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Attualità
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Attualità, 20/2011

Da Berlusconi a Napolitano. La fine di un ciclo politico

G. Brunelli
lla fine Berlusconi è stato rimosso. Le sue dimissioni – rassegnate la sera del 12 novembre, ma già concordate con il presidente della Repubblica il 9, dopo che il rendiconto generale dell’amministrazione dello stato era stato approvato con un numero di voti (308) inferiore alla maggioranza assoluta alla Camera – sono state il combinato disposto tra l’implosione politica del suo governo e della sua maggioranza, il naufragio dei mercati e dei titoli di stato italiani e la crescente sfiducia dell’Unione Europea – Banca centrale europea in testa – nei confronti delle capacità del nostro esecutivo.

USA - Chiesa cattolica: una nuova relazione. I vescovi, i teologi e la nuova evangelizzazione

D. Wuerl
Nell’aprile del 2008, il papa Benedetto XVI, in occasione di un affollato incontro all’Università cattolica d’America con i rettori delle università e collegi cattolici convenuti da tutto il paese, fu salutato con un vigoroso e prolungato applauso. Nel suo discorso, il papa affermò che «l’educazione è parte integrante della missione della Chiesa di proclamare la buona novella. Anzitutto e soprattutto, ogni istituzione educativa cattolica è un luogo nel quale incontrare il Dio vivente che in Gesù Cristo rivela il suo amore e la sua verità che trasformano». Quest’anno, in cui le università cattoliche e i vescovi celebrano il X anniversario dell’entrata in vigore di Ex corde Ecclesiae negli Stati Uniti, sembra opportuno riflettere sul ruolo delle istituzioni educative e sulla loro partecipazione sia alla comunione della Chiesa che Ex corde Ecclesiae sottolineava così fortemente sia, di conseguenza, alla sua grande missione di insegnamento. L’invito a una rinnovata collaborazione alla proclamazione della fede giunge in un nuovo momento: quello della nuova evangelizzazione.

Santa Sede - Chiese anglofone: la pax liturgica romana. In vigore il nuovo Messale in lingua inglese

G. Mocellin
«And with your spirit» («E con il tuo spirito»): quando, domenica 27 novembre, le decine di milioni di cattolici di lingua inglese, nelle chiese di tutto il mondo, risponderanno con queste parole al saluto del celebrante, sarà del tutto chiaro chi ha vinto quella che è stata chiamata una «guerra liturgica», e cioè l’insieme delle vicende che hanno condotto, lungo l’arco di più di un decennio, le Chiese anglofone a cambiare significativamente il linguaggio (non il Rito della messa, che rimane quello romano ordinario intitolato a Paolo VI) che il sacerdote e i fedeli sono chiamati a utilizzare ogni domenica.

Benin - Benedetto XVI: l’impegno per l’Africa. Non farsi schiacciare dai problemi

A.M. Valli
A poco più di due anni e mezzo dal viaggio in Camerun e in Angola (17- 23.3.2009; cf. Regno-doc. 7,2009,197-210 e Regno-att. 8,2009,235-237) Benedetto XVI è tornato in Africa, questa volta per visitare il Benin (18-20.11.2011). Se la visita a Yaoundé e a Luanda era avvenuta per la consegna dell’Instrumentum laboris della seconda Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei vescovi (La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace, 4-25.10.2009; cf. Regno-doc. 21,2009,665-696 e Regno-att. 20,2009,707-720), questo secondo viaggio africano (22° al di fuori dell’Italia) è stato motivato dalla firma e dalla pubblicazione di Africae munus, ovvero L’impegno dell’Africa, l’esortazione apostolica postsinodale che prende il titolo dalle prime parole del documento.

