D
Documenti
Il tuo abbonamento è scaduto. Rinnovalo al più presto per continuare ad accedere ai contenuti online riservati agli abbonati.

Documenti, 3/2011

Il diritto alla libertà religiosa. Discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede

Benedetto XVI
Nel mondo vi sono luoghi dove «ancora oggi si registrano persecuzioni, discriminazioni, atti di vio lenza e di intolleranza basati sulla religione», aveva scritto il papa nel Mes saggio per la Giornata mondiale della pace 2011 (Regno-doc. 1,2011,5). Il 10 gennaio scorso, al cospetto del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, è entrato nel dettaglio, stigmatizzando quei paesi, perlopiù a maggioranza musulmana, in cui i cristiani sono una minoranza religiosa non tutelata ed esposta an che a violenze; quelli, come la Cina, che pur riconoscendo «una certa libertà religiosa» rendono la vita difficile alle comunità religiose; quelli «nei quali si accorda una grande importanza al pluralismo e alla tolleranza, ma dove la religione subisce una crescente emarginazione», come in Europa, e quelli in cui si tende a «creare una sorta di monopolio statale in materia scolastica», come in America Latina e nella stessa Europa. Si colloca qui il riferimento esplicito a quei «corsi di educazione sessuale o civile … che in realtà riflettono un’antropologia contraria alla fede e alla retta ragione», che ha catalizzato l’attenzione dei mass media nei giorni successivi.

Contro le attività illegali in campo finanziario. Nuova normativa per la Santa Sede

Benedetto XVI; G. card. Lajolo; C.M. Viganò
«Oggi, 30 dicembre 2010, il papa ha firmato un documento… di grande coraggio e di grande significato spirituale» (p. Lombardi alla Radio vaticana). Si tratta di una lettera apostolica motu proprio sulla «prevenzione e contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario», che estende alla Santa Sede la vigenza di una legge (la n. CXXVII) in materia di «riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo» contestualmente emanata per lo Stato della Città del Vaticano. In tal modo gli enti di governo centrale della Chiesa vanno ad allinearsi agli standard richiesti dalle autorità e organismi internazionali di vigilanza. Con il medesimo documento il papa costituisce anche l’Autorità di informazione finanziaria (AIF): presieduta dal card. Attilio Nicora (nominato il 19 gennnaio), dovrà «emanare complesse e delicate disposizioni di attuazione» che riguardano tra gli altri, specifica la Segreteria di stato, «l’Istituto per le opere di religione (IOR), riconfermando l’impegno del medesimo a operare secondo i principi e i criteri internazionalmente riconosciuti».

Contro le attività in campo finanziario. Autorità di informazione finanziaria. Motu proprio, Statuto

Benedetto XVI
«Oggi, 30 dicembre 2010, il papa ha firmato un documento… di grande coraggio e di grande significato spirituale» (p. Lombardi alla Radio vaticana). Si tratta di una lettera apostolica motu proprio sulla «prevenzione e contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario», che estende alla Santa Sede la vigenza di una legge (la n. CXXVII) in materia di «riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo» contestualmente emanata per lo Stato della Città del Vaticano. In tal modo gli enti di governo centrale della Chiesa vanno ad allinearsi agli standard richiesti dalle autorità e organismi internazionali di vigilanza. Con il medesimo documento il papa costituisce anche l’Autorità di informazione finanziaria (AIF): presieduta dal card. Attilio Nicora (nominato il 19 gennnaio), dovrà «emanare complesse e delicate disposizioni di attuazione» che riguardano tra gli altri, specifica la Segreteria di stato, «l’Istituto per le opere di religione (IOR), riconfermando l’impegno del medesimo a operare secondo i principi e i criteri internazionalmente riconosciuti».

