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Attualità
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Attualità, 4/2015

Europa - Gli immigrati e noi: tristi paradossi

Gianfranco Brunelli
Complici le istituzioni europee, abbiamo derubricato la questione immigrazione a un problema di sicurezza e di criminalità (indubbia) legata all’attività degli scafisti. Ma in che cosa saremmo migliori noi degli scafisti che commerciano in vite umane, trasportando sulle nostre coste, in condizioni disumane, migliaia di immigrati? Certo gli scafisti lucrano in maniera immonda in una condizione di vuoto di potere e di legalità in alcuni paesi. Ma noi quel vuoto abbiamo contribuito a crearlo e lo abbiamo lasciato crescere, con errori politici, cinismo economico e indifferenza umana. Né abbiamo intenzione di farcene carico davvero.

Papa Francesco - Giubileo della misericordia: il volto taciuto di Dio

La bolla Misericordiae vultus

Walter Kasper
Fin dal primo annuncio dell’Anno santo il 13 marzo, terzo anniversario dell’inizio del suo pontificato, papa Francesco ha annunciato che con questo Anno santo straordinario egli vuole ancora più chiaramente portare all’attenzione della Chiesa il tema chiave del suo pontificato, il messaggio della misericordia di Dio e della missione della Chiesa di essere testimone di misericordia nel tempo contemporaneo. Nella bolla d’indizione egli pone questo suo desiderio in più profonda relazione con le principali preoccupazioni pastorali dei suoi predecessori, a partire da Giovanni XXIII e in particolare dal concilio Vaticano II, conclusosi 50 anni fa l’8 dicembre 1965.

Papa Francesco - Armeni: fu genocidio

Gianfranco Brunelli
Papa Francesco ha parlato chiaro: il massacro perpetrato dalla Turchia nel 1915 contro gli armeni fu un genocidio. Deportazioni di massa e un milione e mezzo di morti non furono un effetto collaterale della Grande guerra. La decisione di pronunciare la parola sin qui non accettata dalla Turchia è del papa. Francesco ha celebrato il 12 aprile scorso nella basilica vaticana la messa per il centenario del «martirio» (Metz Yeghern, «Il Grande male») armeno, durante la quale ha proclamato dottore della Chiesa san Gregorio di Narek. La messa è stata concelebrata da Nerses Bedros XIX Tarmouni, patriarca di Cilicia degli armeni cattolici, alla presenza di Karekin II, supremo patriarca e catholicos di tutti gli armeni e di Aram I, catholicos della Grande casa di Cilicia. Era presente anche il presidente della Repubblica di Armenia, Serž Sargsyan.

Ecumenismo - Ortodossia: puntare sull'unità

Ciò che conta nel dibattito preparatorio del Sinodo panortodosso

Basilio Petrà
Da poche settimane si è svolta la seconda sessione della Commissione preparatoria, che si è tenuta a Chambésy dal 15 al 20 di febbraio, sotto la presidenza del metropolita di Pergamo, coadiuvato dai segretari: l’archimandrita Maximos Pothos e l’arcidiacono John Chryssavgis. A tale sessione hanno preso parte tutte le Chiese autocefale, compresa la Chiesa di Cechia e Slovacchia, la cui assenza era stata notata nella prima sessione dal metropolita Hilarion, ed è stata definita la Segreteria incaricata della preparazione del Santo e grande Sinodo della Chiesa ortodossa (dizione ufficiale), costituita dal metropolita di Svizzera, Geremia, coadiuvato dal prof. Vlasios Fidas, insigne canonista, e dal prof. Konstantinos Delikonstantis.

Italia - Ortodossia: ricordare Clément

Dimitrios Keramidas
L'altro sole. Olivier Clément testimone e cantore della bellezza del Risorto, è stato il tema della giornata di studio che si è svolta giovedì 19 febbraio scorso a Roma, all’Accademia di Romania, promossa e organizzata dall’Associazione ONLUS «Insieme per l’Athos». Il titolo della giornata, «L’altro sole», evocava la celebre autobiografia spirituale del teologo ortodosso francese, uscita nel 1972 e tradotta in diverse lingue.

