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Attualità
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Attualità, 14/2009

Benedetto XVI - Lettera enciclica: Caritas in veritate

Redazione
Davanti alle sfide della globalizzazione, della tecnica e della crisi economica planetaria i cattolici e il mondo cristiano hanno ora un ulteriore, autorevole riferimento dottrinale. Il 7 luglio è stata pubblicata l’enciclica di Benedetto XVI Caritas in veritate, «sullo sviluppo umano integrale nella carità e nella verità», terza del suo pontificato. L’attesa si era fatta alta, sia per la drammaticità del momento, conseguente all’aggravarsi della crisi finanziaria sulla scena internazionale, e per le domande morali e strutturali che da essa venivano, sia per i rinvii nell’uscita del testo, occasionato dal quarantesimo della Populorum progressio di Paolo VI, ma promulgato due anni dopo.

Diritto canonico - Laici e gerarchia: il popolo di Dio. «Teologia del laicato» e riforma del Codice

L. Örsy
Viviamo in un tempo di progresso e di regresso. Le affermazioni del Vaticano II hanno prodotto notevoli risultati e aperto la porta a una crescente promozione dei laici; ma la politica ufficiale della Chiesa, basata su un’opinione teologica recente che è entrata nel nuovo Codice di diritto canonico, esclude i laici da ogni importante processo decisionale, ribaltando così una tradizione immemorabile.

Dibattito - Scuola in Italia: chi ri-forma muore. Tra risparmio e gestione dell'esistente

G. Bertagna
La lettera pubblicata in Regno-att. 10,2009,357 ha suscitato parecchie reazioni, tra cui le due, particolarmente qualificate, che qui presentiamo. Giuseppe Bertagna – già presidente del Gruppo di lavoro che ha fornito le basi teoriche della riforma Moratti – percorre le tappe salienti dal dopoguerra a oggi della mancata riforma del sistema scolastico italiano per concludere che allo stato attuale si preferisce «razionalizzare l’esistente» più che «ri-formare le fondamenta della scuola ereditata dal fascismo». Luisa Ribolzi – consulente anche del ministro Berlinguer, nonché ideatrice insieme a Vittorio Campione del «Gruppo del buonsenso» – propone, prima d’«ogni soluzione organizzativa o di contenuto», d’affrontare la questione-insegnanti, smettendo di considerare, come sinora si è fatto, il loro mercato del lavoro una sorta di «variabile indipendente». L’«irriformabilità» della scuola italiana è figlia di due insufficienze: della politica, che ha considerato la forma dell’istruzione un’occasione di ricerca di consensi più che un bene pubblico su cui investire in termini innovativi e in tempi lunghi, e della sua stessa struttura, cresciuta in una cultura autoreferenziale che confonde la conservazione del sapere con quella delle proprie forme assunte storicamente. La Chiesa italiana mettendo al centro del prossimo decennio pastorale l’«emergenza educativa», oltre alla condivisibile perorazione per la scuola privata, non può non riproporre la pertinenza di un interesse super partes per uno dei luoghi principali in cui l’educazione è di fatto messa all’opera.

Dibattito - Scuola in Italia: che cosa salvare? Ripartire dagli insegnanti

L. Ribolzi
La lettera pubblicata in Regno-att. 10,2009,357 ha suscitato parecchie reazioni, tra cui le due, particolarmente qualificate, che qui presentiamo. Giuseppe Bertagna – già presidente del Gruppo di lavoro che ha fornito le basi teoriche della riforma Moratti – percorre le tappe salienti dal dopoguerra a oggi della mancata riforma del sistema scolastico italiano per concludere che allo stato attuale si preferisce «razionalizzare l’esistente» più che «ri-formare le fondamenta della scuola ereditata dal fascismo». Luisa Ribolzi – consulente anche del ministro Berlinguer, nonché ideatrice insieme a Vittorio Campione del «Gruppo del buonsenso» – propone, prima d’«ogni soluzione organizzativa o di contenuto», d’affrontare la questione-insegnanti, smettendo di considerare, come sinora si è fatto, il loro mercato del lavoro una sorta di «variabile indipendente». L’«irriformabilità» della scuola italiana è figlia di due insufficienze: della politica, che ha considerato la forma dell’istruzione un’occasione di ricerca di consensi più che un bene pubblico su cui investire in termini innovativi e in tempi lunghi, e della sua stessa struttura, cresciuta in una cultura autoreferenziale che confonde la conservazione del sapere con quella delle proprie forme assunte storicamente. La Chiesa italiana mettendo al centro del prossimo decennio pastorale l’«emergenza educativa», oltre alla condivisibile perorazione per la scuola privata, non può non riproporre la pertinenza di un interesse super partes per uno dei luoghi principali in cui l’educazione è di fatto messa all’opera.

