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Attualità
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Attualità, 8/2013

Italia - Politica: crisi senza fine. Dalle elezioni di febbraio al governo Letta-Alfano

G. Brunelli
Il dopo elezioni ha ulteriormente evidenziato e aggravato la crisi del sistema politico italiano. Il nostro è da troppo tempo un sistema politico aggrovigliato in una crisi senza fine: bloccato, progressivamente delegittimato nei soggetti politici e nelle istituzioni, da qualche anno confrontato con una grave crisi economico-sociale, interna e internazionale; occorrerebbero leadership e governi forti e credibili per poter provare a uscire dal disastro. Dalle elezioni di febbraio sono uscite invece tre forze politiche equivalenti (fatto salvo il numero maggiore di parlamentari del PD alla Camera per effetto del premio di maggioranza della legge elettorale), collocate tra il 21 e il 25% dei voti espressi. Due di esse, il Popolo della libertà (PDL) e il Partito democratico (PD), sempre meno rappresentative nel proprio campo elettorale; la terza forza, il Movimento 5 stelle (M5S), frutto più dello sgretolamento delle altre due formazioni e dell’intero sistema che di un proprio profilo politico. Queste forze sono tra loro incompatibili e confliggenti. Nessuna delle tre sembra avere oggi un disegno politico sul paese.

Italia - Elezioni politche 2013: un altro ciclo è finito. Analisi dei risultati del voto del 24-25/2

P. Segatti
Le elezioni dello scorso febbraio segnano una chiara discontinuità rispetto a quelle del 2008 da diversi punti di vista. Ma non da tutti, come vedremo. Iniziamo dai risultati. Nel 2008 si recò a votare un po’ più dell’80% degli aventi diritto. Il 24 e 25 febbraio scorso andarono alle urne circa tre italiani su quattro. Un calo dunque di cinque punti percentuali. Il più grande della storia repubblicana. Nel 2008 i due maggiori partiti, il Popolo della libertà (PDL) e il Partito democratico (PD), avevano totalizzato il 70% circa dei voti validi. Lo scorso febbraio i voti dei due maggiori partiti alla Camera ha raggiunto il 51% dei voti validi. Più in generale perdono voti tutti i partiti della «seconda» Repubblica. Il PDL perde più della metà dei voti del 2008 e il PD più di un terzo. Perdono la Lega Nord e l’Unione di centro (UDC). Escono dal Parlamento i partiti della sinistra radicale e giustizialista. Entrano invece in scena nuovi attori, come il Movimento 5 stelle (M5S) con il 25% circa dei voti, e poi Scelta civica di Monti con l’8%. Entrambi hanno rappresentato la sfida al bipolarismo dei passati anni. Il primo l’ha vinta al di là forse delle stesse sue aspettative. Il secondo ha dato il suo contributo a ridimensionare le fortune dell’UDC, e in misura minore del PD e del PDL.

UCSI - Osservatorio mediaetica: pop e democrazia. Ritrovare distinzioni tra politica e comunicazione

A. Melodia
L'esito delle ultime elezioni, e le traversie politiche seguenti, hanno richiamato l’attenzione sul rapporto tra la politica e i media. Si tratta di una questione nota, ma che per certi aspetti si tende a guardare oggi in modo nuovo, tanto che si comincia a chiedersi se ci siano ruoli e responsabilità dei giornalisti, oltre che nel fornire agli elettori strumenti decisionali, anche per l’atteggiamento generale degli italiani verso la politica. Di questi temi si è occupata l’Unione cattolica stampa italiana (UCSI) in un convegno tenutosi a Roma, nella sede della Federazione della stampa (FNSI), lo scorso 10 aprile (vedi nota 2). Non vogliamo qui rendere conto dell’incontro, quanto cercare di ripercorrere alcuni ragionamenti traendone qualche conclusione.

