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Attualità
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Attualità, 8/2012

Santa Sede - Chiesa in Cina: uno sguardo propositivo. Con alcune preoccupazioni

G. Brunelli
Ha un approccio propositivo, chiaro ed equilibrato e si rivolge particolarmente alla vita eccle siale della Chiesa cattolica il comunicato che la speciale commissione, istituita da Benedetto XVI nel 2007 per studiare le questioni di maggiore importanza, riguardanti la vita della Chiesa cattolica in Cina, ha rilasciato al termine della sua quinta riunione, svoltasi in Vaticano dal 23 al 25 aprile. La commissione parla di un anno «di doni di fedeltà e di dedizione» offerti dal Signore alla sua Chiesa in Cina. L’espressione non evoca necessariamente il riconoscimento di un miglioramento della situazione. Da un certo punto di vista si potrebbe persino dire che essa si è fatta più dura. Ma nella durezza non sono mancate le testimonianze fedeli e da parte della Santa Sede si è fatta strada la convinzione di non volere solo stigmatizzare i limiti reali, ma anche di dire una parola d’incoraggiamento.

Triveneto - Aquileia 2: quale volto di Chiesa. Tradizione e rinnovamento

M. Bernardoni
A vent’anni di distanza dal primo Convegno ecclesiale triveneto (1990), le Chiese del Nord-est sono nuovamente convenute ad Aquileia, tra il 13 e il 15 aprile scorsi, per riflettere sul cammino compiuto in questi anni e immaginare un volto di Chiesa «sostenibile e significativo» per il futuro prossimo. In vista dell’evento, anche la Facoltà teologica del Triveneto ha offerto il suo contributo anticipando l’annuale convegno di studio e dedicandolo alla questione ecclesiologica.1 L’uniformità sempre maggiore delle questioni in gioco, confermata dai risultati di un’indagine dell’Osservatorio socio-religioso del Triveneto – anticipata da Il Regno e presentata in quella sede dal prof. Castegnaro2 –, ha consentito di ampliare il discorso dalle preoccupazioni della Chiesa locale (introduzione del prof. Livio Tonello) al più ampio contesto delle Chiese d’Occidente, grazie soprattutto all’apprezzato intervento del prof. Hervé Legrand, teologo e docente emerito all’Institut catholique di Parigi.

Chiese del Triveneto. Aquileia 2 continua

G. Mocellin
Quindici vescovi, seicento delegati, tre giorni di lavoro, trenta gruppi, dieci temi: sono i numeri del Convegno ecclesiale di Aquileia 2 che ha riunito a Grado e Aquileia, dal 13 al 15 aprile scorso, le Chiese del Triveneto (o, come si è preferito dire durante i lavori, del Nord-est) sul tema «Testimoni di Cristo, in ascolto».

Italia-CEI - Ora di religione: per la qualità. A convegno i direttori degli uffici diocesani IRC

R. Rezzaghi
L'insegnamento della religione cattolica (IRC) nella scuola statale italiana non ha mai avuto vita facile. In questi ultimi anni però, oltre ad affrontare le sfide che derivano da pregiudizi ideologici e culturali, gli operatori del settore sono chiamati a districarsi tra problemi sempre nuovi, causati dai mutamenti introdotti dalla riforma scolastica, che sembra non finire mai, e dalla modifica in atto dei curricoli accademici per formare gli insegnanti di religione (IdR) con nuovi titoli. Per far fronte alla situazione, il Servizio nazionale per l’IRC e il Servizio nazionale per gli studi superiori di teologia e di scienze religiose della Conferenza episcopale italiana (CEI) hanno organizzato a Roma, il 16 e 17 aprile scorsi, un convegno sul tema: «Impegno comune per un IRC di qualità», riservato ai direttori e responsabili diocesani dell’IRC, ai presidi delle facoltà teologiche e ai direttori degli istituti superiori di scienze religiose (ISSR).

Credenti d'Italia - Ortodossi romeni: l'aiuto quotidiano. Intervista al vescovo Siluan

D. Sala
Alle porte di Roma, su un colle ricoperto di viti e campi coltivati e in un’atmosfera di quiete che richiama i monasteri della Romania, sorge la sede della diocesi ortodossa romena d’Italia: una villa ristrutturata circondata da un ampio parco. Il vescovo, Siluan Span, è nato 42 anni fa a Sibiu, in Transilvania, e dal 2008 risiede in Italia.

