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Documenti, 3/2007

Una sfida per tutti. Discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede

Benedetto XVI
Lo scandalo della miseria «ci spinge a cambiare i nostri modi di vita, ci richiama l’urgenza di eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell’economia mondiale e di correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente e uno sviluppo umano integrale per oggi e soprattutto per domani». Il tono preoccupato del discorso che Benedetto XVI ha rivolto al corpo diplomatico l’8 gennaio scorso, nel corso della tradizionale udienza d’inizio anno, trova il suo centro nell’esortazione a non dimenticare «l’Africa e le sue numerose situazioni di guerra e di tensione». Il dramma del Darfur, il conflitto nel Corno d’Africa e l’avvio di processi di pacificazione nella regione dei Grandi laghi e in Costa d’Avorio sono gli elementi maggiormente sottolineati. Ma non manca uno sguardo agli altri continenti: America Latina (Colombia e Cuba), Asia (India, Cina, Viet Nam, Timor Est, Corea, Afghanistan e soprattutto Medio Oriente) ed Europa (Unione Europea, Balcani). Fra i segnali positivi: il dialogo fra le culture e le religioni, la maggior consapevolezza internazionale sulle sfide attuali (ONU), la lotta alla corruzione e la promozione del buon governo. Stampa (6.2.2007) da sito Internet www.vatican.va. Sottotitoli redazionali.

La verità del mantrimonio. Discorso la tribunale della Rota romana

Benedetto XVI
«Non dobbiamo dimenticare che nelle cause di nullità matrimoniale la verità processuale presuppone la "verità del matrimonio" stesso». Essa significa che «l’indissolubilità del matrimonio non deriva dall’impegno definitivo dei contraenti, ma è intrinseca alla natura del "potente legame stabilito dal Creatore"». Incontrando, il 27 gennaio scorso, il tribunale della Rota romana in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, Benedetto XVI ha ribadito alcuni aspetti del magistero della Chiesa sul matrimonio, che gli osservatori hanno posto in relazione anche col dibattito in corso in alcuni paesi sulla regolamentazione giuridica delle unioni omosessuali. Il papa ha infatti sottolineato la necessità di opporsi a un positivismo giuridico che considera il matrimonio come pura formalizzazione sociale dei legami affettivi, al soggettivismo che sottrarrebbe i cristiani comuni all’indissolubilità del vincolo coniugale, inteso come ideale non obbligante, e alla negazione del matrimonio come «realtà sessualmente differenziata dell’uomo e della donna, con le loro profonde esigenze di complementarietà, di donazione definitiva e di esclusività». Stampa (5.2.2007) da sito Internet www.vatican.va. Sottotitoli redazionali.

Prospettive e preoccupazioni. Prolusione al Consiglio permanente della CEI

Card. Camillo Ruini
La Chiesa italiana dopo Verona. Il nucleo centrale della riflessione del card. Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana, nella sua prolusione al recente Consiglio permanente (22-25 gennaio) ha riguardato proprio la traduzione dell’evento ecclesiale dell’ottobre scorso in vista dell’elaborazione della nota pastorale della CEI che ne riassumerà e rilancerà i risultati. «È importante – ha detto il presidente – mantenere vivo quel senso di una responsabilità e di un’impresa comune che ha animato e caratterizzato il convegno e la sua preparazione». La situazione attuale del paese è stata richiamata in più punti, secondo il genere consueto delle prolusioni di Ruini. Particolare attenzione è stata dedicata al tema della famiglia e al dibattito che si è acceso attorno all’ipotesi legislativa di un riconoscimento giuridico delle unioni di fatto. Sul tema, Ruini ha fermamente escluso la necessità di «creare un modello legislativamente precostituito, che inevitabilmente configurerebbe qualcosa di simile a un matrimonio». Cf., su questo punto, anche il riquadro a p. 78. Stampa (5.2.2007) da files in nostro possesso. Sottotitoli redazionali.

Il «Non possumus» di Avvenire

Avvenire
Il 6 febbraio 2007, dopo che nei giorni precedenti erano state diffuse bozze del disegno di legge in esame presso il Consiglio dei ministri in materia di diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi (poi approvato l’8.2), il quotidiano Avvenire è intervenuto con un editoriale, intitolato «Circa la bozza sulle unioni di fatto. Il perché del nostro leale "non possumus"», che pubblichiamo qui di seguito.

