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Attualità
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Attualità, 12/2012

CEI - LXIV Assemblea: il futuro della fede. Scelto il tema del prossimo convegno ecclesiale nazionale

G. Brunelli
C'è qualcosa di nuovo? È emerso qualcosa di rilevante dall’assemblea dei vescovi italiani di maggio (Roma, 21-25 maggio 2012), che attiri l’attenzione dell’osservatore? Se si guarda la rassegna stampa, il fuoco dell’incontro è stata la presentazione del documento (Linee guida) sugli abusi sessuali nei confronti di minori da parte di chierici (cf. Regno att. 10, 2012, 296; Regno doc. 11,2011,362) e poco altro. Dunque, un’assemblea del tutto ordinaria, salvo quell’intervento atteso, urgente, sollecitato dalla Congregazione per la dottrina della fede e qualche affermazione fatta dal presidente Bagnasco sulla crisi del paese. Di quelle che nel contesto della crisi politica, economica e sociale i media riprendono. C’è qualcosa di più. Sia nelle parole del presidente Bagnasco, sia nei lavori interni si fa strada silenziosamente il disegno, l’orientamento pastorale dei prossimi anni. Fissare ad esempio la data e il tema del prossimo convegno ecclesiale nazionale significa di per sé ritmare e definire il lavoro prospettico del prossimo quinquennio. A Firenze, nell’autunno del 2015, si terrà il quinto convegno nazionale della Chiesa italiana. Il tema scelto è quello della fede. La quaestio fidei.

Tunisia - Cristiani e transizione: l'islam del Maghreb. Visto e «vissuto» da un vescovo

M. Lahham
Il Comitato scientifico internazionale della Fondazione Oasis (www.fondazioneoasis.org) si è nuovamente riunito a Tunisi il 18-19 giugno scorsi, sul tema «La religione in una società in transizione. Come la Tunisia interpella l’Occidente». La rete internazionale di Oasis quest’anno infatti si pone come obiettivo lo studio del «caso tunisino», del dibattito sulla nuova Costituzione e dei fermenti della sua dinamica società civile, per comprendere dal di dentro gli eventi e i fattori che stanno mutando il volto di alcuni paesi dell’Africa del Nord e per capire in che misura e come questi fatti riguardino anche i vicini arabi, gli altri paesi a maggioranza musulmana e tutto l’Occidente. È il nono incontro del Comitato scientifico di Oasis, realtà fondata nel 2004 dal card. Angelo Scola, allora patriarca di Venezia e oggi arcivescovo di Milano, e segue quelli di Venezia (2011; cf. Regno-att. 14,2011,438), Beirut (2010), Venezia (2009), Amman (2008), Venezia (2007), Il Cairo (2006), Venezia (2005 e 2004); in concomitanza esce il nuovo numero della rivista Oasis, il cui primo piano è dedicato a «Dove poggiano gli stati. Diritto, Costituzioni e sharia». Tra gli interventi di vari esponenti tunisini, sia dell’ala laica sia di quella islamista, e di testimoni e studiosi occidentali e provenienti da paesi musulmani non arabi, proponiamo, con alcuni piccoli interventi redazionali, quello di mons. Maroun Lahham, fino all’inizio del 2012 arcivescovo di Tunisi e oggi arcivescovo titolare di Madaba e vicario patriarcale dei latini per la Giordania.

Africa - Nigeria: I tristi giorni della violenza

M.E. Gandolfi
Il nuovo triplice attacco della setta Boko Haram a tre chiese cristiane nello stato nigeriano di Kaduna di domenica 17 giugno ha mostrato che il suo perverso progetto di destabilizzazione del paese avanza ulteriormente (cf. Regno-att. 6,2012,201). Ai tre attacchi sono infatti corrisposte violente rappresaglie che hanno provocato un centinaio di morti. Il governo, guidato dal presidente Goodluck Jonathan, ha destituito il consigliere per la sicurezza. La situazione è preoccupante. Lo denunciano anche mons. Ignatius Kagaima, arcivescovo di Jos, e mons. Alfred Martins, arcivescovo eletto di Lagos, rispettivamente presidente e segretario della Conferenza episcopale del paese più popoloso dell’Africa in una dichiarazione resa nota il 26 giugno, dove lamentano «i tristi giorni» che la Nigeria e i nigeriani stanno vivendo, dal momento che gli episodi di violenza hanno ormai assunto una cadenza quotidiana. E la morte di tanti innocenti – sia negli attacchi sia nelle rappresaglie – è sempre «da condannare».