Bioetica - Legge Stamina: Le cure e le regole

F. Lozito
L'Italia sarà il primo paese occidentale ad abbandonare le normative internazionali per lo sviluppo delle cure con le cellule staminali? La domanda assilla da alcune settimane i più importanti studiosi di tutto il mondo, a seguito della decisione del Ministero della salute di sottoporre al Parlamento un decreto legge che, nato per sanare l’anomalia del caso Stamina, rischia di far naufragare gran parte della ricerca scientifica italiana.

Bologna - Scuole dell'infanzia: Il referendum regressivo

A. Franzoni
l 26 prossimo maggio a Bologna si svolgerà un referendum consultivo – non è richiesto un quorum perché sia valido – nel quale gli elettori saranno chiamati a decidere se (votando «A») abrogare il finanziamento che l’amministrazione comunale eroga alle scuole d’infanzia paritarie (cioè private e quasi tutte gestite da enti religiosi), oppure (votando «B») mantenere l’attuale sistema integrato. Promotore del referendum è il «Nuovo Comitato Articolo 33», composto da 400 cittadini e coordinato da Francesca de Benedetti – consigliera del Quartiere Santo Stefano per il Centrosinistra. Il referendum è sostenuto, oltre che da vari gruppi e associazioni, da figure come Stefano Rodotà e Maurizio Landini. Il comitato ha raccolto oltre 13.000 firme per indire il referendum tra il 7 settembre e il 5 dicembre 2012, dopo che, a luglio, i garanti del Comune di Bologna avevano giudicato idonea la proposta. I sostenitori dell’opzione «B» hanno invece sottoscritto un «Manifesto a favore del sistema pubblico integrato bolognese della scuola dell’infanzia» firmato, tra gli altri, dall’economista Stefano Zamagni, nonché un altro documento che ha come primo firmatario il prof. Giovanni Sedioli, insignito del Nettuno d’Oro nel 2012 per il servizio reso alla scuola di Bologna in più di vent’anni.

Ecumenismo - Fede e costituzione: una visione di Chiesa. Il 2°documento commissione teologica CEC

J. Gibaut
La grande testimone italiana dell’unità dei cristiani, Chiara Lubich, è stata profondamente consapevole dell’importanza dell’ecclesiologia nel cammino verso quell’unità per cui Cristo ha pregato, «perché siano una sola cosa» (Gv 17,22). In occasione di una visita al Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC), nel 2002, Chiara disse: «Come sappiamo, Gesù ha fondato la sua Chiesa una e unica, che tutti i cristiani del mondo professano nel Credo niceno-costantinopolitano: “Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica”. C’è un’unica Chiesa di Cristo, dunque, in cui si entra con il battesimo, il quale è “il vincolo sacramentale dell’unità che esiste tra tutti i cristiani”. Sappiamo però che non basta essere uniti spiritualmente nel comune battesimo. “Il fine ultimo del movimento ecumenico è il ristabilimento della piena unità visibile di tutti i battezzati” (Ut unum sint, n. 77; EV 14/2829). Realtà auspicata che mette in rilievo il ruolo fondamentale dell’ecclesiologia. È così. Ma di quale ecclesiologia si tratterebbe?».

Fede e costituzione - Ecclesiologia: Cf. Regno

D. Sala
Il processo che ha prodotto il documento di convergenza La Chiesa: verso una visione comune ha avuto alcune tappe principali, che Il Regno ha seguito e documentato.

Santa Sede - Francesco: collegialità e curia. Le prime scelte

G. Brunelli
Dovendo sintetizzare le principali indicazioni emerse nel corso delle Congregazioni generali che hanno preceduto e preparato il recente Conclave (12-13 marzo 2013) si possono individuare tre temi fondamentali: l’urgenza dell’evangelizzazione; la ripresa del tema conciliare della collegialità tra il papa e i vescovi; la riforma della curia romana. A un mese esatto dalla sua elezione, il 13 aprile scorso, papa Francesco ha reso nota, attraverso un comunicato della Segreteria di stato vaticana, la sua decisione di cominciare a mettere mano al secondo e al terzo punto. Questo il testo del comunicato: «Il santo padre Francesco, riprendendo un suggerimento emerso nel corso delle Congregazioni generali precedenti il Conclave, ha costituito un gruppo di cardinali per consigliarlo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della costituzione apostolica Pastor bonus sulla curia romana».

