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Attualità
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Attualità, 22/2009

Economia - Nell'anno della crisi finanziaria: esame di coscienza. Rivedere i presupposti culturali

M.E. Stucke
Per trent’anni, le teorie economiche di Milton Friedman e di altri economisti associati all’Università di Chicago hanno plasmato le politiche americane. Esse presuppongono un mondo di individui razionali che compiono scelte ottimali riguardo lo spendere e il risparmiare. Perseguendo l’interesse personale, sostiene la teoria, le persone cercano di massimizzare la loro ricchezza e altri obiettivi materiali; e generalmente non si preoccupano di altri obiettivi sociali quando questi entrano in conflitto con il loro interesse personale. «In situazioni di conflitto tra interesse personale e valori etici oggetto di ampia adesione verbale», dice l’economista della Scuola di Chicago George Stigler, «molte volte, in realtà il più delle volte, la teoria dell’interesse personale vincerà».

Asia - Religioni e violenze: prima del dialogo. Come favorire l'incontro interreligioso

M. Amaladoss
L'Asia è un continente con molte religioni. La religione è una sorgente profonda di identità per la persona e per il gruppo. Perciò le tensioni fra i gruppi religiosi sono inevitabili. Ma prima di passarle in rassegna, vorrei sottolineare che l’uso dell’espressione «dialogo interreligioso» non è appropriato in questo contesto, perché la sua prospettiva appare troppo ristretta. Sarebbe meglio parlare di «incontro interreligioso» o di «relazioni interreligiose». Cercherò di spiegarlo.

Svizzera - Referendum islam: no ai minareti

L. Prezzi
Nessuno se l’aspettava. Il consenso alla proposta di iniziativa popolare sull’introduzione nella Costituzione elvetica di un esplicito divieto per la costruzione dei minareti (cf. Regno-att. 18,2009,597; 18,2008,607), era data dai sondaggi non oltre il 35%, mentre i contrari veleggiavano sul 50-53%. I risultati sono stati diversi. Il 29 novembre 1.534.054 elettori hanno detto sì (57,5%), 1.135.108 hanno detto no (42,5%). La proposta è quindi passata, anche perché confermata dalla maggioranza ottenuta in 22 sui 26 cantoni. Ai quattro minareti finora esistenti nella Confederazione non ne verrà aggiunto nessun altro.

Irlanda - Chiesa e pedofilia: chiedere perdono non basta

M.E. Gandolfi
Dopo il Rapporto Ryan pubblicato il 20 maggio scorso (cf. Regno-doc. 13,2009,441ss), che ha fatto luce sulle violenze psichiche e fisiche inflitte ai minori che frequentavano le scuole rette da religiosi in tutta l’Irlanda, il 26 novembre è stato pubblicato il Rapporto Murphy, frutto di un’analoga indagine che aveva come oggetto la diocesi di Dublino. Come ci si aspettava, dalle 720 pagine del Rapporto è emersa una «sistematica e calcolata perversione di potere e fiducia» nei confronti dei bambini affidati alle cure di istituti scolastici e collegi della diocesi. Non solo. Almeno dieci vescovi sono stati ritenuti colpevoli di aver saputo ma di non aver preso provvedimenti. Tra questi due ex ausiliari: mons. Dermot O’Mahony, che ha rassegnato le dimissioni da presidente dei pellegrinaggi irlandesi a Lourdes e mons. Donal Murray, vescovo di Limerick, che sembra sia sul punto di rassegnarle.

Austria - Un testimone: raccontare la Chiesa locale. Intervista a Erich Leitenberger

F. Strazzari
Lascia la direzione della Kathpress Erich Leitenberger, pur restando il portavoce del card. Schönborn. È stato l’informatore storico della Chiesa austriaca. – Quando è partito per questa grande avventura? «La grande avventura è cominciata il 1° aprile 1974. Un sacerdote, che conoscevo molto bene, perché era incaricato della pastorale giovanile del Duomo di Santo Stefano a Vienna – io a quel tempo facevo il giornalista alla Die Presse – mi aveva chiesto: “Il cardinale sta cercando un capo-ufficio stampa. Vorresti fare questo lavoro?” e io avevo risposto di sì».