Regno Unito - Le Chiese sulle elezioni: una preoccupante mancanza di visione

Daniela Sala
La Gran Bretagna si prepara alle elezioni del 7 maggio, e i messaggi diffusi nelle settimane precedenti dalle diverse Chiese cristiane del paese hanno manifestato una significativa consonanza di temi e valutazioni.

Verso il Sinodo 2015: aver fede nella famiglia

Stefano Zamboni
Due elementi del Sinodo della famiglia in corso appaiono particolarmente interessanti. Il primo è l’attesa che ha accompagnato i lavori sinodali. In essa non si deve leggere solo una superficiale curiosità, magari suscitata ad arte dai media. La si deve intendere piuttosto come segno del fatto che il tema tocca davvero il cuore della realtà e della coscienza ecclesiale. Il secondo è il clima che si è percepito, almeno dall’esterno. Lo si può riassumere con il termine utilizzato dal papa nel breve discorso di apertura (6.10.2014): parresia. Essa è la libertà di parola, ma non semplicemente nel senso del diritto moderno: è coraggio, franchezza, che deriva da un’intima convinzione di fede. Entrambi questi elementi inducono sia a una ripresa critica dell’evento sinodale dello scorso ottobre sia a un approfondimento dei temi in esso trattati, in vista del prossimo sinodo ordinario. In questa scia si è posto il convegno «Le sfide della famiglia oggi», tenuto all’Accademia Alfonsiana (Roma) il 18-19 marzo 2015.

Verso il Sinodo 2015 - Le risposte alle 46 domande: lessico famigliare

Ampie consonanze e nuove piste di riflessione

Maria Elisabetta Gandolfi
La consultazione dell’«intero popolo di Dio» avviata con i Lineamenta in preparazione del Sinodo straordinario dello scorso anno è stata riproposta anche nel 2015 con le «46 domande» pubblicate a dicembre 2014 (Regno-doc. 5,2015,8). Esse hanno trovato sicuramente un terreno più dissodato rispetto al 2014, anche se è sempre difficile misurare l’effettiva capillarità del lavoro effettuato dalle diocesi, mentre dal punto di vista mediatico alcuni temi sinodali sono stati sin troppo coperti.

Papa Francesco - Viaggio a Napoli: abituarsi al male

L'insistenza sul tema della corruzione

Lorenzo Biagi
Una «società corrotta “spuzza”» – afferma papa Francesco a Napoli sorprendendo tutti con questo neologismo. Non è cristiano chi si lascia corrompere. Tutti «abbiamo la possibilità di essere corrotti», è uno «scivolare verso lo sfruttamento (…). Quanta corruzione c’è nel mondo». E non sembra proprio voler lasciare la presa: «Andiamo «avanti nella pulizia perché non ci sia la “spuzza” della corruzione» (Discorso a Scampia, 21.3.2015; Regno-doc. 11,2015,3). Parole chiare e dense per l’immaginario di chiunque che hanno costituito l’ossatura della visita pastorale condotta nelle periferie della comunità cristiana napoletana.

Dibattito - Scuola italiana: l'un contro l'altro armati

La fragile alleanza genitori-insegnanti

Alessandra Deoriti
Le recenti «parole in libertà» del ministro Poletti sulla durata delle vacanze scolastiche e sull’esigenza di maggiore connessione fra scuola e mondo del lavoro hanno dato occasione all’ennesima polemica mediatica di breve respiro. Non entro nel merito dei contenuti, ma traggo spunto da questo incidente critico per accennare alla questione di metodo del rispetto delle competenze: lo faccio riproponendo alcuni appunti di lavoro che avevo steso in vista di un incontro con genitori ed ex colleghi.