Africa del Nord - CERNA: non attori ma testimoni

M.E. Gandolfi
Non lontani dalle preoccupanti notizie provenienti dalla Siria, per la quale il nunzio apostolico, mons. Mario Zenari, auspica «che si fermi un’insensata corsa contro il baratro» e che la comunità internazionale possa «condurre una mediazione nell’interesse del popolo siriano e dell’intera regione»; influenzati dai multiformi sviluppi che sta prendendo la cosiddetta primavera araba e che, ad esempio in Yemen, ha portato dopo 10 mesi di proteste al ritiro del presidente Saleh; a fianco di un Egitto che sembra ritornato alle incertezze e a un livello di violenza pari a quella del gennaio scorso, nonostante le deboli rassicurazioni dei militari sui tempi di gestione dell’interim; a confine col futuro incerto del nuovo corso della Libia; e nel pieno della gestione del decorso postelettorale della Tunisia, si è riunita dal 13 al 16 novembre nella capitale di quest’ultima la Conferenza dei vescovi della regione del Nord dell’Africa (CERNA), cui ha partecipato anche mons. Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo che ospiterà il prossimo anno i vescovi nordafricani.

Africa - Kenya-Nigeria: Movimenti di terrore

M.E. Gandolfi
Poco prima della fine, Gheddafi aveva, tra le altre cose, agitato la minaccia di un sicuro dilagare del terrorismo di matrice islamica in tutto il continente africano. Certamente tale minaccia aveva una sua ben fondata radice, visto che ormai da anni si parla dell’esistenza di Al Qaeda nel Maghreb islamico (AQMI) che ha giustificato operazioni militari d’ampia portata, sostenute anche dall’amministrazione statunitense. Comunque, con la caduta del regime libico un enorme quantitativo di armi sono risultate facilmente disponibili e, in parte, hanno già preso la via di alcuni paesi sub-sahariani. Per valutare fino a che punto si è articolata Al Qaeda in Africa si è riunito ad Algeri il 16 e il 17 novembre il Forum globale contro il terrorismo, mettendo a tema l’aggiornamento sui recenti movimenti di AQMI che da tempo è affiliata con gli shabaab della Somalia e oggi anche con il gruppo Boko Haram (letteralmente: «l’educazione occidentale è peccato») che ha la sua base in Nigeria. In questi due stati, infatti, sono stati segnalati violenti scontri riconducibili ad Al Qaeda, anche se le dinamiche sono piuttosto differenti.

Grecia - Ortodossia: le sfide del secolo XXI. Sul futuro della teologia ortodossa

G. Zizioulas
Il primo e, secondo la mia opinione, il grande problema della teologia ortodossa oggi è la mancanza di proposte positive. Quando nel decennio degli anni Sessanta la generazione dei teologi, alla quale io appartengo, «fece la rivoluzione» – in qualche modo – nella teologia accademica come l’avevano configurata al seguito dei modelli occidentali le generazioni precedenti (Androutsos ecc.) non si limitò alla critica ma avanzò anche proposte positive. Alcuni, come Giovanni Romanidis, attinsero alla tradizione esicasta e configurarono la teologia attorno all’asse del vissuto personale con un intenso elemento carismatico. Altri, come Christos Yannaras, hanno aperto la teologia ortodossa all’ambito della filosofia mettendo in luce l’ontologia della relazione. Personalmente ho trovato nella divina eucaristia la chiave per la comprensione, prima della struttura e delle funzioni della Chiesa e poi della stessa antropologia (con la nozione di persona come comunione e alterità) e infine del mistero stesso del Dio trino come essenza e persone, comunione e alterità.

Legionari - Santa Sede: Una pesante eredità

M. Bernardoni
Prosegue il «cammino di profonda revisione » imposto dalla Santa Sede alla Congregazione dei legionari di Cristo sotto la responsabilità del delegato apostolico card. Velasio De Paolis (cf. Regno-att. 20,2010,672). Terminata la visita apostolica alla Legione, è stata la volta dei consacrati nel movimento laicale Regnum Christi, «movimento militante di apostolato» che condivide il carisma della Congregazione dei legionari e conta circa un migliaio di consacrati e consacrate (la grande maggioranza) tra i suoi 65.000 affiliati. Il visitatore apostolico mons. Ricardo Blázquez, arcivescovo di Valladolid, dopo aver incontrato la quasi totalità dei consacrati tra gennaio e giugno, ha consegnato la sua relazione al delegato pontificio all’inizio di settembre.

