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Attualità
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Attualità, 10/2009

Europa - Crisi finanziaria: l'uomo funzionale. Capitalismo, proprietà, ruolo degli stati

E.-W. Bockenforde
La crisi che si è manifestata non è una malattia del sistema finanziario ed economico mondiale, ma l’inevitabile conseguenza di una logica puramente funzionale. Per guarire il male bisogna cambiare il presupposto: la solidarietà in luogo dell’individualismo.

USA - Pena di morte: L'oscurità che mi circonda. Il sogno americano e le voci blues dal carcere

L. Miele
Chissà perché fulminano (electrocute) le persone all’una di notte / la corrente è molto più forte, la gente spegne tutte le luci», canta Blind Lemon Jefferson. Il terrore nudo che ispira la messa a morte trova in un altro brano del bluesman (Hangman’s blues) una delle rappresentazioni più crude: «Quel vecchio crudele boia mi sta aspettando per stringere il nodo / ho così paura, Signore, che tremo nelle scarpe». Un tema taglia l’intera storia della canzone americana, un genere che ha saputo guardare in faccia la violenza: è la pena di morte, l’orrore che essa suscita. Un tema che attraversa tanto il blues (nero) quanto la tradizione folk (bianca) e la canzone d’autore rock, un tema in qualche modo apparentato a un’altra «figura» oscura, brutale, carica di interdetti e di simbolismi: il linciaggio.

Italia - I festival spirituali. Confronto nello spazio laico

E. Bianchi
Nei mesi scorsi, alcuni eventi di cronaca hanno offerto, per chi l’ha voluta e saputa cogliere, l’opportunità di una riflessione sul ruolo e il significato delle piazze al cuore delle nostre città. Da sempre le prime rivestono un carattere emblematico nel contesto urbano nostrano: luogo su cui si affacciano abitualmente chiese e palazzi pubblici, esse simboleggiano il fronteggiarsi – in termini architettonici, non necessariamente conflittuali – di religione e società. Un luogo epifanico tra i tanti: il monumento a Vittorio Emanuele II in piazza del Duomo a Milano, dove il re dell’unità d’Italia è raffigurato mentre frena il proprio cavallo e volge lo sguardo altrove per non fissarlo sulla facciata della cattedrale cittadina. Così l’agorà, il luogo principe della polis, dove convergono interessi economici e attività sociali profane, fronteggia il sito per eccellenza della presenza del religioso nella vita quotidiana.

Italia - Terremoto in Abruzzo: il dolore, la fede. Meditazioni di un pastore

C. Ghidelli
Ho reagito a caldo a questo tristissimo evento e ho provato emozioni fortissime che non riuscivo a dominare. Un velo di tristezza ha coperto il mio volto e un tono di mestizia ha velato la mia voce. Il dolore e la prova di tanti fratelli e sorelle era anche il mio, soprattutto quello del caro confratello nell’episcopato, l’arcivescovo de L’Aquila, Giuseppe Molinari. Ora cerco di rivivere lo stesso evento con l’animo di chi si è sentito chiamato a condividere una tragedia immane: una tragedia che in parte ha già segnato e in parte ancora maggiore segnerà la storia dell’Abruzzo, mia terra di adozione.

Abruzzo - Terremoto. La cifra del dolore

F. Rossi
Ricostruire. Questa la parola-chiave che anima l’Abruzzo, le sue genti, i soccorritori e le diverse organizzazioni di volontariato impegnati fin dalle prime ore del 6 aprile scorso, quando il terremoto ha devastato L’Aquila e i paesi circostanti. Ricostruire non solo gli edifici andati distrutti, recuperando i beni culturali danneggiati ed edificando nuove case laddove la scossa ha lasciato cumuli di macerie, magari rispettando questa volta le normative antisismiche e la regola d’arte, sostituendo alla logica del profitto senza scrupoli una logica della responsabilità. Da ricostruire, ora, ci sono anche le abitudini quotidiane, il curriculum scolastico e universitario dei giovani, il lavoro di padri e madri di famiglia, le vite rimaste senza punti di riferimento per la scomparsa dei propri cari, il tessuto sociale e civico di paesi senza più piazze né chiese.

