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Documenti, 21/2006

Tra Ankara e Istanbul (Viaggio apostolico in Turchia)

Benedetto XVI
In visita (28.11 - 1.12.2006) alla Turchia, «paese emblematico in riferimento alla grande sfida che si gioca oggi a livello mondiale», quella cioè di «riscoprire la realtà di Dio e la rilevanza pubblica della fede religiosa», e insieme «assicurare che l’espressione di tale fede sia libera, priva di degenerazioni fondamentaliste, capace di ripudiare fermamente ogni forma di violenza, (...) ho avuto l’occasione propizia per rinnovare i miei sentimenti di stima nei confronti dei musulmani e della civiltà islamica». Lo ha detto Benedetto XVI il 6 dicembre scorso, durante l’udienza generale in Vaticano, e ha proseguito: «Sulle orme di Paolo VI, che incontrò il patriarca Atenagora, e di Giovanni Paolo II, che fu accolto dal successore di Atenagora, Dimitrios I, ho rinnovato con sua santità Bartolomeo I questo gesto di grande valore simbolico, per confermare l’impegno reciproco di proseguire sulla strada verso il ristabilimento della piena comunione tra cattolici ed ortodossi. A sancire tale fermo proposito ho sottoscritto insieme con il patriarca ecumenico una Dichiarazione congiunta, che costituisce un’ulteriore tappa in questo cammino».

In dialogo per conoscerci e rispettarci (Viaggio in Turchia, incontro con A. Bardakoglu)

Benedetto XVI
Benedetto XVI - Viaggio in Turchia Benedetto XVI Tra Ankara e Instanbul Viaggio apostolico in Turchia In visita (28.11 - 1.12.2006) alla Turchia, �paese emblematico in riferimento alla grande sfida che si gioca oggi a livello mondiale�, quella cio� di �riscoprire la realt� di Dio e la rilevanza pubblica della fede religiosa�, e insieme �assicurare che l�espressione...

Servitori di pace nel solco dei profeti

A. Bardakoglu
Prima del discorso di Benedetto XVI nel pomeriggio di martedì 28 novembre (qui a p. 697ss), il presidente del Direttorato per gli affari religiosi della Turchia, prof. Alí Bardakoglu, ha indirizzato al pontefice alcune parole di saluto che di seguito riportiamo (L’Osservatore romano 30.11.2006, 5-6).

Diritti umani e libertà (Viaggio in Turchia, discorso al corpo diplomatico)

Benedetto XVI
Benedetto XVI - Viaggio in Turchia Benedetto XVI Tra Ankara e Instanbul Viaggio apostolico in Turchia In visita (28.11 - 1.12.2006) alla Turchia, �paese emblematico in riferimento alla grande sfida che si gioca oggi a livello mondiale�, quella cio� di �riscoprire la realt� di Dio e la rilevanza pubblica della fede religiosa�, e insieme �assicurare che l�espressione...

La comunione tra Pietro e Andrea

Benedetto XVI
Benedetto XVI - Viaggio in Turchia Benedetto XVI Tra Ankara e Instanbul Viaggio apostolico in Turchia In visita (28.11 - 1.12.2006) alla Turchia, �paese emblematico in riferimento alla grande sfida che si gioca oggi a livello mondiale�, quella cio� di �riscoprire la realt� di Dio e la rilevanza pubblica della fede religiosa�, e insieme �assicurare che l�espressione...

Parlare il linguaggio dell'amore e della comunione

Bartolomeo I
Il 30 novembre, memoria liturgica del patrono della chiesa di Costantinopoli sant’Andrea, Benedetto XVI, accolto dal patriarca ecumenico Bartolomeo I, ha assistito alla divina liturgia nella chiesa patriarcale di San Giorgio al Fanar. Al termine Bartolomeo I ha pronunciato l’omelia che segue (L’Osservatore romano 1.12.2006, 7)

Dichiarazione comune

Benedetto XVI, Bartolomeo I
Benedetto XVI - Viaggio in Turchia Benedetto XVI Tra Ankara e Instanbul Viaggio apostolico in Turchia In visita (28.11 - 1.12.2006) alla Turchia, �paese emblematico in riferimento alla grande sfida che si gioca oggi a livello mondiale�, quella cio� di �riscoprire la realt� di Dio e la rilevanza pubblica della fede religiosa�, e insieme �assicurare che l�espressione...