Europa - Insegnamento della religione: vivere insieme

L. Prenna
Nel 2008, anno europeo del dialogo interculturale, il Consiglio d’Europa ha pubblicato un libro bianco sul dialogo interculturale, intitolato Vivere insieme nell’uguale dignità. Già il Rapporto all’UNESCO della Commissione internazionale sull’educazione per il XXI secolo, presieduta da Jacques Delors (1996), aveva affermato che, per riuscire nei suoi compiti, l’educazione deve essere costruita su alcuni pilastri fondamentali, tra i quali l’«imparare a vivere insieme». Consapevole che questo tipo d’apprendimento costituisce oggi probabilmente uno dei maggiori problemi nell’educazione, il Rapporto si chiedeva: «È possibile concepire una forma d’educazione che possa consentire d’evitare i conflitti o di risolverli pacificamente sviluppando il rispetto per gli altri, per le loro culture e per i loro valori spirituali?».

Italia - Terzo settore: il welfare invisibile. Lavoratori del privato sociale e rischio collasso

L. Babolin
Nei mesi scorsi un gruppo di rappresentanti di associazioni e cooperative che lavorano nel campo dei servizi socio-educativi e di promozione sociale, insieme a rappresentanti delle istituzioni e della politica attivi nel welfare, ha deciso di dare voce a un mondo spesso sommerso e dimenticato come quello del lavoro sociale. Da qui è nata l’inchiesta «Voci e volti del welfare invisibile», una ricerca nazionale rivolta agli operatori sociali, un mondo che in questi anni ha prodotto professionalità e sperimentazione e che è cresciuto progressivamente come numero di addetti – al punto da essere considerato il settore di massima espansione in percentuale sul numero degli occupati, soprattutto nell’area delle organizzazioni del privato sociale –, ma che gode di poca visibilità e diritti, spesso confuso con il mondo del volontariato e ricorrentemente oggetto delle conseguenze dei «tagli» delle risorse economiche destinate al settore sociale.

Vescovi lombardi - Immigrati: stranieri, non criminali

M.E. Gandolfi
Il termine della sessione estiva della Conferenza episcopale lombarda (comprendente le diocesi di Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Vigevano), riunita a Caravaggio (BG) il 6-7 luglio 2009, i vescovi hanno reso noto un comunicato sul tema dell’immigrazione e in particolare sui recenti provvedimenti legislativi del Governo italiano, anche alla luce della recente enciclica sociale di Benedetto XVI, Caritas in veritate. Lo riprendiamo qui integralmente.

Italia - Caritas: Discernere per operare

L. Prezzi
Acuta percezione di una crisi culturale ed etica, volontà di dare concretezza alla scelta della Conferenza episcopale sul «Prestito della speranza», percezione dei mutamenti interni alla Caritas italiana: sono alcuni dei punti focali emersi dal XXXIII Convegno nazionale delle Caritas diocesane italiane (Torino, 22-25 giugno). Oltre 600 i partecipanti, in rappresentanza della quasi totalità delle diocesi. «“Non conformatevi a questo mondo” (Rm 12,2). Per un discernimento comunitario» e «Quanto manca alla notte? Vivere da cittadini in tempo di crisi»: il primo è il titolo generale del convegno, il secondo è il tema dell’intervento del sociologo Ilvo Diamanti. La corrispondenza fra meditazione biblica sul difficile discernimento in tempo di crisi e la lettura critica dei processi storici che interessano le comunità cristiane e civili del paese si è sviluppato con coerenza nei quattro giorni dell’incontro.

Italia - Pastorale delle esequie: la cremazione. Custodia delle urne e dispersione delle ceneri

L. Prezzi
Nella prossima Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (novembre 2009) andrà probabilmente in discussione anche il nuovo rituale per le esequie che, approvato dai vescovi e «recognito» dalla Santa Sede, sostituirà l’attuale, pubblicato nel 1974. Senza entrare sui temi di fondo vi sono alcune discussioni e pratiche circoscritte che segnalano tuttavia mutamenti di rilievo nelle consuetudini sociali sul morire. Fra queste, la cremazione dei cadaveri e la prassi, legittimata dalla legge n. 130 del 2001, di disperdere le ceneri o di custodire le urne in casa. Sono gesti compatibili con la memoria pubblica dei morti e con i valori cristiani?