Africa - Repubblica Democratica del Congo: Segnali inquietanti

M.E. Gandolfi
È dai piccoli segnali iniziali che in passato «sono scoppiati conflitti generalizzati» nella regione del Kivu. Pertanto «il convergere di indici che evocano lo spettro di una guerra» non possono essere sottovalutati, anche se «i contenuti e le cause prime» non sono ancora chiari. Si apre così il Messaggio dei vescovi dell’Assemblea episcopale provinciale di Bukavu alle autorità politiche della Repubblica democratica del Congo sulla situazione del Kivu del Nord e del Sud. Frutto dell’incontro periodico dei quattro presuli della regione (28.5-2.6) il testo, datato 31 maggio, lancia un allarme su un conflitto potenzialmente incontrollabile.

Emilia - Terremoto: l'angoscia del possibile. E l'importanza di valori collettivi non economici

P. Stefani
Nel corso della prima metà del 2012 l’Emilia Romagna ha sperimentato prima una particolare potenza fisica del cielo poi una, ben peggiore, della terra. A febbraio Bologna e la Romagna erano sotto una coltre bianca che cresceva, inesorabile, ora dopo ora. Nell’entroterra cesenate i centimetri lasciarono il posto ai metri. Tutto si fermò, molti tetti furono danneggiati, gli ulivi abbarbicati sulle colline furono bruciati dal gelo. Danni e costi furono sensibili. Le giornate però si allungavano, si sapeva che la primavera sarebbe giunta. Un mese dopo non ci sarebbe stata più traccia di neve. Fino all’inverno prossimo non se ne parlerà; le statistiche lasciano, inoltre, sperare che, per un pezzo, la neve non cadrà più in quelle eccezionali proporzioni. La terra trema senza conoscere stagioni. Che ci sia il solstizio d’estate non le importa nulla. Può andare avanti così fino all’equinozio. Voci allarmate parlano addirittura di anni. Il terremoto viene da ciò che ci sostiene, il suolo.

Emilia - Terremoto: tornare come prima. La cronaca e le cifre di un mese drammatico

F. Rossi
Prima ancora delle case – distrutte, inagibili, o che comunque necessitano di significativi lavori per tornare come prima – sono i luoghi simbolo della comunità i più colpiti dal terremoto che dal 20 maggio fa tremare il Nord Italia. Ferite le chiese, con tanti campanili venuti giù o a rischio collasso da un momento all’altro; colpiti i municipi, luoghi della vita civile, e il patrimonio storicoartistico di tanti paesi emiliani e della bassa mantovana (oltre che, in misura minore, della provincia di Rovigo); in ginocchio il distretto industriale di Mirandola – con i suoi capannoni in larga parte crollati – e tutte le aziende del territorio. La gente continua ad aver paura, sussultando per ogni scossa e, generalmente, preferendo sistemazioni di fortuna anche se la propria casa è stata dichiarata agibile.

Il papa a Milano - VII Incontro mondiale delle famiglie: una Chiesa e il suo popolo. Eventi e festa

A. Torresin
Il papa mancava da Milano dal 1985, mentre incontri mondiali la città ne aveva già accolti più di uno, specialmente quelli dei giovani di Taizè. Ma le due cose insieme erano una novità assoluta. È accaduto da mercoledì 30 maggio a domenica 3 giugno, quando si è svolto il VII Incontro mondiale delle famiglie, concluso con la vista del papa Benedetto XVI. I due «eventi» si sono incrociati e hanno avuto dinamiche proprie. L’incontro prevedeva un «Convegno teologico pastorale», fitto di appuntamenti che avevano per tema La famiglia: il lavoro e la festa e per sede il polo fieristico di Milano City. Dotta, raffinata e ricca di riferimenti alla cultura biblica e a quella moderna la relazione di Ravasi, incentrata sulla grande metafora biblica della «casa»;2 comunicativa e incisiva nell’impatto degli uditori quella di O’Malley, capace di coniugare uno stile narrativo e un discorso diretto e didattico. A detta dei partecipanti sono state queste le due relazioni che più hanno lasciato un segno nei convegnisti.