Editoria per ragazzi / 2: disegno e mi faccio bambino

Intervista all'illustratore Gek Tessaro

Sarah Numico
Raccontare Gek Tessaro, cercando d’offrire in maniera ordinata informazioni sul suo percorso biografico e artistico non si riesce. Né cercando informazioni in giro e nemmeno quando glielo si domanda direttamente. Lui sorride, racconta qualche aneddoto e poi conclude con il suo marcato accento veronese: «Non mi sento uno da biografia» e sintetizza la sua vita nella parola «amalgama».

Cile: in cerca di unità

Intervista al teologo gesuita p. Jorge Costadoat Carrasco

Mauro Castagnaro
Poco tempo dopo aver incontrato p. Jorge Costadoat Carrasco, gesuita docente alla Facoltà di teologia della Pontificia università cattolica del Cile, il card. Ricardo Ezzati Andrello, arcivescovo di Santiago e gran cancelliere dell’Università, gli ha notificato (24 marzo) il mancato rinnovo della missio canonica presso l’Ateneo. Nell’incontro tra il gesuita e il cardinale avvenuto il 12 marzo – secondo quanto riportato da p. Costadoat – il motivo sarebbe dovuto a questioni «prevalentemente di tipo pedagogico». Ed Ezzati non gli avrebbe mosso «alcuna obiezione di tipo dottrinale».

Cile - Censure e nomine: proteste

Mauro Castagnaro
In ottobre ha suscitato forti polemiche la notizia secondo la quale il card. Ricardo Ezzati Andrello, arcivescovo di Santiago, avrebbe «denunciato» alla Santa Sede i gesuiti Juan Aldunate e Felipe Berrios nonché p. Mariano Puga, per le loro critiche all’opposizione della Chiesa alla depenalizzazione dell’aborto e al riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso.

Chiese dell'Est - Romania: un comune martirologio

Intervista allo storico ortodosso Cosmin Cristian Oprea

Francesco Strazzari
Cosmin Cristian Oprea è un giovane storico che ha studiato alla Gregoriana e ha all’attivo molte pubblicazioni sulla storia politica, sociale e religiosa del suo paese. Quando i comunisti presero il potere nel 1948, la Chiesa ortodossa romena subì spietate persecuzioni. Il grande teologo Dumitru Staniloae venne incarcerato nel 1958 con monaci, sacerdoti, religiosi, intellettuali e fu liberato nel 1964.

Chiese dell'Est - Romania: non ci siamo mai sentiti soli

Intervista a mons. Virgil Bercea, vescovo di Oradea Mare dei greco-cattolici

Francesco Strazzari
Non ci siamo mai sentiti soliIntervista a mons. Virgil Bercea, vescovo di Oradea Mare dei greco-cattoliciCon la presa di potere dei comunisti la Chiesa greco-cattolica, che contava più di 2 milioni di fedeli, quasi 2.000 parrocchie, 2.500 chiese, 3 seminari veniva soppressa. Come giudica quel drammatico periodo storico?«Fu una manovra politica imposta da Stalin e, purtroppo, la Chiesa ortodossa si...

Chiese dell'Est - Romania: le tante Romanie

Intervista a W. Danca, rettore dell'Istituto teologico cattolico di Bucarest

Francesco Strazzari
Le tante RomanieIntervista a W. Danca, sacerdote latino e rettore dell’Istituto teologico romano-cattolico di BucarestQual è la memoria del periodo della persecuzione comunista?«È stato un momento triste per la storia della Romania moderna. Non ho vissuto quegli eventi perché non ero nato. Ogni tanto i miei genitori mi parlavano “sottovoce” di ciò che avevano vissuto: fame, paura, ingiustizia, sopraffazione....

Cina - Chiese: fine delle demolizioni?

