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Attualità
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Attualità, 6/2009

Benedetto XVI e le polemiche sui lefebvriani. Il Concilio, l'unità, la difesa della fede

Redazione
La lettera di Benedetto XVI «ai vescovi della Chiesa cattolica riguardo alla remissione della scomunica dei quattro vescovi consacrati dall’arcivescovo Lefebvre», resa pubblica dalla Sala stampa vaticana il 12 marzo, ma anticipata in Germania dalla FAZ e in Italia dal Foglio l’11, si presenta per molti aspetti come inabituale. È una lettera di spiegazioni; di fatto determinata dalla violenza della discussione interna alla Chiesa (così è stata percepita dal papa) e dal ruolo rivestito dai media: «un grande chiasso», come lo definisce il papa.

Dibattito - Ermeneutica: Fragile e inclusivo.La revoca della scomunica nello spirito del Vaticano II

M. Neri
La concitazione che ha scosso il corpo della Chiesa cattolica negli ultimi tempi, e la coesistenza della predicazione degli opposti per riferimento al concilio Vaticano II (dall’irrilevanza all’insuperabilità), rischia di creare una distorsione ottica, la quale maschera un paradosso che, a mio avviso, è l’elemento più importante di tutta la questione. Esso potrebbe essere più o meno descritto nei seguenti termini (assumendo un vocabolario improprio ma comune): rispetto all’annosa questione del conflitto delle interpretazioni del Vaticano II, si attesta ora una condizione della Chiesa in cui i sostenitori dello «spirito» del Concilio devono necessariamente richiamarsi alla «lettera», e i rappresentanti della «lettera» non possono agire che nello spazio dello «spirito» che ha innervato il Vaticano II. Il paradosso non dovrebbe sorprendere più di tanto, e dovrebbe essere immediatamente colto come un passo verso il giusto posizionamento della Chiesa rispetto alle auctoritates che ne guidano l’attuazione.

Milano - Facoltà teologica: il corpo del Logos. Pensiero estetico e teologia cristiana

I. Guanzini
Enormi anfore in ceramica dell’artista Tarshito, interamente decorate di tessere a tema, in un’evocativa geografia cosmica di pesci, di mani, di forme colorate e viventi, hanno accolto, e messo in sintonia con l’evento, i partecipanti al convegno «Il corpo del Logos. Pensiero estetico e teologia cristiana», che si è tenuto il 17 e 18 febbraio presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano. L’anfora, ha spiegato l’artista, cavo-grembo aperto verso l’alto, è archetipo del viventeospitale, capace di ricevere la forza necessaria affinché la parola diventi vita, il Logos diventi carne.

Milano - Facoltà teologica: il Logos «abita corporalmente» (Col 2,9)

P. Sequeri
Il mio assunto è che l’estetica teologica che ci manca è prima di tutto quella che ci serve per pensare il dogma, non semplicemente quella che ci istruisce ad arredarlo artisticamente. Per arrivare fino a questa profondità è forse necessario arretrare un po’, almeno inizialmente, rispetto alle precipitose dispute sull’arte sacra e alle devote retoriche sulla bellezza di Dio.

Italia - Chiese: gli stati generali del Sud. Racconto e domande a vent'anni dal documento CEI

D. Pizzuti
Come contributo all’aggiornamento del documento Sviluppo nella solidarietà. Chiesa italiana e Mezzogiorno da parte della Conferenza episcopale italiana (CEI) a vent’anni dalla sua emanazione (1989; ECEI 4/1919ss) sono stati convocati a Napoli il 12 e 13 febbraio gli stati generali delle Chiese delle cinque regioni meridionali (Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia) sul tema «Chiesa nel Sud, Chiese del Sud. Nel futuro da credenti responsabili » (Regno-doc. 5,2009,146ss). Il convegno, promosso dall’arcivescovo di Napoli, card. Crescenzio Sepe, ha raccolto 80 vescovi e 300 delegati delle diverse Chiese locali del Mezzogiorno e non ha mancato d’interessare la stampa cattolica e quella locale.

Europa - Economia e solidarietà: crisi, banche e imprenditori

E. Coppola
La persona come origine e fine di tutti gli sforzi umani e l’impegno alla formazione dei giovani secondo questi valori; l’economia reale invece della paper economy e le imprese come comunità di persone e luoghi attraverso cui promuovere l’innovazione oltre l’illusione dei cosiddetti «affari-creativi»; la promozione e la mobilità sociale al posto delle paure collettive per affrontare la crisi corrente, una società aperta e un mercato responsabile invece della tentazione di ritornare al protezionismo; la speranza a fronte dell’accettazione cinica degli eventi e la solidarietà combinata con la sussidiarietà più del solo welfare pubblico e del localismo.

