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Attualità
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Attualità, 22/2010

Chiesa - Verbum Domini: la centralità del Verbo. Teologia biblica e rapporto con Israele

P. Stefani
L'esortazione apostolica postsinodale Verbum Domini (Regno-doc. 21, 2010,649ss) inserisce il discorso riservato all’ermeneutica biblica in un contesto molto ampio (cf. Regno-att. 20,2010,675). La cifra principale con cui il documento considera la parola di Dio è, infatti, il suo radicamento in tutte le fondamentali manifestazioni del Verbo: creazione, storia della salvezza, incarnazione, annuncio evangelico, Tradizione e sacra Scrittura (cf. n. 7). Si comprende, quindi, perché la «tonalità di impianto» dell’intero documento sia rinvenuta nel Prologo del Vangelo di Giovanni. Si tratta, infatti, di versetti che, prima di svelare l’incarnazione, celebrano il Logos nella sua duplice azione di creatore e rivelatore. Il cristianesimo dunque «è la “religione della parola di Dio”, non di “una parola scritta e muta, ma del Verbo incarnato e vivente”1» (Regno-doc. 21,2010,653).

Profili - Adriana Zarri: Due bocche di papaveri

L. Prezzi
In mano ho foglie verdi \ e sulla croce \ la tua risurrezione. \ E, sulla tomba, \ non mi mettete marmo freddo \ con sopra le solite bugie \ che consolano i vivi. Lasciate solo la terra \ che scriva, a primavera, \ un’epigrafe d’erba. \ E dirà \ che ho vissuto, \ che attendo. \ E scriverà il mio nome e il tuo, \ uniti come due bocche di papaveri». È la poesia lasciata in morte da Adriana Zarri (26.4.1919 –18.11.2010), figura nota e controversa di credente, teologa, saggista e poetessa. Di difficile collocazione (progressista, polemista, dissenziente), instancabile animatrice di reti amicali, rimane un riferimento non ignorabile nel postconcilio italiano.

Santa Sede - Cina: si torna indietro. L'intransigenza vince sulla mediazione

L. Prezzi
Cina e Santa Sede vanno verso la rottura del dialogo? Il precario, ma funzionante equilibrio che ha retto negli ultimi anni potrebbe infrangersi per un lungo periodo in seguito alla celebrazione dell’Assemblea dei cattolici cinesi effettuata dal 7 al 9 dicembre e dopo l’ordinazione non concordata con Roma (cf. qui a p. 739) del vescovo Giuseppe Guo Jincai per la diocesi di Chengde (20 novembre).

Cina: una voce da Pechino

F. Scisci
Prima dei commenti, i fatti. Giovedì sera, 9 dicembre, dopo mille ritardi e rinvii la controversa Associazione patriottica cattolica cinese ha eletto i propri vertici. Ha messo in pensione formalmente il suo antico padre-padrone Liu Bainian, dandogli la presidenza onoraria, e poi ha scelto altri due alti dirigenti per due ruoli chiave. Al posto più importante – la presidenza dell’Associazione – è andato Fang Xingyao, vescovo di Linyi nella provincia settentrionale dello Shandong; alla presidenza del Consiglio dei vescovi è andato Ma Yinglin. Il primo è un vescovo riconosciuto dalla Santa Sede, il secondo invece è un vescovo illegittimo, nominato dall’Associazione senza essere in comunione col papa.

Santa Sede - Cina: profondo rammarico

Sala stampa vaticana
Riportiamo il comunicato che la Sala stampa della Santa Sede ha reso noto il 24 novembre 2010 in merito all’ordinazione episcopale a Chengde (provincia di Hebei, Cina) di Giuseppe Guo Jincai.

Lettera dal Vietnam: congresso del popolo di Dio

P. Nguyen Son Thach
Dal 21 al 26 novembre si è svolto a Ho Chi Minh City il congresso del popolo di Dio in Vietnam, uno dei punti alti dell’anno giubilare per i 350 anni dalla fondazione dei due vicariati apostolici della regione (cf. Regno-att. 16,2010, 529). Abbiamo chiesto a un partecipante una testimonianza diretta dell’evento. La narrazione spirituale traduce una sensibilità cristiana che il contesto asiatico favorisce e affina.

