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Attualità
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Attualità, 16/2011

Italia - Politica: i cattolici dopo Berlusconi. Verso una nuova fase della nostra democrazia

G. Brunelli
Una notte profonda. L’Italia è entrata in una notte profonda: le sue strutture sociali, economiche e istituzionali sono logorate. Una crisi finanziaria fuori controllo, che fa già sentire i suoi effetti sul piano economico e sociale, la pervade e la sovrasta. Il giudizio internazionale sul nostro sistema è chiaramente di inaffidabilità complessiva. Lo scontro interno a Confindustria, innescato dall’annuncio dell’uscita della FIAT dall’organismo di rappresentanza degli industriali, divide e delegittima uno dei principali soggetti sociali, modifica i rapporti tra i diversi soggetti sindacali e, eliminando tendenzialmente la contrattazione a livello nazionale, ridisegna l’insieme dei rapporti sociali.

Medio Oriente - Crisi: la Siria esplode. Le proteste continuano e incombe la lotta settaria

M. Pattrson
Dopo sei mesi dall’inizio della sollevazione in Siria, i dimostranti e il regime del presidente Bashar al-Assad sono bloccati in una lotta che perdura (cf. Regno-att. 6,2011,152; 12,2011,381). Il regime non è riuscito a schiacciare le proteste, e i dimostranti non sono riusciti a rovesciare il regime. L’esito è ancora incerto, ma il tempo che passa non favorisce il governo. L’economia sta crollando e Assad è sempre più isolato dalla comunità internazionale. Un membro francese di una congregazione religiosa, che ha passato molti anni in Siria, così descrive questo periodo carico di tensioni nella storia del paese: «L’informazione è molto contraddittoria e ognuno racconta ciò che ha visto e sentito e tende a generalizzare: si presenta un incidente o un attacco come se avvenisse la stessa cosa ovunque. Non c’è alcuna chiarezza, né nelle notizie né nella loro interpretazione. Chi ha sparato per primo? Chi ha risposto? Chi sta aiutando il conflitto dall’esterno?».

Lettera da Damasco: Dentro la rivolta

Lettera firmata
Le mani di Shadi si alzano sopra il tavolo, come due fusi che lo aiutano a tessere i suoi pensieri. E come no? La straordinaria calamita della sollevazione siriana esercita la sua attrazione su tutte le parti, muovendole verso un’unica direzione: «rivoluzione» pacifica sino alla vittoria. Shadi è un medico che completa la sua specializzazione in Europa, senza alcun precedente impegno politico o di opposizione.

Israele/Palestina - Reportage: muri e non ponti. Convivenza disgregata? Viaggio in 4 luoghi simbolo

P. Stefani
Ponti e non muri» è un motto che da qualche anno si ripropone anche in re lazione a specifiche campagne a favore del popolo palestinese (cf. per esempio Pax Christi). Il suo punto di partenza fu costituito da un monito lanciato da Giovanni Paolo II a Sharon nel novembre del 2003. Allora il papa, alludendo alla costruzione del muro (propriamente barriera) di separazione (in inglese Israeli West Bank Barrier), indicò le ragioni volte a instaurare legami in luogo di stabilire divisioni. In realtà, a tutt’oggi, in Israele-Palestina ci sono pochi ponti e molti muri sia fisici sia simbolici. Le divisioni superano gli incontri. Il separarsi diviene, infatti, un modo minimale per vivere gli uni a fianco agli altri senza che ci sia un vero convivere. Per questo c’è necessità di muri fisici, spirituali e culturali.

Gerusalemme - Chiese cristiane: Uno stato ai palestinesi

M.C. Rioli
Si parla di primavera araba, ma ora abbiamo anche una primavera palestinese, proprio qui, una primavera del popolo e una resistenza pacifica fino a quando il nostro scopo non sarà raggiunto». Con queste parole, il 25 settembre il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) si è rivolto alle migliaia di persone che lo attendevano a Ramallah al rientro dalla settimana più lunga della storia politica dell’ANP, quella culminata due giorni prima con la presentazione della domanda di ammissione della Palestina come membro a pieno titolo delle Nazioni Unite davanti all’Assemblea generale ONU.