Francia - Episcopato: La guida a mons. Pontier

M. Bernardoni
A quindici giorni dal suo 70° compleanno, lo scorso 17 aprile, mons. Georges Pontier, arcivescovo di Marsiglia, è stato eletto presidente della Conferenza episcopale francese (CEF). Entrerà in carica, per un triennio, il prossimo 1° luglio. Succede all’arcivescovo di Parigi, André Vingt-Trois, che ha concluso il suo secondo mandato e non poteva essere rieletto. Dopo gli studi in Gregoriana e all’Institut catholique di Tolosa, da giovane prete della diocesi di Albi, Pontier è stato animatore, docente e direttore del seminario minore di Saint-Sulpice-la-Pointe, facendo in seguito dell’attenzione ai giovani una delle caratteristiche anche del suo ministero episcopale. Vescovo prima a Digne (1988-1996) poi a La Rochelle e Saintes (1996-2006), è pastore della diocesi di Marsiglia dal 2006. Tra il 2001 e il 2007, negli anni di presidenza del card. Pierre Ricard (Bordeaux), è stato vicepresidente della CEF.

Chiesa - Media e violenza sui minori: Una necessaria continuità

M.E. Gandolfi
Il cambio di pontificato ha posto in secondo piano, nell’attenzione dei media, la questione delle violenze sessuali su minori, anche se essa è sempre rimasta sotto traccia. Infatti, non sono mancati, nella fase iniziale delle congregazioni generali, articoli che hanno portato persino a una nota polemica della Segreteria di stato. Dopo aver tentato di bloccare la partecipazione dei cardd. Roger Mahony e Domenico Calcagno, accusati di omesso intervento nei confronti di sacerdoti coinvolti in violenze su minori, i media si sono potuti concentrare sul card. Keith O’Brien, arcivescovo di Saint Andrews ed Edinburgh (Scozia), di cui il 25 febbraio sono state accettate le dimissioni e che per questo non era neppure giunto a Roma. In un comunicato del 4 marzo, O’Brien afferma, secondo una formulazione confusa e discutibile, che «ci sono stati momenti in cui la mia condotta sessuale è stata sotto gli standard a me richiesti in quanto sacerdote, arcivescovo e cardinale» a motivo di «comportamenti inappropriati».

Credenti d'Italia - Pentecostali: radicati e autonomi. Il pastore E. Landi della Chiesa apostolica

D. Sala
I cristiani pentecostali, che ammontano a oltre 400 milioni nel mondo e sono dunque ormai un terzo di tutti i cristiani, con percentuali altissime di crescita soprattutto nel’emisfero Sud, sono presenti in Italia all’incirca da un secolo, e danno vita a numerose piccole comunità e a due Chiese maggiori, le Assemblee di Dio in Italia (ADI) e la Chiesa apostolica in Italia, entrambe firmatarie di un’Intesa con lo stato (rispettivamente dal 1988 e dal 2012). Si tratta di una realtà dai numeri non macroscopici nel panorama religioso ormai composito del nostro paese, e tuttavia significativa per comprendere un’esperienza di Chiesa dai tratti peculiari, che si pone come sfida per l’ecumenismo nel XXI secolo. Ce ne traccia un profilo il pastore Elia Landi, presidente della Chiesa apostolica in Italia.