Milano - Dopo il caso Carron: Scola: da CL ad Ambrogio. L'eredità di trent'anni, gli atti pastorali

G. Brunelli
La lettera che don Julián Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e liberazione (CL), fece avere all’allora nunzio in Italia, mons. Bertello, e da questi trasmessa al papa, circa la scelta del card. Angelo Scola come successore a Milano del card. Dionigi Tettamanzi, e finita come altri documenti vaticani nel libro di Gianluigi Nuzzi Sua santità (cf. Regno-att. 10,2012,304 e in questo numero a p. 431) ha creato dure reazioni e imbarazzo nella diocesi ambrosiana. Le reazioni sono quelle manifestate anche in una lettera aperta firmata da oltre 500 fedeli della diocesi ambrosiana. L’imbarazzo è quello dello stesso Scola, in seguito effettivamente voluto dal papa alla guida dell’arcidiocesi di Milano.

Carron - Nomina di Scola: Lettera al nunzio mons. Bertello

J. Carron
Eccellenza reverendissima, rispondo alla sua richiesta permettendomi di offrirle in tutta franchezza e confidenza, ben consapevole della responsabilità che mi assumo di fronte a Dio e al santo padre, alcune considerazioni sullo stato della Chiesa ambrosiana.(...)

USA - Storia della Chiesa: agli albori della modernità. Benedetto XIV tra riforma e Illuminismo

M.T. Fattori
Il titolo «Il papa dell’Illuminismo: Benedetto XIV (1675-1758)», tra ossimoro e provocazione, ben rappresenta le linee che hanno guidato relazioni e discussioni durante i lavori del congresso che si è riunito a St. Louis (Missouri, USA), tra il 30 aprile e il 2 maggio 2012. Diciassette studiosi, americani, italoamericani, e italiani si sono alternati presentando relazioni su cinque nuclei tematici individuati dagli organizzatori del convegno, Rebecca Messbarger e Christopher Johns, come gli aspetti di maggiore apertura e contatto tra Benedetto XIV e l’Illuminismo: il rapporto con e la promozione di donne scienziate; il rapporto con la medicina e le nuove scienze naturali e astrologiche; la trasformazione della sfera pubblica; il patronage artistico e architettonico; la peculiare posizione occupata da papa Lambertini nella cultura cattolica, come autore e riformatore della censura libraria.

Santa Sede - USA: Roma e le teologhe

M. Faggioli
Non s’alleggerisce la tensione tra il Vaticano e la teologia americana, e in particolare la teologia delle donne e prodotta da donne. Il 4 giugno è stata resa nota la Notificazione della Congregazione per la dottrina della fede circa il libro Just love: a framework for Christian sexual ethics di suor Margaret A. Farley rsm. Datata 30 marzo 2012, è indirizzata a una religiosa americana, docente emerita alla Divinity School della Yale University (dove ha insegnato dal 1971 al 2007), suora delle Sisters of Mercy of the Americas e nota non come esperta di morale sessuale bensì di bioetica ed etica medica.

Santa Sede - Lefebvriani: Gli sforzi continuano

G. Mocellin
Guardando «al passato, alle divisioni che nel corso dei secoli hanno lacerato il corpo di Cristo, si ha continuamente l’impressione che, in momenti critici in cui la divisione stava nascendo, non è stato fatto il sufficiente da parte dei responsabili della Chiesa per conservare o conquistare la riconciliazione e l’unità (…). Questo sguardo al passato oggi ci impone un obbligo: fare tutti gli sforzi, affinché a tutti quelli che hanno veramente il desiderio dell’unità, sia reso possibile di restare in quest’unità o di ritrovarla nuovamente». Queste parole sono state rivolte da Benedetto XVI a tutti i vescovi nella lettera di accompagnamento al motu proprio Summorum pontificum «sull’uso straordinario dell’antica forma del Rito romano» (2007), e sono il principale motivo che induce gli osservatori delle cose vaticane a continuare ad attendersi, malgrado tutto, una conclusione positiva del lungo negoziato tra la Santa Sede e la Fraternità sacerdotale san Pio X (FSSPX) volto a superare lo scisma in atto.