Belgio - Mons. Luc van Looy: non ci divideremo. Intervista al vescovo di Gand

F. Strazzari
Mons. Luc van Looy, salesiano, è dal 2003 vescovo di Gand, nel cuore delle Fiandre. Gli abbiamo chiesto di aggiornarci sull’evoluzione delle vicende che hanno interessato la Chiesa cattolica belga in tema di pedofilia e di rapporti con il sistema giudiziario. – Dopo la censurabile irruzione della polizia nella sede della Conferenza episcopale (24.6.2010; cf. Regno-att. 10,2010,437) e lo scioglimento della Commissione Adriaenssens (cf. Regno-doc. 17,2010,571), voi vescovi avete fatto partire il 13 settembre un Centro per le vittime del clero (Regno-att. 16,2010,516)…

Spiritualità - Chiesa in Italia: libertà inquieta. Interpretare oggi i segni dello spirito

B. Secondin
Una decina di professori di spiritualità operanti in facoltà, seminari e istituti di scienze religiose italiani si sono trovati a Bologna il 29 ottobre scorso per salutare il compimento dell’insegnamento di p. Bruno Secondin, ormai emerito dell’Università pontificia gregoriana, e riflettere sul «bisogno inquieto di spiritualità» diffuso nella Chiesa e nella società italiana. In quell’occasione p. Bruno ha detto di sé: «Mi caratterizza questo stare sulla soglia, esplorare gli orizzonti, non per proporre uscite di sicurezza, ma per individuare brecce sorprendenti, per intercettare utopie e malesseri, ri-conoscere nuovi percorsi mistici, come anche nuove forme di testimonianza solidale. Mi ritrovo bene nell’espressione di Giovanni Paolo II: “Si deve respingere la tentazione di una spiritualità intimistica e individualistica, che mal si comporrebbe con le esigenze della carità, oltre che con la logica dell’incarnazione e, in definitiva, con la stessa tensione escatologica del cristianesimo” » (lett. apost. Novo millennio ineunte, 6.1.2001, n. 52; EV 20/109). Riprendiamo qui una parte del suo intervento.

Teologia - Magistero: profezia e parresia. Autorità e libertà nel lavoro teologico

A.Grillo
Se noi risolviamo i problemi della fede col metodo della sola autorità, possediamo certamente la verità, ma in una testa vuota». (Tommaso d’Aquino) «La scienza è un tipico eccesso umano, proprio come la lussuria... la sapienza è il dono della distinzione, della discretio, nella quale vi è un momento intellettuale costituito da tatto e pudore». (Erik Peterson)

Dibattito - "Chiesa che fare?": umile non debole. Il Vangelo in Occidente

R.Repole
Non si può non apprezzare l’anelito di speranza che traspare dalle pagine con cui Severino Dianich legge la situazione della Chiesa nei paesi di antica tradizione cristiana, specie in Italia (cf. «Il Vangelo nella società occidentale scristianizzata: Chiesa che fare? », in Regno-att. 20,2010,714ss).

Italia - Fondazioni di origine bancaria: missione: utilità sociale. Il nodo della legittimazione

M. Cammelli
La messa a fuoco del ruolo e della legittimazione delle fondazioni, che costituiscono l’oggetto dell’intervento, può contare su una solida base di partenza costituita da tre elementi: la storia e le radici delle fondazioni nella società locale del basso Medioevo e postunitaria; le leggi degli anni Novanta, in particolare il passaggio dalla cosiddetta «legge Amato» alle disposizioni del decreto legislativo 153/1999 (la «legge Ciampi») e successive modificazioni, che proprio tale natura riconoscono, restituendo ai sistemi locali ciò che per molti aspetti loro apparteneva; 2 il dispositivo, e soprattutto le motivazioni, delle sentenze 300 e 301/2003 della Corte costituzionale.

