«L’Europa è chiamata non solo a proteggersi, ma anche a rimanere un attore globale per la pace promuovendo il dialogo, la cooperazione multilaterale e la dignità umana». Il 2 luglio la Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea (COMECE), composta dai presidenti delle conferenze episcopali cattoliche dei paesi UE, ha pubblicato il contributo Una strategia europea di sicurezza al servizio della pace, elaborato dal Segretariato in vista della nuova Strategia di sicurezza che l’UE si accinge a definire. Il testo si richiama alla dottrina sociale della Chiesa e alla vocazione fondativa dell’UE come progetto di pace, in continuità con i recenti moniti di papa Leone XIV contro la normalizzazione della guerra. La COMECE chiede che le future scelte di difesa restino ancorate alla dignità umana, al diritto internazionale e a un controllo etico delle tecnologie militari, così da coniugare capacità di difesa, diplomazia, prevenzione dei conflitti e cooperazione multilaterale in vista di «una pace giusta e sostenibile, che dovrebbe guidare le scelte strategiche dell’Europa negli anni a venire».
Cinque le raccomandazioni ai decisori di Bruxelles: mantenere la pace come obiettivo strategico; ampliare la valutazione delle minacce oltre i rischi militari; rafforzare la prevenzione dei conflitti; rafforzare il controllo democratico sulle scelte di difesa; inserire la strategia di sicurezza in una più ampia strategia di pace. «La sicurezza e la pace non sono obiettivi in competizione tra loro».
Stampa (2.7.2026) da sito web www.comece.eu. Nostra traduzione dall’inglese.
In occasione del 250° anniversario della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti (4 luglio 1776), papa Leone XIV ha indirizzato al paese tre testi, pubblicati tra il 25 giugno e il 5 luglio: una Lettera in occasione del 250° anniversario della fondazione degli Stati Uniti d’America (datata 25 giugno e pubblicata il 4 luglio); un Discorso in occasione dell’accettazione della Liberty medal of the National Constitution Center di Philadelphia (3 luglio); e un Videomessaggio in occasione della conclusione del Pellegrinaggio eucaristico nazionale (5 luglio), promosso dalla Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti col motto «Un’unica nazione sotto Dio».
Nella lettera il papa indica nella libertà religiosa e nella dignità della vita, dal «concepimento fino alla morte naturale», i principi che hanno permesso alla Chiesa cattolica di radicarsi negli Stati Uniti, richiamando anche il dovere di accoglienza verso i migranti. Nel discorso di Philadelphia rilegge gli ideali della Dichiarazione – vita, libertà, ricerca della felicità – alla luce della visione biblica della persona creata a immagine di Dio, e riprende il motto E pluribus unum come figura di un’unità da rinnovare. Nel videomessaggio ripercorre le origini eucaristiche del cattolicesimo statunitense, da St. Augustine (1565) ai santi e martiri americani, fino al venerabile Fulton Sheen.
Nella giornata del 4 luglio papa Leone si è recato in visita pastorale sull’isola di Lampedusa (cf. riquadro a p. 459).
Stampa (18.8.2026) da sito web www.vatican.va. Cf. anche Regno-att. 14,2026,398.
«Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone». A 44 anni di distanza da Giovanni Paolo II (1982), il 22 agosto Leone XIV ha fatto visita, alla Fiera di Rimini, ai partecipanti al 47° Meeting per l’amicizia fra i popoli, promosso dal movimento ecclesiale «Comunione e liberazione»: è la prima presenza di un papa all’appuntamento riminese dopo quella di Wojtyla. L’incontro si collocava all’interno della visita pastorale del pontefice nella Repubblica di San Marino e a Rimini.
Richiamando l’enciclica Fratelli tutti di Francesco sull’amicizia sociale, Leone XIV ha insistito sulla priorità delle persone rispetto a confini e istituzioni e sul primato della misericordia contro il «falso realismo» che riarma menti e nazioni. Ai giovani di CL il papa ha chiesto di allargare l’appartenenza al Movimento oltre ogni «appartenenza troppo ristretta» e di vivere la fede nella libertà, non nel proselitismo, richiamando il «rischio educativo» di don Luigi Giussani, fondatore di CL, e la sinodalità come ascolto reciproco. Sinodalità infatti «non è il nome di un processo, ma la natura di un popolo che nell’amicizia e nell’incontro con l’altro avverte di appartenere a Dio solo». Al movimento il papa ha ricordato che «una certa perdita di influenza, che noi adulti abbiamo forse temuto e combattuto, doveva rivelarci che possiamo stimare di più la potenza del Vangelo, dei legami che genera, della logica che accende, della vita che fa sorgere».
Stampa (18.8.2026) dal sito web www.vatican.va. Titolazione redazionale.
«L’intenzione di questa nota è fondamentalmente propositiva: estrarre dalle sacre Scritture, dalla storia del pensiero cristiano, dalla filosofia e persino dalla poesia, ragioni e motivazioni che spingano a scegliere un’unione d’amore unica ed esclusiva, un’appartenenza reciproca ricca e totalizzante». Il 24 novembre 2025 il Dicastero per la dottrina della fede, presieduto dal card. Víctor Manuel Fernández, ha pubblicato Una caro. Elogio della monogamia. Nota dottrinale sul valore del matrimonio come unione esclusiva e appartenenza reciproca, approvata da papa Leone XIV il 21 novembre 2025. Il testo prende spunto da un lato dai «vari dialoghi con i vescovi dell’Africa e di altri continenti sulla questione della poligamia, nel contesto delle loro visite ad limina», e dall’altro dalla «constatazione che diverse forme pubbliche di unione non monogama – a volte chiamate “poliamore” – stanno crescendo in Occidente». Si concentra sulla caratteristica dell’unità del matrimonio, perché rileva che il magistero si è sinora occupato ampiamente dell’indissolubilità e del fine procreativo, mentre questa tematica è rimasta in secondo piano. Oltre alle fonti bibliche, patristiche e magisteriali, la Nota insolitamente esamina fonti filosofiche, della teologia ortodossa e della poesia. Il riferimento principale risulta essere l’esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia di papa Francesco, che dal 7 al 14 ottobre in Vaticano sarà al centro di un grande incontro mondiale dei vescovi in occasione del decennale della pubblicazione.
