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L’oltre dell’«io vi dico»

In questo brano Gesù Ben Sira fa riferimento a un passo del Deuteronomio, senza peraltro citare direttamente il testo e dando per scontato che i suoi lettori lo conoscano a memoria. 

Una luce fra le tenebre

La prima lettura, tratta dal libro del profeta Isaia, è un brano che andrebbe letto anche con ciò che lo precede.

La beatitudine degli oppressi

La prima lettura di questa domenica è tratta dal libro del profeta Sofonia, vissuto molto probabilmente a Gerusalemme durante il regno di Giosia (VII secolo a.C.).

«Una luce rifulse»

Il brano fa riferimento a quella che è stata una vera e propria devastazione, da parte degli Assiri, del Regno del Nord.

«Fino all’estremità della terra»

In pochi versetti vediamo un interessante sviluppo di questa figura del «servo». 

«Il mio servo»

Chi sia questo «servo del Signore» in realtà è una domanda a cui non c’è un’unica risposta.

Tenda della Sapienza, tenda della Parola

La Sapienza è una figura particolare che si fa strada in tutta la rivelazione biblica.

«Il padre e la madre»

Nel commento che Ben Sira fa di questo testo viene ribadita l’importanza di «onorare» i propri genitori. 

«Il Signore stesso vi darà un segno»

IV domenica di Avvento Is 7,10-14; Sal 23 (24); Rm 1,1-7; Mt 1,18-24   Il brano di Isaia con cui inizia la liturgia della Parola in questa quarta domenica di Avvento è di un’importanza direi capitale, per comprendere proprio come nasce l’aspettativa messianica nella storia di salvezza tra Dio e il suo popolo. Il brano profetico fa riferimento all’anno 733 a.C. quando, contro la minaccia incombente del Regno assiro, il re di Aram (pressappoco l’odierna Siria) Resin e il re del Regno di Israele Pekach stringono un’alleanza militare per muovere guerra...

Il fiore del deserto

Il brano di Isaia che costituisce la prima lettura presenta un’immagine ardita, dato che non si dice semplicemente che il deserto accoglierà una fioritura, ma che esso stesso si trasformerà in un fiore.