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Attualità
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Attualità, 8/2010

Italia - Politica: Spaesati. Berlusconi, la Lega e il PD

G. Brunelli

Algeria - Libertà di culto: Purché non algerini

M.E. Gandolfi
In pochi avrebbero scommesso che il colloquio internazionale promosso dal Ministero algerino per gli affari religiosi su «Libertà di culto, diritto garantito dalla religione e dalla legge» si sarebbe realmente tenuto, viste le numerose incertezze della vigilia. Così è stato salutato positivamente il fatto che dal 10 all’11 febbraio scorsi ad Algeri, 200 tra studiosi ed esponenti religiosi provenienti dall’Asia, dall’Europa, dall’America e dalla stessa Algeria si siano effettivamente incontrati, in un clima improntato – secondo il parere dei partecipanti – sulla verità e su una sostanziale cordialità.

USA - Chiesa e riforma sanitaria: la salute dell'America. Cattolici divisi, vescovi all'opposizione

M. Faggioli
Alla mezzanotte di domenica 21 marzo la Camera dei rappresentanti ha approvato a stretta maggioranza, e senza alcun voto del Partito repubblicano, il progetto di riforma sanitaria dell’amministrazione Obama, che espande a circa 30 milioni di americani finora privi di assicurazione sanitaria la copertura per le cure mediche. Questione legislativa centrale per l’amministrazione Obama, essa ha visto la Chiesa cattolica al centro del dibattito come non accadeva dai tempi dell’allineamento politico tra il Partito democratico di Franklin Delano Roosevelt e il cattolicesimo sociale di mons. John Ryan, uno degli ispiratori delle politiche a sostegno dei salari e delle famiglie del New deal.

Legionari di Cristo - Il caso del fondatore: la memoria ingombrante. Verso una nuova stagione

L. Prezzi
La direzione generale della Legione di Cristo e tutti i direttori territoriali hanno firmato un comunicato Sulle presenti circostanze della Legione di Cristo e del movimento Regnum Christi il 25 marzo scorso. L’iniziativa rappresenta, da un lato, la presa di coscienza della verità delle gravissime accuse d’immoralità e d’infedeltà del fondatore, p. Marcial Maciel Degollado (1920-2008) e, dall’altro, la determinazione della Congregazione e del movimento di avviare una nuova stagione e un nuovo capitolo della vita dell’istituto.

Brasile - Anniversario: La situazione è peggiorata

M. Castagnaro
Il quinto anniversario dell’assassinio di suor Dorothy Stang, la missionaria statunitense della Congregazione di Notre Dame de Namur uccisa il 12 febbraio 2005 ad Anapu, nello stato amazzonico del Pará, dove da 20 anni lavorava con i contadini a progetti di sviluppo sostenibile osteggiati dai grandi proprietari terrieri e dai commercianti di legname, è stato celebrato tra segnali contraddittori.

Costa Rica - Episcopato: Difensori dell'ambiente

M. Castagnaro
Subito dopo essersi insediata, l’8 maggio, la nuova presidente della Repubblica, Laura Chinchilla, dovrà dirimere la controversia sul progetto minerario Las Crucitas, che ha provocato l’ultima frizione tra il capo dello stato uscente, Oscar Arias, e la Conferenza episcopale del Costa Rica (CECOR). Il portavoce di quest’ultima, p. Edwin Aguiluz, ha infatti dovuto precisare che i vescovi «non parlano in qualità di geologi o biologi, ma dal punto di vista dell’etica sociale» quando Arias, citando il proverbio «zapatero a tus zapatos» (letteralmente «calzolaio occupati delle tue scarpe », cioè «ognuno faccia il suo mestiere»; ndr), li ha sarcasticamente accusati di «parlare di cose che non conoscono, poiché sanno di teologia, ma non sapevo fossero esperti di geologia né di attività mineraria. Credo ne sappiano quanto me di astronomia».