Morale e Spagna contemporanea. Istruzione pastorale

Episcopato spagnolo
«Nel contesto di una trasformazione sociale di grandi dimensioni, la Spagna si vede invasa da un modo di vivere nel quale ogni riferimento a Dio viene considerato come un neo per la maturità intellettuale e il pieno esercizio della libertà...» (n. 9). Un nuovo intervento dei vescovi spagnoli puntualizza e rende organica la posizione della Chiesa cattolica di fronte ai cambiamenti culturali e sociali che attraversano la società spagnola. Si tratta di un’istruzione pastorale, che è stata approvata dall’Assemblea plenaria di fine novembre 2006, ha come titolo Orientamenti morali sulla situazione attuale della Spagna e fa seguito a un’altra istruzione pastorale, quella su teologia e secolarizzazione, pubblicata la scorsa primavera (cf. Regno-doc. 13,2006,425). Il documento esibisce uno stile pastorale diviso tra apertura e preoccupazione, volontà di dialogo e timori di un laicismo irriducibile; la minaccia maggiore per i cattolici è colta nella tentazione della sfiducia, l’antidoto più efficace è individuato in un’identità cattolica vigorosa e organizzata (cf. Regno-att. 2,2007,6-7). Stampa (27.12.2006) da sito Internet www.conferenciaepiscopal.es; nostra traduzione dallo spagnolo.

Polonia: il caso Wielgus

Messaggio dell'arcivescovo Wielgus e lettera dei vescovi polacchi
«Sperimentiamo ancora una volta che il tenebroso passato del periodo del sistema totalitario... continua a farsi sentire» (vescovi polacchi). «Col fatto stesso di essermi reso complice in questo modo, ho arrecato danno alla Chiesa... accetterò qualsiasi decisione del santo padre» (mons. Wielgus). Nei primi giorni di gennaio, tra Varsavia e Roma, in un drammatico crescendo di rivelazioni e di prese di posizione, si è consumato il «caso Wielgus»: nominato da Benedetto XVI arcivescovo di Varsavia – e quindi potenzialmente primate di Polonia – il 6 dicembre 2006, alla vigilia della presa di possesso della diocesi, avvenuta il 5 gennaio, la stampa polacca ha diffuso dei documenti che provavano la sua collaborazione con la polizia segreta del passato regime. «Nonostante la sua umile e commovente richiesta di perdono, la rinuncia alla sede di Varsavia e la sua pronta accettazione da parte del santo padre è apparsa come una soluzione adeguata per far fronte alla situazione di disorientamento venutasi a creare in quella nazione» (p. Lombardi, Sala stampa vaticana; cf. Regno-att. 2,2007,1-2). Stampa (5.2.2007) da siti Internet www.chiesa.espressonline.it (con nostra revisione redazionale); www.episkopat.pl. Sottotitoli redazionali

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Mons. S. Wielgus
Chiese nel mondo Chiese nel mondo Polonia: il caso Wielgus Messaggio dell�arcivescovo Wielgus e lettera dei vescovi polacchi �Sperimentiamo ancora una volta che il tenebroso passato del periodo del sistema totalitario... continua a farsi sentire� (vescovi polacchi). �Col fatto stesso di essermi reso complice in questo modo, ho arrecato danno alla Chiesa......

La sofferenza della Chiesa

Federico Lombardi si
Con una breve nota trasmessa alla Radio vaticana, di cui è direttore – assieme al Centro televisivo vaticano –, il portavoce della Sala stampa p. Federico Lombardi ha espresso domenica 7 gennaio il parere ufficiale della Santa Sede sulla vicenda che ha portato all’accettazione da parte di Benedetto XVI delle dimissioni di mons. Stanislaw Wielgus da arcivescovo di Varsavia (www.radiovaticana.org).

Il tenebroso passato

Vescovi polacchi
Chiese nel mondo Chiese nel mondo Polonia: il caso Wielgus Messaggio dell�arcivescovo Wielgus e lettera dei vescovi polacchi �Sperimentiamo ancora una volta che il tenebroso passato del periodo del sistema totalitario... continua a farsi sentire� (vescovi polacchi). �Col fatto stesso di essermi reso complice in questo modo, ho arrecato danno alla Chiesa......

La formazione dei presbiteri nella Chiesa italiana

Conferenza episcopale italiana
Approvato nelle assemblee generali della CEI (55a e 56a; cf. Regno-doc. 21,2005,595; 11,2006,349), il corposo documento relativo a La formazione dei presbiteri nella Chiesa italiana. Orientamenti e norme per i seminari (terza edizione) è stato rivisto dalla Santa Sede l’8 settembre 2006, firmato il 4 novembre e pubblicato il 15 novembre, entrando in vigore un mese dopo. Riprende e aggiorna le edizioni del 1972 e del 1980, recependo e sviluppando «le nuove domande poste dal mondo giovanile», «l’attenzione al mutato contesto culturale ed ecclesiale», «l’esperienza acquisita sul campo dagli educatori» e le «numerose indicazioni magisteriali» sopravvenute. Il testo è diviso in quattro capitoli: i primi tre – pubblicati qui di seguito – sulla formazione nei seminari; il quarto sul regolamento degli studi teologici (apparirà sul prossimo numero). «La parte più innovativa è quella dedicata alla comunità propedeutica, che viene considerata in collegamento col seminario maggiore, anche se distinta da esso, e caratterizzata per la finalità specificamente vocazionale». Notiziario della Conferenza episcopale italiana (2006) 10, 15.11.2006, 291-378.