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Attualità
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Attualità, 12/2009

Italia - Politica: l'una e l'altra sconfitta. Berlusconi e il PD dopo le elezioni europee

G. Brunelli
Le recenti elezioni europee (6-7.6.2009), legate in molte parti d’Italia alle elezioni provinciali e comunali, hanno fatto registrare una generale crescita del non-voto. Si tratta di una crescita superiore alle attese e alla media delle due ultime consultazioni europee. La partecipazione elettorale è scesa, rispetto alle elezioni politiche del 2008, dall’80,5% al 66,5% (-14%), e rispetto alle precedenti elezioni europee del 2004 del 6,5%. Per la prima volta in Italia l’affluenza scende sotto la soglia del 70% in una elezione generale.

Europa - Chiese e partiti: Attenzione alle destre estreme

L. Prezzi
Diversi vescovi europei, nell’arco temporale della campagna elettorale per le elezioni europee, sono intervenuti per mettere in guardia i cristiani dal rifiorente razzismo e dalle strumentalizzazioni, a fini ideologici, dei simboli cristiani.

Europa - Pastorale: Le chiese di notte

L. Prezzi
Si va progressivamente estendendo nelle Chiese cattoliche in Europa l’iniziativa pastorale di tenere aperte le chiese durante la notte per alcune occasioni.

Cristiani ed ebrei - Dopo il viaggio del papa in Israele: l'olivo buono e quello selvatico. Rm 9-11

P. Stefani
L'olivo è un simbolo antico che continua a essere ben percepibile, anzi esso gode di un rinnovato interesse. Ai nostri giorni, grazie all’addolcimento del clima e al potenziamento della tecnica, nodose piante strappate dal suolo natio sopravvivono in giardini, piazze e sagrati posti a latitudini un tempo precluse. Almeno in alcuni di questi casi, non pare estraneo il richiamo al fatto che quell’albero sia inteso come segno di pace. In effetti, per più versi, è come se la pianta nel suo insieme avesse sostituito il rametto di olivo stretto nel becco della colomba (cf. Gen 8,11).

Benedetto XVI - Medio oriente: Far crescere segni di pace

G. Brunelli
Né la semplice ripetizione del linguaggio simbolico, praticato con sapienza da Giovanni Paolo II; né soltanto un viaggio riparatore, dopo l’incidente Williamson-negazionismo, derivato dall’infelice gestione del caso Lefebvre. Il viaggio di Benedetto XVI in Medio Oriente (8-15.5.2009) è stato il viaggio della coerenza, della ricapitolazione motivata delle posizioni della Chiesa sui diversi temi in questione.

USA - Confessioni religiose: l'appartenenza fluida. Come e perché gli americani cambiano Chiesa

D. Sala
Gli Stati Uniti d’America sono ancora una «nazione cristiana», come li descriveva la celebre sentenza della Corte suprema del 1892? Oppure ha ragione chi sostiene, come il presidente Barack Obama nel suo discorso inaugurale, che essi sono una «nazione di cristiani e musulmani, di ebrei, indù e non credenti » (20 gennaio 2009), e che «non si considerano una nazione cristiana o una nazione ebraica o una nazione musulmana», ma «una nazione di cittadini legati da ideali e da una serie di valori» (6 aprile 2009)?

Milano - Chiesa: lo stile sinodale. La conclusione delle assemblee del clero

A. Torresin
Quella delle assemblee sinodali del clero nella diocesi di Milano è stata anzitutto una forte esperienza di Chiesa. L’ascolto è stato l’atteggiamento predominante. Nel mese di ottobre dello scorso anno il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, ha aperto il cammino dell’Assemblea sinodale con una convocazione in duomo nella quale, con l’aiuto di mons. Luciano Monari, vescovo di Brescia e vicepresidente della CEI, ci si è posti in ascolto della Parola, per costruire una Chiesa aperta al futuro. In seguito ci sono stati incontri dei preti suddivisi nelle zone pastorali, e mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo ausiliare di Milano, ha aiutato ad ascoltare la situazione presente, leggendo i segni e i cambiamenti che stanno avvenendo all’interno della vita della nostra Chiesa e della società, per essere ministri nella Chiesa di oggi guardando al domani. Infine il momento sinodale vero e proprio, dove alla presenza del cardinale e del Consiglio episcopale i preti hanno preso la parola, si è concluso con una celebrazione in duomo lo scorso 20 maggio.