ACRI: le fondazioni in Italia

Redazione
Al 31 dicembre 2009 il patrimonio contabile complessivo delle fondazioni di origine bancaria ammonta a 49,5 miliardi di euro (+1,3% sul 2008) ed è pari all’84,4% del totale di bilancio, che assomma a 58,7 miliardi di euro (+0,3% rispetto ai 58,5 miliardi del 2008). Esso è suddiviso fra 88 realtà molto diverse per dimensioni, oltre che per operatività territoriale.

Il gesù degli apocrifi. Una fantasiosa creatività tra popolo ed élite

G. Ravasi
Sotto il termine di «apocrifi » (letteralmente, dal greco, i libri «nascosti») si stende un’immensa letteratura: essa corre parallela ma autonoma rispetto all’Antico e al Nuovo Testamento che contengono invece i libri «canonici», ossia quelli riconosciuti dall’ebraismo e dal cristianesimo come testi sacri, ispirati da Dio. Questi documenti – esclusi dalla Bibbia ma non di rado molto amati e spesso adottati come base per l’iconografia, l’arte, le tradizioni, la letteratura sia nobile sia di bassa qualità (il Codice da Vinci di Dan Brown insegna…) – si distribuiscono anche nell’ultima fase dell’ebraismo anticotestamentario e fanno parte della letteratura religiosa giudaica.

Libri del mese Novembre 2010 - Schede

M.E. Gandolfi
I «Libri del mese» si possono ordinare indicando il numero ISBN a 12 cifre: - per telefono, chiamando lo 049.8805313; - per fax, scrivendo allo 049.686168; - per e-mail, all'indirizzo vendite.dirette@dehoniane.it - per posta, scrivendo a Centro Editoriale Dehoniano, via Nosadella 6, 40123 Bologna.

R. Zas Friz De Col, Il presbitero religioso nella Chiesa

L. Prezzi

Editoria religiosa - Firmato: il papa

M.E. Gandolfi

CEC - Consultazione cristiano-islamica

D. Sala

Patriarcato Ecumenico - Sentenza storica

D. Sala

Regno Unito - Ordinariato anglicano

D. Sala

Chiesa evangelica tedasca

D. Sala

KEK-CEC: lotta alla povertà in Europa

D. Sala

TOB - Nuova edizione

D. Sala

USA - Accordo sul battesimo

D. Sala

Lefebvriani - Espulsione del vescovo negazionista?

D. Sala

Iraq

L. Accattoli

Spagna

L. Accattoli

Iran

L. Accattoli

Verbum Domini

L. Accattoli

Concistoro straordinario

L. Accattoli

Luce del mondo. Il papa, la Chiesa e i segni dei tempi

L. Accattoli

Profilattico anti-AIDS

L. Accattoli

«Coraggio comunicativo»

L. Accattoli

Cina

L. Accattoli

Studio del mese - Minoranze rom e sinti in Italia. Politica e politiche fanno la differenza

T. Vitale
Spesso vengono chiamati «zingari», con un eteronimo forse probabilmente dal nome dell’antica setta eretica degli athìnganoi («intoccabili»), originario del 500 d.C. e con cui, nel XII secolo, vennero chiamate le popolazioni provenienti dall’Asia minore giunte nell’Impero bizantino. Ma non vi è una vera certezza: per altri il termine deriva da «egiziani », con le relative trasformazioni egypsy - gitani - zigani - zingari. Ciò che è importante è che questo eteronimo ha una struttura concettuale a tal punto flessibile da aver permesso, nel corso dei secoli, di includere in una stessa categoria «una varietà abbastanza composita di persone, con diversità culturali anche notevoli, il cui unico tratto comune è consistito, forse, in una stigmatizzazione negativa da parte di chi non si considerava zingaro». Eteronimo, dunque, frutto di un etichettamento, e molto differente dagli autonimi: roma (plurale di rom), manuš, sinti, kale, romanichals con i loro relativi sottogruppi.