Italia - Preti pedofili: guardare alla prevenzione. Intervista ai vescovi di Alessandria e Bolzano

L. Prezzi
Mons. C. Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede, in una recente intervista al quotidiano Avvenire ha aperto il caso italiano in materia di violenze sessuali sui minori da parte del clero e dei religiosi, sottolineando una certa «cultura del silenzio» (cf. Regno-doc. 7,2010,196). Abbiamo chiesto un parere a mons. Giuseppe Versaldi, vescovo di Alessandria. – Eccellenza, i vescovi hanno già ricevuto indicazioni precise su comportamenti e decisioni da assumere di fronte ai casi di pedofilia tra il clero. Potrebbe chiarire la situazione? «È opportuno fare chiarezza a salvaguardia soprattutto delle persone in buona fede che possono rimanere sconcertate e sfiduciate».

Italia - Catechesi: il primo annuncio. Una lettera, un deposito, le nuove sfide

E. Biemmi
Il Documento base della catechesi italiana (Il rinnovamento della catechesi, 1970) compie 40 anni. Per l’occasione, la Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi scrive una lettera alle comunità, ai presbiteri e ai catechisti. Vale la pena di ricordare che questa è la seconda lettera della Conferenza episcopale italiana (CEI) sul Documento base. La prima, a firma di tutti i vescovi, risale al 1988, quando, terminata la fase di sperimentazione dei nuovi catechismi, si iniziò la loro stesura definitiva.1 Tutti i testi furono riscritti, eccetto uno: il Documento base, appunto. Vale a dire: i catechismi andavano rivisti, ma il quadro da cui erano nati, quello no. Questo fu riconsegnato tale e quale, accompagnato da una lettera.

Macerata - Anniversari: il genio di Matteo Ricci. Scienza, ragione e fede del gesuita in Cina

G. Criveller
Il 400° anniversario dellamorte del missionario gesuita Matteo Ricci a Pechino (11.5.1610) ha suscitato una significativa serie di celebrazioni, studi e appuntamenti culturali in tutto il mondo. Colpisce che questo grande protagonista della storia dell’umanità, definito dal più influente sinologo del XX secolo, Joseph Needham, «uno dei più straordinari e brillanti uomini della storia», sia poco conosciuto proprio nella sua patria, l’Italia. In Cina invece tutte le persone di media cultura conoscono Li Madou, Matteo Ricci appunto, l’umanista che ha introdotto la scienza e la cultura europea in Cina a cavallo tra XVI e XVII secolo (mentre in Cina governava la dinastia Ming). C’è da augurarsi che le molteplici iniziative del 2010 contribuiscano a togliere Matteo Ricci dalla nicchia degli studi sinologici dove è stato relegato fino a qualche anno fa.

Ucraina - Dopo la svolta elettorale: la storia e lo spirito. Intervista al card. Lubomyr Husar

L. Prezzi
Le recenti elezioni presidenziali in Ucraina (il ballottaggio è stato il 7 febbraio) hanno premiato il filo-russo Viktor Ianukovich, spostando l’equilibro politico a favore della Russia. Secondo lei, arcivescovo maggiore greco-cattolico, quali conseguenze vi saranno per il popolo ucraino e le Chiese? «È difficile rispondere. Ci sono indicazioni poco favorevoli alla nostra Chiesa. Il nuovo presidente nella cerimonia d’insediamento non ha invitato noi e i responsabili ecclesiali e religiosi locali del Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose, come è previsto dalla procedura. Ha chiesto la benedizione solo del patriarca ortodosso russo, Cirillo. Il Consiglio ha protestato. Ianukovich poteva certamente invitare il patriarca di Mosca, ma non ignorare le Chiese e le organizzazioni religiose ucraine. Per il futuro staremo a vedere».

Ecumenismo - Il papa e i luterani: Amicizia e incontro

F. Spano
Il 14 marzo il papa si è recato alla Chiesa evangelica luterana di Roma per il culto. Lo hanno ricevuto il pastore e i membri della comunità, la presidente, il decano e alcuni rappresentanti della Chiesa evangelica tedesca. Una cordiale visita, come quella di Giovanni Paolo nel 1983, in occasione del 500° anniversario dellanascita di Martin Lutero, con qualcosa di diverso sotto tre aspetti.