Santa Sede - Legionari: Percorso accidentato

M. Bernardoni
Non c’è pace per la tormentata Congregazione dei legionari di Cristo. Mentre il delegato pontificio card. Velasio De Paolis, responsabile del «cammino di profonda revisione» della Legione, rendeva noto lo scorso 15 maggio i nomi dei due nuovi responsabili generali del movimento laicale Regnum Christi (cf. Regno-att. 20,2011, e 4,2012,81) per il ramo maschile (dott. Jorge López) e femminile (dott.ssa Gloria Rodríguez), due clamorosi annunci hanno complicato una vicenda già piuttosto accidentata.

Freiburg, Germania - Divorziati risposati: Pressing sul vescovo

D. Sala
Dopo i preti austriaci, e l’appoggio manifestato alla loro «Iniziativa dei parroci» anche da gruppi di sacerdoti francesi, belgi, irlandesi, slovacchi e statunitensi,1 è un gruppo di preti e diaconi della diocesi di Freiburg im Breisgau ad annunciare pubblicamente l’intenzione di non escludere più i divorziati risposati dalla comunione eucaristica. Il documento Divorziati risposati nella nostra Chiesa, elaborato da 12 preti e diaconi della diocesi, ha cominciato a circolare in maggio per posta elettronica, finché l’8 giugno una lettera del vicario generale Fridolin Keck, inviata a nome dell’arcivescovo mons. Robert Zollitsch a tutti i parroci, chiedeva di non firmarne il testo, in quanto da parte del vescovo è condivisa l’intenzione fondamentale di aprire nuove possibilità d’integrazione per i divorziati risposati nella Chiesa locale, mentre questo nuovo documento costituiva di fatto un ostacolo nel processo di dialogo già avviato.

Francia - Islam: O la riforma o il fine corsa

M. Bernardoni
La crisi del Consiglio francese del culto musulmano (CFCM) sembra essere a una svolta. Esplosa un anno fa col boicottaggio di due delle federazioni più importanti – l’Unione delle organizzazioni islamiche francesi (UOIF) e la Grande moschea di Parigi (GMP) – in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio d’amministrazione (cf. Regno-att. 14,2011,448), la frattura interna si è acuita negli ultimi mesi di fronte al tentativo del ministro Claude Gueant di salvare lo strumento attraverso una riforma.

Macedonia-Note di viaggio: ai confini degli imperi. Involuzione politica e identità etnico-religiose

U. Mazzone
Dopo una pacifica uscita dalla Iugoslavia, nel 1991, la Repubblica di Macedonia ha mantenuto una sua autonomia statuale, con gli stessi confini.1 È un paese multietnico (66,6% macedoni, 22,7% albanesi, 4% turchi, 2,2% rom, 2,1% serbi, 2,4% altri) e multireligioso (67% cristiani ortodossi, 30% musulmani, 3% altre religioni) con capitale Skopje e con una popolazione di 2.100.000 abitanti. Dal 2006 è al potere una coalizione conservatrice guidata dal primo ministro Nikola Gruevski. La questione internazionale aperta più grave, e che continua a impedire l’ingresso della Macedonia nell’Unione Europea e nella NATO, è la disputa sull’uso del nome «Macedonia» con la Grecia, la quale teme che un tale uso esprima aspirazioni annessionistiche sulla sua regione del Nord.2 Così permane l’anacronismo di un paese che in campo internazionale è denominato per quello che non è più: Former Yugoslav Republic of Macedonia (FYROM),Repubblica ex-iugoslava di Macedonia. La situazione economica è assai delicata, con povertà diffusa e retribuzioni basse (lo stipendio medio netto è di circa 350 euro). Altissima è la disoccupazione (oltre 30%). Qualche compensazione viene da una diffusa economia sommersa. Manca un vero e proprio settore industriale moderno in espansione. L’agricoltura ha grandi potenzialità ma è condotta con metodi superati.

