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Documenti, 13/2002

Ripartire da Cristo

Congregazione per gli istituti di vita consacrata
Il giubileo del 2000 è stata un’esperienza intensa e coinvolgente di conversione e rinnovamento, e ha lasciato un segno profondo, che Giovanni Paolo II ha raccolto nella Novo millennio ineunte come una rinnovata tensione della Chiesa alla santità e a una «misura alta della vita cristiana ordinaria». L’istruzione della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica Ripartire da Cristo: un rinnovato impegno della vita consacrata nel terzo millennio (14.6.2002) intende essere per la vita consacrata un aiuto a entrare nelle grandi indicazioni pastorali del papa. In esse, per di più, è possibile riconoscere consonanza e continuità con l’esortazione apostolica postsinodale Vita consecrata (1996), che concludeva la IX Assemblea ordinaria del sinodo dei vescovi (1994) e che rimane «il punto di riferimento più significativo e necessario per guidare il cammino di fedeltà e di rinnovamento degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica». Il nucleo fondamentale del documento è la necessità di una forte vita spirituale per una rinnovata qualità della vita consacrata e l’impegno ad approfondire, «in questa stagione della Chiesa, una spiritualità più ecclesiale e comunitaria, più esigente e matura nel reciproco aiuto verso il raggiungimento della santità, più generosa nelle scelte apostoliche». L’Osservatore romano 15.6.2002, inserto tabloid.

Il Vertice sullo sviluppo sostenibile

Pontificio consiglio della giustizia e della pace
Sradicamento della povertà; lavoro, istruzione e servizi sanitari; nuovi modelli di consumo; attenzione alle popolazioni rurali; accesso alle risorse idriche per tutti: sono queste le priorità indicate dal Pontificio consiglio della giustizia e della pace per il prossimo Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile, che si terrà a Johannesburg (Sudafrica) dal 26 agosto al 4 settembre prossimi e che si propone di compiere un bilancio a 10 anni dalla Conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro (cf. in questo numero a p. 405). Il testo che presentiamo costituisce l'intervento presentato dalla delegazione vaticana all'Incontro preparatorio tenutosi a Bali (Indonesia) dal 27 maggio al 7 giugno scorsi. Sugli stessi temi, sempre in ambito ecclesiale, cf. anche, nei riquadri alle pp. 400 e 404, la Dichiarazione comune di impegno per l'ambiente firmata il 10 giugno da Giovanni Paolo II e dal patriarca ecumenico Bartolomeo I, e le Conclusioni della IV Consultazione del Consiglio delle conferenze episcopali d'Europa (CCEE) sulla responsabilità per il creato, svoltasi a Venezia dal 23 al 26 maggio. Originale: stampa (28.6.2002) da sito Internet: www.zenit.org. Nostra traduzione dall'inglese.

Lavoro e responsabilità per il creato

I vescovi europei
I vescovi europei: lavoro e responsabilit� per il creato I vescovi europei: lavoro e responsabilità per il creato Nell�approssimarsi della Conferenza mondiale per lo sviluppo sostenibile di Johannesburg (26.8-4.9.2002), corresponsabilità per il creato, impegno delle Chiese per uno sviluppo sostenibile e per una nuova concezione del lavoro, richiesta alla Conferenza "Rio +10"...

Insieme per l'ambiente

Giovanni Paolo II e Bartolomeo I
Giovanni Paolo II e Bartolomeo I: insieme per l�ambiente Giovanni Paolo II e Bartolomeo I: insieme per l�ambiente In collegamento video tra Palazzo Ducale a Venezia e Roma, il 10 giugno 2002 il patriarca ecumenico Bartolomeo I e il papa Giovanni Paolo II hanno firmato insieme una Dichiarazione comune di impegno per l�ambiente, a conclusione del IV convegno ecologico internazionale,...