Firenze-Islam, luoghi di culto: una moschea nella città. La comunità musulmana coinvolge i cittadini

M. Bombardieri
Nel mese di marzo si è concluso il percorso partecipativo «Una moschea per Firenze. È possibile parlarne senza alzare la voce», promosso dall’Associazione Comunità islamica di Firenze e Toscana, grazie alla legge regionale 69/2007 che finanzia percorsi di discussione tra i cittadini su temi di interesse pubblico. Più di 2.000 sono state infatti le firme raccolte per richiedere il sostegno della Regione, che, prima di concedere il finanziamento, ha consultato il Comune di Firenze, per verificarne la disponibilità nell’ascoltare l’esito del percorso. Il numero crescente dei residenti musulmani da un lato e gli spazi poco dignitosi per il culto dall’altro hanno spinto la Comunità islamica a promuovere questa iniziativa, coinvolgendo i cittadini nella definizione di criteri e raccomandazioni per il miglior inserimento di una moschea in città.

Messico e Cuba - Viaggio di Benedetto XVI: ritornare a Dio. La Chiesa per il rinnovamento

A.M: Valli
Il viaggio apostolico di Benedetto XVI in Messico e a Cuba (23-29 marzo 2012), il numero 23 del pontificato, era carico di attese. Per quanto riguarda il Messico, in primo piano c’erano i rapporti tra stato e Chiesa in un paese segnato da una lunga storia di governi anticlericali e laicisti, le sofferenze della popolazione a causa della guerra fra i cartelli della droga e le forze armate del governo, la difficile situazione ecclesiale in seguito allo scandalo legato alla vicenda del fondatore dei legionari di Cristo, Marcial Maciel Degollado (1920-2008), riconosciuto colpevole di violenze sessuali dopo un’inchiesta ordinata dal card. Ratzinger nel 2005. Quanto a Cuba, in evidenza c’era la situazione della Chiesa cattolica nel rapporto con il regime comunista, la lenta e complessa transizione del sistema economico e sociale cubano verso una maggiore libertà e infine la vicenda personale del vecchio leader malato, il quasi ottantaseienne Fidel Castro, rispetto al quale circolavano voci sul suo desiderio non solo di incontrare il papa, ma addirittura di convertirsi alla fede cattolica.

Cuba - Messico: Sfide nuove per un continente cattolico

G. Brunelli
Il recente viaggio di Benedetto XVI in Messico e a Cuba rappresenta un indubbio successo della diplomazia vaticana. In particolare la tappa cubana. Qui la Chiesa si è fatta da tempo interlocutrice a livello internazionale del regime castrista nell’inevitabile processo di transizione politico. Ne ha difeso le ragioni umanitarie verso la popolazione, ne ha stigmatizzato le politiche repressive. Un ruolo che da un lato mira a evitare esiti imprevedibili, anche violenti, di un processo che dovrebbe portare alla democrazia, dall’altro ad aprire progressivamente spazi di libertà religiosa e civile per la Chiesa nel paese. «La Chiesa – ha più volte ribadito il papa – è ovunque al fianco della libertà: libertà di coscienza, libertà di religione». Il paese visitato da Benedetto XVI, 14 anni dopo la storica visita di Giovanni Paolo II, è certamente più libero.

Panama - Chiesa cattolica: A fianco degli indigeni

M. Castagnaro
Questa volta il governo rispetterà l’accordo raggiunto con le comunità ngäbe-buglé (il maggiore gruppo originario del paese, composto da circa 200.000 persone)? Sta nella risposta a questo interrogativo la possibilità che la Legge 11 – varata a fine marzo dopo un mese di negoziati tra l’esecutivo del presidente della Repubblica, Ricardo Martinelli, e il coordinamento per la difesa delle risorse naturali e dei diritti del popolo ngäbe-buglé e contadino – salvaguardi effettivamente le risorse idriche, minerarie e ambientali del territorio indigeno. Solo così si risolverebbe il conflitto riaccesosi in gennaio col rifiuto del governo di annullare la concessione per lo sfruttamento dei giacimenti di rame del Cerro Colorado e interrompere la costruzione della diga di Barro Blanco, secondo quanto convenuto nell’Accordo di San Felix dopo le proteste del 2011, a loro volta esplose per il tentativo governativo di riformare il Codice delle risorse minerarie aprendo il settore agli investimenti stranieri.