Italia - Informazione religiosa: vecchi e nuovi direttori. Come cambiano i protagonisti

G. Mocellin
Il 24 novembre scorso il Consiglio di amministrazione della società editrice di Avvenire, la NEI, ha nominato Marco Tarquinio nuovo direttore responsabile del quotidiano. Si tratta del vicedirettore in carica dal 2007, che dal 3 settembre firmava già come responsabile in seguito alle dimissioni di Dino Boffo (cf. Regno-att. 16,2009,513ss). Tarquinio, 51 anni, originario di Assisi, è ad Avvenire dal 1994, dove approdò all’inizio della direzione Boffo dopo una collaudata esperienza sulla stampa laica, e dove ha assunto crescenti responsabilità come caporedattore centrale e della redazione romana oltre che come editorialista.

UCSI - 50°: etica dell'informazione

A. Fabris, A. Melodia, P. Scandaletti
Il Manifesto per un’etica dell’informazione che qui pubblichiamo è stato presentato al pubblico lo scorso 4 dicembre, a Roma, presso la Camera dei deputati, nel corso del convegno di studi «Giornalismo cattolico nel tempo e nella professione. 50 anni di UCSI», organizzato in occasione del 50° di fondazion dell’Unione cattolica stampa italiana (UCSI). All’incontro, cui sono giunti tra gli altri i saluti dei cardinali Bertone e Bagnasco, hanno partecipato – insieme ai proff. Adriano Fabris, Andrea Melodia (presidente dell’UCSI) e Paolo Scandaletti (direttore della rivista Desk), primi firmatari del Manifesto – il sen. Alberto Monticone e, tramite un contributo-video, il card. Roberto Tucci. Il documento è pubblicato su Desk 16(2009) 3, 14-17 e sul sito web www.ucsi.it, dove è possibile aderirvi per via telematica.

Italia - LX Assemblea CEI: le linee della presidenza. Rito delle esequie e documento sul Mezzogiorno

L. Prezzi
La recente Assemblea generale straordinaria della Conferenza episcopale italiana (CEI), svoltasi ad Assisi dal 9 al 12 novembre, è stata caratterizzata principalmente da due temi: il rito delle esequie e il documento sul Mezzogiorno, nonché dalla progressiva chiarificazione dell’indirizzo avviato dalla presidenza Bagnasco.

Ecumenismo - Settimana di preghiera: a 100 anni da Edimburgo

G. Pistone
La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è probabilmente il più importante avvenimento ecumenico in molte parti del mondo, tra cui l’Italia, sia per la regolarità con cui viene celebrata ogni anno, coinvolgendo fedeli appartenenti a diverse confessioni e tradizioni cristiane, sia per l’occasione d’incontrarsi attorno alla parola del Signore nell’ascolto e nella preghiera comuni. Per il 2010 la Settimana è stata organizzata in riferimento al centenario del movimento ecumenico, avviatosi nel 1910 con la Conferenza missionaria mondiale di Edimburgo. La preparazione dei sussidi è stata affidata a un gruppo ecumenico della città scozzese.

Anglicanorum coetibus - Inghilterra: l'ecumenismo prosegue. Intervista a mons. Vincent Nichols

G. Brunelli, D. Sala
Quando il 20 ottobre scorso il card. Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ha annunciato un nuovo documento (una costituzione apostolica) per rispondere alle richieste giunte alla Santa Sede, da parte di gruppi anglicani, di poter entrare in comunione piena con Roma, in molti siamo stati colti da un moto di sorpresa. Ora il documento, elaborato in due parti, la costituzione apostolica intitolata Anglicanorum coetibus – firmata da Benedetto XVI il 4 novembre –, e le Norme complementari alla costituzione – firmate dal prefetto e dal segretario della Congregazione per la dottrina della fede –, sono state pubblicate (9 novembre; cf. Regno-doc. 21,2009,705). La costituzione ha il segno interiore di un gesto di grande apertura a questi cristiani; tuttavia come in ogni decisione si aprono anche un certo numero di problemi dei quali è bene discutere (cf. Regno-att. 20,2009,657ss).