Giustizia in un mondo fragile

Heinrich Böll Foundation - Memorandum di Johannesburg
La Conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro (1992) segnò uno spartiacque storico lanciando l’idea di «sviluppo sostenibile» come nuovo nome del progresso. Quest’anno si terrà a Johannesburg (Sudafrica, dal 26 agosto al 9 settembre) il Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile, che si propone di colmare il divario esistente nell’attuazione di quanto venne a suo tempo deliberato, mediante la presentazione di iniziative concrete. Esso riunirà migliaia di partecipanti, tra i quali capi di stato e di governo, leader economici e rappresentanti della società civile, per promuovere lo sviluppo sostenibile (cf. in questo numero a p. 399). In preparazione e come contributo al Vertice, un gruppo di 16 ricercatori, intellettuali e manager espressione di un diversificato ambiente culturale (Nord, Sud, ONG, scienza, politica ed economia), coordinato da Wolfgang Sachs del Wuppertal Institut sotto l’egida della Heinrich Böll Foundation, ha elaborato un Memorandum per il Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile, che affronta organicamente il problema del rapporto tra ecologia e giustizia. Ne proponiamo, per gentile concessione dell’EMI, editrice italiana del Memorandum, la Parte 5, «Governo per l’ecologia e la giustizia», centrata sui cambiamenti istituzionali necessari a livello internazionale per rafforzare i diritti civili, sociali e ambientali, condicio sine qua non dello sviluppo. The Jo’burg-Memo. Il Memorandum di Johannesburg per il Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile, EMI, Bologna 2002, pp. 73-105

Lettera ai genitori

Card. C.M. Martini
«Vi scrivo per condividere con voi una preoccupazione. Mi sembra di intravedere in molti ragazzi e giovani uno smarrimento verso il futuro, come se nessuno avesse mai detto loro che la loro vita non è un caso o un rischio, ma una vocazione... Non dovete dunque temere: il Signore chiama solo per rendere felici. Ecco perché oso disturbarvi. Mi sta a cuore la felicità vostra e dei vostri figli». Vicino ormai alla conclusione del suo ministero pastorale alla guida dell’arcidiocesi di Milano (il 15 febbraio scorso ha compiuto 75 anni e rassegnato le dimissioni), il card. Carlo Maria Martini ha voluto scrivere una Lettera ai genitori, dal titolo Per chi ama i suoi figli e il futuro della Chiesa (24 giugno 2002). Il tratto della cura e della vicinanza affettuosa pervade la lettera, che inquadra le fatiche e le preoccupazioni della condizione di genitori nella prospettiva di una vocazione benedetta da Dio e di una grazia, suggerendo purificazioni e priorità e comunicando fiducia e speranza. Originali: stampa (27.6.2002) da sito Internet www.diocesi.milano.it.

Cinquant'anni nella vita della nazione

Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile
«Fedeli al Vangelo di Gesù Cristo e alla dottrina sociale della Chiesa, in qualità di pastori rinnoviamo l'impegno per la causa della giustizia del Regno e la solidarietà con il popolo che soffre». In linea con la loro tradizione i vescovi brasiliani hanno inteso sottolineare il traguardo dei 50 anni di vita della loro Conferenza episcopale (CNBB) lanciando un progetto a forte connotazione sociale, il Mutirão (= lavoro comune, in una rete solidale) nazionale per il superamento della miseria e della fame. Il contesto e le motivazioni dell'iniziativa vengono presentate nel documento Esigenze evangeliche ed etiche per il superamento della miseria e della fame, che è stato approvato dalla 40a Assemblea generale della CNBB (svoltasi a Itaicí, nello stato di São Paulo, dal 10 al 19 aprile scorsi; cf. ampiamente Regno-att. 10,2002,339). L'Assemblea ha anche approvato un Messaggio al popolo brasiliano, orientato più in generale alla memoria di questi 50 anni di attività pastorale, ma in cui ugualmente risalta l'interesse ininterrotto dell'episcopato per i grandi temi nazionali. Originali: stampe da supporto magnetico in nostro possesso. Nostra traduzione dal brasiliano.