Contro le attività illegali in campo finanziario. Quattro nuove leggi. Comunicato

Segreteria di stato
«Oggi, 30 dicembre 2010, il papa ha firmato un documento… di grande coraggio e di grande significato spirituale» (p. Lombardi alla Radio vaticana). Si tratta di una lettera apostolica motu proprio sulla «prevenzione e contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario», che estende alla Santa Sede la vigenza di una legge (la n. CXXVII) in materia di «riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo» contestualmente emanata per lo Stato della Città del Vaticano. In tal modo gli enti di governo centrale della Chiesa vanno ad allinearsi agli standard richiesti dalle autorità e organismi internazionali di vigilanza. Con il medesimo documento il papa costituisce anche l’Autorità di informazione finanziaria (AIF): presieduta dal card. Attilio Nicora (nominato il 19 gennnaio), dovrà «emanare complesse e delicate disposizioni di attuazione» che riguardano tra gli altri, specifica la Segreteria di stato, «l’Istituto per le opere di religione (IOR), riconfermando l’impegno del medesimo a operare secondo i principi e i criteri internazionalmente riconosciuti».

Contro le attività illegali in campo finanziario. Legge n. CXXVII. La prevenzione e il contrasto

G. card. Lajolo; C.M. Viganò
«Oggi, 30 dicembre 2010, il papa ha firmato un documento… di grande coraggio e di grande significato spirituale» (p. Lombardi alla Radio vaticana). Si tratta di una lettera apostolica motu proprio sulla «prevenzione e contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario», che estende alla Santa Sede la vigenza di una legge (la n. CXXVII) in materia di «riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo» contestualmente emanata per lo Stato della Città del Vaticano. In tal modo gli enti di governo centrale della Chiesa vanno ad allinearsi agli standard richiesti dalle autorità e organismi internazionali di vigilanza. Con il medesimo documento il papa costituisce anche l’Autorità di informazione finanziaria (AIF): presieduta dal card. Attilio Nicora (nominato il 19 gennnaio), dovrà «emanare complesse e delicate disposizioni di attuazione» che riguardano tra gli altri, specifica la Segreteria di stato, «l’Istituto per le opere di religione (IOR), riconfermando l’impegno del medesimo a operare secondo i principi e i criteri internazionalmente riconosciuti».

Santi per vocazione. Card. Dionigi Tettamanz, arcivescovo di Milano

D. card. Tettamanzi
Il IV centenario della canonizzazione di san Carlo Borromeo (1610) è l’occasione per l’arcivescovo di Milano di proporre per l’anno 2010- 2011 una lettera pastorale dedicata al tema della santità. «San Carlo ha portato dedizione, amore e speranza non solo nella comunità cristiana ma in tutta la città di Milano (…). Si è rivolto a tutti e ha saputo andare anche fuori le mura». È questo un tratto del santo – l’attenzione alla città – che il card. Tettamanzi sente più vicino e più caratterizzante il proprio ministero pastorale di quasi un decennio, ora che si avvia alla conclusione: «Una delle esperienze più belle che vivo come arcivescovo di Milano è proprio la possibilità d’incontrare da vicino le persone: tanti volti, tante mani, tante vicende raccontate all’arcivescovo, nella ricerca di rapporti personali che troppo spesso non ci sono più. Quante cose ho imparato ascoltando in questi anni la gente delle nostre parrocchie e delle nostre città!».

Chiarezza morale, impegno educativo. CEI - Consiglio permanente. Sessione invernale (24-27.1.2011)