Vienna - Chiesa: disobbedienza e retroscena. Frattura fra pratica delle comunità e governo

P.M. Zulehner
Recentemente la presidenza dell’«Iniziativa dei parroci», composta da otto membri, ha lanciato un appello alla disobbedienza (cf. Regno-att. 14,2010,455). Una manciata dei 300 membri dell’Iniziativa ha preso le distanze dall’appello, mentre altri si sono aggiunti in appoggio. Le dimensioni assunte dall’avvenimento hanno dimostrato l’inutilità del tentativo del vescovo di Graz, Egon Kapellari, di ridurre l’appello a un’iniziativa di otto persone. In base a un sondaggio attendibile il 75% degli austriaci appoggia l’appello. Schüller, il noto portavoce degli otto parroci, gode di alti consensi; quelli del suo avversario, il card. Christoph Schönborn, sono ai minimi storici.

Austria: Le vicende di una Chiesa

D. Sala
Cinque milioni e mezzo di cattolici, 3.000 parrocchie, poco meno di 4.000 preti tra diocesani e religiosi, 9 diocesi, 16 vescovi: sono i numeri di una Chiesa nazionale piccola in cifre assolute, ma storicamente e geograficamente importante, in cui i cattolici erano la quasi totalità della popolazione fino agli anni Ottanta. Oggi sono circa il 67%, con un’impennata delle uscite dall’imposta ecclesiastica (che registra ufficialmente gli appartenenti alla Chiesa) da ricondurre principalmente allo scandalo delle violenze sessuali commesse da preti o religiosi su minori (cf. Regno-att. 18,2010,606).

Austria - giovani teologi: Santità ed eroismo

M. Neri
Dal 14 al al 17 luglio si è svolto a Tanzenberg (Klagenfurt, Austria) il primo Forum Junge Theologie sul tema «Eroi e santi. Approcci attuali a due temi centrali della tradizione cristiana », a cui hanno partecipato una ventina di giovani ricercatori e ricercatrici, provenienti da Austria, Croazia, Italia e Francia, che lavorano in ambiti accademici inerenti alla religione. L’idea principale degli organizzatori, il prof. F. Vidovic e la prof.ssa T. Heimerl, è quella di offrire un luogo di confronto annuale su tematiche che toccano questioni attuali e di rilievo pubblico della religione, che rimangono però generalmente poco trattate all’interno del canone classico delle facoltà universitarie europee.

Germania - Chiesa cattolica: potenza di Dio è la pazienza. Appunti in occasione del viaggio del papa

M. Neri
Dal 22 al 25 settembre Benedetto XVI compie un viaggio apostolico in Germania a seguito dell’invito rivoltogli dal presidente federale Christian Wulff – oltre che a Berlino, il papa si reca a Erfurt, presso la piccola chiesa mariana di Etzelsbach e infine a Freiburg. Al di là del profilo politico ufficiale, il viaggio è caratterizzato anche da incontri di carattere interreligioso (con rappresentanti della Comunità ebraica in una sala del Bundestag e con quelli islamici presso la Nunziatura a Berlino) ed ecumenico (con il Consiglio della Chiesa evangelica tedesca a Erfurt e con i rappresentanti della Chiesa ortodossa nel seminario di Freiburg).

Germania - Chiesa cattolica: Le cifre e i fatti

D. Sala
Il contesto ecclesiale della terza visita di Benedetto XVI nella sua patria è agitato e in movimento, come dimostrano sia le cifre (secondo i dati aggiornati pubblicati dalla Conferenza episcopale tedesca alla fine di agosto, cf. Zahlen und Fakten 2010/2011. Arbeitshilfe 249, in www.dbk.de), sia le cronache degli ultimi mesi.

Benedetto XVI - Madrid-GMG: quando il papa va in Spagna. La GMG e il modello spagnolo

A.M. Valli
Il viaggio di un papa in Spagna non sembra una gran notizia. In fondo, data la tradizione cattolica del paese e la forza della Chiesa spagnola, è un po’ come se andasse nella sua seconda casa. I numeri sono lì a confermarlo. Se Giovanni Paolo II, il papa giramondo, visitò la Spagna ben cinque volte, il più tranquillo Benedetto XVI ha fatto anche meglio: in sei anni di pontificato, già tre visite. Peccato che questa interpretazione sia sbagliata. Perché la Spagna è cambiata, e molto. E quando un papa va da quelle parti non ha propriamente la sensazione di tornare a casa.

Italia - Teologi: un ruolo critico e profetico. ATI: proseguire uno stile di amicizia e di libertà

P. Coda
Insieme a qualche nota circa la vita e le attività dell’Associazione teologica italiana (ATI)1 nell’ultimo quadriennio (2007-2011), vorrei tracciare alcune linee per un inizio di discernimento circa la situazione e il compito della teologia – e della stessa ATI – in rapporto al contesto che viviamo come Chiesa e come società; evidenziando, alla fine, le prospettive che il cammino percorso in questi anni come teologi italiani lascia intravvedere per il futuro. Si tratta di considerazioni inevitabilmente segnate dalla personale esperienza e sensibilità e per questo da accogliere quale semplice e provvisorio contributo a un confronto necessariamente più ampio.