Francescani - Capitolo delle stuoie: dopo 800 anni. Il movimento francescano e il puro Vangelo

G.A. Gardin
Il mondo francescano celebra quest’anno ottocento anni dalla sua nascita. Per una istituzione otto secoli di vita non sono pochi. Nel caso del movimento a cui ha dato vita Francesco d’Assisi si tratta, come è noto, di una realtà assai vasta e variegata (tre ordini: il primo, quello dei frati, diviso in tre famiglie; il secondo costituito dalle clarisse; il terzo che comprende un grande numero di religiose e religiosi e, soprattutto, di laici). Una realtà, per di più, dalla storia complessa, non priva di controversie circa la fedeltà all’ispirazione originaria, con un notevole numero di «riforme»: alcune affermatesi con vigore, altre riassorbite, altre concluse in epoche più o meno lontane.

Vita religiosa - USMI. La profezia delle donne

L. Prezzi
Se la vita religiosa è chiamata alla profezia, come può esercitarla? Con questa domanda suor Viviana Ballarin ha aperto la LVI Assemblea nazionale del’Unione superiore maggiori italiane (USMI), l’organismo che rappresenta le 90.000 suore operanti in Italia, distinte in 600 congregazioni e in circa 10.000 comunità (Roma, 15-17 aprile). Le 350 suore presenti hanno dato vita a un appuntamento che mantiene un tasso di libertà e franchezza non consueto negli appuntamenti ecclesiali ed è molto più di un incontro formale.

Africa - Verso il Sinodo: fare la Chiesa. Sfide e attese della prossima Assemblea dei vescovi

P. Diarra
Di fronte alle situazioni disumane di malattie, di carestia e di violenza, che distruggono il continente africano, papa Giovanni Paolo II, durante l’udienza che accordò il 13 novembre 2004 ai partecipanti al simposio dei vescovi d’Africa e d’Europa, aveva espresso l’idea di un secondo sinodo africano (Regno-att. 20,2004,680). Questa proposta è stata confermata dal papa Benedetto XVI il 22 giugno 2005. Quali sono le attese del prossimo Sinodo africano?

Cechia e Slovacchia - A 17 anni dalla separazione: la Chiesa e i due stati. Identità e appartenenza

S. Balik, P. Fiala
L’articolo qui a lato è una testimonianza. Le tesi che vi sono esposte esprimono dall’interno un sentimento e un’analisi circa l’avvenuta separazione tra Cechia e Slovacchia, 17 anni or sono, puramente giustificative. Gli autori sono Petr Fiala, rettore dell’Università Masaryk (Brno, Cechia) e Stanislav Balík, professore di Scienze politiche nella stessa istituzione. L’articolo ricostruisce il ruolo della Chiesa e delle Chiese nella storia recente di Cechia e Slovacchia. L’appartenenza etnica e le tradizioni storiche rappresentano, per gli autori, i vettori trainanti per capire le scelte e le preferenze delle comunità cattoliche nel momento della separazione dei due stati (1992). Si tratta di una riflessione anti-europeista. Per questo, in un momento di grave crisi dell’Europa e di fronte ai movimenti di scomposizione di paesi come il Belgio, ci è parso utile ospitarla per poterla in seguito dibattere. Fra le questioni aperte possiamo segnalarne alcune: i regimi comunisti non sono riusciti a creare un amalgama sociale e culturale che superasse positivamente gli etno-nazionalismi. Da questo punto di vista, proprio la caduta di un regime oppressivo come il comunismo ha di fatto rilegittimato le vecchie radici etniche. L’ideale europeo nel quale comprendere ed esaltare in forme non divisive le singole tradizioni oggi non ha rappresentazione politica e istituzionale, il che conduce l’Europa verso una nuova stagione di insignificanza senza che sia stato risolto il rapporto con Russia e Stati Uniti. Gli etno-nazionalismi rischiano in questo senso di svolgere un ruolo esclusivamente negativo. Non mancano le riflessioni per le Chiese. Se per quelle protestanti e ortodosse il vincolo nazionale ed etnico è ancora difficilmente superabile, la questione si pone diversamente e con maggiore acutezza per le Chiese cattoliche, la cui dimensione sovralocale e universale solleva il problema del superamento di una pura identificazione etnica e politica con le singole comunità in nome del bene comune generale.