A. card. Bagnasco; Episcopato italiano
«Bagnasco chiede sobrietà: il disagio morale si respira» (Corriere della sera 25.1.2011). Dei 300 e più titoli che i quotidiani italiani hanno dedicato, nella seconda metà di gennaio, alla comunità ecclesiale italiana di fronte all’ultima inchiesta giudiziaria che ha coinvolto il premier Berlusconi – il cosiddetto «Rubygate» – una buona parte (tra attese, resoconti e reazioni) ha ruotato intorno alla prolusione che il card. Bagnasco ha pronunciato in apertura del Consiglio permanente della CEI svoltosi ad Ancona (cf. ampiamente Regno-att. 2,2011,1ss). Nel Comunicato finale diffuso il giorno dopo la fine dell’incontro, oltre a sottolineare la «forte unità di giudizio» e la «profonda condivisione», tra i vescovi del Consiglio, «del tono e ancor prima dei contenuti» dell’intervento del loro presidente, si fa riferimento agli altri importanti impegni che la CEI ha davanti a sé nei prossimi mesi: la pubblicazione del documento conclusivo dell’ultima Settimana sociale e del Messaggio d’invito al XXV Congresso eucaristico nazionale che si terrà appunto ad Ancona a settembre e la prossima Assemblea generale, dedicata ai «soggetti e metodi dell’educazione alla fede» nella comunità ecclesiale.

Chiarezza morale, impegno educativo. L'italia a disagio. Prolusione del card. Bagnasco

A. card. Bagnasco
«Bagnasco chiede sobrietà: il disagio morale si respira» (Corriere della sera 25.1.2011). Dei 300 e più titoli che i quotidiani italiani hanno dedicato, nella seconda metà di gennaio, alla comunità ecclesiale italiana di fronte all’ultima inchiesta giudiziaria che ha coinvolto il premier Berlusconi – il cosiddetto «Rubygate» – una buo na parte (tra attese, resoconti e reazioni) ha ruotato intorno alla prolusione che il card. Bagnasco ha pronunciato in apertura del Consiglio permanente della CEI svoltosi ad Ancona (cf. ampiamente Regno-att. 2,2011,1ss). Nel Comunicato finale diffuso il giorno dopo la fine dell’incontro, oltre a sottolineare la «forte unità di giudizio» e la «profonda condivisione», tra i vescovi del Consiglio, «del tono e ancor prima dei contenuti» dell’intervento del loro presidente, si fa riferimento agli altri importanti impegni che la CEI ha davanti a sé nei prossimi mesi: la pubblicazione del documento conclusivo dell’ultima Settimana sociale e del Messaggio d’invito al XXV Congresso eucaristico nazionale che si terrà appunto ad Ancona a settembre e la prossima Assemblea generale, dedicata ai «soggetti e metodi dell’educazione alla fede» nella comunità ecclesiale.

Chiarezza morale, impegno educativo. La Chiesa ha parlato al Paese. Comunicato finale

Episcopato italiano
«Bagnasco chiede sobrietà: il disagio morale si respira» (Corriere della sera 25.1.2011). Dei 300 e più titoli che i quotidiani italiani hanno dedicato, nella seconda metà di gennaio, alla comunità ecclesiale italiana di fronte all’ultima inchiesta giudiziaria che ha coinvolto il premier Berlusconi – il cosiddetto «Rubygate» – una buo na parte (tra attese, resoconti e reazioni) ha ruotato intorno alla prolusione che il card. Bagnasco ha pronunciato in apertura del Consiglio permanente della CEI svoltosi ad Ancona (cf. ampiamente Regno-att. 2,2011,1ss). Nel Comunicato finale diffuso il giorno dopo la fine dell’incontro, oltre a sottolineare la «forte unità di giudizio» e la «profonda condivisione», tra i vescovi del Consiglio, «del tono e ancor prima dei contenuti» dell’intervento del loro presidente, si fa riferimento agli altri importanti impegni che la CEI ha davanti a sé nei prossimi mesi: la pubblicazione del documento conclusivo dell’ultima Settimana sociale e del Messaggio d’invito al XXV Congresso eucaristico nazionale che si terrà appunto ad Ancona a settembre e la prossima Assemblea generale, dedicata ai «soggetti e metodi dell’educazione alla fede» nella comunità ecclesiale.