CEI - LXI Assemblea: Emergenza educativa

L. Prezzi
La cronaca di un’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (CEI), la LIX, – Roma, 25-29 maggio – conosce normalmente due registri spesso divergenti: quello interno (dibattiti, testi, votazioni) e quello esterno (i temi ripresi dai media). Ma vi è anche un tessuto minuto di relazioni, pareri, suggerimenti reciproci e verifiche che costituisce una trama sottile, ma non meno significativa del ritrovarsi insieme. Anche quando l’appuntamento non incrocia tensioni particolari o anche quando la percezione di bonaccia rilancia interrogativi sulla direzione complessiva dell’episcopato o sul «non detto» delle comunicazioni formali.

Firenze - Chiesa italiana: Quel disagio diffuso

L. Guerzoni
Un intenso e partecipato incontro ecclesiale, convocato con l’evocativo motto paolino «Il Vangelo che abbiamo ricevuto», si è tenuto a Firenze il 16 maggio, nella parrocchia di Santo Stefano in Pane, che fu per un quarantennio di don Facibeni (nota figura di presbitero antifascista, annoverato tra i Giusti per la difesa degli ebrei contro la Shoah, promotore di innumerevoli opere sociali). Circa 400 i partecipanti – provenienti da molte parti d’Italia – in risposta all’«invito ai cristiani per un incontro comune» promosso da don Paolo Giannoni, oblato camaldolese dell’eremo di Mosciano (Firenze), e dal teologo don Giuseppe Ruggieri, con l’adesione di un’ottantina di cristiani comuni, teologi, studiosi e alcuni gruppi e comunità ecclesiali.

Immigrati - III Rapporto INPS-Caritas: diversità, identità, tutela. Lavoratori stranieri e benessere

M.P. Nanni
Il corretto inquadramento di un fenomeno è indispensabile per la conoscenza e l’azione, tanto più se si tratta di un fenomeno complesso come quello migratorio. È a partire da questa consapevolezza che l’INPS, in collaborazione con il Dossier statistico immigrazione Caritas/Migrantes, cura periodicamente un rapporto dedicato all’analisi dei dati sui lavoratori di origine non comunitaria in suo possesso. Lo studio, giunto quest’anno alla terza edizione, è integralmente consultabile sul sito istituzionale dell’INPS (www.inps.it). Il titolo del rapporto, Diversità culturale. Identità di tutela, sottolinea l’impegno dell’INPS a garantire ai lavoratori migranti e ai loro familiari il rispetto del principio di parità di trattamento relativamente all’accesso alle tutele assistenziali e previdenziali, che come si legge nell’introduzione «rappresentano uno degli aspetti fondamentali dell’integrazione nella società di accoglienza».

India - Elezioni politiche: minor fondamentalismo. Partito del congresso e pacificazione sociale

M. Amaladoss
Gli indiani alle recenti elezioni hanno votato per un governo laico di centro guidato dal Partito del congresso. Hanno rifiutato con decisione il fondamentalismo indù sia nella sua versione di sinistra sia in quella di centrodestra. In un Parlamento formato da 543 membri, il Partito del congresso si è assicurato 206 seggi. Un certo numero di partiti minori ha garantito il proprio appoggio esterno (rispetto al governo) portando il conto a 314. In questo modo possiamo aspettarci un governo stabile per i prossimi cinque anni. In una situazione economica travagliata, un governo stabile è essenziale.

Cina - Santa Sede: Il compendio

L. Prezzi
Dopo la lettera ai vescovi cinesi e la nota esplicativa del 2007 ora il papa autorizza la pubblicazione di un compendio delle indicazioni precedentemente fornite (cf. Regno-doc. 13,2007,385; Regno-att. 14,2007,452; 16,2008,530). Dal 24 maggio è disponibile sul sito web vaticano. Il compendio risponde al desiderio delle comunità cinesi di avere uno strumento più immediato e fruibile, ma anche alle contrapposte spinte della Commissione vaticana sulla Cina, ai difficili equilibri delle comunità cinesi e alla precarietà delle relazioni della Santa Sede col governo cinese. La relativa bonaccia in cui la lettera era stata promulgata potrebbe rapidamente volgere al peggio se il governo decidesse di avviare le decine di consacrazioni episcopali delle sedi vacanti senza il consenso implicito di Roma e di permettere le nomine del nuovo presidente dell’Associazione patriottica (in sostituzione del defunto vescovo di Pechino, Fu Tieshan) e del presidente del Consiglio dei vescovi (l’insieme dei vescovi riconosciuti dal governo), in sostituzione del defunto mons. Ni Fu.