Cile - Chiesa: Impatti ambientali

M. Castagnaro
Certo la risoluzione della Corte suprema di giustizia non fa piacere, ma i tempi saranno ancora lunghi perché la sentenza riguarda solo le dighe, sulle quali si deve pronunciare il Consiglio dei ministri, il quale dovrà esprimersi pure sulla costruzione dell’elettrodotto di 2.300 chilometri che porterebbe l’energia prodotta agli impianti minerari del Nord del paese e del quale non è stato ancora preparato neppure lo studio d’impatto ambientale ». Così mons. Luis Infanti de la Mora, servita italiano naturalizzato cileno e vescovo del vicariato apostolico dell’Aysén, ha commentato la bocciatura dei sette ricorsi presentati da organizzazioni ecologiste, imprenditori locali e da Antonio Horvath, senatore di Rinnovamento nazionale (il partito di centro-destra del presidente della Repubblica, Sebastián Piñera), contro l’edificazione di cinque grandi centrali idroelettriche sui fiumi Pascua e Baker, in Patagonia, da parte del consorzio HidroAysén, di cui è socia di maggioranza la società spagnola Endesa, controllata dall’Enel.

Spagna - Vescovi-teologi: ho chiesto il confronto. A. Torres Queiruga risponde alla Notificazione

F. Strazzari
Prof. Queiruga, che impressione le ha fatto ricevere il Venerdì santo la Notificazione su alcune sue opere da parte della Commissione per la dottrina della fede della Conferenza episcopale spagnola (CEE)? «Triste, perché coltivavo una piccola speranza che all’ultimo momento, come io proponevo, si sarebbe aperto lo spazio per un vero dialogo teologico. Triste anche per una procedura che, a me pare, si è messa in moto non solo senza la sufficiente serietà teologica, ma anche senza quella sensibilità umana e quella fraternità ecclesiale che devono caratterizzare le relazioni all’interno della Chiesa». – Come si è arrivati alla Notificazione, che sta suscitando così vaste reazioni? Il testo dice che c’è stato un dialogo ampio con lei. Lei lo può confermare?

Germania - Katholikentag: Ripartire

A. R. Batlogg
Nella «città quadrata» di Mannheim si terrà dal 16 al 20 maggio 2012 il 98° Congresso dei cattolici tedeschi, il Katholikentag, sotto il motto «Osare una nuova partenza», con un esplicito riferimento agli «addebiti e accuse del 2010, “anno dello scandalo”». Secondo Stefan-Bernhard Eirich, assistente spirituale del Comitato centrale del cattolici tedeschi (ZDK), la nuova partenza avviene «con una grande riflessione e tentativi di dialogo fra laici e chierici, responsabili e “comuni fedeli” nel popolo di Dio». La formulazione è accattivante. Si cita Alois Glück, presidente del Comitato centrale, secondo il quale si vuole «dare un segno che noi siamo pronti alle riforme e vogliamo osare una nuova partenza».

Benedetto XVI - Austria: Rinnovamenti

D. Sala
L'Appello alla disobbedienza, lanciato quasi un anno fa in Austria dalla sigla «Iniziativa dei parroci» e allargatosi poi ad altri paesi europei, è stato richiamato da Benedetto XVI nel solenne contesto della messa crismale del Giovedì santo, lo scorso 5 aprile: «Di recente, un gruppo di sacerdoti di un paese europeo ha pubblicato un appello alla disobbedienza, portando al tempo stesso anche esempi concreti di come possa esprimersi questa disobbedienza, che dovrebbe ignorare addirittura decisioni definitive del magistero».

Santa Sede - Irlanda: Fratture

M.E. Gandolfi
A partire dalla pubblicazione (19 marzo) da parte della Santa Sede della sintesi della visita apostolica in Irlanda (cf. Regno-doc. 7,2012,213ss; Regno-att. 6,2012,160), sono stati resi noti da organi di stampa locali alcuni provvedimenti di censura che in questi ultimi anni la Congregazione per la dottrina della fede avrebbe attuato nei confronti di cinque religiosi irlandesi.