Stampa (24.11.2025) da sito web www.vatican.va.
Il 1° luglio a Écône, in Svizzera, il vescovo lefebvriano Alfonso de Galarreta ha conferito la consacrazione episcopale a quattro vescovi, incorrendo nella scomunica da parte della Santa Sede (cf. Regno-att. 14,2026,389). Pubblichiamo, con titolazione redazionale:
– la Dichiarazione del card. Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la dottrina della fede (13.5.2026; www.vatican.va);
– la Dichiarazione di fede cattolica rivolta a sua santità il papa Leone XIV di don Davide Pagliarani, superiore generale della Fraternità sacerdotale San Pio X (14.5.2026; fsspx.news);
– la Lettera di papa Leone XIV al superiore generale della FSSPX (29.6.2026, pubblicata il 30; www.vatican.va);
– il Comunicato della Casa generalizia della FSSPX al termine delle consacrazioni episcopali (1.7.2026; fsspx.news);
– il Decreto del DDF riguardante la FSSPX in conseguenza delle consacrazioni episcopali celebrate senza mandato pontificio (2.7.2026; www.vatican.va);
– la Nota esplicativa del DDF riguardo alla situazione creatasi con le consacrazioni episcopali celebrate senza mandato pontificio da parte della FSSPX (2.7.2026; www.vatican.va);
– la Prassi per la riconciliazione di persone provenienti dalla FSSPX (DDF, 2.7.2026; www.vatican.va; nostra traduzione delle appendici in latino);
– il Comunicato della Casa generalizia FSSPX «La Fraternità presenta ricorso contro il decreto del 2 luglio 2026» (13.7.2026; fsspx.news).
Il 27 giugno il card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo, ha introdotto la quarta sessione del concistoro straordinario dei cardinali, dedicata al tema «Il cammino di attuazione del Sinodo. Verso le Assemblee sinodali 2027-2028». Il concistoro, ha affermato, si colloca all’interno di «una Chiesa in stato di Sinodo».
Il card. Grech rilegge l’esperienza sinodale come esperienza «nello Spirito», chiave interpretativa dei processi ecclesiali in corso, e descrive la fase attuativa non come applicazione di decisioni già prese né come nuova consultazione mondiale, ma come atto di comunicazione e comunione tra le Chiese locali, chiamate a tradurre nella vita ordinaria i frutti del cammino compiuto. Illustra le quattro tappe del documento Verso le Assemblee 2027-2028 (pubblicato il 20 maggio), cioè fare memoria, interpretare, orientare, celebrare, in vista dell’«Assemblea ecclesiale» che si terrà nell’ottobre 2028. Sottolinea il ruolo del vescovo, primo responsabile del cammino sinodale, e il legame tra collegialità e sinodalità, «due dimensioni operative della stessa comunione».
«In un momento globale che disegna il dramma mondiale di una geopolitica abituata, quasi rassegnata, alla guerra e alla prepotenza economica», una Chiesa che si realizza sinodalmente «diventa per la storia della famiglia umana segno dei tempi di uno stile e di una postura di governo e di partecipazione secondo la virtù evangelica della mitezza».
Stampa da file in nostro possesso. Sul concistoro cf. anche Regno-doc. 13,2026,418; Regno-att. 14,2026,395.
Approvato dal Consiglio generale dell’Associazione guide e scouts cattolici italiani (AGESCI) riunito a Bracciano il 3 maggio 2026 (mozione 54/2026), il testo Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo. Documento approvato dal Consiglio generale AGESCI 2026 - Moz. 54/2026 è l’esito di un cammino associativo quadriennale avviato con la mozione 55 del 2022, che ha raccolto testimonianze di capi, ragazzi e ragazze LGBTQIA+, presenti o usciti dall’associazione, insieme a comunità capi, famiglie, zone e regioni. Il testo afferma che, nel profilo del capo cristiano educatore, «l’orientamento affettivo e l’identità di genere non possono costituire un criterio di esclusione» nel discernimento che le comunità capi esercitano quando una persona adulta chiede di svolgere un ruolo educativo. Indica in sguardo, ascolto e presenza le tre posture fondamentali per accompagnare i vissuti personali, e sollecita la costruzione di «spazi sicuri», nella riservatezza e nel rispetto della dignità di ogni persona, per contrastare atteggiamenti omolesbobitransfobici.
Il documento si colloca esplicitamente all’interno del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, richiamando i nn. 30-31 del documento di sintesi Lievito di pace e di speranza (ottobre 2025) e lo spirito dell’esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia di papa Francesco, e riprende l’affermazione per cui «niente di ciò che è umano ci è estraneo», già presente nel documento AGESCI La scelta di accogliere (2019).
Stampa (6.7.2026) da sito web www.agesci.it. Cf. anche Regno-att. 14,2026,401.