Santa Sede - Medjugorje: l'inchiesta. Il fenomeno e i suoi frutti

G. Mocellin
Il 17 marzo scorso la Sala stampa della Santa Sede ha ufficializzato una notizia che era già stata anticipata dal settimanale italiano Panorama: «È stata costituita presso la Congregazione per la dottrina della fede, sotto la presidenza del card. Camillo Ruini, una Commissione internazionale d’inchiesta su Medjugorje. Detta Commissione, composta da cardinali, vescovi, periti ed esperti, lavorerà in maniera riservata, sottoponendo l’esito del proprio studio alle istanze del dicastero».

Serbia - Massacro di Srebrenica: Scuse a metà

D. Sala
Il Parlamento della Repubblica serba «condanna con la massima severità il crimine compiuto contro la popolazione bosniaca a Srebrenica nel luglio 1995, nel modo stabilito dalla sentenza della Corte penale internazionale, così come condanna tutti i processi e gli avvenimenti sociali e politici che hanno portato alla convinzione che la realizzazione di determinati obiettivi nazionali potesse essere perseguita attraverso la forza armata e la violenza fisica contro i membri di altre nazioni e religioni; e contestualmente estende le proprie condoglianze e scuse alle famiglie delle vittime per non avere fatto tutto il possibile per prevenire la tragedia». Ci sono volute 13 ore di discussione, e che 101 dei 250 membri dell’Assemblea nazionale uscissero dall’aula, perché il 31 marzo passasse (con 127 voti a favore, 21 contrari e un astenuto) la mozione di condanna per il massacro dell’11-16 luglio 1995.

Polonia - Katyn: Riconciliazione e tragedia

D. Sala
Migliaia di persone si sono raccolte spontaneamente, l’11 aprile, di fronte al palazzo presidenziale di Varsavia per rendere omaggio al presidente polacco Lech Kaczynski, alla moglie Maria e alle altre 94 vittime del disastro aereo che ha decapitato la nazione nei suoi vertici istituzionali. A bordo dell’aereo precipitato il 10 aprile nell’aeroporto di Smolensk a causa del maltempo c’era la delegazione ufficiale polacca che si recava alla commemorazione per il 70° anniversario dell’eccidiodi Katyn, quando 22.000 tra ufficiali, soldati e civili polacchi – prigionieri dei campi di Kozielsk, Starobielsk, Ostashkov e detenuti delle prigioni della Bielorussia e Ucraina occidentali – furono uccisi su ordine di Stalin nella foresta di Katyn e in altre località vicine, e seppelliti in fosse comuni, a seguito dell’invasione e spartizione della Polonia da parte di tedeschi e sovietici nel settembre 1939. Solo nel 1990 la Russia ha riconosciuto le proprie responsabilità.

Italia-Facoltà teologica di Milano: esteriorità di Dio. La fede nell'epoca della «perdita del mondo»

I. Guanzini
Cur non video presentem? Perché non ti vedo? Alla domanda di Anselmo d’Aosta sembra rispondere dopo molti secoli, in direzione ostinata e contraria, l’uomo folle di Nietzsche che al mercato va in cerca di Dio, di un Dio che si è come smarrito, o che si è forse impegnato, alla fine della modernità, a far perdere le tracce. I capitoli successivi del Proslogion, d’altro canto, fino all’intenso finale (quasi reazione ante litteram), invitano a restituire ai segni di questo mondo e all’intimità della coscienza la capacità di sentire, vedere, ascoltare, forse anche toccare, Colui che è presente. Il percorso del convegno annuale proposto il 23-24 febbraio dalla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano, «Esteriorità di Dio. La fede nell’epoca della “perdita del mondo”», è stato pensato in stretta continuità con quello dell’anno precedente («Il corpo del Logos. Pensiero estetico e teologia cristiana»; cf. Regno-att. 6,2009,152ss).