I valori non consumati. La crisi economica ed educativa in Italia a partire da un'indagine europea

G. Ambrosio
Il programma European values studies (EVS) è giunto alla quarta indagine, dopo quelle del 1981, del 1990 e del 1999. Ricercatori e studiosi di molti paesi hanno svolto un esame approfondito degli orientamenti di valore e dei convincimenti dei cittadini europei, quelli dei 27 paesi dell’Unione Europea (UE) e quelli di altri 21 paesi limitrofi, tra cui anche la Federazione russa e la Turchia. In attesa dei confronti transnazionali, i ricercatori italiani hanno pubblicato i dati relativi alla popolazione italiana, fornendo un quadro in ter pretativo generale e alcune ipotesi specifiche riguardanti i mutamenti culturali nei diversi ambiti di vita del nostro paese.1 Il risultato complessivo è un ampio affresco degli orientamenti di valore della popolazione italiana. Pur tenendo conto dei problemi insiti nelle indagini di questo tipo, i risultati che ci vengono offerti sono in grado di esprimere ciò che viene considerato meritevole di essere creduto, pensato e attuato da parte degli italiani. I valori tendono a diventare modelli di valutazione e predispongono all’azione, nel senso che la favoriscono e la motivano.

Chiavi di lettura - Tra le pagine, il futuro

M.E. Gandolfi
Due dati hanno chiuso per l’editoria il 2011: il primo, più generale, è la conferma che quel piccolo 5% della popolazione italiana che rientra nella categoria del «lettore forte» sostiene da solo il 41% del mercato editoriale, secondo le rilevazioni Nielsen. Il secondo è che i lettori forti sono sempre più propensi a inserire nel paniere degli acquisti titoli religiosi; o, detto altrimenti, che una parte di forti lettori rientrano nella categoria dei credenti. E, in effetti, l’indagine dell’UELCI del 2011 ha registrato un incremento nel numero di titoli prodotti dalle case editrici di matrice religiosa. In parallelo, l’entrata in campo dei grandi editori laici anche su questo prodotto si sta allargando ulteriormente. Il caso dei «libri del papa» ne è l’esempio più evidente (cf. Regno-att. 22,2010,771).

Libri del mese - Schede - Aprile 2012

M.E. Gandolfi
I «Libri del mese» si possono ordinare indicando il numero ISBN a 13 cifre: - per telefono, chiamando lo 049.8805313; - per fax, scrivendo allo 049.686168; - per e-mail, all'indirizzo vendite.dirette@dehoniane.it - per posta, scrivendo a Centro Editoriale Dehoniano, via Nosadella 6, 40123 Bologna.

J. Moltmann, Etica della speranza

D. Segna

J.-D. Causse, E. Cuvillier, A. Wenin, Violenza divina. Un problema esegetico e antropologico

J.-D. Causse, E. Cuvillier, A. Wenin

P. Lombardini, Le donne nel cristianesimo delle origini

A. Deoriti

Quaderni di diritto e politica ecclesiastica

A. Torresin

Giorgio de Chirico, Catalogo ragionato dell'opera sacra

G. Ravasi

Stati Uniti - Religiose-Santa Sede: Dalle inchieste all'intervento

M. Faggioli
Il 18 aprile 2012 la Congregazione per la dottrina della fede (CDF) ha pubblicato un Doctrinal Assessment circa la maggiore organizzazione delle religiose statunitensi, la Leadership Conference of Women Religious (LCWR), che rappresenta intorno all’80% delle circa 57.000 suore americane. In questo documento di otto pagine pubblicato in inglese la Congregazione denuncia «seri problemi dottrinali in molti che vivono la vita consacrata» all’interno di ordini religiosi membri della LCWR. La congregazione vaticana individua tre ambiti critici: i discorsi tenuti da alcuni invitati alle assemblee della LCWR (si fa riferimento in particolare al discorso tenuto da suor Laurie Brink a un’assemblea del 20071); una «politica di dissenso collettivo» rispetto agli insegnamenti del magistero, in particolare negli ambiti della sessualità, dell’omosessualità e sul sacerdozio femminile (Ordinatio sacerdotalis di Giovanni Paolo II); la presenza nella cultura della LCWR di temi tipici del «femminismo radicale».

Grecia - Chiesa ortodossa: Nuovi anatematismi

B. Petrà
Quest’anno la Quaresima è stata molto movimentata in Grecia, non solo per le note difficoltà economicosociali, ma anche perché il metropolita del Pireo, Seraphim, ha celebrato in modo innovativo la prima domenica di Quaresima (5 marzo), detta «dell’ortodossia». In questa domenica infatti si ricorda il trionfo sull’iconoclastia. Alla fine della celebrazione dovrebbe essere letto il Sinodico dell’ortodossia, un testo che contiene le decisioni del VII Concilio ecumenico (787 d.C.) e molti nomi, specie quelli degli eretici (da Ario, Nestorio, Sabellio, Eutiche… fino al secolo XIV) con accompagnamento di anatematismi. Ho detto «dovrebbe essere letto», giacché la prassi prevalente ab immemorabili vede una breve lettura di alcune parti iniziali e quasi mai quella degli anatematismi.