Africa - Storie per il Sinodo: il duro volto della pace. Nella regione ugandese

M.E. Gandolfi
A partire da questo numero, dedicheremo una breve serie di articoli in preparazione alla II Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei vescovi che si terrà a Roma in ottobre, mettendo a fuoco alcune tra le più gravi emergenze che interpellano – come dichiara il tema prescelto – «La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace. “Voi siete il sale della terra... voi siete la luce del mondo” (Mt 5,13.14)». La prima delle «Storie per il Sinodo» racconta quanto possa essere complesso tornare alla pace dopo vent’anni di guerra: siamo nell’Uganda del Nord. Parleremo poi di Grandi laghi e Sudan; e infine del popolo del deserto algerino, i saharawi.

Lettera dall'Uganda: liberate Catherine

G. Franzelli
Vorrei parlarvi di Lazzaro e di Catherine Ajok. (…) Lazzaro, lo conoscete tutti. È l’amico di Gesù, il fratello di Marta e Maria. Quando muore, Gesù si reca a Betania. Piange. E poi, davanti al sepolcro in cui l’amico giaceva già da quattro giorni, lo chiama: «Lazzaro, vieni fuori!». Il Vangelo dice che «il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario ». Gesù disse loro: «Liberatelo e lasciatelo andare» (Gv 11,43-44). È un brano di Vangelo molto noto. Oggi però, ad Aboke, durante la speciale e commossa celebrazione per il ritorno a casa di Catherine Ajok, mi ha colpito in modo speciale. Catherine Ajok era in seconda media quando, la notte del 10 ottobre 1996, venne rapita dai ribelli dell’Esercito di resistenza del Signore (LRA) nella scuola secondaria St. Mary’s diretta dalle suore missionarie comboniane di Aboke, nella diocesi di Lira.

Trepida fede nell'umanità. Considerazioni a partire dall’autobiografia di Arrigo Levi

P. Stefani
Levi non pensò fin dall’infanzia di diventare giornalista; egli s’immaginava piuttosto, come era tipico dei membri della sua famiglia, d’essere avvocato a Modena. Né poteva prevedere che le ricadute personali della «grande storia» novecentesca avrebbero condotto prima la sua famiglia in Argentina e in seguito lui a prendere parte alla guerra d’indipendenza d’Israele e a soggiornare a lungo, negli anni Cinquanta, a Londra. Tanto meno avrebbe potuto prevedere che si sarebbe identificato, sia pure in modo diverso, con ognuno di questi ambiti. Quella del giornalismo fu, per così dire, una vocazione imposta dalle circostanze, il che rappresenta sempre un sigillo d’autenticità.

America Latina - Chiesa: arte della liberazione. Immagini di Dio, immagine dei poveri

M. Castagnaro
Quando si pensa al rinnovamento della Chiesa latinoamericana dopo il concilio Vaticano II, la mente va subito alla teologia della liberazione, alle comunità ecclesiali di base, agli innumerevoli preti, religiose, catechisti, vittime della repressione; insomma alla riflessione di fede, ai nuovi modelli di Chiesa e al martirio che l’impegno sociale ha prodotto. Noti, invece, solo in ambienti più ristretti sono la «lettura popolare della Bibbia», la vita religiosa «inserita negli ambienti popolari», l’educazione liberatrice e l’ecumenismo di base. Mancano, infine, studi sistematici sulla liturgia – che pure annovera celebrazioni contestualizzate di grande interesse quasi in ogni paese, dalle centroamericane misa campesina nicaraguense e misa popular salvadoreña alle brasiliane missa dos quilombos (legata alla cultura afro) e missa da terra sem males (incarnata nel mondo guaraní) – e sull’arte sacra.

Nuova presidente della EKD

R. Burigana

Comunione anglicana – Passi per l’unità

R. Burigana

IV Convegno ecumenico nazionale

R. Burigana

Benedetto XVI in Terra santa

R. Burigana

Convegno di primavera del SAE

R. Burigana

Traduzione interconfessionale di Paolo

R. Burigana

Chiese di maggioranza e di minoranza

R. Burigana

Un vescovo tedesco per il dialogo islamo-cristiano

R. Burigana

Colloquio islamo-cattolico

R. Burigana

Dialogo anglicano-luterano

R. Burigana

Omosessuali e ministero nell’ELCA

R. Burigana

XXXII Kirchentag

R. Burigana

Luterani e riformati di Francia verso l’unione

R. Burigana

Francia – Scientology sotto processo

R. Burigana

Per i matrimoni cattolico-battisti

R. Burigana

Fame tragedia vergognosa

L. Accattoli

Parlamento europeo

L. Accattoli

Terra santa

L. Accattoli

Cassino e Montecassino

L. Accattoli

Colletta CEI «atto di culto»