Europa - COMECE e bioetica: ai confini della ricerca. Politica e diritto nella visione dei vescovi

M. Matté
Il dibattito di attualità ha portato all’attenzione un testo diffuso lo scorso anno dal Gruppo di riflessione bioetica del Segretariato della Commissione degli episcopati della Comunità Europea (COMECE). È una raccolta di Pareri – pubblicata sotto questo titolo – maturati dal Gruppo nel decennio 1997-2007 su sedici temi a cavallo fra scienza ed etica, sollevati dal progresso tecnico e scientifico, intrinsecamente dialettici. «I membri del Gruppo, provenienti dai diversi stati dell’Unione, sono stati scelti con l’obiettivo di favorire un confronto multi e interdisciplinare, a partire da approcci diversi: teologico, filosofico, etico, giuridico, scientifico e medico».

Testamento biologico - Condizioni e strumenti. Vita: non a tutti i costi

M. Matté
Nel 2005 il Gruppo di riflessione bioetica del Segretariato della COMECE (cf. qui a p. 161 e Regno-doc. 5,2009,169ss) ha affrontato il tema delle «disposizioni di fine vita», o disposizioni anticipate di trattamento (testamento biologico). Si prende atto che in sempre più numerosi stati si tiene conto della volontà delle persone per quanto riguarda i trattamenti medici in casi di malattie mortali o in contesti dove l’interessato perde la possibilità di libere scelte. A tali volontà si riconosce un valore, più o meno costringente.

Europa - Intolleranza: contro i cristiani

L. Prezzi
Per la prima volta nella sua storia l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), attiva dal 1975, ha patrocinato un seminario su «Intolleranza e discriminazione contro i cristiani». L’iniziativa si è svolta a Vienna (4-5 marzo) grazie all’ufficio dell’organismo dedicato ai diritti umani (Office for democratic institutions and human rights, in sigla ODIHR). 60 i rappresentanti degli stati (partecipano all’OSCE 56 nazioni), alle organizzazioni non governative, alle università ed esperti invitati.

Francia - Immobili del culto: far vivere le chiese. I molti significati degli edifici sacri

L. Prezzi
Da qualche anno l’attenzione al patrimonio edilizio delle chiese emerge con regolarità sui media francesi (cf. Regno-att. 2,2006,16s; 22,2006,746). Fino all’allarme: sarebbero 2.800 le chiese che minacciano di crollare per incuria. La realtà è assai meno drammatica. In un secolo le chiese dimesse non sono più di 150. Dal novembre del 2007 è in attività un gruppo di lavoro della Conferenza dei vescovi francesi con il titolo e il compito di «Far vivere le nostre chiese». A febbraio è uscito, a cura della Segreteria generale, un documento elaborato dal gruppo: Chiese di Francia (Documents Épiscopat [2009] 2).

Anglicani: comunione ed ecumenismo

R. Burigana
Dal 1° al 3 febbraio si è svolto ad Alessandria d’Egitto l’incontro dei primati e dei moderatori delle Chiese della Comunione anglicana. L’incontro, presieduto dall’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, si è aperto con la cerimonia della dedicazione della pro-cattedrale a san Marco.

Stati Uniti - Vita religiosa: visita apostolica

L. Prezzi
Il 30 gennaio è stata annunciata una visita apostolica alle religiose di vita attiva (non quindi alle claustrali) degli Stati Uniti. La decisione è della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, presieduta dal card. Franc Rodé, e la visitatrice è madre M. Clare Millea, della Congregazione delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù, una famiglia religiosa internazionale che ha un centinaio di religiose negli Stati Uniti. Il compito è quello di mettere in comune le ragioni della vitalità delle suore e delle loro comunità e di comprendere gli ostacoli e le sfide che limitano la loro crescita, offrendo a tutti di riorientare le proprie risorse e di rinnovare lo slancio della testimonianza.

Iran - A 30 anni dalla rivoluzione: i pugni di Teheran. La teocrazia e i suoi limiti

F. Strazzari
Un bilancio della rivoluzione khomeinista tra ideali e realtà sociali. In corsa per le elezioni alla presidenza del 12 giugno ci sono al momento due i personaggi di rilievo: Ahmadinejad e Khatami, che ebbe una vittoria schiacciante nel 1997. Khamenei, tempo fa, si è espresso a favore di Ahmadinejad, di cui ha lodato il gabinetto, augurando al presidente di lavorare ancora per gli anni a venire. L’esecutivo di Ahmadinejad è «attivo, diffonde la spinta rivoluzionaria dell’imam ed è vicino al popolo». Più esplicitamente: il presidente, secondo Ali Khamenei, è «rivoluzionario, impegnato, efficiente, attivo e coraggioso». Un altro elemento di stima: Ahmadinejad ha posto fine alla dannosa occidentalizzazione del paese e alla caduta dei valori tradizionali. Ma c’è chi dubita della legittimità degli elogi verso Ahmadinejad e pensa che invece Khatami, ponendo la sua candidatura, abbia fatto bene i suoi calcoli, certo di avere l’appoggio dei centri urbani, i quali raggruppano il 70% della popolazione, dove potrebbe avere il 50% dei voti.

