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«Una luce rifulse»

Il brano fa riferimento a quella che è stata una vera e propria devastazione, da parte degli Assiri, del Regno del Nord.

«Fino all’estremità della terra»

In pochi versetti vediamo un interessante sviluppo di questa figura del «servo». 

«Il mio servo»

Chi sia questo «servo del Signore» in realtà è una domanda a cui non c’è un’unica risposta.

Tenda della Sapienza, tenda della Parola

La Sapienza è una figura particolare che si fa strada in tutta la rivelazione biblica.

«Il padre e la madre»

Nel commento che Ben Sira fa di questo testo viene ribadita l’importanza di «onorare» i propri genitori. 

«Il Signore stesso vi darà un segno»

IV domenica di Avvento Is 7,10-14; Sal 23 (24); Rm 1,1-7; Mt 1,18-24   Il brano di Isaia con cui inizia la liturgia della Parola in questa quarta domenica di Avvento è di un’importanza direi capitale, per comprendere proprio come nasce l’aspettativa messianica nella storia di salvezza tra Dio e il suo popolo. Il brano profetico fa riferimento all’anno 733 a.C. quando, contro la minaccia incombente del Regno assiro, il re di Aram (pressappoco l’odierna Siria) Resin e il re del Regno di Israele Pekach stringono un’alleanza militare per muovere guerra...

Il fiore del deserto

Il brano di Isaia che costituisce la prima lettura presenta un’immagine ardita, dato che non si dice semplicemente che il deserto accoglierà una fioritura, ma che esso stesso si trasformerà in un fiore.

Nell’attesa del «veniente»

Questa seconda domenica di Avvento si apre con la lettura della profezia di Isaia. Una profezia piena di speranza che guarda alla venuta di un germoglio, una nuova nascita.

Camminare «nella luce del Signore»

Con questa domenica entriamo nel tempo liturgico dell’Avvento. Un tempo forte che per quattro settimane ci accompagnerà a riflettere sulla fine della storia umana.

Il re dei Giudei

Nella prima lettura, tratta dal Primo libro di Samuele, si descrive il riconoscimento di Davide come re da parte delle tribù del Nord.