I neocatecumenali e il Giappone. . Osamu, vescovo di Takamatsu, P. Takeo Okada, arcivescovo di Tokyo

M. Osamu; P. Takeo Okada
Il 13 dicembre 4 vescovi diocesani giapponesi, il papa, alcuni cardinali e un arcivescovo di curia (cf. Regno-att. 2,2011,24s) si sono riuniti a Roma. E, nonostante non vi sia stato nessun comunicato ufficiale, sin da subito si è saputo che la decisione presa collegialmente dalla Conferenza dei vescovi cattolici del Giappone di sospendere per cinque anni le attività in loco del Cammino neocatecumenale non era stata approvata da Roma. A partire da questo momento, però, i percorsi si sono divaricati. Alcuni vescovi hanno ribadito in lettere pastorali immediatamente successive all’incontro l’intenzione di sospendere le attività del Cammino nella propria diocesi (cf. sotto i testi di mons. Osamu, vescovo di Takamatsu e mons. Okada, arcivescovo di Tokyo); la Santa Sede invierà un visitatore in Giappone; infine i neocatecumenali, a cui nell’udienza loro concessa il 17 gennaio scorso, Benedetto XVI ha presentato ufficialmente l’approvazione del Direttorio catechetico, datata 26.12.2010.

I neocatecumenali e il Giappone. È il mio compito di vescovo. Lettera del vescovo di Takamatsu

M. Osamu
Il 13 dicembre 4 vescovi diocesani giapponesi, il papa, alcuni cardinali e un arcivescovo di curia (cf. Regno-att. 2,2011,24s) si sono riuniti a Roma. E, nonostante non vi sia stato nessun comunicato ufficiale, sin da subito si è saputo che la decisione presa collegialmente dalla Conferenza dei vescovi cattolici del Giappone di sospendere per cinque anni le attività in loco del Cammino neocatecumenale non era stata approvata da Roma. A partire da questo momento, però, i percorsi si sono divaricati. Alcuni vescovi hanno ribadito in lettere pastorali immediatamente successive all’incontro l’intenzione di sospendere le attività del Cammino nella propria diocesi (cf. sotto i testi di mons. Osamu, vescovo di Takamatsu e mons. Okada, arcivescovo di Tokyo); la Santa Sede invierà un visitatore in Giappone; infine i neocatecumenali, a cui nell’udienza loro concessa il 17 gennaio scorso, Benedetto XVI ha presentato ufficialmente l’approvazione del Direttorio catechetico, datata 26.12.2010.

I neocatecumenali e il Giappone. Con nostro grande disappunto. Lettera dell'arcivescovo di Tokyo

P. Takeo Okada
Il 13 dicembre 4 vescovi diocesani giapponesi, il papa, alcuni cardinali e un arcivescovo di curia (cf. Regno-att. 2,2011,24s) si sono riuniti a Roma. E, nonostante non vi sia stato nessun comunicato ufficiale, sin da subito si è saputo che la decisione presa collegialmente dalla Conferenza dei vescovi cattolici del Giappone di sospendere per cinque anni le attività in loco del Cammino neocatecumenale non era stata approvata da Roma. A partire da questo momento, però, i percorsi si sono divaricati. Alcuni vescovi hanno ribadito in lettere pastorali immediatamente successive all’incontro l’intenzione di sospendere le attività del Cammino nella propria diocesi (cf. sotto i testi di mons. Osamu, vescovo di Takamatsu e mons. Okada, arcivescovo di Tokyo); la Santa Sede invierà un visitatore in Giappone; infine i neocatecumenali, a cui nell’udienza loro concessa il 17 gennaio scorso, Benedetto XVI ha presentato ufficialmente l’approvazione del Direttorio catechetico, datata 26.12.2010.

Benedetto XVI al Cammino

Benedetto XVI
Il 17 gennaio, nell’Aula Paolo VI, il papa ha ricevuto in udienza i membri del Cammino neocatecumenale e, dopo una breve introduzione del card. Rylko, ha rivolto il discorso che qui riportiamo, dove si dà notizia dell’approvazione del Direttorio catechetico del Cammino neocatecumenale (cf. Regno-att. 2,2011,25) da parte del Pontificio consiglio per i laici (cf. in questo numero a p. 116; www.vatican.va).