Germania - Lefebvriani: sconcerto. Reazioni teologiche dopo la remissione della scomunica

U. Ruh
Era da molto tempo che una decisione del Vaticano non provocava un’ondata di sdegno, soprattutto nella teologia di lingua tedesca, pari a quella suscitata alla fine di gennaio scorso dalla remissione della scomunica dei quattro vescovi consacrati nel 1988 da Marcel Lefebvre. I teologi si sono sentiti inevitabilmente sfidati dal fatto che la mano tesa da Benedetto XVI alla Fraternità sacerdotale San Pio X provocava domande fondamentali sull’ermeneutica del concilio Vaticano II, soprattutto sulla validità permanente dei suoi nuovi orientamenti (cf. Regno-att. 4,2009,76ss; 6,2009,145s; Regno-doc. 3,2009,69; 7,2009,193; 9,2009,281).

Lefebvriani - Vescovi, papa e politici. Dopo la lettera

L. Prezzi
Le gravi turbolenze comunicative della vicenda lefebvriana dentro e fuori la Chiesa (cf. Regno-att. 4,2009,76; Regno-doc. 3,2009,69) hanno portato a una condizione di stallo. La Fraternità San Pio X non ha rinunciato a nessuna delle sue posizioni critiche: attacca frontalmente i vescovi, e quelli tedeschi in particolare, colpevoli di lasciarsi strumentalizzare dallo stato e di criticarla (p. F. Schmidberger e mons. B. Fellay); ordina illecitamente 19 suddiaconi a Écône il 29 marzo, esibendo l’ordinazione come un gesto di obbedienza a Roma (per il fatto di non averli ordinati a Zaitzkofen in Germania) ma contro l’esplicita volontà dei vescovi locali: G.L. Müller di Regensburg (Germania) e N. Brunner di Sion (Svizzera); nella preghiera del Venerdì santo usa ostentatamente la vecchia preghiera per la conversione degli ebrei e non pretende da mons. Williamson l’immediata ritrattazione delle sue affermazioni antisemite. Si dichiara disponibile ai colloqui con Roma, ma ricorda che «non serve a nulla invocare il diritto per tentare di soffocare la vita della nostra società sacerdotale».

Berlino - Referendum. Religione o etica?

L. Prezzi
Il 27 aprile la cittadinanza di Berlino è stata chiamata alle urne per scegliere se confermare la presenza nella scuola dell’insegnamento dell’etica (con le religioni confinate fuori orario scolastico) o piuttosto uniformarsi al resto della Germania con l’insegnamento obbligatorio delle diverse religioni (a seconda dell’appartenenza). Il risultato ha confermato l’attuale situazione.

Benedetto XVI - Politici. Attacchi inediti

L. Prezzi
Dopo le polemiche sulla revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani, Benedetto XVI è stato fatto oggetto di nuovi e più insistiti attacchi politici: occasione delle nuove contestazioni sono state le affermazioni del papa sull’uso del preservativo all’inizio del viaggio apostolico in Africa (cf. Regno-doc. 7,2009,199).

Chiesa e islam. Prospettive di dialogo tra teologia cristiana e religione musulmana

M. Crociata
L'accostamento tra teologia cristiana e religione islamica non è così ovvio come potrebbe apparire a prima vista. Per trattare della loro possibile relazione dobbiamo in ogni caso chiederci quali siano le condizioni che legittimano la teologia cristiana a occuparsi dell’islam, al fine di poter validamente indicare e presentare le prospettive di approccio teologico alla religione musulmana. D’altra parte le posizioni teologiche cristiane attuali si collocano in un orizzonte storico che si estende fino all’epoca in cui sorge l’islam. C’è bisogno allora quanto meno di accennare ai trascorsi storici. La trattazione del tema di questo saggio può essere allora utilmente articolata in una premessa, in un richiamo della storia e in una presentazione delle principali prospettive attualmente proposte.

Aa. Vv., Primo Mazzolari, il Vangelo con i poveri

G. Borsa, G. Vecchio

Europa - Cristianesimo e islam. Iniziative comuni

R. Burigana
Nei giorni 27 e 28 aprile, a Bordeaux (Francia), si è svolto il primo incontro dei vescovi e delegati delle Conferenze episcopali responsabili per i rapporti con i musulmani in Europa. L’incontro, al quale è intervenuto anche il card. Jean- Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, ha visto la partecipazione di delegati da Portogallo, Spagna, Francia, Inghilterra, Belgio, Germania, Svizzera, Bosnia-Erzegovina, Slovenia, Polonia, Italia, Malta, Scandinavia, Austria e Turchia. L’obiettivo è stato quello di discutere lo stato del dialogo con le comunità musulmane in Europa, definire possibili piste di lavoro comuni e proposte promosse a livello nazionale per favorire il dialogo.

