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Vi lascio la pace

VI domenica di Pasqua At 15,1-2.22-29; Sal 67 (66); Ap 21,10-14.22-23; Gv 14,23-29 Nelle domeniche che vanno da Pasqua all’Ascensione la liturgia ripropone passi giovannei tratti dai lunghi «discorsi di addio» pronunciati da Gesù alla vigilia della sua passione. Può apparire una specie di immotivata inversione temporale. Perché soffermarsi, dopo la risurrezione, su parole dette prima del «tutto è compiuto» pronunciato da Gesù sulla croce (Gv 19,30)? Perché sostare su un preannuncio del Paràclito, anche dopo che il...

Il comandamento nuovo

V domenica di Pasqua At 14,21-27; Sal 145 (144); Ap 21,1-5; Gv 13,31-35 Giuda è appena uscito, «ed era notte» (Gv 13,30). Il «comandamento nuovo» (Gv 13,34) non è rivolto a tutti i dodici apostoli. Il comando antico prescrive di amare sia il prossimo (Lv 19,18) sia lo straniero (Lv 19,34). Il Discorso della montagna, calcando la mano su un precedente, inesistente precetto («odierai il tuo nemico», Mt 5,43), ordina di amare i nemici (Mt 5,44). In tutti questi tre casi il centro del discorso non è occupato dalla reciprocità. Il comando...

Nelle mani del Figlio

IV domenica di Pasqua At 13,14.43-52; Sal 99 (100); Ap 7,9.14-17; Gv 10,27-30 La IV domenica dopo Pasqua è chiamata «domenica del buon Pastore». In questa occasione negli anni precedenti (A e B) sono state proposte le parti iniziali del decimo capitolo di Giovanni (A: Gv 10,1-10; B: Gv 10,11-18). Nel terzo anno (C) si legge un passaggio evangelico in cui viene ripresentata, in modo esplicito, la figura delle pecore (Gv 10,27-30) e, in maniera implicita, quella del pastore. Si è solo pochi versetti dopo, tuttavia il contesto è divenuto profondamente diverso. In...

Le pecore sono del Signore

III domenica di Pasqua At 5,27-31.40-41; Sal 30 (29); Ap 5,11-14; Gv 21,1-19 Nella redazione attuale, il Vangelo di Giovanni colloca nel suo ultimo capitolo una scena in qualche modo accostabile a quella matteana del «primato di Pietro» (Mt 16,17-19). In Matteo l’«investitura» è seguita immediatamente dal primo annuncio della passione; si tratta di parole non comprese da Pietro che, per questo motivo, rimprovera Gesù il quale, a sua volta, lo qualifica come «Satana» poiché gli è di scandalo ragionando secondo gli uomini e non...

Le piaghe del Risorto

II domenica di Pasqua At 5,12-16; Sal 118 (117); Ap 1,9-11.12-13.17-19; Gv 20,19-31 Era la Parasceve e i corpi non dovevano restare esposti in quel grande sabato. Vennero i soldati a spezzare le gambe ai crocifissi. Gesù però era già morto. Uno dei soldati lo colpì con la lancia al fianco e subito ne uscì sangue e acqua. Quell’atto, all’apparenza inutile, è sottolineato con enfasi dal Vangelo: «Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo...

Non è qui

Domenica di Pasqua Vangelo della veglia pasquale, Lc 24,1-12 Subito dopo aver narrato la morte di Gesù, Luca riscrive, in chiave corale e penitente, un’annotazione presente, in modo più puntuale, in Marco (15,40) e in Matteo (27,55-56). Il terzo Vangelo parla infatti di una folla «che era venuta a vedere quello spettacolo (theoria, termine usato una volta sola in tutto il NT)» e che ora torna pentita battendosi il petto. Poi aggiunge: «Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo»...

Pace in cielo

Domenica delle Palme Lc 19,28-40; Is 50,4-7; Sal 22 (21); Fil 2,6-11; 22,14-23,56 In ogni messa cattolica si recita il Sanctus. Il breve inno, posto in conclusione del prefazio, è composto da due parti: la prima «celeste», la seconda «terreste». Entrambe riprendono passi biblici. Le parole iniziali (attestate nella liturgia cristiana fin dal IV secolo) derivano dalla visione di Isaia, nel corso della quale il profeta udì i serafini cantare: «Santo, santo, santo il Signore delle schiere (zevaoth). Tutta la terra è piena della tua gloria»...

Va’ e non peccare più

V domenica di Quaresima Is 43,16-21; Sal 126 (125); Fil 3,8-14; Gv 8,1-11 All’interno del Vangelo di Giovanni vi è una specie di masso erratico. Ci si imbatte infatti in una sezione isolata (Gv 8,1-11) dedicata alla donna, scoperta in flagrante adulterio e condotta da scribi e farisei davanti a Gesù. Anche quando non si era presi da particolari preoccupazioni filologiche, si colse il brano come qualcosa a sé; lo si fece fino al punto da ricavarne un detto proverbiale: «Chi è senza peccato scagli la prima pietra». Nessuno è nelle condizioni...

L’impotenza paterna

IV domenica di quaresima Gs 5,9-12; Sal 34 (33); 2Cor 5,17-21; Lc 15,1-3.11-32 Parabola celebre, letta, commentata e riscritta mille volte, quella del «Padre misericordioso e dei due fratelli» (titoletto in cui è già racchiusa una delle possibili interpretazioni). Uno dei motivi della sua perenne attualità sta nel fatto che, per quanto penalizzata dall’assenza di figure femminili, la lettera della parabola è facilmente trascrivibile nei termini della vita reale. La questione dell’eredità (vale a dire il fatto che i beni durano più...

Una domanda in attesa di risposta

III domenica di Quaresima Es 3,1-8.13-15; Sal 103 (102); 1Cor 10,1-6-10-12; Lc 13,1-9           Per comprendere il Vangelo di questa settimana è opportuno prendere le mosse da alcuni versetti immediatamente precedenti; anzi, sarebbe conveniente risalire ancora più indietro per giungere al capitolo 11 di Luca. Il nesso più immediato con la fine del capitolo 12 è sottolineato dal testo evangelico: «In quello stesso tempo (kairos)» alcuni riferirono a Gesù dell’uccisione di un gruppo di Galilei (Lc...