Anglicanorum coetibus - Ricezioni: dalle difficoltà il meglio possibile

B. Sesboüé
Per onestà occorre dire innanzitutto che la questione nasce da alcune decisioni recenti attuate nella Comunione anglicana, che hanno fatto esplodere la famosa comprehensiveness, definita umoristicamente da un canonico anglicano in mia presenza come «l’arte di tollerare l’intollerabile». In altri termini, la Chiesa cattolica non è partita per una battuta di pesca di convertiti, il che sarebbe una flagrante contraddizione con il suo impegno ecumenico. Essa si trova davanti alla temibile domanda di una piccola parte del popolo anglicano, che, con i suoi vescovi e i suoi presbiteri, prende l’iniziativa di chiedere d’entrare nella piena comunione cattolica. Una situazione del genere non può essere gestita «caso per caso». Necessita di una soluzione di tipo comunitario.

Serbia - Chiesa ortodossa: morte di Pavle I. Spiritualità e nazionalismo di un patriarca del '900

L. Prezzi
Seicento mila persone non scendono in strada senza ragione. Il funerale di Pavle I, patriarca della Chiesa ortodossa serba, a Belgrado (19.11.2009) ha mostrato il profondo radicamento della sua figura dell’ortodossia e nella società serba. Per Bartolomeo I, patriarca di Costantinopoli e officiante del rito funebre, il viso di Pavle emanava giustizia e santità; era un «uomo mite che sembrava avere un contatto con l’essenza della realtà». Amfilohije Radovic, il metropolita montenegrino e locum tenens del Sinodo alla morte del patriarca, ha parlato di lui come di un uomo di fede profonda che trasformava le sue parole e i suoi pensieri in atti. Il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, ne ha apprezzato il coraggio mostrato nelle guerre e nei conflitti che hanno insanguinato l’ex Iugoslavia, rimanendo uomo di fede e di dialogo, umile e gioioso.

Africa - vescovi: il corpo di Cristo ha l'AIDS

P. Pengo
A nome di tutti i vescovi cattolici del Simposio delle Chiese di Africa e Madagascar (SCEAM), il suo presidente e arcivescovo di Dar es Salaam, il card. Pengo, ha preparato un messaggio per le comunità ecclesiali africane in occasione della Giornata mondiale di lotta all’AIDS (1.12.2009; ndr).

Costa Rica - Mons. Girardi: sulle orme di Cristo

M. Castagnaro
Sta facendo discutere la lettera pastorale Sulle orme di Cristo, promuovendo la vita in lui, nel Nord del Costa Rica che mons. Vittorino Girardi, comboniano italiano, vescovo di Tilarán-Liberia, ha reso pubblica a metà luglio. La lettera, pubblicata dopo un’ampia consultazione, di fatto mette in discussione, sulla base della difesa dell’ambiente e della promozione dei gruppi sociali più deboli, il modello di sviluppo, fondato sull’industria turistica, adottato nella regione di Guanacaste, dove si trova la diocesi.

El Salvador - Gesuiti: vent'ani dalla strage

M. Castagnaro
È stato un anniversario diverso, questo ventesimo, della strage dei sei gesuiti dell’Università centroamericana «José Simeón Cañas» (UCA) – gli spagnoli Ignacio Ellacuría, teologo della liberazione e rettore; Ignacio Martín-Baró, pioniere della psicologia della liberazione e ideatore dell’Istituto di opinione pubblica dell’UCA; Segundo Montes, sociologo creatore dell’Istituto dei diritti umani dell’UCA e particolarmente impegnato con i rifugiati; Juan Ramón Moreno, professore di Teologia e direttore spirituale; Armando López, già rettore dell’UCA di Managua, in Nicaragua; il salvadoregno Joaquín López y López, fondatore delle scuole popolari «Fé y alegría» – e delle due donne di servizio (Elba Julia Ramos e la figlia quindicenne Celina), compiuta il 16 novembre 1989 dai militari del battaglione «Atlacatl» dell’esercito salvadoregno.

Stati Uniti - Chiesa cattolica: tornare a casa

M.E. Gandolfi
La notizia che a fine novembre, dopo 26 anni di gloriosa attività, ha chiuso il National Pastoral Life Center di New York, potrebbe essere considerata una voce tra le tante tra quelle appartenenti alla rubrica «Chiesa locale», così come spesso avviene. Il fatto che ciò sia avvenuto anche perché altre istituzioni (college, università cattoliche e altri istituti a livello nazionale) hanno realizzato programmi formativi analoghi e di fatto concorrenziali, non desterebbe in sé particolare curiosità. Neppure per il fatto che a motivo della concorrenza il Centro si trovava in difficoltà economica. Eppure questo Centro studi sul ministero parrocchiale sorto nel 1983 per volontà di Philip Murnion, prete diocesano e sociologo (morto per un tumore nel 2003), unitamente ai vescovi statunitensi, godeva di una notorietà internazionale, anche perché esso ha via via ospitato un gruppo di centri per la pastorale: la Conference for Pastoral Planning and Council Development, la Roundtable e in particolar modo la Catholic Common Ground Initiative.

