal precedente. Oltre ai freddi dati statistici relativi alle diverse aree geografiche interessate, il rapporto fornisce anche una rappresentazione efficace delle conseguenze sul piano sociale e delle capacità di reazione e resistenza da parte delle popolazioni e dei governi. Se l'Africa sub-sahariana (dove vivono 25,3 milioni di persone affette da HIV o AIDS conclamata, sui 36,1 milioni attestati nel mondo) ha fatto registrare una lieve diminuzione di nuovi contagi nel corso del 2000, le prospettive sono tutt'altro che rosee, soprattutto per i paesi dell'est europeo e del sud-est asiatico.