Santa Sede - Irlanda: Lo strappo

G. Brunelli
L'annuncio dato il 3 novembre scorso dal governo irlandese è in sé laconico: l’Irlanda ha deciso di chiudere la propria ambasciata presso la Santa Sede per motivi di bilancio. Il fatto è enorme, trattandosi della «cattolica Irlanda». Non tutti i 179 paesi che intrattengono rapporti diplomatici con il Vaticano hanno ambasciate a Roma, alcuni rappresentanti diplomatici risiedono nelle ambasciate presso l’Italia. Cosa che farà anche l’Irlanda. Non si tratta di rottura delle relazioni diplomatiche, ma di uno strappo simbolico. La ragione manifesta è il pesante giudizio negativo che il governo irlandese, presieduto da Enda Kenny, ha dato il 20 luglio scorso, intervenendo alla Camera bassa dopo la pubblicazione del Rapporto Cloyne, sulla gerarchia cattolica irlandese. Giudizio nel quale è stata coinvolta direttamente anche la Santa Sede (Cf. Regno-att. 16,2011,549).

Francia-Inghilterra - Violenze sessuali: Il tempo dei visitatori

M.E. Gandolfi
L'ultimo in ordine di tempo è il caso della Comunità delle Beatitudini: con un comunicato del 15 novembre, il commissario pontificio, il domenicano p. Henry Donneaud, assieme al (nuovo) Consiglio generale della Comunità, ribadisce che «le gravi colpe di cui si sono macchiati alcuni membri» fatte riemergere da alcune recenti inchieste televisive e dalla pubblicazione di un libro, e che torneranno alla ribalta a fine mese, quando a Rodez (Francia) si aprirà il procedimento penale contro Pierre-Etienne Albert, braccio destro del fondatore e accusato di pedofilia, erano note da tempo.

Santa Sede - Bioetica-staminali: Mecenati per la ricerca

M. Bernardoni
In Italia ci si lamenta del fatto che «la ricerca è debolissima: per fare ricerca, però, ci vuole mecenatismo, ci vuole un impegno dal punto di vista anche economico, realistico». Così il presidente del Pontificio consiglio della cultura card. Ravasi commentava un’iniziativa del suo dicastero che ha fatto discutere (Radio vaticana 13.11.2011). Si tratta della firma di un contratto di collaborazione con l’azienda biofarmaceutica privata americana Neostem – che è tra i leader mondiali nel campo della terapia cellulare – finalizzata a «sostenere la ricerca scientifica al più alto livello sulle cellule staminali adulte ed esplorare le implicazioni culturali, etiche e umane del loro utilizzo».

Europa - Fecondazione: Legittimo vietare

M. Bernardoni
Lo scorso 3 novembre, la Grande camera della Corte europea dei diritti dell’uomo si è pronunciata in favore del governo austriaco rovesciando la condanna ricevuta dallo stesso, in sede di Camera semplice, nell’aprile 2010. La sentenza della Grande camera riconosce che la scelta del legislatore austriaco di autorizzare solo il ricorso alle tecniche di fecondazione omologa non è irragionevole e non lede gli articoli 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) e 14 (divieto di discriminazione) della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Austria - vescovi: Modello Concilio: dialogo e riforma