Cambogia - Khmer rossi: davanti al tribunale

D. Sala
A trent’anni dopo la fine del regime dei khmer rossi nella «Kampuchea democratica » (1979) e più di 10 dopo la morte del dittatore Pol Pot (1998), si è aperto in Cambogia il processo che dovrà giudicare i crimini commessi dai khmer rossi dal 17 aprile 1975 al 7 gennaio 1979. In un fanatico tentativo di costituire una società contadina, essi trasformarono il loro paese in un enorme campo di lavoro, evacuando le città, bandendo religione e commercio e tentando di annientare tutta la classe colta. Almeno 1.700.000 persone, il 21% della popolazione, furono sterminate attraverso lavori forzati, tortura, fame, malattie e uccisioni di massa.

La politica messianica. Storia della Chiesa ortodossa russa

E. Morini
Non lasciano entrare forastiere alcuno nelle chiese loro, se non quelli che al modo loro si ribattezzano». Così scriveva nel 1565 Raffaello Barberini nella sua Relazione di Moscovia. Già al tempo di Ivan IV il Terribile la fede cristiana dei russi si presentava allo sguardo incuriosito del viaggiatore occidentale come una realtà impenetrabile: stringente è il contrasto con le relazioni degli altrettanto curiosi, e più fortunati, nostri connazionali ospiti del Gran Turco, che, circa in quegli stessi anni, potevano descrivere, con interesse e stupore, le celebrazioni liturgiche – per loro inconsuete – che il patriarca di Costantinopoli, primate dell’ortodossia, presiedeva nella propria cattedrale.

A. Melloni, G. Ruggeri (a cura di), Chi ha paura del Vaticano II?

A. Melloni, G. Ruggeri

Libri di donne: P. Lombardini, Figure femminili nella Bibbia

L. Pr.

Sudafrica - Elezioni di aprile: cercando un volto nuovo

M.C. Rioli
Dopo quindici anni di democrazia, stiamo ancora una volta per scegliere un nuovo governo. Dopo le elezioni “del miracolo” nel 1994, quando Dio rispose alle nostre preghiere per la pace, l’entusiasmo per la fine dell’apartheid e la nuova esperienza del voto sono terminati. Il Sudafrica è una democrazia emergente, con tutti i suoi accesi dibattiti, interessi conflittuali e problemi di potere correlati». È una lettera che invita a scuotere le coscienze del paese, quella inviata dalla Conferenza dei vescovi cattolici sudafricani (SACBC) lo scorso 17 febbraio:1 un monito a «restare vigili» e «proteggere la nostra democrazia» in vista delle prossime elezioni presidenziali che si svolgeranno il 22 aprile.

Africa - Caritas internazionalis: la crisi letta da Sud

M.C. Rioli
Guardare l’attuale crisi economica con gli occhi di un abitante degli slum di Nairobi o di un rifugiato congolese. È questa la scelta di prospettiva per la ricerca di piste d’impegno che la Caritas africana ha compiuto a Nairobi dal 4 al 6 marzo. Un incontro, quello nella capitale keniana, che ha raccolto rappresentanti di 22 paesi del continente, ma che ha visto la partecipazione delle Caritas di tutto il mondo, dall’Europa all’Asia, dal Medio Oriente agli Stati Uniti, fino all’Oceania.

Bolivia - Chiesa e istituzioni: un confronto senza imposizioni

M. Castagnaro
Con la ratifica nel referendum del 25 gennaio, che ha visto il 63,4% di «sì» contro il 38,6% di «no», nel quadro di un’affluenza alle urne del 90% degli aventi diritto, si è concluso il tormentato iter della nuova Costituzione boliviana, iniziato nel 2006, per cui a dicembre dovrebbero venire rinnovate le massime cariche dello stato e la nuova Assemblea legislativa plurinazionale, erede del Parlamento. Questo risultato segna un altro successo del presidente della Repubblica, Evo Morales, e del governo del Movimiento al socialismo (MAS), che rappresenta la maggioranza indigena e i movimenti popolari, nei confronti dell’opposizione di destra.