Verso un islam moderno? Il dibattito interno all'islam turco sul tema della «riforma»

X. Jacob
L’islam turco, forte di 75 milioni di persone, non è un islam arabo e si propone con un profilo proprio. Lo studio ne illumina alcuni elementi centrali a partire dai dibattiti dei teologi e giuristi islamici (ci sono in Turchia 22 facoltà musulmane). Sulla possibilità di una riforma per l’islam si raccolgono voci prevalentemente contrarie, anche se non si esclude la domanda e la ricerca, in particolare quando più che di riforma si parla di aggiornamento o di interpretazione. È possibile un ritorno all’islam originario, una diversa distribuzione delle preghiere quotidiane, una pratica meno rigida del ramadan, l’uso nella preghiera della lingua turca al posto dell’arabo, alimentarsi con carne di maiale, accettare l’interdizione del velo e ipotizzare la salvezza anche per i non musulmani? Le risposte prevalentemente negative lasciano spazio tuttavia a un’importante decisione dell’Assemblea consultiva sui problemi religiosi attuali, quella cioè d’introdurre le scienze filosofiche, storiche e testuali nell’approccio al Corano. L’autore dello studio è un sacerdote assunzionista francese che vive in Turchia dal 1959 (cf. nota a p. 711).

Dialogo sincero e missione comune. A 40 anni dall'inizio del dialogo anglicano-cattolico

Benedetto XVI, R. Williams
«Nel rinnovare il nostro impegno a proseguire il cammino verso la piena comunione visibile nella verità e nell’amore di Cristo, (è urgente che) ci impegniamo anche a continuare il dialogo per affrontare le importanti questioni relative all’emergere di fattori ecclesiologici ed etici che rendono più difficile e arduo questo cammino». Nel 40° dell’incontro tra Paolo VI e il primate anglicano Ramsey, la Dichiarazione comune dei successori Benedetto XVI e Rowan Williams al termine dell’udienza a Roma (23.11.2006) conferma la comune consapevolezza che le difficoltà vissute attualmente dalla Comunione anglicana condizionano profondamente le relazioni vicendevoli (cf. Regno-att. 14,2006,490ss). D’altro lato è però riaffermato l’investimento convinto di entrambe le Chiese nella «missione comune di proclamare al mondo la nuova vita in Cristo». In una conferenza tenuta al Pontificio ateneo S. Anselmo su «Benedetto e il futuro dell’Europa» (21.11), questa missione è declinata dal primate anglicano rispetto al contributo che le Chiese cristiane devono offrire insieme al bene comune della società, partendo dall’attualità della Regola benedettina.

A 40 anni dall'inizio del dialogo anglicano-cattolico. Fedeli al Vangelo e alla tradizione

Benedetto XVI
Ecumenismo- Benedetto XVI e R. Williams Ecumenismo Dialogo sincero e missione comune Benedetto XVI e Rowan Williams a 40 anni dall�inizio del dialogo anglicano-cattolico �Nel rinnovare il nostro impegno a proseguire il cammino verso la piena comunione visibile nella verit� e nell�amore di Cristo, (� urgente che) ci impegniamo anche a continuare il dialogo per...

A 40 anni dall'inizio del dialogo anglicano-cattolico. Perseverare nel dialogo ecumenico

R. Williams
Ecumenismo- Benedetto XVI e R. Williams Ecumenismo Dialogo sincero e missione comune Benedetto XVI e Rowan Williams a 40 anni dall�inizio del dialogo anglicano-cattolico �Nel rinnovare il nostro impegno a proseguire il cammino verso la piena comunione visibile nella verit� e nell�amore di Cristo, (� urgente che) ci impegniamo anche a continuare il dialogo per...

A 40 anni dall'inizio del dialogo anglicano-cattolico. Dichiarazione comune

Benedetto XVI, R. Williams
Ecumenismo- Benedetto XVI e R. Williams Ecumenismo Dialogo sincero e missione comune Benedetto XVI e Rowan Williams a 40 anni dall�inizio del dialogo anglicano-cattolico �Nel rinnovare il nostro impegno a proseguire il cammino verso la piena comunione visibile nella verit� e nell�amore di Cristo, (� urgente che) ci impegniamo anche a continuare il dialogo per...

L'importanza di lavorare assieme

R. Williams, C. Murphy O'Connor
La Camera dei vescovi della Chiesa d’Inghilterra e la Conferenza dei vescovi cattolici di Inghilterra e Galles si sono riunite per un incontro bilaterale presso Leeds (Inghilterra) il 14 e il 15 novembre scorso. Le riflessioni sviluppate hanno tenuto conto del lavoro della IARCCUM, che nel 2007 pubblicherà il proprio rapporto. Al termine dell’incontro è stato reso noto un comunicato congiunto firmato dall’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams e dall’arcivescovo di Westminster, card. Cormac Murphy O’Connor (www.catholic-ew.org.uk, nostra traduzione dall’inglese).