Approvate le catechesi

S. card. Rylko; J Clemens
Dopo la conferma definitiva degli statuti del Cammino neocatecumenale, avvenuta nel giugno 2008 (cf. Regno-doc. 13,2008,427ss), il secondo e ultimo passo in vista della «conclusione del suo percorso istituzionale» è avvenuto nel 2010. Il 26 dicembre, infatti, è stato approvato per decreto del Pontificio consiglio per i laici il Direttorio catechetico del Cammino neocatecumenale (cf. Regno-att. 2,2011,25), fatto reso noto durante l’udienza concessa da Benedetto XVI al movimento lo scorso 17 gennaio (www.camminoneocatecumenale.it).

Il primo ordinariato personale per gli ex anglicani.

Congregazione per dottrina della fede, vescovi cattolici, Chiesa d'Inghilterra
L’ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham, l’inedita istituzione pensata «per i gruppi di anglicani e il loro pastori che desiderano entrare in piena comunione con la Chie sa cattolica», è il «primo frutto del la costituzione apostolica Anglicanorum coetibus, pubblicata da papa Benedetto XVI» nel 2009, secondo le parole del card. William Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (CDF). È stato eretto nel territorio della Conferenza dei vescovi cattolici d’Inghilterra e Galles il 15 gennaio 2011 con decreto della CDF, il dicastero vaticano al quale la nuova struttura sarà soggetta. Lo stesso giorno a Londra sono stati ri-ordinati sacerdoti tre ex vescovi anglicani, usciti dalla loro Chiesa d’Inghilterra, che dovranno accompagnare la formazione di alcuni gruppi di fedeli verso la riconfermazione, a Pasqua; uno dei tre ex vescovi, Keith Newton, è stato nominato da Benedetto XVI «ordinario» dell’ordinariato. Le difficoltà pratiche e le questioni legali che la nascita della nuova istituzione in territorio britannico suscita, in ambito sia cattolico sia anglicano, sono state negli stessi giorni chiarite dalle due Chiese nazionali.

Il primo ordinariato personale per gli ex anglicani. Decreto di erezione dell'ordinariato.

Congregazione per la dottrina della fede; W. Card. Levada
L’ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham, l’inedita istituzione pensata «per i gruppi di anglicani e il loro pastori che desiderano entrare in piena comunione con la Chie sa cattolica», è il «primo frutto del la costituzione apostolica Anglicanorum coetibus, pubblicata da papa Benedetto XVI» nel 2009, secondo le parole del card. William Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (CDF). È stato eretto nel territorio della Conferenza dei vescovi cattolici d’Inghilterra e Galles il 15 gennaio 2011 con decreto della CDF, il dicastero vaticano al quale la nuova struttura sarà soggetta. Lo stesso giorno a Londra sono stati ri-ordinati sacerdoti tre ex vescovi anglicani, usciti dalla loro Chiesa d’Inghilterra, che dovranno accompagnare la formazione di alcuni gruppi di fedeli verso la riconfermazione, a Pasqua; uno dei tre ex vescovi, Keith Newton, è stato nominato da Benedetto XVI «ordinario» dell’ordinariato. Le difficoltà pratiche e le questioni legali che la nascita della nuova istituzione in territorio britannico suscita, in ambito sia cattolico sia anglicano, sono state negli stessi giorni chiarite dalle due Chiese nazionali.