Africa - Guinea Bissau-Mali: eserciti e narcotraffico. Due colpi di stato a confronto

F. Datola
Non c’è tregua per l’Africa occidentale. L’eco del golpe in Mali iniziava appena ad attenuarsi, stemperandosi nella logorante «navette» della negoziazione con i putschisti per la creazione di un governo di transizione, che un altro colpo di forza ha sconvolto nuovamente il fragile castello di carte della democrazia di questa tormentata regione dell’Africa subsahariana. Il 22 marzo i golpisti del capitano Sanogo hanno posto fine al governo di Amadou Toumani Touré a Bamako. Appena 20 giorni dopo, una giunta militare si è impadronita del potere in Guinea Bissau.

Myanmar - Elezioni e democrazia: Vince Suu Kyi

A. Speciale
La timida «primavera birmana» avviata dal presidente Thein Sein e dal suo governo ha fatto un passo avanti decisivo con le elezioni suppletive che si sono svolte nel paese del Sud-est asiatico lo scorso primo aprile. Si trattava del primo voto democratico internazionalmente riconosciuto in Myanmar da oltre vent’anni, e a riportare un successo nettissimo, con 43 seggi conquistati sui 45 in palio, è stato il partito del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, la Lega nazionale per la democrazia. Un lento processo di riforme in Myanmar è iniziato nel novembre 2010, con lezioni giudicate una farsa dall’Occidente ma che hanno comunque segnato il ritorno a un governo civile dopo due decenni di regime militare. A guidare il paese viene eletto Thein Sein, un ex generale come buona parte della leadership del paese, e contemporaneamente Suu Kyi viene liberata dagli arresti domiciliari a cui era stata relegata quasi continuamente sin dal 1990 – l’anno in cui il suo partito aveva vinto elezioni mai riconosciute dalla giunta militare.

Vietnam - Santa Sede: Il caso Van Thuan

A. Speciale
Doveva visitare il Vietnam dal 23 marzo al 9 aprile per raccogliere documenti e testimonianze utili alla causa di beatificazione del card. François- Xavier Nguyen Van Thuan; ma una delegazione del Vicariato di Roma, la diocesi dove è aperta la causa del porporato vietnamita, si è vista rifiutare i visti turistici ottenuti dall’ambasciata di Hanoi in Italia a pochi giorni dalla partenza. Van Thuan, nipote del primo presidente del Vietnam del Sud, rimase sotto arresto per 13 anni da parte del governo comunista di Hanoi. La sua nomina a vescovo ausiliare di Saigon (Ho Chi Minh City) nel 1975 – appena una settimana prima della conquista della città da parte dei vietcong – venne interpretata dal governo vietnamita come un’«ingerenza» da parte della Chiesa e dell’Occidente. Una volta liberato, a Van Thuan non venne permesso di rientrare nel suo paese e papa Giovanni Paolo II lo chiamò a lavorare in Vaticano, fino a crearlo cardinale nel 2001.

Chiesa ortodossa russa – Elezioni presidenziali

D. Sala

Bulgaria – Chiesa ortodossa sotto accusa

D. Sala

Chiesa di Norvegia – Dis-establishment

D. Sala

Millenario di Camaldoli: Roma e Canterbury

D. Sala

Egitto – Morte di Shenouda III

D. Sala

Arabia Saudita – Chiese cristiane

D. Sala

Cipro – Primati ortodossi del Medio Oriente

D. Sala

USA – Le Chiese e la recessione

D. Sala

Chiesa d’Inghilterra – Williams annuncia le dimissioni.

D. Sala

Laurent Monsengwo Pasinya

L. Accattoli

Bagnasco

L. Accattoli

Annuario pontificio 2012

L. Accattoli

Lefebvriani

L. Accattoli

Caccia ai corvi

L. Accattoli

Bertone su di sé

L. Accattoli

Messico e Cuba

L. Accattoli

Narcotraffico messicano

L. Accattoli

Marxismo cubano

L. Accattoli

Migrazioni, un fenomeno globale: Il confine e la speranza

M. Ambrosini
Nella fase attuale della globalizzazione, come già in altri momenti della storia della civiltà, le migrazioni rappresentano uno dei fattori più visibili e controversi di cambiamento delle nostre società. Si tratta di un fenomeno nel quale entrano in gioco meccanismi e dinamiche articolati a molti livelli, e che non si può dare per definito una volta per tutte. Un’analisi che si voglia oggettiva richiede di verificare i dati effettivi del fenomeno, l’efficacia delle leggi di regolamentazione, i meccanismi che portano alla definizione dei «confini» culturali e politici, il linguaggio, la costruzione sociale della figura dell’immigrato, le motivazioni soggiacenti alla scelta di migrare e così via. In un momento in cui nel Mediterraneo si mettono drammaticamente in gioco storie personali oltre che nazionali, è necessaria una presa di coscienza compiuta della trasformazione dell’Italia in un paese d’immigrazione, e di conseguenza del fatto che occorre attrezzarsi a governare una società plurale e a promuovere un grado accettabile di coesione sociale.