Maria Caterina Bombarda
Il governo centrale cinese avrebbe messo fine alla campagna di demolizione di chiese avviata poco più di un anno fa nella provincia sud-orientale di Zhejiang. Ad annunciare la notizia, il 19 marzo scorso, è stato il vicepresidente dell’Associazione patriottica cattolica cinese – controllata dal Partito comunista –, mons. Paul Meng Qinglu, che ha detto di aver sentito la notizia durante un recente incontro religioso a Pechino. «I dirigenti delle Chiese in tutta la Cina si erano lamentati delle demolizioni di chiese e di croci avvenute nel corso dell’anno passato nella provincia orientale costiera dello Zhejiang – ha detto il vescovo – e l’ordine di porre fine alla campagna di demolizione doveva aver effetto fin dall’inizio di quest’anno».

Sull'ordinazione delle donne

Lo storico parere della Pontificia commissione biblica (1976)

Pontificia commissione biblica
A seguito dei numerosi riferimenti fatti da papa Francesco alla necessità di ripensare il ruolo della donna nella Chiesa, pubblichiamo la prima (e nostra) traduzione italiana del documento di lavoro elaborato nella primavera del 1976 dalla Pontificia commissione biblica sul ruolo delle donne nella Scrittura, apparso in inglese in appendice al vol. di A. SWIDLER, L. SWIDLER (a cura di), Women Priests, Paulist Press, New York 1977, 338-346.

Libri del mese - Schede - Aprile 2015

Maria Elisabetta Gandolfi
Per la redazione delle Schede di questo numero hanno collaborato: Giancarlo Azzano, Maria Caterina Bombarda, Ilaria Chia, Eleonora Corti Savarese, Andrea Franzoni, Maria Elisabetta Gandolfi, Marco Giardini, Valeria Roncarati, Daniela, Sala, Domenico Segna.

Quaerentibus. Teologia y ciencia

Ludovico Galleni
La rivista – oggi alla sua quarta uscita – è diretta da Lucio Florio dell’Università cattolica di Buenos Aires ed è edita dalla Fondazione Dialogo entre ciencia y religión (DeCyR) di La Plata (Argentina) e dal Centro de estudios en ciencia y religión della Universidad Popular Autonoma del Estado de Puebla (Messico) che cura anche la parte editoriale.

A. Angelucci, M. Bombardieri, D. Tacchini (a cura di), Islam e integrazione in Italia

Daniela Sala
Qual è lo stato dell’integrazione dei musulmani in Italia? La risposta offerta dal volume recentemente pubblicato da Marsilio è elaborata e aperta, e tanto più affidabile dal momento che proviene dal soggetto più autorevole e oggettivo che vi sia oggi nel nostro paese.

Y. Verdier, L'ago e la spilla. Le versioni dimenticate di Cappuccetto Rosso

Claudio Pola
Cappuccetto rosso è una delle fiabe più celebri del mondo ed è giunta a noi in due versioni. La prima finisce male: è quella seicentesca di Perrault, dove il lupo divora la bambina. La seconda finisce bene: è quella ottocentesca dei fratelli Grimm, dove un cacciatore apre la pancia dell’astuto e affamato animale e ne fa uscire nonna e nipotina sane e salve. La morale, in entrambi in casi, si potrebbe riassumere così: «Bambine, state attente ai lupi che incontrate per strada, soprattutto quando sembrano gentili».

Donna, madre, prigioniera

Mariapia Veladiano
Quando nel 1906 pubblica "Una donna", Sibilla Aleramo ha trent’anni e almeno quattro vite sulle spalle. Sibilla Aleramo è prima figlia di una famiglia piemontese, ricca di beni e di idee, amata dal padre che lei idealizza come è normale che capiti, educata a una libertà di pensieri e di progetti alquanto singolare per una ragazza dell’epoca.