La regola è il discernimento. Il cuore del Vaticano II per chi non l'ha vissuto. Enchiridion del 50°

C. Theobald
Cinquanta. Sono gli anni trascorsi dalla solenne celebrazione inaugurale del concilio Va ticano II l’11 ottobre 1962. Ma anche dalla nascita, su questa scia, delle Edizioni Dehoniane Bologna e dal fiorire della rivista Il Regno, che a partire da quegli anni divenne uno dei principali strumenti informativi sulle sessioni e sulla stesura dei documenti conciliari. Pertanto il volume che presentiamo tramite la postfazione del gesuita e teologo Christoph Theobald * non è un volume celebrativo tra i tanti. È parte integrante della nostra storia. E le sue parole, che prendono per mano la nuova generazione di lettori «che non ha né conosciuto né ha vissuto i primi tempi discretamente conflittuali della sua recezione», indicano in quell’avvenimento ecclesiale l’emergere di un metodo: quello della «pastoralità», che tiene insieme la tradizione e coloro che l’hanno trasmessa, la recezione e l’apprendimento. Ciò che il Vaticano II lascia in eredità è un modus operandi che afferma che il processo di trasmissione della fede non può che avvenire secondo un modo e in una struttura «relazionale». La speranza – dice Theobald – è di poter ritrovare nelle «Galilee» dell’oggi questa esperienza come una nuova grande grazia.

Libri del mese - Schede - Giugno 2012

M.E. Gandolfi
I «Libri del mese» si possono ordinare indicando il numero ISBN a 13 cifre: - per telefono, chiamando lo 049.8805313; - per fax, scrivendo allo 049.686168; - per e-mail, all'indirizzo vendite.dirette@dehoniane.it - per posta, scrivendo a Centro Editoriale Dehoniano, via Nosadella 6, 40123 Bologna.

Cinema - Pasolini e il sacro. Il finale tragico. L'opera dell'artista e il pensiero di De Martino

T. Subini
Nel cimitero di Casarsa della Delizia in Friuli c’è una tomba che riceve costanti visite da tutta Italia (e non solo): è la tomba di Pier Paolo Pasolini, che qui riposa insieme alla madre. La tomba è disadorna, austera nello stile come Accattone e Mamma Roma: una lastra di marmo, due targhe, qualche pianta. I motivi che legano i visitatori a colui che qui è sepolto sono i più vari. Ma cosa cercano le tante persone che vi si accostano? Forse quel contatto con il sacro che Pasolini invitata a coltivare e a preservare? A Casarsa c’è anche un Centro studi dedicato alla figura di Pasolini, costituito nel 2005 con lo scopo di conservare un fondo archivistico sulla produzione pasoliniana del periodo friulano e di promuovere, attraverso mostre, convegni e iniziative editoriali, lo studio della figura e dell’opera di Pasolini. Qualche mese fa, in collaborazione con la Pro civitate christiana di Assisi e l’Università degli studi di Udine, il Centro ha organizzato un convegno intitolato «Pasolini e l’interrogazione del sacro», che ha visto la partecipazione di numerosi studiosi.

Argentina-Chiesa e consumo di droga: a nome dei poveri. I vescovi si oppongono alla depenalizzazione

W. Uranga
Nelle due camere del Congresso argentino sono stati depositati alcuni progetti di legge destinati a depenalizzare il possesso di droga per uso personale. La maggior parte di queste iniziative, presentate da parlamentari delle varie forze politiche e anche dalle forze di governo, parte dal presupposto che l’attuale legislazione non è sufficiente a evitare la diffusione di droghe dannose alla salute, per il semplice motivo che le sanzioni colpiscono i consumatori, mentre non vengono perseguiti i responsabili del traffico e dello spaccio degli stupefacenti. Le leggi argentine puniscono attualmente con il carcere chiunque sia sorpreso in possesso di droghe, anche quando le stesse sono destinate all’uso personale. I dati ufficiali registrano negli ultimi anni un aumento sostanzioso del consumo di cannabis (specialmente tra i giovani), di paco (un sottoprodotto della pasta base di cocaina, con un alto potere distruttivo sull’organismo) e, in minor misura, di cocaina, di altre sostanze stupefacenti e di anfetamine.

