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Documenti, 15/2026, 01/09/2026, pag. 463

Una sola carne

Nota dottrinale sul valore del matrimonio come unione esclusiva e appartenenza reciproca

Dicastero per la dottrina della fede

«L’intenzione di questa nota è fondamentalmente propositiva: estrarre dalle sacre Scritture, dalla storia del pensiero cristiano, dalla filosofia e persino dalla poesia, ragioni e motivazioni che spingano a scegliere un’unione d’amore unica ed esclusiva, un’appartenenza reciproca ricca e totalizzante». Il 24 novembre 2025 il Dicastero per la dottrina della fede, presieduto dal card. Víctor Manuel Fernández, ha pubblicato Una caro. Elogio della monogamia. Nota dottrinale sul valore del matrimonio come unione esclusiva e appartenenza reciproca, approvata da papa Leone XIV il 21 novembre 2025. Il testo prende spunto da un lato dai «vari dialoghi con i vescovi dell’Africa e di altri continenti sulla questione della poligamia, nel contesto delle loro visite ad limina», e dall’altro dalla «constatazione che diverse forme pubbliche di unione non monogama – a volte chiamate “poliamore” – stanno crescendo in Occidente». Si concentra sulla caratteristica dell’unità del matrimonio, perché rileva che il magistero si è sinora occupato ampiamente dell’indissolubilità e del fine procreativo, mentre questa tematica è rimasta in secondo piano. Oltre alle fonti bibliche, patristiche e magisteriali, la Nota insolitamente esamina fonti filosofiche, della teologia ortodossa e della poesia. Il riferimento principale risulta essere l’esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia di papa Francesco, che dal 7 al 14 ottobre in Vaticano sarà al centro di un grande incontro mondiale dei vescovi in occasione del decennale della pubblicazione.

Stampa (24.11.2025) da sito web www.vatican.va.

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Leggi anche

Documenti, 2026-15

Lefebvriani: di nuovo scomunicati

Dicastero per la dottrina della fede; Leone XIV; don Davide Pagliarani, superiore generale della Fraternità sacerdotale San Pio X

Il 1° luglio a Écône, in Svizzera, il vescovo lefebvriano Alfonso de Galarreta ha conferito la consacrazione episcopale a quattro vescovi, incorrendo nella scomunica da parte della Santa Sede (cf. Regno-att. 14,2026,389). Pubblichiamo, con titolazione redazionale:

– la Dichiarazione del card. Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la dottrina della fede (13.5.2026; www.vatican.va);

– la Dichiarazione di fede cattolica rivolta a sua santità il papa Leone XIV di don Davide Pagliarani, superiore generale della Fraternità sacerdotale San Pio X (14.5.2026; fsspx.news);

– la Lettera di papa Leone XIV al superiore generale della FSSPX (29.6.2026, pubblicata il 30; www.vatican.va);

– il Comunicato della Casa generalizia della FSSPX al termine delle consacrazioni episcopali (1.7.2026; fsspx.news);

– il Decreto del DDF riguardante la FSSPX in conseguenza delle consacrazioni episcopali celebrate senza mandato pontificio (2.7.2026; www.vatican.va);

– la Nota esplicativa del DDF riguardo alla situazione creatasi con le consacrazioni episcopali celebrate senza mandato pontificio da parte della FSSPX (2.7.2026; www.vatican.va);

– la Prassi per la riconciliazione di persone provenienti dalla FSSPX (DDF, 2.7.2026; www.vatican.va; nostra traduzione delle appendici in latino);

– il Comunicato della Casa generalizia FSSPX «La Fraternità presenta ricorso contro il decreto del 2 luglio 2026» (13.7.2026; fsspx.news).

Documenti, 2026-9

Il ruolo delle donne nella Chiesa

Rapporto finale

Dicastero per la dottrina della Fede (Gruppo di studio 5)

Uno dei temi emersi con maggiore forza nel processo della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, il cosiddetto «Sinodo sulla sinodalità» che si è svolto nelle sue varie fasi dal 2021 al 2024, è stato quello del ruolo delle donne nella vita della Chiesa. Papa Francesco quindi nel 2024, nel delegare a 10 «gruppi di studio» altrettante «importanti questioni teologiche, tutte in varia misura connesse al rinnovamento sinodale della Chiesa e non prive di ripercussioni giuridiche e pastorali», aveva riservato proprio quella del ruolo delle donne nella Chiesa al Dicastero per la dottrina della fede. Il 10 marzo l’organismo ha pubblicato il Rapporto finale del «Gruppo di studio 5 sulla partecipazione delle donne alla vita e alla guida della Chiesa».

Richiamandosi direttamente all’affermazione di papa Giovanni XXIII nella Pacem in terris (1963), secondo cui la crescita del ruolo pubblico delle donne è un «segno dei tempi», il documento opera una sintesi ragionata delle questioni critiche emerse nel processo sinodale e afferma che «la situazione attuale interpella la comunità ecclesiale affinché prenda una decisione: subire le trasformazioni sociali, oppure essere essa stessa artefice proattiva del proprio cambiamento fornendogli un significato più ampio e ricco».

Stampa (10.3.2026) da sito web www.synod.va. Le Appendici sono qui omesse: cf. riquadro a p. 300. Cf. anche Regno-att. 8,2026,213.

Documenti, 2026-3

Mater populi fidelis

Su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all'opera della salvezza

Dicastero per la dottrina della fede

Dietro questa nota dottrinale intitolata Mater populi fidelis su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all’opera della salvezza, come ha dichiarato il prefetto del dicastero, card. Victor Manuel Fernández, «c’è una ricca storia di decenni»: essa «risponde a numerose domande e proposte (...) giunte presso la Santa Sede soprattutto negli ultimi 30 anni», tra cui uno studio avvenuto attorno al 1996. Il documento, pubblicato il 4 novembre 2025, non solo «chiarisce in che senso sono accettabili o meno alcuni titoli ed espressioni riferiti a Maria», ma «si propone di approfondire i corretti fondamenti della devozione mariana» (Presentazione) relativamente alla «cooperazione di Maria all’opera della salvezza». In particolare, è «sempre inappropriato usare il titolo di Corredentrice», che «rischia di oscurare l’unica mediazione salvifica di Cristo». Analogamente «è necessaria una speciale prudenza nell’applicare a Maria» il «titolo di “Mediatrice”»: «di fronte alla tendenza ad ampliare la portata della cooperazione di Maria, partendo da questo termine», ne viene specificata «sia la preziosa portata sia i limiti». La Nota si sofferma poi sul titolo di «Madre dei credenti», approfondendo l’aspetto della maternità spirituale di Maria, e particolarmente su quello di «Madre della grazia». La conclusione invita a contemplare Maria come «Madre del popolo fedele». La firma di papa Leone XIV esplicita il valore del documento come parte del magistero ordinario della Chiesa.

Stampa (4.11.2025) da sito web www.vatican.va.