Giappone - Chiesa: ricordando i cristiani nascosti

Maria Caterina Bombarda
Serve nuova linfa alla Chiesa di Nagasaki. Come afferma il documento finale del Sinodo diocesano della città giapponese, frutto della prima Assemblea episcopale diocesana svoltasi nell’arco del 2014, intitolato Torniamo alla casa del Padre!, «L’appassimento e l’indebolimento della Chiesa di Nagasaki è qualcosa che la comunità cattolica riconosce con dolore, rimorso e profondo senso di crisi». Approvato dall’arcivescovo di Nagasaki Joseph Mitsuaki Takami il 17 marzo in occasione della messa per commemorare il 150° anniversario della «riemersione» dei «cristiani nascosti» del Giappone (comunità di credenti laici che per 250 anni professarono la fede in segreto, mimetizzando i propri simboli dietro a quelli buddhisti), contiene le conclusioni del Sinodo diocesano e propone misure che possano essere adottate per far fronte a una serie di problemi dell’arcidiocesi.

Kenya: capire Garissa

Davide Maggiore
La mattina del Venerdì santo la Passione era già compiuta a Garissa. I media di tutto il mondo stavano mostrando le immagini dell’università della cittadina a Nord del Kenya, dove il giorno prima, 2 aprile, un’azione rivendicata dal gruppo somalo al-Shabaab aveva provocato 148 vittime, per lo più studenti. «Un atto di brutalità senza senso», lo ha definito papa Francesco nel telegramma indirizzato al cardinale arcivescovo di Nairobi, mons. John Njue. Ma soprattutto la dimostrazione che, quasi due anni dopo la strage con non meno di 67 morti al centro commerciale Westgate, nella capitale, il paese resta vulnerabile agli attacchi dei fondamentalisti (Cf. Regno-att. 18,2013,604).

Nigeria: convertito alla democrazia?

Davide Maggiore
Non «posso cambiare il passato, ma posso cambiare il presente e il futuro». Questa frase di Muhammadu Buhari, che il 28 e 29 marzo è stato eletto nuovo presidente della Nigeria, riassume bene molte delle sfide poste all’ex dittatore militare ora che ha sconfitto nelle urne il capo di stato uscente Goodluck Jonathan. La prima vittoria di un candidato dell’opposizione in Nigeria è stata inaspettata nelle proporzioni (Buhari ha ottenuto il 53% dei voti mentre il suo avversario si è fermato poco sopra il 45%, prevalendo solo nel Sudest di cui è originario e in poche altre aree), ma l’elemento più commentato all’indomani è stato un altro.

S. Anselmo - Fenomenologia: come un animale?

Marco Bernardoni
La fenomenologia contemporanea, in particolare quella d’area francese, ha vissuto di recente una stagione importante di ricerche e dibattiti grazie ad autori come Lévinas, Henry e Marion, che le hanno impresso una «curvatura teologica» del tutto inattesa e finora intentata. Questo percorso, caratterizzato da un «ritorno a Husserl» liberato dei suoi presupposti metafisici, mostra come la fenomenologia realizzi la possibilità di un’effettiva apertura all’«altro» della filosofia, elaborando percorsi originali e proposte teoriche che hanno introdotto una riflessione filosofica sui misteri del cristianesimo radicalmente diversa rispetto ai percorsi tradizionali (soprattutto con Henry e Marion).

Il Regno documenti online

Documenti 11/20151 «‘A Maronna v’accumpagne!»Interventi di papa Francesco nella visita pastorale a Napoli (21.3.2015).La sua visita a Napoli papa Francesco ha voluto iniziarla dalla periferia, da Scampia, quartiere tristemente noto per vicende di violenza e malavita organizzata. «Chi prende volontariamente la via del male ruba un pezzo di speranza, (...) ruba speranza a se stesso, agli altri, alla...

Appello contro la violenza alle donne; Presbiteriani USA e matrimonio gay; CEC - Ucraina; Alleanza evangelica italiana - Assemblea; Francesco al Tempio valdese in giugno; Chiesa d'Inghilterra - Donna vescovo nella Camera dei Lord; Bertalot e Potter

Daniela Sala
MarzoItalia – Appello ecumenico contro la violenza sulle donne. Il 9 marzo i responsabili di molte Chiese cristiane firmano in Senato un Appello ecumenico contro la violenza sulle donne, che si apre con una denuncia: «La violenza contro le donne è un’emergenza nazionale. Ogni anno in Italia sono migliaia le donne che subiscono la violenza di uomini, e oltre cento rimangono uccise. Il luogo principale...

