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La semina e la crescita

XI domenica del tempo ordinario Ez 17,22-24; Sal 92 (91); 2Cor 5,6-10; Mc 4,26-34           A parte i vv. 10 e 21-23, che sembrano segnare anche un cambiamento di ambiente – dall’aperto all’interno di una casa, oltre che dal parlare alla folla a un gruppo ristretto –, Mc 4 è dominato dal paesaggio del lago di Tiberiade, da un’atmosfera quasi campestre e dalle metafore agricole.           Al centro c’è il problema della Parola e dell’annuncio, dei loro...

Anticipo di gloria

Corpo e sangue di Cristo Es 24,3-8; Sal 116 (115); Eb 9,11-15; Mc 14,12-16.22-26 Chi si trovasse in una cena tra amici e sentisse dire dal più importante di loro che uno dei commensali, con i quali ci sono reciproci rapporti da tempo e una certa comunanza di vita, lo tradirà, come potrebbe reagire? Forse con una serie di indignati dinieghi e vibrate proteste.           Stando a Marco, invece, gli apostoli cominciarono a provare un dolore interiore (lupeisthai, Mc 14,19a) e a dire a Gesù, uno dopo l’altro «per caso...

Il finale che spiega tutto

Santissima Trinità Dt 4,32-34.39-40; Sal 32; Rm 8,14-17; Mt 28,16-20 Come quasi sempre, è il finale del racconto che dà ragione di tutto, non solo di quanto lo precede, ma anche, eventualmente, di quanto seguirà nella vita del lettore. O, almeno, così accade nel Vangelo secondo Matteo.           Le apparizioni del risorto narrate dagli evangelisti sono accomunate da un elemento: l’incredulità, o comunque una reazione non proprio positiva. Si parla di paura per le donne, nel finale originario di Marco...

Irriducibile Spirito

Pentecoste At 2,1-11; Sal 104 (103); Gal 5,16-25; Gv 15,26-27; 16,12-15 Nel lungo discorso d’addio di Gesù (benché nelle Scritture si leggano discorsi d’addio ben più lunghi, per esempio quelli di Mosè che costituiscono l’ossatura del Deuteronomio), ovvero Gv 13-17, compaiono cinque promesse che riguardano lo Spirito.           Nella liturgia latina della Pentecoste di quest’anno ne leggiamo due, purtroppo non in continuità testuale mettendo noi tutti in un’imbarazzante difficoltà.          ...

Prendere posizione

Ascensione At 1,1-11; Sal 47 (46); Ef 4,1-13; Mc 16,15-20 «Si ritiene generalmente che Mc 16,1-8 sia l’effettiva conclusione del Vangelo nella sua forma originaria, come ci attestano non solo gli autorevoli unciali Vaticano e Sinaitico, ma anche testimonianze indirette di alcuni padri, di molte versioni, nonché altri indizi significativi di quella che K. Aland ha chiamato efficacemente la “tenacia della tradizione”» (Vignolo): fin qui la critica testuale.           Se si accetta questa conclusione reticente (sempre...

Da amici a fratelli

VI domenica di Pasqua At 10,25-16.34-35.44-48; Sal 98 (97); 1Gv 4,7-10; Gv 15,9-17           Dopo aver abbandonato la metafora allegorizzata della vite, Gesù conserva in Gv 15,9-17 parte del lessico dei primi versetti, ma si spinge anche oltre. Conserva il verbo menein (vv. 9.10), portandone le occorrenze a undici in tutto in questi pochi versetti ed esplicitandone il senso.           Se infatti menein può voler dire «dimorare», «abitare» (Gv 2,12) – in forma...

Scegliere di rimanere

 

 

Il pastore che si fa agnello

IV domenica di Pasqua At 4,8-12; Sal 118 (117); 1Gv 3,1-2; Gv 10,11-18           Forse non viene spontaneo associare l’immagine del pastore, bello o buono che sia, a un discorso polemico. In generale Gesù parla dei pastori, di cui descrive la fedeltà e la dedizione, con simpatia: da quello che cerca la pecora perduta (Lc 15,4-6 e Mt 18,12-14) al protagonista di questo capitolo di Giovanni, perché ha una vera cura del gregge, lo difende, ne conosce i capi uno per uno, essi riconoscono la sua voce, è disposto a morire...

Credere per gradi

III domenica di Pasqua At 3,13-15.17-19; Sal 4; 1Gv 2,1-5; Lc 24,35-48           Già Charles de Foucauld in una sua meditazione su Lc 24,35-48 si soffermava sul saluto del v. 36. Sappiamo che per gli ebrei è il saluto quotidiano e che ricorre come tale la sera di Pasqua anche in Gv 20,21, ma quello che de Foucauld evidenzia è che la pace è annunziata dagli angeli all’inizio del racconto di Luca (2,14), affidata da Gesù agli apostoli come saluto durante la loro missione (10,5) e infine rivolta a loro la sera...

Dal vedere all’ascoltare

II domenica di Pasqua At 4,32-35; Sal 118 (117); 1Gv 5,1-6; Gv 20,19-31           In Gv 20 sono narrati tre episodi cui segue una specie di conclusione (vv. 30-31). Due di questi episodi accadono nello stesso giorno «uno», il terzo otto giorni dopo.           Al centro dell’interesse di Giovanni però sta la realtà del corpo. Nel corpo c’è tutto. Benché per secoli la tradizione, forse condizionata da una concezione platonica, abbia considerato il corpo...