D. Sala
Prosegue il dialogo tra l’episcopato austriaco e le forze «dal basso» che in giugno – attraverso un Appello alla disobbedienza lanciato dalla sigla «Iniziativa dei parroci» – avevano prefigurato l’avvio di una prassi apertamente difforme dalla disciplina vigente nella Chiesa cattolica riguardo a questioni fortemente sentite, in Austria e non solo, come la comunione ai divorziati risposati, l’abolizione del celibato obbligatorio per i preti, la valorizzazione dei laici formati nella predicazione omiletica, l’ordinazione sacerdotale delle donne. Nel primo incontro con i rappresentanti dell’Iniziativa, in agosto, l’arcivescovo di Vienna e presidente della Conferenza episcopale austriaca card. Christoph Schönborn aveva impostato il confronto sulla base di un impegno reciproco al dialogo e al coinvolgimento di tutte le voci della comunità cristiana nella riforma strutturale diocesana che sta mettendo mano al ridisegno delle parrocchie, dovuto alla mancanza di preti. Il 12 ottobre ha avuto luogo un secondo incontro tra il card. Schönborn e l’Iniziativa dei parroci, «in un’atmosfera costruttiva».2 Il dialogo continua e sta assumendo ora un contenuto.

Palermo - Colloquio interreligioso: religioni per la pace

M. Naro
Il dialogo interreligioso, che in tanti vogliamo promuovere, può sembrare tutto e il contrario di tutto. Questo carattere controverso conferisce al dialogo interreligioso la radicalità dell’evento. E gli vieta la sicumera dell’ovvietà. Ecco perché già Paolo VI, nella sua prima enciclica (l’Ecclesiam suam del 1964), parlava con realismo di un dialogo tra i credenti delle varie religioni (sul piano degli «ideali (...) comuni nel campo della libertà religiosa, della fratellanza umana, della buona cultura, della beneficenza sociale e dell’ordine civile» n. 112, EV 2/205) umilmente e semplicemente «possibile». Un tale dialogo è, secondo Paolo VI, prerogativa e compito delle religioni, ma resta condizionato dalla risposta che di volta in volta incontra. Per questo motivo è ineludibile per tutti gli uomini di buona volontà e per chi crede nel vero Dio, e rappresenta la loro vocazione nella storia; eppure proprio lì, dentro la storia, questo necessario e anzi doveroso dialogo rimane – soltanto – possibile.

Dialoghi - Fede e scienza: interrogando la psicoanalisi

M. Gronchi
Lungi dal ripercorrere la storia dell’inquieto rapporto tra psicoanalisi freudiana e religione, altresì, non è fuor di luogo registrare alcuni sintomatici snodi che ne hanno segnato il passaggio dal duro scontro degli inizi al rispettoso incontro, dalla fine degli anni Sessanta del secolo scorso. Una certa ambivalenza, circa la relazione tra psicoanalisi e religione, era già presente negli scritti di Freud, come ad esempio mostra il carteggio col pastore svizzero Oskar Pfister. Insieme alla convinzione che la religione sia illusione e nevrosi dell’umanità, Freud non manca di riservarle talvolta espressioni più positive, non considerandola solo come superstizione. Parimenti, egli tiene a evidenziare l’eventuale positivo effetto che dalla psicoanalisi può venire alla «cura delle anime», in quanto liberazione dalla sofferenza.

San Tommaso l'innovatore. Cornelio Fabro nel centenario della nascita

T. Valentini
Quello di Cornelio Fabro (Flumignano 1911 - Roma 1995) è un itinerario di ricerca ad mentem sancti Thomae: esso si articola come un «rinnovamento del tomismo », o meglio ancora come un ripensamento vigoroso dei presupposti speculativi che hanno mosso la ricerca filosofica dello stesso Aquinate. Tale rizionepensamento avviene in un fecondo confronto critico con la modernità filosofica: sia con la genesi dell’ateismo moderno sia con quegli autori come Kierkegaard che hanno dato solide basi per una rinnovata «filosofia della libertà».