L'ombra delle realtà future. Lo sguardo di arte, teologia e filosofia verso l'inconoscibile

F. Rella
Platone parla di «un antico dissidio tra filosofia e poesia». Di fatto la contesa non era allora antica, in quanto era stata aperta dallo stesso Platone con la sua condanna dell’arte nei libri III, V e X de La Repubblica. Platone aveva alle spalle templi e statue e dipinti e Omero, e davanti a sé il grande pensiero tragico che aveva dominato il V secolo ed è contro questo che egli muove in primo luogo le sue accuse, poi anche contro le arti figurative, «imitazioni di secondo grado». La condanna investe il linguaggio e le forme con cui si parla del theos, del divino. Si attribuiscono infatti agli dèi sentimenti e comportamenti propri dell’umano consegnando ai fanciulli e poi ai cittadini un’immagine menzognera di ciò che è divino.

Libri del mese - Schede - Settembre 2011

a cura di M.E. Gandolfi
I «Libri del mese» si possono ordinare indicando il numero ISBN a 13 cifre: - per telefono, chiamando lo 049.8805313; - per fax, scrivendo allo 049.686168; - per e-mail, all'indirizzo vendite.dirette@dehoniane.it - per posta, scrivendo a Centro Editoriale Dehoniano, via Nosadella 6, 40123 Bologna.

A.M. Valli, Storia di un uomo

F. De Bortoli

P. Stefani, Alla ricerca di luoghi trovati

P. Cattani

Irlanda - Santa Sede - Violenze sui minori: preferire la verità. Rapporto Cloyne

M.E. Gandolfi
Solo pochi mesi fa qui nella pro-cattedrale di Dublino celebravamo una liturgia del lamento penitenziale (cf. Regno-att. 6,2011,159; Regno-doc. 7,2011,224), ripensando alle sconvolgenti violenze d’ogni genere compiute su minori da sacerdoti e religiosi in questa diocesi (...). Per me è stato un momento di speranza. La liturgia era stata preparata da sopravvissuti alle violenze e alcuni di essi sono stati parte attiva nella sua conduzione. Coraggiosamente, uomini e donne che avevano subìto violenze hanno espresso il proprio dolore e le proprie speranze. Ritengo sia stato un momento che ha contribuito alla guarigione di molti e ha dato loro una rinnovata fiducia di sé e un sentimento di rinnovata speranza nella Chiesa che non aveva creduto loro o, addirittura, che li aveva traditi. A quella liturgia ho visto molti volti noti in lacrime; ne ho notati altri, il cui nome non saprò mai, seduti da soli, in silenzio, tristi.

Francia - Giovani: Un anno per Dio

M. Bernardoni
Si moltiplicano in Francia le iniziative che offrono ai giovani, tra i 18 e i 30 anni, l’opportunità di prendersi un tempo di discernimento, scandito dalla preghiera, in un luogo ritirato, allo scopo di maturare una scelta di vita (La Croix 3-4.9.2011). Una sorta di anno sabbatico (nove mesi, per l’esattezza, da settembre a giugno) che un giovane può concedersi per accrescere la conoscenza di sé, approfondire o riscoprire la propria fede, fare esperienza di vita comune, di servizio e di testimonianza. Tali «scuole di vita», o «scuole della fede», sono organizzate da associazioni legate alle diocesi, come il Centre missionnaire de la vie (CMV; diocesi di Parigi), o l’Ecole de la foi di Coutances (una collaborazione di 12 diocesi dell’Ovest); da ordini religiosi, come i gesuiti; o da alcune tra le nuove comunità: Verbe divin, Chemin neuf, Béatitudes, Saint Jean, Emmanuel.

Francia - Presidenziali: Analisi del voto cattolico

M. Bernardoni
Il voto dei cattolici non è così diverso da quello dei francesi». Con questo titolo, lo scorso 13 settembre, il quotidiano cattolico francese La Croix presentava i risultati di un sondaggio – commissionato insieme all’Association pour la fondation de service politique (AFSP) – sulle attese dell’elettorato cattolico in vista delle presidenziali 2012. Le risposte hanno mostrato una significativa convergenza tra il campione dei cosiddetti «cattolici praticanti» e quello rappresentativo dell’insieme della popolazione francese. Le prime cinque priorità sono esattamente le stesse, con piccoli scarti percentuali: «occupazione», «sicurezza», «potere d’acquisto», «politica sociale» e «riduzione del debito pubblico». Le preoccupazioni dei cattolici, secondo i dati raccolti, sarebbero dunque in linea con le attese generali del paese. Cosa rende ancora riconoscibile il «voto cattolico»?