Brasile - Codice forestale: Per l'ambiente o per lo sviluppo?

M. Castagnaro
La decisione della presidente della Repubblica, Dilma Rousseff, di porre il veto su 12 articoli del nuovo Codice forestale approvato dalla Camera dei deputati in aprile e di varare la Misura provvisoria n. 571 per colmare le conseguenti lacune normative, ha molto scontentato i movimenti popolari che avevano chiesto, supportati da oltre 2 milioni di firme, di respingere il progetto di legge nella sua totalità e ritengono che il testo, pur emendato, rappresenti una vittoria dell’agrobusiness. «La via di mezzo tra non bere il veleno e berne molto è comunque velenosa, come questa proposta», ha dichiarato Pedro Gontijo, segretario e rappresentante della Commissione «Giustizia e pace» della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (CNBB) nel Comitato Brasile in difesa delle foreste e dello sviluppo sostenibile, composto da 160 organizzazioni della società civile.

Bolivia - Vescovi e ambiente: Non tutto è in vendita

M. Castagnaro
L'universo, dono di Dio per la vita. Questo il titolo dell’ampia (50 pagine) lettera pastorale «sull’ambiente e lo sviluppo umano in Bolivia» resa pubblica a metà aprile dalla Conferenza episcopale del paese andino. Il testo, composto secondo il tradizionale modello «vedere-giudicare-agire», parte dall’analisi della crisi ecologica in Bolivia, soffermandosi prima di tutto sulle conseguenze del cambiamento climatico nell’altopiano, dove nell’ultimo quarto di secolo molte riserve d’acqua, come il ghiacciaio Chacaltaya, sono scomparse, mentre nelle regioni centrali si sono ridotte sensibilmente le precipitazioni e nelle «terre basse» avanza la desertificazione. A ciò contribuisce in misura decisiva la deforestazione, concentrata nei dipartimenti tropicali di Santa Cruz de la Sierra, Beni e Pando, a causa del massiccio commercio del legname e del diffondersi delle coltivazioni di canna da zucchero, soia, girasole e sorgo.

Rep. Dominicana - Elezioni: Continuità

M. Castagnaro
Sarà Danilo Medina, delfino del presidente della Repubblica Dominicana uscente, Leonel Fernández, a succedergli. Il candidato del Partito della liberazione dominicana (PLD) ha, infatti, vinto le elezioni del 20 maggio col 51% dei voti, contro il 47% raccolto dall’ex capo dello stato (2000-2004) Hipólito Mejía, del Partito rivoluzionario dominicano (PRD), membro dell’Internazionale socialista, ma anch’esso su posizioni liberali.

Filippine - Governo/Vescovi: Scontro sulla contraccezione

A. Speciale
Accompagnata da oltre un decennio da polemiche, discussioni e manifestazioni, la controversa legge filippina sulla «salute riproduttiva», secondo i suoi sostenitori, potrebbe essere approvata in via definitiva dai due rami del parlamento di Manila già entro la fine dell’anno. La Chiesa cattolica si è fermamente opposta al progetto sin dall’inizio e in numerose occasioni è scesa in piazza per cercare di arrestarne il progresso. Il disegno di legge, presentato per la prima volta addirittura nel 1998, prevede, tra l’altro, il finanziamento pubblico obbligatorio di tutti i mezzi di contraccezione, l’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole e la legalizzazione seppur parziale dell’aborto, al momento proibito nel paese asiatico. Il testo attualmente in discussione promuove inoltre un programma di pianificazione familiare che invita le coppie a non avere più di due figli, sanziona l’obiezione di coscienza di medici e operatori sanitari in materia di «salute riproduttiva» e favorisce la sterilizzazione volontaria.