Schede

M.E. Gandolfi

G. Agamben, Altissima povertà

G. Agamben

K.-J. Kuschel, Natale e il Corano

K.-J. Kuschel

Mal di Chiesa

M.E. Gandolfi

Brasile - Chiesa cattolica: la tentazione di isolarsi. Intervista a O.J. Beozzo

M. Castagnaro
Prete della diocesi di Lins, nello stato di São Paulo, teologo della liberazione e consulente delle comunità ecclesiali di base (CEB), p. José Oscar Beozzo coordina il Centro ecumenico di servizio all’evangelizzazione ed educazione popolare di São Paulo, insegna Storia dell’evangelizzazione in America Latina e nei Caraibi nel corso postlaurea in Missiologia dell’Istituto teo logico di São Paulo ed è membro della Commissione per lo studio della storia della Chiesa in America Latina e nei Caraibi. – Qual è la situazione della Chiesa brasiliana? «La Chiesa brasiliana è nella realtà molto grande e complessa. Sono 270 diocesi, da quella dello Xingu, che è vasta 72.000 km2, ha una popolazione scarsa, ma formata da vari popoli indigeni, all’arcidiocesi di São Paulo, che conta 9 milioni di abitanti e un centro urbano pieno di banche, università e centri di ricerca. Inoltre aree come l’Amazzonia erano marginali nella vita della Chiesa brasiliana, mentre oggi vescovi coraggiosi, da dom Erwin Krautler, dello Xingu, a dom Edson Tasquetto, di São Gabriel da Cachoeira, l’hanno costretta a confrontarsi con nuovi problemi, come la costruzione delle grandi dighe per la produzione di energia idroelettrica ...».

America Latina - Politica: le conferme, il cambiamento

M. Castagnaro
Tra settembre e novembre in Argentina, Nicaragua e Guatemala si sono svolte elezioni politiche, conclusesi, nei primi due casi, con la riconferma dei governi uscenti e, nel terzo, col ritorno, dopo un quarto di secolo, di un militare al vertice dello stato.

Giappone-Vescovi - Dopo Fukushima: Cambiare stile di vita

D. Sala
Per dare maggior forza al loro appello al governo, i vescovi giapponesi hanno scelto di renderlo pubblico alla vigilia del 17° incontro annuale dei vescovi cattolici del Giappone e della Corea del Sud, che anziché tenersi come previsto a Nagoya è stato spostato a Sendai, nel cuore della regione sinistrata dalla triplice catastrofe – terremoto, tsunami, incidente alla centrale nucleare di Fukushima – dell’11 marzo.

Uscire dal nucleare: A tutti coloro che abitano in Giappone

L'incidente nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi, provocato dal grande terremoto del Giappone orientale, ha contaminato l’oceano e il territorio con radiazioni, e ha tragicamente sconvolto la vita quotidiana di un numero enorme di persone. Tuttora almeno 100.000 persone sono rimangono evacuate dall’area intorno alla centrale nucleare, e molta gente è costretta a vivere nella paura e nell’ansia costante.

Tibet - Buddhismo: il suicidio dei monaci

D. Sala
Auto-immolarsi dandosi fuoco è la forma estrema di protesta, che con frequenza crescente negli ultimi mesi i monaci tibetani hanno scelto per reagire alla politica repressiva della Cina nei confronti del Tibet occupato. Dal 10 marzo 2011, 52° anniversariodella ribellione tibetana e 3° dei moti anticinesi del 2008, nove monaci e una monaca buddhisti – la maggior parte dei quali sotto i 20 anni – hanno tentato di suicidarsi dandosi fuoco, al grido di: «Non c’è libertà religiosa in Tibet!». Non tutti sono morti. Si tratta di un gesto estremo ed estraneo alla cultura tibetana e al buddhismo da essi professato. Balza viceversa agli occhi l’analogia e la concomitanza temporale con il gesto di Mohammed Bu’azizi in Tunisia, nel dicembre 2010, che ha dato avvio alle rivolte arabe. Il primo caso tibetano risale al 2009.