Gli 11 articoli di fede

D. Sala

Perugia - Fede e scienza: prospettive sulla coscienza

M. Bernardoni
È stata ancora Perugia, per il secondo anno consecutivo, la cornice che ha ospitato – tra il 2 e il 6 aprile – la «scuola di formazione e ricerca» organizzata dal gruppo SEFIR (Scienza e fede sull’interpretazione del reale), d’intesa con la diocesi di Perugia e in collaborazione col Servizio nazionale CEI per il progetto culturale (cf. Regno-att. 10,2012,308s). Nato nel 1998 come area di ricerca della Pontificia università lateranense, SEFIR è parte dell’Istituto di scienze religiose «Ecclesia mater» della diocesi di Roma dal 2003. Fedele alla sua ispirazione fondativa, l’area di ricerca si propone di favorire l’incontro e il dialogo «ampio, rigoroso e libero», tra cultori di discipline diverse (credenti e non) che, riconoscendo la legittima autonomia degli ambiti del sapere, sono aperti al contributo che può essere offerto dalle altre discipline, consapevoli sia del comune riferimento alla realtà e alla ricerca della verità sia del fatto che la negazione di un tale, plausibile e integrato orizzonte comune ha ricadute decisive sul piano etico ed esistenziale.

Armi - I dati del 2011: il commercio e le norme. Crescono gli scambi e l'ONU approva il Trattato

M. Simoncelli
Nonostante la crisi economica che da anni affligge l’economia mondiale, le spese militari mondiali nel 2011 sono arrivate a toccare i 1.738 miliardi di dollari correnti. Calcolando la cifra a dollari costanti per poterla confrontare con quella degli anni precedenti, si passa dai 1.146 miliardi di dollari del 2002 ai 1.634 del 2011, con un incremento quasi del 50%. I big della spesa militare sono gli USA (che salgono dai 432 miliardi del 2002 ai 690 del 2011), seguiti dalla Cina (da 47 a 129), dalla Russia (da 36 a 64), dalla Gran Bretagna (da 49 a 58), dall’Arabia Saudita (da 24 a 46) e dall’India (da 27 a 44), sei paesi che coprono abbondantemente più della metà delle spese mondiali. Una cifra considerevole, che non sembra assolutamente risentire delle vicissitudini finanziarie degli ultimi tempi.

Medio Oriente - Iraq: la speranza di Sako. L'insediamento del nuovo patriarca caldeo

F. Strazzari
Nell’agosto 1990 le truppe irachene del dittatore Saddam Hussein invadevano il Kuwait, ma venivano sconfitte nel febbraio 1991 da una vasta coalizione internazionale che operava su mandato dell’ONU. Dopo il ritiro dal Kuwait, il paese, (superficie 434.128 chilometri quadrati, popolazione allora di 22.046.244 abitanti, ora di 33.330.510 abitanti) subì un forte degrado economico a causa dell’embargo imposto dalle Nazioni Unite. Nella notte tra il 19 e il 20 marzo 2003, gli USA e il Regno Unito, nonostante il parere contrario degli altri membri del Consiglio di sicurezza dell’ONU (Francia, Cina e Federazione Russa), diedero il via all’invasione del paese. Il 9 aprile Baghdad cadde e i marines entrarono nella piazza del Paradiso, dove venne abbattuta la statua di Saddam Hussein. È tuttora visibile la base della colonna sulla quale si ergeva il grande monumento. L’ex presidente iracheno venne catturato dai soldati americani in un villaggio nelle vicinanze di Tikrit il 13 dicembre. Sottoposto a processo nel 2005 da un Tribunale iracheno, venne condannato a morte per impiccagione. La Corte d’appello confermò la sentenza, che fu eseguita alle 6 del mattino del 30 dicembre 2006, nel giorno della festa del Sacrificio, la maggiore solennità islamica.

A partire dai movimenti. Il rinnovamento della morale nelle aggregazioni del postconcilio

A. Rovello
Nel grande mare della vita umana ogni tanto si scopre un’isola deserta, un luogo inesplorato e misterioso che suscita la curiosità della gente. Così dalla terraferma parte una spedizione: sulla nave vi sono molti uomini che hanno esperienze e capacità diverse tra cui i marinai, gli esploratori, i cartografi, i costruttori che, valutando costi e benefici, pensano a conoscere e trasformare il territorio per farlo diventare un ambiente vitale adatto agli uomini. L’arrivo dell’imbarcazione modifica la storia dell’isola, ma contemporaneamente l’esperienza del viaggio, dell’approdo e della scoperta influisce sulla vita di coloro che hanno affrontato con coraggio la spedizione (…).