Messaggio dell'Assemblea

Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile
«Fedeli al Vangelo di Gesù Cristo e alla dottrina sociale della Chiesa, in qualità di pastori rinnoviamo l'impegno per la causa della giustizia del Regno e la solidarietà con il popolo che soffre». In linea con la loro tradizione i vescovi brasiliani hanno inteso sottolineare il traguardo dei 50 anni di vita della loro Conferenza episcopale (CNBB) lanciando un progetto a forte connotazione sociale, il Mutirão (= lavoro comune, in una rete solidale) nazionale per il superamento della miseria e della fame. Il contesto e le motivazioni dell'iniziativa vengono presentate nel documento Esigenze evangeliche ed etiche per il superamento della miseria e della fame, che è stato approvato dalla 40a Assemblea generale della CNBB (svoltasi a Itaicí, nello stato di São Paulo, dal 10 al 19 aprile scorsi; cf. ampiamente Regno-att. 10,2002,339). L'Assemblea ha anche approvato un Messaggio al popolo brasiliano, orientato più in generale alla memoria di questi 50 anni di attività pastorale, ma in cui ugualmente risalta l'interesse ininterrotto dell'episcopato per i grandi temi nazionali. Originali: stampe da supporto magnetico in nostro possesso. Nostra traduzione dal brasiliano.

Per il superamento della miseria e della fame

Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile
«Fedeli al Vangelo di Gesù Cristo e alla dottrina sociale della Chiesa, in qualità di pastori rinnoviamo l'impegno per la causa della giustizia del Regno e la solidarietà con il popolo che soffre». In linea con la loro tradizione i vescovi brasiliani hanno inteso sottolineare il traguardo dei 50 anni di vita della loro Conferenza episcopale (CNBB) lanciando un progetto a forte connotazione sociale, il Mutirão (= lavoro comune, in una rete solidale) nazionale per il superamento della miseria e della fame. Il contesto e le motivazioni dell'iniziativa vengono presentate nel documento Esigenze evangeliche ed etiche per il superamento della miseria e della fame, che è stato approvato dalla 40a Assemblea generale della CNBB (svoltasi a Itaicí, nello stato di São Paulo, dal 10 al 19 aprile scorsi; cf. ampiamente Regno-att. 10,2002,339). L'Assemblea ha anche approvato un Messaggio al popolo brasiliano, orientato più in generale alla memoria di questi 50 anni di attività pastorale, ma in cui ugualmente risalta l'interesse ininterrotto dell'episcopato per i grandi temi nazionali. Originali: stampe da supporto magnetico in nostro possesso. Nostra traduzione dal brasiliano.

In difesa dei bambini e dei giovani

Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti
Nessun sacerdote o diacono potrà più esercitare una qualsiasi forma di ministero ordinato nel caso si sia reso responsabile, anche una sola volta, di violenze sessuali nei confronti di minori: è questa la linea, assai prossima alla «tolleranza zero» invocata dall'opinione pubblica, che i vescovi degli Stati Uniti hanno scelto per affrontare la crisi di credibilità che ha colpito la Chiesa cattolica a seguito delle rivelazioni di violenze sessuali ai danni di minori, compiute nel recente passato da un certo numero di sacerdoti. I documenti prodotti, approvati a larghissima maggioranza nel corso dell'Assemblea plenaria della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti (Dallas, 13-17.2.2002), sono due: una Carta per la protezione dei bambini e dei giovani, a carattere più pastorale, e un pacchetto di 11 Norme essenziali per l'elaborazione di linee-guida diocesane/eparchiali riguardo alle denunce di violenze sessuali sui minori da parte di sacerdoti, diaconi o altri collaboratori ecclesiastici, di taglio più giuridico, che sono ora al vaglio della Santa Sede per la prescritta recognitio. Tra le novità volute dai vescovi, rientra l'istituzione di un Ufficio nazionale per la protezione del bambino e del giovane, con il compito di pubblicare un rapporto annuale sull'attuazione della Carta, e di un Consiglio nazionale di riesame, che ne assisterà e verificherà l'operato, alla presidenza del quale è stato chiamato il governatore dell'Oklahoma Frank Keating. All'assemblea non ha partecipato mons. Weakland (Milwaukee), che ha lasciato il ministero episcopale a seguito delle rivelazioni pubbliche relative a una sua relazione omosessuale: cf. riquadro a p. 000. Originali: stampe (18.6.2002) da sito Internet www.usccb.org. Nostra traduzione dall'inglese. Sull'argomento, cf. Regno-att. 4,2002,92; 8,2002,227; 10,2002,312; 12,2002,431; Regno-doc. 7,2002,204; 9,2002,265. Cf. anche in questo numero a p. 000.