Patriarcato di Mosca: riforma

D. Sala

Dal CEC al Global Christian Forum

D. Sala

Vienna - Nuovo centro per il dialogo interreligioso

D. Sala

Santa Sede - Messaggio per la festa indù

D. Sala

Assisi - 25 anni dopo

D. Sala

Regno Unito - Riforma della legge di successione

D. Sala

Calabria

L. Accattoli

Pedana mobile per Benedetto

L. Accattoli

Anno della fede

L. Accattoli

Dopo Gheddafi

L. Accattoli

«Non sempre all'altezza»

L. Accattoli

Sinodo nuova evangelizzazione

L. Accattoli

Guanella e Conforti santi

L. Accattoli

Per un'autorità finanziaria mondiale

L. Accattoli

Assisi

L. Accattoli

Il corpo è il messaggio. L'incarnazione al tempo delle cyberfilosofie

K. Müller
Il culto del corpo è l’imperativo quotidiano della nostra epoca. Solo chi si sforza di raggiungere il proprio ideale fisico può avere successo, e dunque botox, body-styling e chirurgia estetica divengono i riti che ci promettono un’eterna giovinezza. D’altro lato, tuttavia, la dimensione corporea va contemporaneamente perdendo sempre più di significato, parallelamente allo svilupparsi delle potenzialità virtuali offerte dal cybermondo costituito da Internet, giochi di ruolo, videogiochi, nanotecnologie applicate alla medicina, che rivelano il profondo desiderio dell’uomo di superare il limite fisico e in definitiva di raggiungere l’immortalità. Ma a ciò fa ancora resistenza il messaggio evangelico dell’incarnazione di Dio, che continua ad affrancare e a restituire dignità a ogni corpo fragile, limitato, vulnerato nella sua esistenza, e che oggi il pensiero cristiano deve riproporre in modo consapevole e attrezzato come risorsa di senso per una vita vissuta e ancorata alla realtà nell’epoca del cyber-mondo.

Unità e pluralità. Molte sono le vie di Dio, molteplici le esperienze degli uomini

P. Stefani
A volte ci si chiede se la mistica possa essere una via d’incontro tra le religioni. La risposta è sicuramente negativa se si tratta di «religioni». Il discorso muta se, conformandosi a una terminologia consolidata, si parla di dialogo tra esperienze religiose. Nel caso della mistica il nocciolo del problema appare però articolarsi in maniera ancora diversa. In quest’area, pur essendo vero che ci si trova di fronte a un’esperienza impossibile da separare da qualche appartenenza religiosa, ci si libra, infatti, in un cielo collocato al di là delle barriere connesse a una determinata identità.

Che bella Chiesa!

P. Cugini

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A. Fatigati

«Ero in attesa di trapianto e mi avete donato il vostro corpo». Il Giudizio nell'era globale

L. Accattoli
L'idea di riscrivere la parabola del Giudizio di Matteo 25 mi è venuta dal racconto di una rifugiata etiope: «Arrivai a Lampedusa e riaprii gli occhi. Li avevo chiusi all’inizio della traversata due giorni prima. Vidi una donna che mi porgeva una coperta. Avevo una profonda ferita alla gamba che mi ero procurata in carcere, mi medicavano, mi disinfettavano, mi davano da bere, mi parlavano dolcemente e anche se non capivo nulla di ciò che mi dicevano, pensai: questo è il paradiso» (CENTRO ASTALLI, Terre senza promesse, Avagliano Editore, Roma 2011). L’idea era questa: di aggiornare all’era globale la parabola delle pecore e delle capre: «Ero un rifugiato senza documenti e mi avete accolto». Di applicare – intendo – quelle parole di Gesù a ciò che avviene ai nostri giorni. Mi è parso un buon esercizio perché quelle sono parole straordinarie, tra le più efficaci che siano risuonate sulla Terra e perché ciò che ne è venuto è il meglio della nostra umanità, che non avremmo conosciuto senza di esse.

Il Regno Attualità 20 2011. La rivista completa

Redazione
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