Statuti organismi economici; Mezzo secolo riforma liturgica; Giubileo misericordia; Francesco che parla come un parroco; Persecuzione; Williamson di nuovo scomunicato; Pena di morte; Card. O'Brien; Pompei e Napoli; Senzatetto; Versaldi

Luigi Accattoli
MARZO Statuti degli organismi economici. Il 3 marzo vengono pubblicati gli statuti dei nuovi organismi economici – istituiti nel febbraio del 2014 – che sono stati approvati dal papa in data 22 febbraio: il Consiglio per l’economia (cardinale coordinatore l’arcivescovo di Monaco Reinhard Marx), la Segreteria per l’economia (prefetto il cardinale australiano George Pell) e l’Ufficio del revisore generale...

Il genocidio degli armeni, 1915-2015: un vissuto martiriale

Grigoris Robert Siranian
Il «Grande male», come gli armeni chiamano il genocidio del loro popolo, si consumò cent’anni fa, a partire dal 24 aprile 1915, in un contesto storico segnato dalla Prima guerra mondiale e dal diffondersi dell’ideologia del panturchismo (G. Uluhogian, a p. 276). Cent’anni dopo, mentre ancora la Turchia rifiuta la definizione di «genocidio» data dagli storici al massacro, le Chiese cattolica e armena (ortodossa orientale) hanno scelto di commemorare la ricorrenza: così ha fatto papa Francesco il 12 aprile, a costo di incorrere in un raffreddamento dei rapporti diplomatici con la Turchia, e così ha fatto anche il catholicos di tutti gli armeni Karekin II, che il 24 aprile ha proclamato martiri le vittime del genocidio (cf. Regno-doc. 14,2015,1ss). La riflessione teologico-spirituale sul «martirio» degli armeni è una prospettiva che fa luce sull’assimilazione di questa tragica esperienza storica e sull’autocomprensione degli armeni come «nazione cristiana» (G.R. Siranian), ma anche sul significato in sé del vissuto martiriale in un momento storico in cui la violenza estrema religiosamente motivata è di drammatica attualità. Con il caso particolare delle donne, che presenta una sua specificità e invoca un supplemento di riflessione e ricerca (P. Stefani, a p. 273).

Armeni - Genocidio: le donne che non si convertirono

Piero Stefani
Taner Akçam è un sociologo e storico turco poco più che sessantenne. È stato uno dei primi accademici del suo paese a riconoscere e discutere apertamente del genocidio armeno. Nel 1976 fu arrestato e condannato a dieci anni di prigione per aver discusso pubblicamente del genocidio; l’anno successivo riuscì a fuggire e a riparare nella Repubblica federale tedesca, dove gli venne concesso asilo politico. Nel 1995 conseguì un dottorato presso l’Università di Hannover con una tesi dal titolo: «Nazionalismo turco e genocidio armeno sulla base dei tribunali militari di Istanbul tra il 1919 e il 1922». In seguito l’argomento è stato sviluppato in un suo libro edito anche in italiano.1 Attualmente Akçam è visiting associate professor di Storia presso l’University of Minnesota.

Armeni - Storia del genocidio: così morì una nazione

Gabriella Uluhogian
Cent’anni e tanta stanchezza. Il 24 aprile 1915 a Costantinopoli viene dato l’avvio a un genocidio ancora oggi non riconosciuto da chi l’ha commesso e che suscita stupore e, talvolta, fastidio in chi, assolutamente ignaro, ne sente parlare. Nella notte del 24 aprile di cent’anni fa, nell’allora capitale dell’Impero ottomano, furono arrestate alcune centinaia di armeni in vista: giornalisti, scrittori, deputati, amici di quei Giovani turchi con i quali, solo pochi anni prima, avevano inneggiato alla svolta democratica in Turchia.