L'arcivescovo di Westminster: in piena comunione

V. Nichols
Sono stati ri-ordinati preti nella cattedrale cattolica di Westminster, il 15 gennaio, i primi tre ex vescovi anglicani che hanno deciso di lasciare la Chiesa d’Inghilterra per aderire al nuovo ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham, eretto con decreto della Congregazione per la dottrina della fede lo stesso giorno. Sono John Broadhurst, sposato, quattro figli, già vescovo di Fulham e presidente dell’associazione anglo-cattolica Forward in faith; Andrew Burnham, sposato, due figli, già vescovo di Ebbsfleet e «vescovo volante» (incaricato cioè della cura pastorale dei fedeli anglicani che non hanno accettato l’ordinazione sacerdotale delle donne); e Keith Newton, sposato, tre figli, già vescovo di Richborough e «vescovo volante». Quest’ultimo lo stesso giorno dell’ordinazione sacerdotale è stato nominato da Benedetto XVI primo ordinario dell’ordinariato personale. Pubblichiamo in una nostra traduzione dall’inglese l’omelia tenuta nell’occasione da mons. Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster (www.catholic-ew.org.uk).

Il primo ordinariato personale per gli ex anglicani. Domande e risposte

Conferenza dei vescovi cattolici d'Inghilterra e Galles
L’ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham, l’inedita istituzione pensata «per i gruppi di anglicani e il loro pastori che desiderano entrare in piena comunione con la Chie sa cattolica», è il «primo frutto del la costituzione apostolica Anglicanorum coetibus, pubblicata da papa Benedetto XVI» nel 2009, secondo le parole del card. William Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (CDF). È stato eretto nel territorio della Conferenza dei vescovi cattolici d’Inghilterra e Galles il 15 gennaio 2011 con decreto della CDF, il dicastero vaticano al quale la nuova struttura sarà soggetta. Lo stesso giorno a Londra sono stati ri-ordinati sacerdoti tre ex vescovi anglicani, usciti dalla loro Chiesa d’Inghilterra, che dovranno accompagnare la formazione di alcuni gruppi di fedeli verso la riconfermazione, a Pasqua; uno dei tre ex vescovi, Keith Newton, è stato nominato da Benedetto XVI «ordinario» dell’ordinariato. Le difficoltà pratiche e le questioni legali che la nascita della nuova istituzione in territorio britannico suscita, in ambito sia cattolico sia anglicano, sono state negli stessi giorni chiarite dalle due Chiese nazionali.

I vescovi dell'Essex: nulla ostacoli la nostra amicizia

S. Cottrell; T. McMahon
Il 14 gennaio, cioè il giorno prima della ri-ordinazione dei tre ex vescovi e della nascita del primo ordinariato personale per gli ex anglicani, il vescovo cattolico e quello anglicano della regione dell’Essex e dell’East London hanno inviato una lettera congiunta al clero riguardo all’ordinariato. Eccola in una nostra traduzione dall’inglese (www.dioceseofbrentwood.net).

Il primo ordinariato personale per gli ex anglicani. Questioni legali. Chiesa d'Inghilterra

J. Rees; L. Lennox; S. Slack; A. McGregor
L’ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham, l’inedita istituzione pensata «per i gruppi di anglicani e il loro pastori che desiderano entrare in piena comunione con la Chie sa cattolica», è il «primo frutto del la costituzione apostolica Anglicanorum coetibus, pubblicata da papa Benedetto XVI» nel 2009, secondo le parole del card. William Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (CDF). È stato eretto nel territorio della Conferenza dei vescovi cattolici d’Inghilterra e Galles il 15 gennaio 2011 con decreto della CDF, il dicastero vaticano al quale la nuova struttura sarà soggetta. Lo stesso giorno a Londra sono stati ri-ordinati sacerdoti tre ex vescovi anglicani, usciti dalla loro Chiesa d’Inghilterra, che dovranno accompagnare la formazione di alcuni gruppi di fedeli verso la riconfermazione, a Pasqua; uno dei tre ex vescovi, Keith Newton, è stato nominato da Benedetto XVI «ordinario» dell’ordinariato. Le difficoltà pratiche e le questioni legali che la nascita della nuova istituzione in territorio britannico suscita, in ambito sia cattolico sia anglicano, sono state negli stessi giorni chiarite dalle due Chiese nazionali.

Regno Documenti 3 2011. La rivista completa

Redazione
A disposizione dei nostri abbonati la possibilità di scaricare il numero completo in un unico file pdf. Buona lettura!