Vietnam - Chiesa cattolica: Contro la corruzione

A. Speciale
Una critica sorprendentemente articolata e franca della corruzione e dell’incompetenza del governo vietnamita: è quella comparsa lo scorso 3 giugno sul sito internet della Conferenza episcopale del paese del Sudest asiatico, a firma dell’anziano e rispettato padre francescano Nguyên Hông Giao. L’articolo s’intitola, in modo apparentemente neutro, «A proposito dell’amministrazione del paese» e, dalla sua pubblicazione, è circolato ampiamente su siti e blog di ispirazione cattolica, dentro e fuori il paese. L’analisi di p. Nguyen prende le mosse da tre articoli di cronaca comparsi sui due giornali più letti del paese, entrambi organi del movimento della Gioventù comunista. Il primo denunciava l’abbandono e lo sfruttamento della città turistica di Da Lat, antica località di villeggiatura in montagna ai tempi del colonialismo francese, la cui bellezza sarebbe ormai pressoché scomparsa per colpa dell’incuria delle autorità e dell’espansione incontrollata delle attività commerciali.

Australia - Ex anglicani: Nuovo ordinariato

D. Sala
Dal 15 giugno esiste anche in Australia un ordinariato «personale», cioè una struttura paragonabile a una diocesi ma avente giurisdizione non su un territorio, bensì su quei fedeli anglicani che decidono di passare alla Chiesa cattolica in gruppo, come previsto dal motu proprio Anglicanorum coetibus promulgato da Benedetto XVI nel 2009. È il terzo, dopo quelli eretti per l’Inghilterra e Galles nel gennaio 2011 e per gli Stati Uniti nel gennaio 2012,1 ha giurisdizione sui fedeli che risiedono nel territorio della Conferenza episcopale italiana ed è intitolato a Nostra Signora della Croce del Sud.

USA – Chiesa metodista unita

D. Sala

Comunione mondiale delle Chiese riformate – Assemblea annuale

D. Sala

Chiesa ortodossa serba – Anniversario dell’Editto di Costantino

D. Sala

Norvegia – Dis-establishment della Chiesa luterana

D. Sala

Dialogo avventisti-mennoniti

D. Sala

ARCIC III – Secondo incontro

D. Sala

Caritas internationalis

L. Accattoli

Arezzo

L. Accattoli

Casi Orlandi e De Pedis

L. Accattoli

Lefebvriani

L. Accattoli

Sollevato vescovo di Trapani

L. Accattoli

Caccia ai corvi e un arresto

L. Accattoli

Gotti Tedeschi sfiduciato

L. Accattoli

Nuovi dottori della Chiesa

L. Accattoli

Apparizioni e rivelazioni

L. Accattoli

«Tristezza nel mio cuore»

L. Accattoli

Finanza, economia, disagio sociale: Anatomia di una crisi

B. Lévesque
L’attuale crisi economica non è la prima che il capitalismo affronta, poiché in realtà nel corso di un secolo e mezzo ha già conosciuto alcune grandi fasi di dissesto che sono state occasione di un nuovo ciclo d’innovazione sociale, in particolare nel campo dell’economia sociale e solidale. Quella di oggi si caratterizza per il profondo squilibrio economico, che va trasversalmente a sommarsi con quello politico, sociale ed ecologico (Lévesque). Nasce dalla separazione tra economia, finanza e società, che produce da un lato la destrutturazione del mondo che abbiamo conosciuto sinora, e dall’altro – seguendo la logica del produttivismo e della crescita come principale finalità sociale – una crisi antropologica che è rivelata dal diffuso disagio psichico e sociale (Mancini). Potrebbe anche essere l’occasione per avviare un nuovo ciclo d’innovazione sociale in grado di contribuire a una grande trasformazione e di delineare una nuova visione di economia e sviluppo sostenibili. Bisogna fare leva sulle iniziative della società civile che si richiamano al movimento altermondialista, su scala globale, e all’economia sociale e solidale, su scala locale. Ma occorre anche fare un salto di qualità: allargare le alleanze e attingere alle forze spirituali e cognitive di tutte le culture.