La fede e la «perdita del mondo»

P. Sequeri
Lasciamo per un momento in sospeso se la bellezza debba proprio «salvare il mondo». In compenso, il fatto che la cultura della soggettività vada conseguendo effetti progressivi di «perdita del mondo», è sotto osservazione fin dagli inizi della modernità. L’incertezza a riguardo dell’esistenza di un «mondo esterno» è già un punto fermo dell’inizio cartesiano. E non era che il principio. Il mondo non è più un interlocutore per l’uomo: chi parla più col mondo? Solo qualche stravagante eremita di ritorno: una specie al limite dell’anomalia, di cui si accende fugacemente la notizia. Il mondo è diventato magazzino di materie prime, deposito di risorse energetiche, spazio aperto per qualsiasi cosa riesca ad assumere dignità di merce, laboratorio totale per le più strampalate architetture della vita. Il guadagno di questa trasformazione dello sguardo, che vede ormai soltanto questo, del mondo, incomincia ad apparire anche come una perdita.

La «destra nuova» e le sue radici. Considerazioni su un persistente deficit culturale

M. Tarchi
Il testo a firma di Marco Tarchi che qui presentiamo è il bilancio del dibattito – e una sua puntuale critica – sorto attorno al tema della presenza in Italia tra gli anni Settanta e Novanta di una Nuova destra e del suo rapporto con il postfascismo. Esso nasce in occasione – e parallelamente – dell’uscita in libreria del suo La rivoluzione impossibile. Dai Campi hobbit alla Nuova destra (Vallecchi, Firenze 2010), il volume che racconta e sistematizza il percorso culturale e le attese rivoluzionarie dei giovani che parteciparono ai Campi hobbit.

Cosa è successo al Vaticano II. Un libro e un convegno

A. Torresin
L'uscita del libro di John W. O’Malley, Che cosa è successo nel Vaticano II, edito da Vita e Pensiero, è stata l’occasione preziosa per una ripresa del dibattito sul Concilio che sta vivendo una recente vitalità. Paradossalmente proprio le spinte che sembrerebbero mettere in discussione il senso dell’evento conciliare nella vita della Chiesa ne stanno forse rivelando tutta la fecondità. Chi tocca il Concilio ha come effetto quello di rafforzarne ed evidenziarne il radicamento nella coscienza della Chiesa. Vita e Pensiero e la redazione della Rivista del clero italiano hanno colto questa occasione per dare vita a un convegno che ha visto raccolte delle voci autorevoli per un’interpretazione del Vaticano II e della sua ricezione.

Libri del mese di Aprile 2010 - Schede

Redazione
I «Libri del mese» si possono ordinare indicando il numero ISBN a 12 cifre: - per telefono, chiamando lo 049.8805313; - per fax, scrivendo allo 049.686168; - per e-mail, all'indirizzo vendite.dirette@dehoniane.it - per posta, scrivendo a Centro Editoriale Dehoniano, via Nosadella 6, 40123 Bologna.