Dibattito-Scienza e fede: gli embrioni risorgeranno? Una domanda da credenti sull'inizio della vita

G. Bazzocchi
Riprendendo il ragionamento avviato con il dossier su teologia ed evoluzione (Regno-att. 14,2009,498) e con il dibattito sul metodo e il linguaggio della ricerca (Regno-att. 18,2009,632), l’intervento di un embriologo sottolinea la domanda che le conoscenze scientifiche suscitano nei credenti sull’inizio della vita, e sulla necessità di immergersi nel linguaggio della scienza.

Teologia e architettura. La Chiesa e le sue chiese

A. Baldassari
L’unico modo di rappresentare l’irrappresentabile è forse realizzare semplicemente qualcosa atto a contenerlo? È un quesito che mi sono portato dietro durante tutta la lettura del libro di Severino Dianich, La Chiesa e le sue chiese. Teologia e architettura (San Paolo, Cinisello Balsamo [MI] 2009, € 37,00) e al quale non sono certo di essere riuscito a dare una risposta. Certo, il libro di Dianich è irto, direi – almeno per un architetto, quale io sono – di stimoli, di domande e, perché no, anche di provocazioni. Architetti, committenti e opere Come ho già avuto modo di dire, e come tutti sanno, gli architetti, più che leggere i libri, guardano le figure e si può ben capire come un libro come questo, in cui la prima figura arriva, sostanzialmente, a pagina 45, costituisca una sfida di non poco momento.

L'incontro del papa con gli artisti

L. Prezzi
La Cappella sistina, le musiche di Palestrina e circa 250 artisti hanno dato corpo all’incontro con Benedetto XVI e segnato un’ulteriore tappa nell’attenzione della Chiesa cattolica per l’arte. L’evento del 21 novembre voleva infatti ricordare l’analogo incontro di Paolo VI del 1964, ma anche il messaggio dei padri conciliari del 1965, la proclamazione del Beato Angelico come patrono nel 1984 e il decennale della Lettera agli artisti di Giovanni Paolo II del 1999. Una continuità di attenzione che si va configurando come una linea di magistero e come suggerimento alla teologia e alla pastorale (cf. Regno-att. 20,2009,703).

Wittenberg - Giardino di Lutero

D. Sala

Il primate anglicano Williams a Roma e l'avvio dell'ARCIC III

D. Sala

Melbourne - Parlamento delle religioni mondiali

D. Sala

Copenaghen - Lettera delle Chiese

D. Sala

Germania - 20 anni dalla caduta del Muro

D. Sala

EKD e Chiesa ortodossa russa - Scontro sulla neo-presidende Käßmann

D. Sala

Serbia - Morte del patriarca Pavle

D. Sala

Italia - Matrimoni religiosi non cattolici

D. Sala

Svizzera - No ai minareti

D. Sala

Crocifisso nelle scuole

L. Accattoli

Brescia

L. Accattoli

Anglicanorum coetibus

L. Accattoli

FAO

L. Accattoli

Wojtyla vitù eroiche

L. Accattoli

Williams

L. Accattoli

Artisti

L. Accattoli

Migranti

L. Accattoli

Benedetto a Bartolomeo

L. Accattoli

Chiesa e secolarizzazione. Cristianesimo come religione: l'autocoscienza dei credenti