Italia - cattolici e battisti: accordo sui matrimoni misti

R. Burigana
Il 30 giugno, a Roma, è stato firmato il Documento comune per un indirizzo pastorale dei matrimoni tra cattolici e battisti in Italia da parte del card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana (CEI), e della pastora Anna Maffei a nome dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI). Si conclude così un processo redazionale, nato sull’onda dei due documenti sui matrimoni misti tra la Chiesa cattolica e la Chiesa valdometodista. I primi passi di questo documento si ebbero nel 2004 con la presentazione da parte dell’UCEBI di un primo testo da sottoporre alla CEI per una comune riflessione, avviatasi nel successivo settembre 2005.

Italia - Diocesi di confine: i vescovi e le piccole patrie. Bolzano - Trieste - Aosta

L. Prezzi
Dopo il processo di integrazione europea che ha segnato la storia del continente nel dopoguerra, sembra ora iniziata una fase di disintegrazione, con una grave crisi dell’idea politica di Europa e un riemergere di movimenti nazionalisti, di scomposizione su base etnica e di ripiegamento identitario. Proseguendo la riflessione iniziata con l’articolo «Cechia e Slovacchia. La Chiesa e i due stati» su Regno-att. 10,2009,308, rivolgiamo alcune domande a tre vescovi italiani: mons. Karl Golser di Bolzano-Bressanone, mons. Eugenio Ravignani di Trieste e mons. Giuseppe Anfossi di Aosta.

Tirolo - Festa del Sacro Cuore: la devozione e l'Europa

L. Prezzi
A due secoli dal voto del popolo tirolese di celebrare annualmente la festa del Sacro Cuore (1809), i quattro vescovi dell’allora territorio della monarchia austriaca (Trento, Bolzano, Innsbruck e Salisburgo) hanno scritto una breve, inusuale e significativa lettera pastorale in occasione della festa liturgica del Cuore di Gesù. Dopo le vittorie militari dei tirolesi al Bergisel (Innsbruck), il comandante Andreas Hofer diede continuità al voto espresso dalla Dieta tirolese nel 1796, all’apparire del pericolo dell’invasione delle truppe bavaresi sostenute dalla Francia rivoluzionaria. La popolare devozione si fuse con l’istanza della libertà e dell’identità etnica.

Stati Uniti - Chiesa cattolica: Obama e i vescovi. Dopo Notre Dame riparte il dialogo

M. Faggioli
I rapporti tra l’amministrazione Obama e la Chiesa cattolica statunitense stanno assumendo una fisionomia propria, con riflessi significativi sui rapporti interni al cattolicesimo americano. Dopo le prime esitazioni e attese (legate anche ai tempi della nomina, il 27 maggio, del nuovo ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, il teologo laico cubano-americano Miguel Diaz), è cresciuta la capacità della nuova amministrazione di interagire e di valutare le sfaccettature della Chiesa americana. Ma il caso dell’invito e del conferimento di un titolo honoris causa dell’Università di Notre Dame al presidente Obama ha costituito una prova per la coesione della Chiesa americana, e la prova ha lasciato segni profondi.

Sri Lanka - Conflitto etnico: né guerra né pace

D. Sala
Dopo la guerra dimenticata, ora lo Sri Lanka – o almeno una parte della sua popolazione – rischia di dimenticarsi la pace. La decennale guerra civile che ha contrapposto il governo di maggioranza singalese all’organizzazione nazionalista delle Tigri per la liberazione della patria tamil (LTTE) è finita nella sua fase militare lo scorso 17 maggio, e due giorni dopo è stata annunciata l’uccisione del leader ribelle Prabhakaran, e tuttavia la situazione continua a presentare gravi criticità e nessun segnale incoraggiante di pacificazione.

Honduras - Crisi istituzionale: legalità incerta

M. Castagnaro
L'intervento con cui il 28 giugno l’esercito honduregno ha costretto a salire su un aereo diretto in Costa Rica il presidente della Repubblica Manuel Zelaya e la successiva nomina di Roberto Micheletti a capo dello stato ad interim da parte del Parlamento hanno suscitato l’unanime reazione della comunità internazionale, che ha condannato il «colpo di stato» e chiesto l’immediato ritorno in carica del «governo legittimo». Assai più articolata, invece, la posizione della Chiesa locale. Il 3 luglio la Conferenza episcopale dell’Honduras (CEH) ha emesso il comunicato Edificare a partire dalla crisi, affermando che «le istituzioni dello stato democratico honduregno sono in funzione e le loro sentenze in materia giuridico-legale sono state conformi al diritto. I tre poteri dello stato (esecutivo, legislativo e giudiziario) sono vigenti sul piano legale e democratico secondo la Costituzione».