Libri del mese - Schede - Aprile 2013

M.E. Gandolfi
I «Libri del mese» si possono ordinare indicando il numero ISBN a 13 cifre: - per telefono, chiamando lo 049.8805313; - per fax, scrivendo allo 049.686168; - per e-mail, all'indirizzo vendite.dirette@dehoniane.it - per posta, scrivendo a Centro Editoriale Dehoniano, via Nosadella 6, 40123 Bologna.

F. Patruno, Per una teologia dall’opera d’arte

P. Stefani

A. Scola, Non dimentichiamoci di Dio

F. Lozito

Iraq - Sinodo caldeo: L'agenda

F. Strazzari

Siria - Vescovi rapiti: Liturgia listata a lutto

M.E. Gandolfi
Sono ancora nelle mani dei rapitori i due vescovi ortodossi sequestrati nei dintorni di Aleppo lo scorso 22 aprile. Paolo (Boulos) Yazigi, arcivescovo greco-ortodosso di Aleppo e Alessandretta, e Gregorio Giovanni (Gregorios Yohanna) Ibrahim, arcivescovo siro-ortodosso di Aleppo, si erano incontrati al confine turco, per consentire al vescovo Paolo, che da febbraio scorso era in visita alle proprie comunità sfollate in Turchia, di poter rientrare in sicurezza assieme al vescovo Giovanni ad Aleppo, accompagnati da un diacono, Fatha’ Allah Kabboud, che guidava la loro auto. Chi sia stato a uccidere il diacono e a prelevare i due presuli, non è noto. Alcuni dicono non meglio precisate forze jihadiste provenienti dalla Cecenia. L’unico dato certo è che di questa fase recente dell’aspro conflitto siriano oggi ci vengono riportati i tratti più anti-religiosi: i due sacerdoti rapiti a febbraio e non ancora rilasciati – Michel Kayyal, armeno-cattolico, e Maher Mahfouz, greco-ortodosso –, il rapimento appunto dei due vescovi e l’abbattimento – forse solo casuale ma indubbiamente simbolico – dello storico minareto (costruito attorno all’anno 1000) della moschea omayyade di Aleppo, il 24 aprile.

Africa - Nigeria: non è una persecuzione. Musulmani, cristiani, attentati: mons. Kukah, Sokoto

D. Maggiore
È una delle voci più influenti della Chiesa e della società civile in Nigeria: mons. Matthew Hassan Kukah da giugno 2011 è vescovo di Sokoto, una delle diocesi settentrionali del paese; nel 2012 papa Benedetto XVI lo ha anche chiamato a far parte del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. Autore di diversi libri sulla società civile e la politica nigeriana, oltre che di argomento religioso, è stato anche, tra il 1999 e il 2001, uno dei componenti della Commissione d’inchiesta sugli abusi commessi dalla dittatura militare nigeriana. Dal 2005 ha presieduto la Commissione per la riconciliazione tra la compagnia petrolifera Shell e la popolazione Ogoni del Delta del Niger, e tra il 2007 e il 2009 ha fatto parte del comitato governativo per la riforma elettorale. Raggiunto telefonicamente a Sokoto in una pausa tra vari impegni pastorali e accademici, ha risposto alle domande de Il Regno sulla delicata situazione della Nigeria settentrionale.