Benedetto e il futuro dell'Europa

R. Williams
Ecumenismo- Benedetto XVI e R. Williams Ecumenismo Dialogo sincero e missione comune Benedetto XVI e Rowan Williams a 40 anni dall�inizio del dialogo anglicano-cattolico �Nel rinnovare il nostro impegno a proseguire il cammino verso la piena comunione visibile nella verit� e nell�amore di Cristo, (� urgente che) ci impegniamo anche a continuare il dialogo per...

Una situazione in cambiamento

W. Kasper
«Per comprendere la situazione ecumenica attuale non basta prendere in considerazione le forme classiche dell’ecumenismo e fare un bilancio», ha affermato il card. W. Kasper in apertura dell’ultima assemblea plenaria del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (Roma, 13-18 novembre). La situazione – come ha detto anche Benedetto XVI (qui a p. 738) – è, infatti, molto cambiata. Un particolare oggi colpisce, secondo il card. Kasper: il prepotente emergere dell’«esigenza d’affermare la propria identità», comune ormai a tutte le Chiese storiche. Essa spinge ogni Chiesa e comunità cristiana a diventare «timorosa, difensiva e chiusa in sé», come se il dialogo ecumenico, anziché arricchire, impoverisse. Ma non c’è spazio per visioni pessimistiche: occorre recuperare un ecumenismo «basato sui fondamenti della fede cristiana», capace di ritornare «alle fonti» e di fare costante riferimento alla dimensione spirituale. La parola per l’unità che Cristo ha pronunciato non è né «un incarico, né tantomeno un ordine», quanto piuttosto una «preghiera. Ecumenismo significa dunque unirsi a questa preghiera del Signore e farla propria».

Identità e verità. Prolusione all'assemblea plenaria del PCPUC

W. Kasper
Ecumenismo Ecumenismo Una situazione in cambiamento Pontificio consiglio per la promozione dell�unit� dei cristiani � assemblea plenaria 2006 �Per comprendere la situazione ecumenica attuale non basta prendere in considerazione le forme classiche dell�ecumenismo e fare un bilancio�, ha affermato il card. W. Kasper in apertura dell�ultima assemblea plenaria...

L'impegno primario: l'unità visibile. All'assemblea plenaria del PCPUC

Benedetto XVI
Ecumenismo Ecumenismo Una situazione in cambiamento Pontificio consiglio per la promozione dell�unit� dei cristiani � assemblea plenaria 2006 �Per comprendere la situazione ecumenica attuale non basta prendere in considerazione le forme classiche dell�ecumenismo e fare un bilancio�, ha affermato il card. W. Kasper in apertura dell�ultima assemblea plenaria...

La lotta contro la corruzione

Pontificio consiglio della giustizia e della pace
«L’intera dottrina sociale della Chiesa propone una visione delle relazioni sociali assolutamente contrastante con la pratica della corruzione. Deriva da qui la gravità di questo fenomeno e il giudizio fortemente negativo che ne dà la Chiesa» (n. 8). Frutto della conferenza internazionale organizzata in Vaticano il 2-3 giugno, questa breve nota del Pontificio consiglio della giustizia e della pace, diffusa il 5 ottobre scorso, attinge dall’insegnamento sociale della Chiesa i principi necessari per contrastare il fenomeno della corruzione, sia sul piano dei suoi effetti materiali, per il peso che fa gravare sullo sviluppo economico, sia sul piano degli effetti immateriali, dal momento che crea disaffezione alla politica e indebolisce le istituzioni. Il documento esprime una forte consapevolezza della dimensione internazionale del fenomeno, e dunque colloca a questo livello molti degli interventi che esso raccomanda per combattere la corruzione, senza tuttavia dimenticare le maggiori responsabilità che incombono ai paesi ricchi rispetto a quelli poveri.

Restituire la dignità

Card. C. Sepe, arcivescovo di Napoli
«Restituire dignità» a Napoli è il compito che il card. Sepe, nuovo arcivescovo della metropoli partenopea, ha assegnato a sé e alla sua Chiesa nel primo messaggio alla diocesi, pubblicato in occasione della festa di san Gennaro (settembre 2006). Ricapitolando sotto la categoria del «sangue» gli elementi più radicati nella cultura e nella tradizione della città, egli li valorizza nella chiave della «speranza» – siamo nel contesto del Convegno ecclesiale nazionale di Verona – avendo appunto in vista un’«opera di ricostruzione» e di «riscatto»: «Là dove infatti vi è un solo quartiere, un solo rione, una sola strada, una sola famiglia abbandonata al degrado, ne soffre tutta la città, sfigurata nella sua bellezza». Il tema del degrado della città è anche al centro dell’omelia che il card. Sepe ha pronunciato il 7 novembre, al termine della giornata di digiuno e di preghiera indetta a fronte della recrudescenza degli scontri all’interno della criminalità organizzata. Qui, dopo una precisa assunzione di responsabilità, formula «contro ogni forma di violenza e di malaffare» una «condanna senza limite» e un proposito: «Non daremo tregua».