Polonia - Radio Maryja: Appello a Roma

D. Sala
Radio Maryja, da molti anni una presenza significativa nel cattolicesimo polacco e un punto di discussione e contrapposizione (cf. Regno-att. 2,1998,16; 18,2002,629; 18,2005,598; 10,2006,306; 16,2007,530), torna a fare discutere. Dopo che nel 2007 la conduzione del redentorista Tadeusz Rydzyk aveva diviso i vescovi, una parte dei quali riteneva si dovesse impedire alla radio di fomentare con le sue idee antieuropeiste e antisemite l’aggressività politica e l’idea che la Chiesa nazionale s’identificasse con il partito conservatore, ora il problema è arrivato a Roma.

Malta - Chiesa e società: Si divorzia

D. Sala
Con il voto del 25 luglio anche l’ultimo stato dell’Unione Europea che ancora non lo prevedeva ha approvato la legge sul divorzio, con un’ampia maggioranza di 52 voti a favore, 11 contro, tra i quali il primo ministro Lawrence Gonzi, e 5 astenuti.

Europa - Chiese: Restituzioni

D. Sala
Durante l’estate si è rimesso in moto in diversi paesi dell’ex blocco comunista il processo di restituzione alle Chiese delle proprietà nazionalizzate durante il comunismo o la fondazione dello stato nazionale, per effetto anche della pressione esercitata dall’Unione Europea sui paesi interessati all’adesione.

Giappone - Vescovi: Uscire dal nucleare

M. Bernardoni
A sei mesi dal terremoto che ha provocato il grave incidente alla centrale nucleare giapponese di Fukushima Daiichi, i problemi restano quasi tutti irrisolti (cf. sull’argomento, Regno-att. 10,2011,293). Il governo ha annunciato che ci vorrà molto più tempo del previsto per gestire l’emergenza. Gran parte degli 80.000 evacuati – dimenticati dai media – vivono in condizioni ancora precarie e senza prospettive di ritorno alle loro case. Il materiale radioattivo disperso determina tassi di inquinamento tuttora molto superiori alle soglie di sicurezza, sia nell’aria sia nell’acqua, per cui è possibile un ulteriore ampliamento della zona di evacuazione forzata.

Salvador - Chiesa: fedele alle radici. Intervista a mons. G. Rosa Chavez

a cura di M. Castagnaro
Figlio spirituale» di mons. Oscar Romero, arcivescovo ucciso dall’oligarchia nel 1980, mons. Gregorio Rosa Chávez, ausiliare di San Salvador, è uno degli esponenti di spicco della Chiesa salvadoregna. Rosa Chávez presiede le Commissioni episcopali per l’ecumenismo e la pastorale biblica, e fa parte della Commissione di notabili incaricata di studiare come prevenire la violenza e la criminalità giovanile, della Commissione nazionale sull’educazione, la scienza e lo sviluppo e ora, su nomina del presidente della Repubblica Mauricio Funes, della Commissione nazionale per la ricerca dei bambini e delle bambine scomparsi durante la guerra civile (1980-1992). È inoltre responsabile della sezione di «comunicazione sociale» del Dipartimento di comunicazione e stampa del Consiglio episcopale latinoamericano (CELAM), organismo per il quale aveva già lavorato 12 anni, mentre per otto è stato presidente della Caritas latinoamericana.

Cechia – Giubileo di Hus (2015)