P. Gisel, La Teologia: Identità ecclesiale e pertinenza pubblica

M. Neri

Rapporti tra Chiesa cattolica polacca e Chiesa ortodossa russa

D. Sala

Adesioni alla Anglicanorum coetibus

D. Sala

Morte dello sceicco Tantawi

D. Sala

Vertice islamo-cristiano a Washington

D. Sala

Benedetto XVI – Comunità luterana di Roma

D. Sala

UE – Comitato dei rappresentanti delle Chiese ortodosse

D. Sala

Vertice interreligioso sull’AIDS

D. Sala

USA – Appello per una Pasqua comune

D. Sala

Islam – Conferenza di Mardin

D. Sala

Al-Azhar e Tantawi

L. Accattoli

Pedofilia del clero e di altri

L. Accattoli

Pedofilia del clero in Germania

L. Accattoli

Benedetto dai luterani di Roma

L. Accattoli

Medjugorje

L. Accattoli

Pedofilia: Benedetto agli irlandesi

L. Accattoli

Sito web vaticano

L. Accattoli

Cina

L. Accattoli

Il futuro del cristianesimo. La passione del Vangelo

C. Dagens
Sono a firma di mons. Claude Dagens, vescovo di Angoulême e membro dal 2008 dell’Académie française, le considerazioni su «Indifferenza religiosa, visibilità della Chiesa ed evangelizzazione» presentate all’Assemblea dei vescovi francesi il 3 novembre scorso, di cui qui presentiamo le parti principali. Frutto di un dibattito apertosi con l’assemblea di Lourdes del 2008, che ha dato mandato a un gruppo di lavoro presieduto dal presule (che da tempo si occupa del rapporto tra fede e società contemporanea, cf. Regno-doc. 11,1996,340; 7,1997,219; 9,2004,305; Regno-att. 2,2008,5), le linee principali d’approfondimento sono due: il tema dell’indifferenza religiosa, da intendere come condizione della società contemporanea che non esclude attese – a volte confuse o male espresse – di tipo spirituale; e quello della visibilità della Chiesa, «non riducibile alla sua superficie mediatica» ma da comprendere dal punto di vista sacramentale. Di qui scaturiscono alcuni «atteggiamenti pastorali» proposti quali stili di vita della Chiesa nella società contemporanea.

Teodicea e ironia. Un elogio della tolleranza

P. Stefani
Vi è una parola coniata da un grande intelletto che ormai da tre secoli circoscrive un territorio in cui anche gli ingegni più acuti sembrano scivolare verso posizioni indifendibili: si tratta del termine «teodicea». Coniata dal grande Leibniz, alla lettera essa significa «giustificazione di Dio». La sfida, di non poco conto, è di scagionare la bontà divina da ogni responsabilità per i mali del mondo. Per questo motivo il filosofo tedesco dichiara apertis verbis di sperare di riuscire nell’impresa di portare a termine i suoi ragionamenti in quanto «difendo la causa di Dio». Si tratta di un’operazione destinata a un inevitabile naufragio a motivo del fatto di essere, per definizione, «teo-logica», vale a dire costretta a presentarsi come un discorso su Dio. Il tarlo di ogni teodicea sta nell’impossibilità di presentarsi come una parola rivolta a Dio, come avviene nel caso della lode, della domanda o persino della protesta di Giobbe. Anche nel caso in cui la difesa fosse persuasiva, essa, perciò, avverrebbe pur sempre al cospetto degli uomini e non coram Deo.

Domande sulla «riforma della riforma»

A. Grillo

«Credo perché mi sento amata». Divagazione sulla fede da un libretto di Armando Drago

L. Accattoli
Nulla oggi è così arduo come dire «io credo in Dio» e darne ragione in parole comprensibili a chi ascolta. Io mi esercito a farlo a modo del giornalista che non porta pena, ma non trovo le parole giuste e sto attento a ogni altro tentativo. Per questo motivo ho letto fino in fondo un libretto senza pretese e senza referenze intitolato Credo in Dio perché è il più bravo (scritto da Armando Drago e appena pubblicato dalle EDB, Bologna 2010, pp. 168, € 12) e me ne è venuto un qualche guadagno ai fini di quella ricerca. Sono 765 risposte alla domanda: «Perché credi in Dio e nell’altra vita? » che l’autore ha rivolto – con la distribuzione di migliaia di foglietti – a chiunque gli capitasse a tiro, piccoli e grandi, noti e sconosciuti. Alcuni atei tranquilli, altri musulmani e buddhisti. Chi della Campania e chi del Veneto, ma per lo più toscani incontrati negli anni. Ne sono venute un migliaio di risposte, «la maggior parte di esse» è finita in questo libretto, precedute dalla narrazione godibilissima delle rispostacce che il nostro si becca da chi a tutto pensa meno che a Dio.

Il Regno Attualità 8 2010. La rivista completa

Redazione
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