Il sangue e la speranza. Messaggio alla diocesi di Napoli

Card. C. Sepe, arcivescovo di Napoli
Chiesa in Italia Chiesa in Italia Restituire la dignit� Messaggio e Omelia del card. C. Sepe, arcivescovo di Napoli �Restituire dignit�� a Napoli � il compito che il card. Sepe, nuovo arcivescovo della metropoli partenopea, ha assegnato a s� e alla sua Chiesa nel primo messaggio alla diocesi, pubblicato in occasione della festa di san Gennaro (settembre 2006)....

Non daremo tregua

Card. C. Sepe, arcivescovo di Napoli
Chiesa in Italia Chiesa in Italia Restituire la dignit� Messaggio e Omelia del card. C. Sepe, arcivescovo di Napoli �Restituire dignit�� a Napoli � il compito che il card. Sepe, nuovo arcivescovo della metropoli partenopea, ha assegnato a s� e alla sua Chiesa nel primo messaggio alla diocesi, pubblicato in occasione della festa di san Gennaro (settembre 2006)....

Una giornata di preghiera e digiuno per Napoli

Card. C. Sepe, arcivescovo di Napoli
Nel pieno delle violenze e dei lutti causati nelle scorse settimane dalla recrudescenza degli scontri all’interno della criminalità organizzata, l’arcivescovo di Napoli, il card. C. Sepe, ha indetto per il 7 novembre una giornata di preghiera e di digiuno: «due mezzi apparentemente insignificanti», dice nel comunicato che pubblichiamo, che in realtà «hanno la forza della debolezza e la potenza di attraversare le nubi». La giornata si è conclusa con una veglia di preghiera in cattedrale presieduta dallo stesso cardinale, di cui a fianco pubblichiamo l’omelia (www.webdiocesi.chiesacattolica.it).

La Chiesa comunità d'amore esercita la carità

Mons. B.L. Papa, arcivescovo di Taranto
Per il biennio 2006-2008, il contenuto della scelta pastorale che impegnerà la diocesi di Taranto «si identifica con il contenuto stesso della seconda parte dell’enciclica del santo padre Benedetto XVI Deus caritas est: "l’esercizio dell’amore da parte della Chiesa quale comunità d’amore"». Pertanto, l’arcivescovo mons. B.L. Papa dedica questa sua traccia pastorale a tradurre per la sua Chiesa la Deus caritas est. Della prima parte dell’enciclica egli privilegia soprattutto i nn. 12-18, con i quali illustra la dinamica della vita cristiana (c. 1: accogliere l’amore di Dio, sperimentarlo, dimorare in esso). I riferimenti alla seconda parte sono contenuti soprattutto laddove egli dà «le note distintive dell’attività caritativa della Chiesa» (c. 2), sulla cui base può infine indicare (c. 3) in quali modi dare «visibilità istituzionale e organizzata dell’esercizio della carità»: attraverso le famiglie, le associazioni, i religiosi e naturalmente nella diocesi e in ogni comunità parrocchiale, dove ogni parroco che non ha ancora istituito la Caritas è vivamente esortato a farlo.

Una sicurezza condivisa. Dichiarazione di Kyoto 2006

Conferenza mondiale delle religioni per la pace
«Affrontare la violenza e progredire in una sicurezza condivisa»: è forse un segno dei tempi il fatto che, accanto al tema della violenza, anche quello della sicurezza sia entrato nell’agenda della Conferenza mondiale delle religioni per la pace (WCRP; «Religioni per la pace» nella dizione internazionale divenuta ormai corrente). Riuniti a Kyoto (Giappone) dal 26 al 29 agosto per la loro VIII Assemblea mondiale, più di 800 leader religiosi (buddhisti, cristiani, ebrei, giainisti, indù, musulmani, scintoisti, sikh, zoroastriani ed esponenti delle religioni tradizionali dei popoli indigeni) provenienti da un centinaio di paesi hanno infatti discusso dell’«uso deviato della religione» per giustificare la violenza e di come la sicurezza non possa che essere affrontata «dalla prospettiva dei diritti e dei bisogni umani». La Dichiarazione finale suggerisce ai leader religiosi, ai governi, alle organizzazioni internazionali e al settore del lavoro e degli affari «venti passi» con cui contrastare la violenza e progredire nella sicurezza attraverso «un appoggio pubblico, l’educazione, e altre forme di azione multireligiosa».