La crisi e il cambiamento: Dentro il disagio psichico e sociale

R. Mancini
L’attuale crisi economica non è la prima che il capitalismo affronta, poiché in realtà nel corso di un secolo e mezzo ha già conosciuto alcune grandi fasi di dissesto che sono state occasione di un nuovo ciclo d’innovazione sociale, in particolare nel campo dell’economia sociale e solidale. Quella di oggi si caratterizza per il profondo squilibrio economico, che va trasversalmente a sommarsi con quello politico, sociale ed ecologico (Lévesque). Nasce dalla separazione tra economia, finanza e società, che produce da un lato la destrutturazione del mondo che abbiamo conosciuto sinora, e dall’altro – seguendo la logica del produttivismo e della crescita come principale finalità sociale – una crisi antropologica che è rivelata dal diffuso disagio psichico e sociale (Mancini). Potrebbe anche essere l’occasione per avviare un nuovo ciclo d’innovazione sociale in grado di contribuire a una grande trasformazione e di delineare una nuova visione di economia e sviluppo sostenibili. Bisogna fare leva sulle iniziative della società civile che si richiamano al movimento altermondialista, su scala globale, e all’economia sociale e solidale, su scala locale. Ma occorre anche fare un salto di qualità: allargare le alleanze e attingere alle forze spirituali e cognitive di tutte le culture.

Stefano De Fiores (2.10.1933-14.4.2012): Il rinnovamento della mariologia. La migliore medaglia

A. Filippi
Padre Stefano De Fiores, mariologo di fama internazionale e autore EDB, si è spento lo scorso 14 aprile. Era stato ricoverato in ospedale a Catanzaro per gravi problemi di cuore. Nato a San Luca (RC) il 2 ottobre 1933, aveva emesso i primi voti nella Compagnia di Maria (monfortani) nel 1953; ordinato sacerdote nel 1959, si era laureato alla Gregoriana in teologia spirituale. È stato docente di Mariologia alla Gregoriana e al Marianum.

Il culto razionale. L'agire sorretto dal discernimento come culto gradito a Dio

P. Stefani
Un paragrafo del recente documento della Commissione teologica internazionale, Teologia oggi: prospettive, principi e criteri (Regno-doc. 9,2012,269), è dedicato a un tema, in Italia, non attuale fin dal 1873. Esso si occupa infatti della funzione riservata alla teologia all’interno delle università. Alla nascita dello stato unitario nel 1861 le università italiane avevano cinque facoltà: Giurisprudenza, Medicina, Scienze, Lettere e filosofia, Teologia. Una dozzina di anni dopo quest’ultima fu soppressa senza essere mai più riaperta. Le attuali facoltà teologiche dipendono direttamente dalla Chiesa e non si vede all’orizzonte alcuna volontà di riportare la teologia nelle università statali. Il documento della Commissione teologica, in questo passaggio specifico, dimostra, quindi, la sua coerente natura internazionale. Tuttavia anche nel nostro paese vale la pena di riflettere ugualmente sulle sue proposte. Esse, al di là di specifici assetti istituzionali, si prefiggono infatti di indicare il ruolo riservato al sapere teologico nei confronti delle altre forme di conoscenza.

Sul corvo e dintorni. Contro la mania di fare appello al papa

L. Accattoli
Non sopporto i libri di Gianluigi Nuzzi e Vaticano SpA (Chiarelettere, Milano 2009) ho impiegato più di un anno a leggerlo, ma per Sua santità (Chiarelettere, Milano 2012; cf. Regno-att. 10,2012,304 e in questo numero a p. 376) mi sono dovuto affrettare, sia per l’insistenza della moglie – «che vaticanista sei» – sia per il volo radente dei corvi che provocavano continue richieste d’interviste e d’articoli. L’ho dunque letto e qui ne do un mio conto trasversale e malevolo, perché è vero che non amo Nuzzi ma i documenti sono documenti. Ho avuto diverse sofferenze nel leggere e una prevalente su tutte che formulo con l’esclamazione: «Ma guarda quanti pirla tormentano il povero papa per le loro cavolate». Ho sempre avuto questa insofferenza. Suore devotissime, giovani latino-americane e italiane anziane, mi hanno ospitato nella loro casa a Milano e mi hanno implorato: «Lei che incontra il papa ci aiuti ad avere un colloquio».