L. Accattoli

Diaz ambasciatore USA

L. Accattoli

Processo a Galileo

L. Accattoli

Mai pensato al papato

L. Accattoli

Meno affanno più preghiera

L. Accattoli

Giovani nell'Italia di oggi: generazione senza prerogative

M. Livi Bacci
«Da un cartellone pubblicitario pendono strisce di carta, che oscillano, smosse dal vento, lasciando intravedere il fondo nero. Sembra la mia vita, o meglio, il mio futuro. (...) Nero cenere. Sono come quei pezzi di carta e anch’io oscillo, mentre il domani prende la triste forma di un punto interrogativo» (da «Nero cenere», di Rita Parisi, vincitrice del concorso di letteratura giovanile «Subway letteratura» 2009). Molti segnali confermano un dato preoccupante: negli ultimi decenni si è creata in Italia una situazione assai negativa per gli under 30, che si trovano privati delle loro prerogative (responsabilità, ruolo sociale, valorizzazione lavorativa, possibilità di formare la famiglia che desiderano) e confinati in uno «spazio d’azione» ristretto, nonostante il loro «spazio di vita» appaia dilatato. E questo proietta una luce ancora più inquietante sul futuro della società italiana, essendo causa preminente della sua attuale debolezza. L’analisi demografica di Massimo Livi Bacci richiama l’urgenza di scelte politiche specifiche per ridare slancio a una società in crisi e ripristinare condizioni di uguaglianza per i suoi cittadini più giovani.

Gianni Baget Bozzo (8.3.'25-8.5.'09): la vita intensa. Un intellettuale di rango

G. Tassani
La vita di Giovanni (Gianni) Baget Bozzo (Savona, 8 marzo 1925 – Genova, 8 maggio 2009) si è svolta con pregnanza e tensione sul piano spirituale e sacerdotale, storico e politico. Non è facile trovare, nel Novecento cattolico italiano, figure intellettuali altrettanto calate nei problemi ribollenti della contemporaneità. L’alta tensione ne ha fatto un irregolare di rango, non rappresentativo, agli occhi dei più, del cattolicesimo medio, rendendolo spesso «insopportabile». La radicalità con cui ha preso posizione fuori dai canoni del moderato-progressismo cattolico italiano attende ora di essere riconsiderata. Un’«eccezione», infine assorbita nel segno – fede e ragione – di questo pontificato, fonte per lui di consolazione, ed emblematicamente riassunta nei suoi funerali, l’11 maggio, celebrati dal card. Bagnasco nella sua chiesa del Sacro Cuore e San Giacomo di Carignano, a Genova, piena di tutto il clero genovese e di un popolo di amici, parrocchiani, e politici di vario segno.

Il calcio globale. Tempo continuo e tempo frammentato dopo la secolarizzazione

P. Stefani
Una grande pagina del Deuteronomio impone di ripetere ai figli i precetti rivelati, di parlarne in casa e lungo la via, quando ci si corica e quando ci si alza (cf. Dt 6,7). Un discorso diuturno accompagna la scelta di amare concretamente Dio attraverso l’atto di mettere in pratica i suoi voleri. Anche la lingua non può restare indifferente alla realtà a cui si attacca il proprio cuore. Fin qui la parola antica. Se oggi si dovessero trascrivere queste parole nell’ambito di una religione secolarizzata che conserva, oltre a riti e liturgie, anche un eloquio che non conosce pause, bisognerebbe pensare in prima istanza al calcio.

Lettera aperta sul prete

O. Bolzon

Chiude il centro di documentazione SIDIC

M. Cusick, M. Bauchwitz

In morte di Baget Bozzo. Elogio della contraddizione

L. Accattoli
Volevo bene a Gianni Baget Bozzo e anch’egli me ne voleva. Una volta ho polemizzato con lui in questa rubrica (Regno-att.18,2001,646ss; 20,2001,719s; e vedi la sua risposta in Regno-att. 22,2001,730s) e ora ne parlo in morte, lodandolo per i doni che da lui mi sono venuti – li dico alla fine – e ammirando la sua vocazione a contraddirsi che ha scandalizzato tanti. Essa era sorella della leggerezza, della passionalità e della vivezza d’anima che lo caratterizzavano. Penso che egli fosse guidato da un istinto orbitante che lo portava a cercare l’altra faccia di ogni realtà, come chi giri intorno al Colosseo facendo suoi tutti i punti di vista che viene sperimentando. Credo che abbia fatto questo sulla DC, sul Concilio, su Dossetti, sull’islam. Non sapevi mai dove l’avresti ritrovato, da un capodanno all’altro.

Regno Attualità 12 2009. La rivista completa

Redazione
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