Giuseppe Pasini: una vita di Caritas

E in sodalizio con mons. Nervo

Antonio Cecconi
Don Giuseppe Pasini arrivò in Caritas italiana poco dopo la nascita dell’organismo pastorale voluto da Paolo VI e affidato alla lungimiranza di mons. Giovanni Nervo, padovano come lui (1918-2013; cf. Regno-att. 6,2014,171). Pasini era già a Roma dal 1967 come viceassistente nazionale delle Associazioni cristiane lavoratori italiani (ACLI), si dedicava soprattutto alla «gioventù aclista». Anni di fermento sociale ed ecclesiale, di forte attenzione verso una giustizia sociale che per una parte dei cristiani voleva dire la fine del collateralismo con la Democrazia cristiana e altre scelte di campo viste con sospetto o addirittura paura dai vescovi e dai cattolici benpensanti. Di qui la decisione di «ritirare» dalle ACLI gli assistenti ecclesiastici che non avevano già provveduto in proprio (e che entrarono nel nascente ufficio CEI per la pastorale sociale e del lavoro, o come assistenti di associazioni cattoliche più... allineate). Don Giuseppe non fu tra questi. Nel periodo aclista Pasini agì anche da storico, completando la sua tesi di laurea in Scienze politiche, poi pubblicata nel volume Le ACLI delle origini. Testo fondamentale per capire la genesi di un’organizzazione sorta nel segno di una duplice fedeltà: alla Chiesa e al mondo del lavoro, che all’epoca voleva dire soprattutto la classe operaia.

Renzo Bertalot: un tenace del dialogo

Simone Morandini
Ci ha lasciati il 19 marzo il pastore valdese Renzo Bertalot, tra i pionieri del cammino ecumenico in Italia, vero maestro di dialogo. Sono tanti a ricordarne il sorriso austero e le parole di saggezza, che – anche in momenti poco ospitali per l’incontro tra confessioni diverse – invitavano a perseverare nella ricerca di comunione. Una tenacia coraggiosa, che va ricordata con particolare gratitudine quando il cammino avviato decenni fa apre persino la possibilità che un papa entri come ospite gradito in un tempio valdese.

Frammenti su Dio

Parole della filosofia, eccedenza della fede

Piero Stefani
Temo che «non ci sbarazzeremo di Dio poiché crediamo ancora nella grammatica», così scriveva Nietzsche. Scrivere su Dio significa in ogni caso non liberarsi di lui e non solo perché ciò comporta il rispetto della grammatica e dell’ordine, ma anche perché Dio è l’oggetto a cui si sta pensando. Eppure scrivere su Dio non equivale affatto ad affermarne l’esistenza; anzi, è proprio l’atto di renderlo oggetto a introdurci in una contraddizione impossibile da superare: se Dio potesse essere catturato dentro la grammatica non sarebbe più Dio. Il massimo a cui si può giungere è sapere quel che Dio non è e credere in quel che Dio è.

Sull'"Elusione" di Bertuletti dell'idealismo tedesco

Bianca Maggi
Sull’«elusione» di Bertuletti dell’idealismo tedescoCaro direttore,nel commento di Pierangelo Sequeri a Dio, il mistero dell’Unico di Angelo Bertuletti (Regno-att. 20,2014,703) attira e trattiene l’attenzione l’uso di «elusione» attribuita all’azione di Bertuletti il quale avrebbe scaltramente tagliato l’intero passaggio dell’idealismo tedesco, servendosi, però, in modo appunto elusivo, di alcuni suoi...

Sono in lite con il blog

E mi chiedo a che serva

Luigi Accattoli
Sono in lite con il blog ma non mollo: non è stanchezza, ma sapere che farne. Ha nove anni: al 1° aprile sono a 2.868 articoli (5 alla settimana), 779 pagine, 108.725 commenti (interventi dei visitatori). I visitatori, diversi al mese, hanno raggiunto un picco di 27.000 nell’aprile del 2014. La domanda è se serva a qualcosa.