Italia - Rom: Gli zingari: chi sono, e quanti?

T. Vitale
Una stima numerica degli appartenenti alla minoranza rom è difficile. Molti documenti, anche recentissimi, della Commissione europea e del Consiglio d’Europa riferiscono sempre di circa 15 milioni di persone in tutto il mondo, di cui fra i 10 e i 12 milioni in Europa: il 60-70% nei paesi dell’Est e il 15-20% in Spagna e Francia. I dati comunque sono assai aleatori, non essendo possibile sapere esattamente chi appartiene a questi gruppi.

Unione Europea - Minoranze zigane. L'uguaglianza dei cittadini

D. Sala
Le espulsioni in massa (tecnicamente «rimpatri umanitari ») di rom, che quest’estate hanno portato la Francia in rotta di collisione con l’Unione Europea, sono solo uno dei casi – il più mediatizzato – in cui si coglie come i singoli paesi membro facciano ancora resistenza a recepire nella legislazione nazionale e soprattutto nella pratica il diritto comunitario, soprattutto su questo punto, particolarmente adatto a essere strumentalizzato politicamente a livello nazionale. Pure a prescindere dalla considerazione che in ciascun paese sono tuttora discriminati anche i rom che godono già dei diritti di cittadinanza, il conflitto nasce per il fatto che dal 2007 anche i rom provenienti dalla Romania e dalla Bulgaria sono cittadini europei. E a oggi l’UE nelle sue diverse istituzioni è il soggetto che con maggiore determinazione ha intrapreso un progetto articolato e con una chiara scansione temporale per l’inclusione delle minoranze europee, tra cui soprattutto i rom. L’inclusione delle variegate minoranze zigane si presenta come un processo complesso e ramificato, che richiede interventi diversificati sui tre livelli regionale (Europa), nazionale e locale. Tra essi, quello nazionale appare oggi in molti stati membri il più carente. I paesi più all’avanguardia in termini di buone pratiche, sono la Svezia, la Spagna e la Gran Bretagna.

Scuola ed educazione - Una bibliografia

Redazione

Nell'antica Baghdad. Fede e appartenenze

P. Stefani
Vi è un modo rassegnato di vivere la propria appartenenza. Ciò avviene quando si è in una situazione e ci si resta, senza entusiasmo, per il solo fatto di non riuscire, per mancanza di coraggio, di risorse o per motivi più oggettivi, a trovare una collocazione migliore. La rassegnazione ha luogo quando sono i fatti e gli avvenimenti (grandi o piccoli che siano) a guidarci. Allora si abdica alla facoltà di scegliere. Affermare il ruolo insostituibile della decisione non equivale a proclamare il primato del cambiamento. Si possono ripetere ogni giorno le stesse azioni senza che vi sia il benché minimo barlume di rassegnazione: è così quando, giorno dopo giorno, si pronuncia il proprio sì a quanto si sta facendo, vale a dire quando non si agisce in una determinata maniera per la sola ragione di averlo già fatto.

Gaudì: da chiesa a mercato

B. van Zelm

Dio non è un principio mondano

A. Marchesi

Il papa opinionista e il suo laboratorio. Novità del libro-intervista di Benedetto XVI

L. Accattoli
Sono stato chiamato a presentare il 23 novembre in Sala stampa vaticana – insieme all’arcivescovo Fisichella – il libro-intervista del papa Luce del mondo (Libreria editrice vaticana, 2010, pp. 283, € 19,50; cf. in questo numero a p. 771). Immagino che la proposta di coinvolgere un giornalista sia stata del padre Lombardi. Alla presentazione – seduto in prima fila – c’era don Georg, che alle 12.00 ci ha portati tutti nella Biblioteca privata del papa: i cinque del tavolo della presentazione (da sinistra per chi guardava: Seewald, io, Fisichella, Lombardi, Costa) e 17 editori del libro nelle varie lingue.

Regno Attualità - Indici 2010

Redazione

Regno Attualità 22 2010. La rivista completa

Redazione
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