Africa - Rep. Centrafricana: la crisi continua. Dopo la caduta del presidente Bozizé

D. Maggiore
Una rivoluzione politica destinata a cambiare poco. È il paradosso che vive la Repubblica Centrafricana, dove la capitale Bangui è passata di mano tra il 23 e il 24 marzo, dopo una nuova breve offensiva dei ribelli della coalizione Seleka. A fornire l’ultima difesa all’ormai ex presidente François Bozizé, fuggito prima in Camerun e poi in Benin dove ha richiesto asilo, non sono state le deboli truppe nazionali, ma i soldati del Sudafrica presenti da anni nel paese, nel quadro di accordi di cooperazione militare. Tredici di loro hanno perso la vita, ma il bilancio complessivo delle vittime è stato più alto: prima di Pasqua ne erano state contate almeno 78. Numeri che non tengono conto degli scontri riesplosi in alcuni quartieri della capitale a metà aprile.

Africa - Grandi Laghi: Finché le armi proliferano…

G. Baioni
Mentre dalle Nazioni Unite giungeva la notizia dell’approvazione del primo trattato mondiale che limita il commercio di armi, negli stessi giorni i gesuiti riuniti a Nairobi decidevano di focalizzare il loro impegno per individuare vie concrete d’azione di fronte alla perenne crisi dei Grandi Laghi. E individuavano il contrabbando di armi leggere come (con)causa su cui concentrare i propri sforzi. L’Est della Repubblica democratica del Congo (RDC), in particolare, si trova di nuovo a fronteggiare l’ennesima ribellione. Era il 20 novembre quando il movimento ribelle M23 occupava la città di Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu, al confine con il Ruanda. Dopo dieci giorni di caos, combattimenti, sfollati, riunioni nelle capitali africane ma anche al Palazzo di vetro, il 1° dicembre l’M23 recepiva la risoluzione 2076 del Consiglio di sicurezza dell’ONU e accettava di ritirarsi da Goma e arretrare a 20 chilometri dalla città, posizione che tutt’ora mantiene. Nove giorni più tardi, prendevano l’avvio una serie di incontri negoziali a Kampala, capitale ugandese, sotto l’egida della Conferenza internazionale della regione dei Grandi Laghi. Colloqui complicati, alternatisi in questi mesi a fasi di sospensione e ad altri tavoli paralleli, come quello dell’Unione Africana ad Addis Abeba.

Dialogo anglicano-metodista

D. Sala

Fede e costituzione – Documento di convergenza

D. Sala

Chiesa d’Inghilterra – Intronizzazione di Justin Welby

D. Sala

Reazioni ecumeniche all’elezione di papa Francesco

D. Sala

Dialogo anglicani-cattolici – Conversazioni di Malines

D. Sala

Bartolomeo I – Riunificazione tra ortodossi e cattolici

D. Sala

Germania – Giubileo della Riforma

D. Sala

Conclave

L. Accattoli

Primi atti di papa Francesco

L. Accattoli

Perché il nome Francesco

L. Accattoli

Conferma provvisoria degli incarichi

L. Accattoli

Inizio del ministero petrino

L. Accattoli

Visita al papa emerito

L. Accattoli

Domenica delle palme e Settimana santa

L. Accattoli

Lavanda dei piedi in carcere

L. Accattoli

Messaggio Urbi et orbi

L. Accattoli

Novità gestuali di papa Francesco

L. Accattoli

Sede vacante

L. Accattoli

Lettura delle Scritture e ascolto della Parola: La teologia di Bach. Il mottetto Jesu, meine Freude

C. Theobald, P. Charru
Nella prospettiva luterana la musica ha un ruolo centrale, in quanto non è solo un accompagnamento del culto, ma è in grado di parlare al cuore dell’uomo introducendovi il principio spirituale per eccellenza, la parola di Dio. Questa, grazie all’attivazione emozionale operata dalla musica, può avviare nella coscienza dell’individuo credente una dinamica drammatica di lotta spirituale che lo conduce al discernimento e alla conversione. L’ascolto e l’analisi del mottetto Jesu, meine Freude, «Gesù, mia gioia», di Johann Sebastian Bach – guidati da un teologo come Christoph Theobald e da un musicista come Philippe Charru – rivelano nel compositore questa pedagogia dell’esperienza credente: la sua musica permette a ciascuno d’intendere la parola di Dio risuonare nel profondo, e di rispondervi attraverso il canto, che impegna tutta la persona mobilitando l’intelligenza, il cuore e lo spirito. Nella contemplazione della croce Bach trova il segno per eccellenza che fonda la sua musica come «lo strumento del ministero L’interno della chiesa di san Tommaso a Lipsia (Germania). dello Spirito».