Migranti africani: Rifugiati di nessuno

M.E. Gandolfi
Con l’aprirsi nel 2011 della crisi egiziana e poi libica, in qualche modo «figlie» di quella tunisina (cf. Regno-att. 14,2011,438), si è fatta ancor più precaria e disumana la condizione dei migranti africani, alla mercé di bande di trafficanti che spadroneggiano in diverse zone a Nord e a Sud del Sahara. Due casi emblematici. Quello degli africani provenienti dalla regione subsahariana o dal Corno d’Africa che tentano di risalire attraverso la Libia e di lì raggiungere via mare l’Italia e poi la Francia, l’Inghilterra, la Germania. Ma i numeri di coloro che periscono nel viaggio è elevatissimo (cf. in questo numero a p. 278).

Consiglio d'Europa: Vite perdute nel Mediterraneo

M.E. Gandolfi
na delle conseguenze dirette della cosiddetta «primavera araba» è stato il massiccio flusso migratorio riversatosi sulla sponda Nord del Mediterraneo (cf. in questo numero a p. 276), usato anche dal regime in rotta di Gheddafi come arma di ricatto verso l’Occidente, e segnatamente l’Italia, nei giorni in cui iniziavano i bombardamenti NATO (19.3.2011). Così, lungo tutto il 2011, gli sbarchi di emigrati provenienti dal Corno d’Africa o dalla regione subsahariana hanno interessato quotidianamente alcune zone del Sud Italia (il caso di Lampedusa è uno dei più noti) e il Canale di Sicilia in particolare è diventato tomba a cielo aperto per tanti disperati. Secondo i dati dell’Alto commissariato ONU per i rifugiati (ACNUR), al 23 marzo 2011, 351.673 persone erano fuggite dalla Libia verso la Tunisia (178.262), l’Egitto (147.293), il Niger (11.949) e l’Algeria (9.168).

Figli delle nostre azioni. L'inascoltato magistero di Manzoni

P. Stefani
Tra il 1807 e il 1818 lo storico ginevrino Simonde de Sismondi pubblicò la Storia delle repubbliche italiane nel Medioevo. In essa era contenuta un’accusa mossa all’Italia. Si trattava di un rilievo critico destinato a godere di lunga fortuna; stando a esso, infatti, il cattolicesimo, religione pregna di esteriorità e di ipocrisia, è il principale responsabile della corruttela morale che pervade la penisola. Nelle nostre terre non c’è quindi spazio per una moralità adulta che, non perseguendo secondi fini, faccia il bene perché è bene. Né vi è di casa una fede capace di credere in purezza di cuore senza l’aiuto di segni esteriori. La mancanza di Riforma protestante ha perciò condannato l’Italia a una perpetua minorità spirituale, morale e civile. Questa linea interpretativa, che pur ha conosciuto espressioni nobili (basti pensare a Piero Gobetti), si è poi, a poco a poco, tramutata in uno sbiadito luogo comune.

Figlie di un Dio minore?

D. Pizzuti

Paolino Serra Zanetti. Ovvero un Dossetti ricondotto alla nuda fede

L. Accattoli
Tra i doni della vita c’è stato per me l’incontro con don Paolo Serra Zanetti (1932-2004), don Paolino per quanti l’amavano. Ed è capitato che io sia stato chiamato a Bologna per la presentazione del volumetto L’urgenza di amare. Lettere a suor Emanuela e altre meditazioni, a cura di Paola Dalli e Giancarla Matteuzzi (EDB, Bologna 2011), che si è fatta nella Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio il venerdì 16 marzo 2012 alle 17.30. Ho atteso quell’ora in piazza Maggiore, seduto sui gradini del palazzo di Re Enzo dove si sedeva con gli amici Lucio Dalla, che quella piazza aveva «salutato» 12 giorni prima.

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Redazione
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