D. Sala

Alleanza battista mondiale

D. Sala

Londra – Cristiani della Terra santa

D. Sala

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2012

D. Sala

Fede e costituzione

D. Sala

Attentati in Norvegia

D. Sala

SAE - Sessione estiva

D. Sala

India – Sciopero della fame

D. Sala

Durban – Conferenza metodista mondiale

D. Sala

Pew Forum – Restrizioni della libertà religiosa

D. Sala

Nepal – Appello delle minoranze religiose

D. Sala

Torre Pellice – Sinodo valdo-metodista

D. Sala

Muore Giorgio Girardet

D. Sala

Gran Bretagna – Riflessioni sui tumulti di Tottenham

D. Sala

Venezia – Mostra del cinema

D. Sala

Bilancio

L. Accattoli

Azerbaigian e islam

L. Accattoli

Nicora e Calcagno

L. Accattoli

Ratzinger a Castel Gandolfo

L. Accattoli

Auguri al Sud Sudan

L. Accattoli

Cina

L. Accattoli

Irlanda pedofilia

L. Accattoli

Malaysia

L. Accattoli

Croazia e Praglia

L. Accattoli

San Raffaele di Milano

L. Accattoli

Benedetto nella Marsica

L. Accattoli

Madrid - GMG

L. Accattoli

Benedetto: giovani e futuro

L. Accattoli

Benedetto: Europa e crisi economica

L. Accattoli

Benedetto: disprezzo e attrazione

L. Accattoli

Giovanni d’Avila dottore

L. Accattoli

Ratzinger Schülerkreis su nuova evangelizzazione

L. Accattoli

Il Ruolo della stampa cattolica nella storia d'Italia. Diritti e doveri dell'informazione globale

G. Zizola
Quale influsso hanno avuto i media cattolici nell’ultimo periodo? Hanno marciato a fondo per sopire la coscienza delle trasformazioni culturali nel cattolicesimo italiano postconciliare o per svilupparle con l’audacia necessaria? Hanno dato prova di coraggio critico e di indipendenza spirituale nel denunciare quello che si doveva denunciare quando i diritti della persona umana sembravano non sufficientemente rispettati? Ci sono dei buoni lasciti che ci vengono dal passato, anche se il presente non sempre si è mostrato all’altezza delle responsabilità necessarie. La storia del giornalismo cattolico in Italia è parte integrante della storia della libertà della Chiesa e nella società, dei suoi avanzamenti, delle sue contraddizioni. A questi interrogativi cerca di dare risposta Giancarlo Zizola, in quello che è divenuto, per la sua morte improvvisa il 14 settembre scorso, il suo ultimo scritto. Lo aveva presentato a maggio al convegno dell’UCSI. Lo aveva mandato a noi per pubblicarlo su Il Regno.

Il grano e la zizzania. L'annuncio del Regno si intreccia con le parole del mondo

P. Stefani
Non son venuto qui a gettar zizzania». Un simile detto proverbiale è ancora comprensibile quasi a tutti e lo è a motivo di una, più o meno viva, reminiscenza evangelica. Se Matteo non avesse scritto quella parabola e la liturgia non l’avesse riproposta nel corso dei secoli, solo agricoltori e agronomi conoscerebbero il lolium termulentum («loglio ubriacante»), così denominato per gli effetti che può provocare (emicranie, vertigini, vomito, oscuramento della vista). Inoltre soltanto i contadini saprebbero che, a causa della somiglianza delle rispettive cariossidi, è difficoltoso eliminare la zizzania dai campi di frumento. Appellarsi a questo residuo per dire la costante forza del Vangelo sarebbe senza dubbio improprio; tuttavia può essere anche vero che questa sopravvivenza linguistica indichi qualcosa di meno estraneo al senso della parabola di quanto, sulle prime, non si creda. La parabola infatti ha a che fare proprio con il linguaggio; è ben vero però che si tratta della parola del Regno e non di una qualsiasi.

In ricordo di p. Marcello Palentini

L. Palentini; A. Palentini

«Bailar dopo l'adorazione». Che cosa ci insegnano i 2 milioni di Madrid

L. Accattoli
Per la prima volta non sono stato alla Giornata mondiale della gioventù (Madrid, 16-21.8.2011; cf. in questo numero alle pp. 528s e 561; Regno-doc. 15,2011, 449ss) e proprio per questo ne voglio scrivere: per indagare su come la puoi vedere da lontano. Il giornalismo infatti è narrazione di cose viste o ascoltate, distinguendo le une dalle altre. Ho riletto le cronache cercando le battute dei partecipanti, ho mandato e-mail, ho invitato i visitatori del mio blog a un passa parola che funziona sempre. Ma l’inchiesta ha avuto un avvio aureo: domenica 28 agosto ero a una «settimana delle famiglie» a Colle Val d’Elsa e ho potuto parlare con quattro ragazzi di Siena appena tornati e pieni di racconti: Gabriele 16 anni, Anna 17, Costanza e Andrea 18.

Regno Attualità 16 2011. La rivista completa - Il Regno d'estate

Redazione
Nei mesi di luglio, agosto e settembre a disposizione di tutti i lettori la possibilità di scaricare il numero completo in un unico file pdf. Buona estate!