Card. Jozef Glemp (1929-2013) - Un prudente mediatore. La Chiesa polacca nella transizione

U. Mazzone
Con Jozef Glemp, morto il 23 gennaio 2013, se n’è andato uno dei protagonisti di una stagione, ormai conclusa, che tanto ha segnato la storia europea dell’ultimo ventennio del XX secolo. Jozef Glemp nacque il 18 dicembre 1929 a Inowroclaw (Polonia) da una famiglia operaia (il padre era minatore), e divenne sacerdote nel 1956. Dopo aver studiato a Roma alla Pontificia università lateranense e alla Gregoriana ed essersi laureato in utroque iure, ritornò in Polonia nel 1964. Al 1967 risale quella che può essere considerata la svolta che ha determinato tutta la sua vita successiva. Nel dicembre di quell’anno entrò infatti nella segreteria del primate di Polonia, il carismatico card. Stefan Wyszynski, divenendone uno dei più fidati collaboratori. Nel 1979 il nuovo papa polacco Giovanni Paolo II lo nominò vescovo di Warmia, per poi sceglierlo, dopo la morte del card. Wyszynski il 28 maggio 1981, a succedergli il 7 luglio dello stesso anno come arcivescovo di Gniezno; divenne di conseguenza primate di Polonia, in quanto Gniezno era allora unita in persona episcopi all’arcidiocesi di Varsavia.

La provvidenza. Secondo don Giovanni Calabria

P. Stefani
Per rifarci a un’espressione di don Giuseppe De Luca, nell’«Archivio italiano della storia della pietà» un posto significativo spetterebbe senza dubbio a don Giovanni Calabria (1873-1954), il fondatore della Congregazione dei poveri servi e delle povere serve della divina Provvidenza. La sua figura e la sua opera costringono a confrontarsi con un termine un tempo comunissimo, e oggi di uso sempre meno frequente. Ogni persona è figlia del proprio tempo. Sarebbe improprio interpretare una spiritualità solo come frutto di una dimensione cultural-sociologica; però è ugualmente falso sostenere che i tempi e i luoghi in cui uno è chiamato a vivere non incidano sulla sua maniera di leggere il mondo. Le linee secondo le quali veniva presentata la Provvidenza nell’Ottocento costituiscono un riferimento qualificante anche per capire la particolarità e la radicalità proprie di don Calabria. Nella seconda metà del XIX secolo, nella Chiesa cattolica prevalevano due anime rispetto alla visione della Provvidenza. La prima la connetteva allo stesso atto creativo, la seconda alla storia.

Immagini di un papa nuovo. Francesco dei poveri e della misericordia

L. Accattoli
Un papa che rinuncia e un altro che viene preso dall’America Latina, eventi capaci di tramortire un vaticanista come si deve, figurati uno residuale come me che aveva vissuto gli ultimi otto anni augurando lunga vita a papa Benedetto per non doversi fare un altro Conclave. Uno tsunami stordente, articoli e interviste alla rinfusa e schede per «Porta a porta» a non finire. Ma Francesco, Francesco, Francesco: da quando è arrivato lui quelle fatiche non le ricordo più. Ho sempre perso le scommesse sui conclavi, e anche stavolta: puntavo sull’America Latina ma non su Bergoglio. Per fortuna non ho fatto nomi nel fondo che Ferruccio De Bortoli mi ha chiesto di scrivere per il Corriere della sera il giorno dell’extra omnes (12.3.2013).

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Redazione
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