Stati Uniti - Pedofilia. Consapevolezza

M.E. Gandolfi
Sull’onda lunga della celebrazione dei processi per pedofilia intentati contro sacerdoti e diocesi della Chiesa cattolica statunitense, uno studio legale che difende vittime di violenze ha passato al settimanale National Catholic Reporter, e per suo tramite al New York Times, un carteggio che ha provocato un certo scalpore. Si tratta di alcune delle numerose lettere scritte da p. Gerald Fitzgerald, fondatore nel 1947 della congregazione dei Servi del Paraclito – che per statuto assisteva «i sacerdoti nei loro pericoli» –, a numerosi vescovi su vari casi di preti pedofili e su come regolarsi per il loro servizio ministeriale.

El Salvador - Elezioni presidenziali. La svolta

M. Castagnaro
Avere un presidente che invoca mons. Romero affinché gli mostri la strada e promette di vivere quanto questi insegnò costituisce un cambiamento radicale». Così mons. Gregorio Rosa Chávez, vescovo ausiliare di San Salvador, ha commentato le prime parole del neoeletto capo dello stato, Mauricio Funes, il quale davanti alla folla festante dei suoi sostenitori aveva dedicato la vittoria «a un santo che illumina il popolo salvadoregno, al nostro vescovo martire mons. Oscar Arnulfo Romero, il quale diceva che la Chiesa in Salvador poteva solo compiere un’opzione preferenziale per i poveri. Questo è il cammino che seguirò nella mia azione di governo, cercando sempre di favorire in via preferenziale i poveri e gli esclusi».

Comunione anglicana - Bozza del Patto

R. Burigana

Preghiera interreligiosa contro la violenza

R. Burigana

Per la libertà religiosa

R. Burigana

Nomina ecumenica in Australia

R. Burigana

Protestanti svizzeri e diritto di asilo

R. Burigana

Seminario di ecclesiologia ecumenica

R. Burigana

Bibbie ecumeniche per la Cina

R. Burigana

Seminario sull’islam in Italia

R. Burigana

Comunità evangelicali e missione

R. Burigana

Spiritualità ecumenica

R. Burigana

Reliquie ecumeniche

R. Burigana

Settimana ecumenica per la vita

R. Burigana

Cristiani per la crisi economica in Europa

R. Burigana

Cina

L. Accattoli

Nichols – Zimowski – Tettamanzi

L. Accattoli

Tragedie del mare

L. Accattoli

Via crucis con i perseguitati

L. Accattoli

Belgio

L. Accattoli

Conferenza ONU sul razzismo

L. Accattoli

Lega degli stati arabi

L. Accattoli

Benedetto a Onna e all’Aquila

L. Accattoli

Aborigeni del Canada

L. Accattoli

Sull'accoglienza - Riflessioni filosofiche e teologiche. L'ospite, il suo dono

H.-D. Bahr
Chi è l’ospite? La persona che ci viene incontro, prima ancora che ne conosciamo il nome; chi ci accoglie nella sua casa, nel suo paese, chi ci fa spazio nella parola e nel messaggio che ci viene rivolto. L’ospite è colui che ospita e contemporaneamente colui che è ospitato, in una pura e universale condivisione dell’essere uomini che precede ogni norma sociale, e nella quale l’unico dono possibile è quello della presenza. L’ospite, com’è rivelato in molti luoghi della letteratura di tutti i tempi, nella riflessione sapienziale e nella Scrittura, è Dio stesso. Nei giorni in cui l’Italia rischia la propria immagine di civiltà, riflettere sull’ospitalità – e sui concetti collegati di estraneità, ostilità, dominio, apertura, reciprocità – in termini filosofici e teologici significa fare luce su ciò che è originario nell’essere uomini. Ma insieme significa anche mettere in questione la nostra cultura europea dell’«ospite dimenticato»: la ricerca messa in atto dalla razionalità occidentale di un’identità basata sull’esclusione dell’altro e sulla definizione dello spazio ai fini del dominio.