Brasile - Riforma agraria: delusione Lula

D. Sala
L'irrisolto problema della riforma agraria in Brasile ha compiuto lo scorso 4 giugno un passo avanti, che tuttavia ha provocato una reazione decisamente negativa da parte del Coordinamento nazionale della Commissione pastorale della terra (CPT), l’organismo legato alla Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (CNBB) che nei suoi 30 anni di vita ha svolto servizio tra i lavoratori agricoli. La «nota pubblica» è stata divulgata il 9 giugno. Ha vinto l’agrobusiness «Il Coordinamento nazionale della CPT si unisce al clamore nazionale di fronte a una nuova aggressione al patrimonio pubblico, all’ambiente e alla riforma agraria. Il 4 giugno 2009 il Senato federale ha approvato la Misura provvisoria 458/2009, che è già stata approvata con alcune modifiche dalla Camera dei deputati e che ora va alla firma presidenziale. È la promozione della “baldoria del grilagem”, come è stato detto in maniera appropriata.

Algeria - Dialogo islamo-cristiano: il martirio e i suoi frutti. I sette dormienti di Tibhirine

M.E. Gandolfi
Una delle vicende più fiabesche dell’agiografia cristiana, narrata da Gregorio di Tours, Paolo Diacono e da Jacopo da Varazze nella Leggenda aurea, ha per protagonisti sette giovani di Efeso che, perseguitati dall’imperatore Decio nel 250 e non volendo abiurare alla propria fede, si nascosero in una grotta. Vennero però scoperti e murati vivi. Preparandosi a morire, si coricarono e s’addormentarono per 200 anni, finché un pastore non riaprì il muro alla ricerca di un rifugio per il proprio gregge e si scoprì il prodigio che rafforzò negli efesini la fede nella risurrezione. Ma a quel punto i dormienti morirono e nella grotta furono sepolti.

Libera e presente. La Chiesa nella società secolarizzata

G. Giudici
Nel suo ultimo volume Libera e presente. La Chiesa nella società secolarizzata il vescovo di Angoulême, mons. Dagens, apre un discorso lineare, concreto e molto stimolante sulla vita della Chiesa in Francia. Il lettore potrebbe pensare che tale riflessione riguardi quella Chiesa, riferendosi dunque a un preciso contesto di condizioni civili, culturali, ecclesiali che non riguardano il contesto italiano. Il testo che abbiamo davanti, invece, è adatto a suscitare anche nella Chiesa italiana una riflessione e, se possibile, un dibattito. Infatti il lettore, pur vivendo in condizioni ecclesiali proprie e per molti versi non paragonabili a quelle della Chiesa francese, si trova tuttavia di fronte a un libro significativo e utile per i pastori e per quanti sono impegnati nella vita delle comunità cristiane.

J. Wesley, La perfezione dell'amore. Sermoni

D. Segna

A. Foa, Diaspora. Storia degli ebrei nel Novecento

P. Stefani

Africa - Storie per il Sinodo: fragile e imprevedibile. Congo, Ruanda, Uganda e Sudan

M.E. Gandolfi
La seconda «Storia per il Sinodo» racconta i complessi intrecci delle guerre che stanno devastando l’Africa centro-orientale. Alla ricerca di giustizia e pace per i popoli che vivono un martirio quotidiano. La metà delle morti in guerra tra il 1990 e il 2005 sono avvenute in Africa». Qui i conflitti «durano più tempo e causano più morti di quelli che avvengono in altre regioni». Inizia così il rapporto annuale presentato a maggio della Banca africana per lo sviluppo. Un esempio per tutti: nella Repubblica democratica del Congo i morti per la guerra sono stati stimati 5 milioni. Per questo «i costi economico-sociali dei conflitti sono più alti in Africa. Peraltro i costi si diffondono molto oltre i confini dei paesi teatro dei conflitti. Essi inoltre durano ben oltre la fine delle operazioni militari. In termini di costi sociali, mentre gli uomini totalizzano il più alto tasso di morte per combattimenti, il disagio maggiore pesa in maniera sproporzionata su donne e bambini».