Intronizzazione del patriarca Cirillo

R. Burigana

Il dialogo nella Comunione anglicana

R. Burigana

I cristiani in Turchia per il dialogo

R. Burigana

Murphy-O’Connor per l’unità della Comunione anglicana

R. Burigana

Per il nuovo segretario del CEC

R. Burigana

La Conferenza delle Chiese europee

R. Burigana

La Commissione bilaterale Israele-Santa Sede

R. Burigana

Le Chiese e l’ecumenismo in Europa

R. Burigana

La Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa di Grecia

R. Burigana

Il dialogo cattolico-islamico

R. Burigana

«Intollerabile» negare la Shoah

L. Accattoli

Papa in Terra santa

L. Accattoli

Austria: caso Wagner

L. Accattoli

Nancy Pelosi

L. Accattoli

Satira anticristiana: Israele si scusa

L. Accattoli

Lombardi sulle dichiarazioni ufficiali

L. Accattoli

Quattro santi italiani

L. Accattoli

Williamson chiede perdono

L. Accattoli

Tra teologia e politica: l'eredità irrisolta del Vaticano II

T. Citrini
Il concilio Vaticano II ha segnato un avanzamento, a livello di teologia pratica, nella riflessione sul laicato cristiano, ma nei quarant’anni successivi quel risultato non solo non si è consolidato, ma nei fatti è stato ridimensionato. L’ecclesiologia di comunione ha, da un lato, messo a fuoco come tutto il popolo di Dio nel suo insieme sia responsabile dell’unica missione della Chiesa e, dall’altro, come propria e peculiare dei laici sia l’«indole secolare». Il teologo Citrini ricostruisce innovazioni e limiti intervenuti in questo percorso, mentre, sul tema della responsabilità esercitata in saeculo, il filosofo Ivaldo sviluppa il tema dell’autonomia e della mediazione culturale del laico cristiano in uno spazio pluralistico come quello attuale della nostra civiltà.

Tra teologia e politica: Il cristiano laico. ispirazione della fede, custodia della mediazione

M. Ivaldo
Il concilio Vaticano II ha segnato un avanzamento, a livello di teologia pratica, nella riflessione sul laicato cristiano, ma nei quarant’anni successivi quel risultato non solo non si è consolidato, ma nei fatti è stato ridimensionato. L’ecclesiologia di comunione ha, da un lato, messo a fuoco come tutto il popolo di Dio nel suo insieme sia responsabile dell’unica missione della Chiesa e, dall’altro, come propria e peculiare dei laici sia l’«indole secolare». Il teologo Citrini ricostruisce innovazioni e limiti intervenuti in questo percorso, mentre, sul tema della responsabilità esercitata in saeculo, il filosofo Ivaldo sviluppa il tema dell’autonomia e della mediazione culturale del laico cristiano in uno spazio pluralistico come quello attuale della nostra civiltà.

Il servo del Signore: tra sofferenza e riconciliazione

P. Stefani
Capita a volte che alcune espressioni restino per anni, o forse per decenni, in un limbo che non le rende né ignote, né conosciute. Le si sa e le si ignora a un tempo. Ciò avviene in molti ambiti, compreso quello della riflessione spirituale, sapienziale, biblica. Qualche formula la si è udita da molto tempo, la si è recepita, la si è persino studiata, senza per questo porsi la domanda più elementare relativa al suo significato base. Non pochi hanno sentito parlare di «servo del Signore». Alcuni sanno che nel rotolo del profeta Isaia ci sono dei canti che lo riguardano (Is 42,1-7; 49,1-9; 50,4-11; 52,13-15; 53,11-12). Altri conoscono persino l’espressione ebraica di ‘eved Adonai e non sono all’oscuro di dibattiti e interpretazioni collegati a questo personaggio. Eppure tutto ciò può coabitare con l’assenza di un interrogativo elementare, quello che si chiede se questa figura sofferente riceva la propria qualifica in quanto è una persona che sta offrendo il proprio servizio a Dio, o se, al contrario, l’espressione vada intesa dall’altro lato pensando a un essere umano di cui il Signore si serve.

I vescovi e il caso Englaro

G. Casale, G.M. Bregantini

Gaza: per una rivolta non violenta

A. Castelli

Confessioni di un povero blogger: nella rete c'è più odio che nella realtà

L. Accattoli
Da tre anni tengo un blog (www.luigiaccattoli.it) che è ora l’attività che mi impegna di più dopo quella delle conferenze. Considero anzi il blog una continuazione dei dialoghi che intreccio in occasione degli incontri pubblici ai quali sono invitato, con le domande e le risposte che ci si scambia al microfono e dopo, spenti i microfoni. Come nelle conferenze così nel blog io tratto un tema, i «visitatori » reagiscono e io, se posso, rispondo. Ma nei blog ciò avviene con due differenze principali: l’aggressività e la dominante di destra.

Il Regno - Attualità 06 2009

La Redazione
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