Il dono dell'ospite. L'altro noi

K. Appel
Chi è l’ospite? La persona che ci viene incontro, prima ancora che ne conosciamo il nome; chi ci accoglie nella sua casa, nel suo paese, chi ci fa spazio nella parola e nel messaggio che ci viene rivolto. L’ospite è colui che ospita e contemporaneamente colui che è ospitato, in una pura e universale condivisione dell’essere uomini che precede ogni norma sociale, e nella quale l’unico dono possibile è quello della presenza. L’ospite, com’è rivelato in molti luoghi della letteratura di tutti i tempi, nella riflessione sapienziale e nella Scrittura, è Dio stesso. Nei giorni in cui l’Italia rischia la propria immagine di civiltà, riflettere sull’ospitalità – e sui concetti collegati di estraneità, ostilità, dominio, apertura, reciprocità – in termini filosofici e teologici significa fare luce su ciò che è originario nell’essere uomini. Ma insieme significa anche mettere in questione la nostra cultura europea dell’«ospite dimenticato»: la ricerca messa in atto dalla razionalità occidentale di un’identità basata sull’esclusione dell’altro e sulla definizione dello spazio ai fini del dominio.

L'ospitalità di Abramo. L'accoglienza di Dio

P. Stefani
Chi è l’ospite? La persona che ci viene incontro, prima ancora che ne conosciamo il nome; chi ci accoglie nella sua casa, nel suo paese, chi ci fa spazio nella parola e nel messaggio che ci viene rivolto. L’ospite è colui che ospita e contemporaneamente colui che è ospitato, in una pura e universale condivisione dell’essere uomini che precede ogni norma sociale, e nella quale l’unico dono possibile è quello della presenza. L’ospite, com’è rivelato in molti luoghi della letteratura di tutti i tempi, nella riflessione sapienziale e nella Scrittura, è Dio stesso. Nei giorni in cui l’Italia rischia la propria immagine di civiltà, riflettere sull’ospitalità – e sui concetti collegati di estraneità, ostilità, dominio, apertura, reciprocità – in termini filosofici e teologici significa fare luce su ciò che è originario nell’essere uomini. Ma insieme significa anche mettere in questione la nostra cultura europea dell’«ospite dimenticato»: la ricerca messa in atto dalla razionalità occidentale di un’identità basata sull’esclusione dell’altro e sulla definizione dello spazio ai fini del dominio.

Il terremoto pasquale. La natura devastante e la Parola cristiana

P. Stefani
Lisbonne est abîmée, et l’on danse à Paris». Questo verso del Poema sul disastro di Lisbona (1755) di Voltaire suona, forse, come il più attuale tra tutti. Ciò avviene anche perché sul principale fronte polemico del componimento la battaglia è stata vinta: i sostenitori della tesi secondo cui nel mondo tutto è bene si sono, da tempo, dileguati come neve al sole. Eventi e catastrofi dell’ultimo secolo hanno cancellato i residui ottocenteschi di facili ottimismi. I fatti hanno avuto più forza di persuasione dei ragionamenti.

Milano: Sinodo dei preti

A. Farina

Quod vides perisse perditum ducas

V. Veronese

Il prete visto dalla piazza. Chi attacca discorso e chi lo rifiuta

L. Accattoli
Il prete lo puoi vedere in chiesa, sul sagrato, dalla piazza. Qui provo a guardarlo dalla piazza, in risposta a una domanda che mi è venuta dal Seminario regionale dell’Abruzzo e Molise che si trova a Chieti e che quest’anno compie cent’anni (l’incontro è avvenuto il 24 aprile). Azzardo una qualche risposta all’evangelico «chi dice la gente che io sia» e ne viene un «bestiario» aggiornato di chi cerca un prete, o solo l’apposta. Più o meno è l’umanità di sempre ad attaccare discorso o a rifiutarlo. Ma con qualche diversa proporzione: sono di più oggi i cananei, i samaritani e i centurioni romani, mentre vanno diminuendo gli israeliti. Ciechi e storpi sono sempre in maggioranza. Le domande trabocchetto forse oggi sono di meno, ma sembrano più insidiose.

Il Regno - Attualità 10 2009. La rivista completa

Redazione
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