Dialogo cattolico-ortodosso

R. Burigana

Evangelici svizzeri e libertà religiosa

R. Burigana

Luterani statunitensi e dialogo islamo-cristiano

R. Burigana

Passi per il dialogo islamo-cattolico

R. Burigana

Dialogo e missione dei cristiani in Europa

R. Burigana

Dialogo tra cattolici e indù

R. Burigana

Per la libertà religiosa in Italia

R. Burigana

I cristiani contro il razzismo

R. Burigana

Oasis - Dialogo islamo-cristiano

R. Burigana

Viaggio ecumenico

R. Burigana

Accordo sui matrimoni misti

R. Burigana

Baldelli, Sardi, Patabendige

L. Accattoli

Dimissioni dallo stato clericale

L. Accattoli

«Tutto e solo amore»

L. Accattoli

Irlanda – preti violenti e pedofili

L. Accattoli

Vescovi dell’Austria

L. Accattoli

Preti lefebvriani illegittimi

L. Accattoli

Anno sacerdotale

L. Accattoli

San Giovanni Rotondo e rifugiati

L. Accattoli

Incontro con la delegazione del Patriarcato Ecumenico

L. Accattoli

Vietnam

L. Accattoli

Il cristianesimo nell'età della scienza: Teologia ed evoluzione

S. Morandini
L’idea che la teoria dell’evoluzione, elaborata dalla scienza moderna a partire dalle scoperte di Darwin 150 anni fa, debba necessariamente andare a braccetto con il materialismo ateo è ormai sostenuta solo dalle posizioni fondamentaliste rispettivamente assunte dai creazionisti, i quali negli Stati Uniti s’oppongono all’insegnamento dell’evoluzione nell’ora di scienze, e da alcuni sedicenti scienziati, che affermano che la scienza abbia dimostrato l’inesistenza di Dio. Il magistero della Chiesa cattolica in realtà ha da tempo accolto la teoria dell’evoluzione, per quanto essa abbia ricadute critiche sulla concezione dell’uomo e del mondo (e modo) in cui esso agisce, molto più di altre teorie scientifiche concettualmente altrettanto dirompenti. È quindi più che mai aperta per la teologia – e non per il discorso scientifico – la sfida di pensare Dio nell’età della scienza, approfondendo e valutando criticamente i tentativi avanzati in tale ambito (S. Morandini) e cercando di sviluppare le risorse offerte sinora dal discorso teologico (J. Polkinghorne). Con la consapevolezza che un discorso metodologico rigoroso non può che rimarcare la separazione degli ambiti, e confermare la natura della teologia come conoscenza non assoluta (P. Stefani).

Cercare Dio nell'età della scienza. L'universo come creazione

J. Polkinghorne
L’idea che la teoria dell’evoluzione, elaborata dalla scienza moderna a partire dalle scoperte di Darwin 150 anni fa, debba necessariamente andare a braccetto con il materialismo ateo è ormai sostenuta solo dalle posizioni fondamentaliste rispettivamente assunte dai creazionisti, i quali negli Stati Uniti s’oppongono all’insegnamento dell’evoluzione nell’ora di scienze, e da alcuni sedicenti scienziati, che affermano che la scienza abbia dimostrato l’inesistenza di Dio. Il magistero della Chiesa cattolica in realtà ha da tempo accolto la teoria dell’evoluzione, per quanto essa abbia ricadute critiche sulla concezione dell’uomo e del mondo (e modo) in cui esso agisce, molto più di altre teorie scientifiche concettualmente altrettanto dirompenti. È quindi più che mai aperta per la teologia – e non per il discorso scientifico – la sfida di pensare Dio nell’età della scienza, approfondendo e valutando criticamente i tentativi avanzati in tale ambito (S. Morandini) e cercando di sviluppare le risorse offerte sinora dal discorso teologico (J. Polkinghorne). Con la consapevolezza che un discorso metodologico rigoroso non può che rimarcare la separazione degli ambiti, e confermare la natura della teologia come conoscenza non assoluta (P. Stefani).