P. Stefani
Tra religione e fede esiste un rapporto più dialettico che alternativo. La fede infatti si esplica come una specie di coscienza critica della religione. Il cattolicesimo ufficiale oggi tende a presentarsi come religione soprattutto in relazione a tre riferimenti principali: l’affermazione secondo cui il Logos razionale fonda il tutto e si esprime nella legge naturale; la peculiarità paradigmatica della «storia sacra» ebraico-cristiana; la sua volontà di prospettarsi come la vera Chiesa. Una componente qualificante della fede è di presentarsi come memoria del kerygma originario che, lungi dal voler fondare una nuova religione, affermò una modalità di vita, resa possibile dall’annuncio, basata su una maniera specifica di percepire il tempo e di rapportarsi con il prossimo. Nei nostri tempi religione e fede sono diversamente sfidate dalle visioni cosmologiche, biologiche, valoriali e dalle prassi comunicative presenti nelle società. Per esemplificare, Piero Stefani si affida alla domanda su dove abiti Dio. La risposta a questo interrogativo apre il campo alla dimensione dell’accoglienza (e del rifiuto) e induce a riflettere sul comportamento richiesto ai credenti in relazione sia alla sfera pubblica propria di società pluraliste sia alla prassi intraecclesiale. «Si deciderà la Chiesa a cogliere la sua occasione storica e a riprendere la sua vocazione messianica?», si chiede in conclusione Giorgio Agamben. «Il rischio è che essa stessa sia trascinata nella rovina che minaccia tutti i governi e tutte le istituzioni della terra».

Chiesa e secolarizzazione. La vocazione messianica

G. Agamben
Tra religione e fede esiste un rapporto più dialettico che alternativo. La fede infatti si esplica come una specie di coscienza critica della religione. Il cattolicesimo ufficiale oggi tende a presentarsi come religione soprattutto in relazione a tre riferimenti principali: l’affermazione secondo cui il Logos razionale fonda il tutto e si esprime nella legge naturale; la peculiarità paradigmatica della «storia sacra» ebraico-cristiana; la sua volontà di prospettarsi come la vera Chiesa. Una componente qualificante della fede è di presentarsi come memoria del kerygma originario che, lungi dal voler fondare una nuova religione, affermò una modalità di vita, resa possibile dall’annuncio, basata su una maniera specifica di percepire il tempo e di rapportarsi con il prossimo. Nei nostri tempi religione e fede sono diversamente sfidate dalle visioni cosmologiche, biologiche, valoriali e dalle prassi comunicative presenti nelle società. Per esemplificare, Piero Stefani si affida alla domanda su dove abiti Dio. La risposta a questo interrogativo apre il campo alla dimensione dell’accoglienza (e del rifiuto) e induce a riflettere sul comportamento richiesto ai credenti in relazione sia alla sfera pubblica propria di società pluraliste sia alla prassi intraecclesiale. «Si deciderà la Chiesa a cogliere la sua occasione storica e a riprendere la sua vocazione messianica?», si chiede in conclusione Giorgio Agamben. «Il rischio è che essa stessa sia trascinata nella rovina che minaccia tutti i governi e tutte le istituzioni della terra».

Sulla soglia della chiamata. Il cammino di Abramo

P. Stefani
Una delle promesse che Dio collega alla chiamata di Abramo è di rendere grande il nome del patriarca (cf. Gen 12,2). Essere tuttora convocati nel nome di Abramo non è realtà scontata. Irriducibile è la differenza tra il suo nome e quelli che, diffusi fra tutte le famiglie dell’adamà (suolo, terra), possono, ai nostri giorni, rivendicare a loro stessi l’universalismo greve della globalità.1 Questo tipo di grandezza spetta non all’antico patriarca biblico, bensì ai sinuosi caratteri bianchi su sfondo rosso della Coca cola. In questo caso è arduo invocare la benedizione estesa ai popoli, mentre si è costretti a prendere effettivamente atto che la scura, effervescente bevanda è davvero diffusa in tutti gli angoli del globo.

Ogni bambino nasce a Betlemme. Lectio feriale sui figli e sul Natale

L. Accattoli
Preparo il Natale cercando Gesù in ogni bambino che incontro e intanto rileggo i primi due capitoli di Matteo e di Luca e vedo di rintracciare i miei figli piccoli nelle parole che raccontano di lui. Cerco nei racconti dell’infanzia i miei figli quand’erano piccoli e tutti i piccoli che riesco a guardare con occhio di padre. «Così fu generato Gesù Cristo» (Mt 1,18). Mi esercito a cogliere il suono familiare di queste parole. Quale cioè doveva risultare ai primi cristiani, tra i quali erano quelli che l’avevano udito parlare; che l’avevano visto con i loro occhi e che l’avevano toccato con le loro mani: «Così è nato Gesù». Quella familiarità che è nelle parole dei genitori quando raccontano ai figli qualcosa del loro arrivo: «Tu Beniamino sei nato all’Isola Tiberina in un giorno di pioggia».

Regno Attualità - Indici 2009

Redazione

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