Galileo e Darwin 2009. Scienza e fede, dialoghi e confronti

D. Sala
Il 12 febbraio 1809 nasceva a Shrewsbury, nei pressi di Birmingham, il biologo e zoologo Charles Darwin, autore nel 1859 del celebre L’origine delle specie, dove per la prima volta veniva formulata la teoria dell’evoluzione. Le iniziative per celebrare il bicentenario della nascita del grande scienziato e il 150° della pubblicazione de L’origine delle specie sono state numerosissime, soprattutto in Inghilterra. Quello in corso è anche «anno galileiano», in quanto ricorrono i quattrocento anni dalle prime osservazioni della luna di Galileo (1609).

Teologia e scienza. Discorsi sul metodo

P. Stefani
Il 12 febbraio 1809 nasceva a Shrewsbury, nei pressi di Birmingham, il biologo e zoologo Charles Darwin, autore nel 1859 del celebre L’origine delle specie, dove per la prima volta veniva formulata la teoria dell’evoluzione. Le iniziative per celebrare il bicentenario della nascita del grande scienziato e il 150° della pubblicazione de L’origine delle specie sono state numerosissime, soprattutto in Inghilterra. Quello in corso è anche «anno galileiano», in quanto ricorrono i quattrocento anni dalle prime osservazioni della luna di Galileo (1609).

Andrea Tessarolo (16.2.1922-3.7.2009): Chiesa che pensa. Suggerimenti degli inizi, maturità al CED

A. Filippi
Di p. Andrea Tessarolo ricordo ancora l’atteggiamento sereno e discreto quando propose in comunità di essere sostituito alla direzione delle Edizioni dehoniane Bologna (EDB). Sereno e discreto restò quando sorse un intoppo che fece slittare la decisione di alcuni mesi. Eravamo a metà del 1991. Lui aveva assunto un ruolo determinante alle EDB fin dal 1965 e ne era diventato direttore nel 1969. Erano gli anni dell’inizio, con aggiustamenti continui che coinvolgevano strutture e persone. Elemento portante del Centro editoriale dehoniano (CED) era allora Il Regno, diventato quindicinale e dal quale anche la casa editrice era nata. Formalmente p. Tessarolo era direttore responsabile di Settimana del clero (ora Settimana), emigrata da Padova- Presbyterium a Bologna-Centro dehoniano nel 1965 assieme ad Ancilla Domini (ora Testimoni). Ne restò alla direzione dal 1965 al 1973 e da quel posto assunse spontaneamente il ruolo di suggeritore e di spinta verso tutti noi che incominciavamo. Fu anche superiore della comunità del Centro dehoniano dal 1969 al 1972; in questo ruolo dovette gestire nel 1971 la travagliata crisi de Il Regno, nella quale espresse uno dei tratti tipici del suo carattere: la scelta del dialogo a tutti i costi.

La narrazione. Due modi di raccontare la storia ebraica

P. Stefani
Nel libro del Deuteronomio vi è un passo famoso anche perché, in seguito, posto al centro della cena pasquale ebraica (seder). Esso, fin da epoca antica, fu diversamente inteso. La sua peculiarità più stringente è di concentrare in poche righe tutta la storia del popolo d’Israele. Per questo, secondo un’autorevole teologia biblica in auge qualche tempo addietro (cf. G. von Rad), il brano era considerato esempio per antonomasia di «piccolo credo storico». Prima di trascriverlo, conviene compiere un cenno sulla sua ambientazione letteraria.

Caso Berlusconi: è tempo di parlare

S. Resca, Il consiglio direttivo di «Città dell’uomo»

Giovanni Ferro. Come un «giusto» inerme riuscì a salvare un ebreo e tre Mussolini

L. Accattoli
Tra i «giusti delle nazioni » potrebbe entrare presto il padre somasco Giovanni Ferro, che fu arcivescovo di Reggio Calabria dal 1950 al 1977 e per il quale è avviata da un anno la causa di canonizzazione: egli accolse al collegio Gallio di Como, di cui era rettore, un ragazzo ebreo per tutto il tempo della persecuzione nazista. Ho conosciuto l’arcivescovo Ferro – uomo mite e inerme se mai ve ne furono – e sono amico del Gallio dove fui chiamato tre anni addietro per una conferenza. È dunque con esultanza che racconto questa storia, lasciando la parola all’ebreo che fu messo in salvo. «Mi chiamo Roberto Furcht, ho ottant’anni e sono qui per rendere omaggio alla memoria del padre somasco e vescovo Giovanni Ferro, che mi accolse al collegio Gallio, qui a Como, durante l’occupazione nazista e al quale debbo la salvezza della vita».

Il Regno Attualità 14 2009. La rivista completa

Redazione
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