Carta per la protezione dei bambini e dei giovani

Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti
Nessun sacerdote o diacono potrà più esercitare una qualsiasi forma di ministero ordinato nel caso si sia reso responsabile, anche una sola volta, di violenze sessuali nei confronti di minori: è questa la linea, assai prossima alla «tolleranza zero» invocata dall'opinione pubblica, che i vescovi degli Stati Uniti hanno scelto per affrontare la crisi di credibilità che ha colpito la Chiesa cattolica a seguito delle rivelazioni di violenze sessuali ai danni di minori, compiute nel recente passato da un certo numero di sacerdoti. I documenti prodotti, approvati a larghissima maggioranza nel corso dell'Assemblea plenaria della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti (Dallas, 13-17.2.2002), sono due: una Carta per la protezione dei bambini e dei giovani, a carattere più pastorale, e un pacchetto di 11 Norme essenziali per l'elaborazione di linee-guida diocesane/eparchiali riguardo alle denunce di violenze sessuali sui minori da parte di sacerdoti, diaconi o altri collaboratori ecclesiastici, di taglio più giuridico, che sono ora al vaglio della Santa Sede per la prescritta recognitio. Tra le novità volute dai vescovi, rientra l'istituzione di un Ufficio nazionale per la protezione del bambino e del giovane, con il compito di pubblicare un rapporto annuale sull'attuazione della Carta, e di un Consiglio nazionale di riesame, che ne assisterà e verificherà l'operato, alla presidenza del quale è stato chiamato il governatore dell'Oklahoma Frank Keating. All'assemblea non ha partecipato mons. Weakland (Milwaukee), che ha lasciato il ministero episcopale a seguito delle rivelazioni pubbliche relative a una sua relazione omosessuale: cf. riquadro a p. 441. Originali: stampe (18.6.2002) da sito Internet www.usccb.org. Nostra traduzione dall'inglese. Sull'argomento, cf. Regno-att. 4,2002,92; 8,2002,227; 10,2002,312; 12,2002,431; Regno-doc. 7,2002,204; 9,2002,265. Cf. anche in questo numero a p. 443.

Weakland: «A mani vuote»

R.G. Weakland
Weakland: �A mani vuote� Weakland: "A mani vuote" A seguito delle rivelazioni relative a una relazione omosessuale avuta nel 1979-1980 con uno studente di teologia, P. Marcoux, e al successivo patteggiamento, mons. R. Weakland, benedettino, arcivescovo di Milwakee, ha chiesto (23 maggio 2002) e subito ottenuto (24 maggio) che fosse immediatamente accettata la sua rinuncia...

Lottare contro la pedofilia

Vescovi francesi
«Vogliamo contribuire a rompere il silenzio che circonda questi atti». Fedeli all'impegno assunto nel corso dell'Assemblea generale del novembre 2000 (cf. Regno-att. 22,2000,743; 12,2002,405), i vescovi francesi hanno commissionato e pubblicato lo scorso aprile, a cura del Servizio d'informazione e comunicazione della Conferenza episcopale, questo efficace sussidio, «scritto alla luce del Vangelo» e rivolto principalmente agli educatori (cf. Regno-att. 12,2002,406). Lo strumento, che si occupa degli atti di pedofilia in generale ma non ignora la possibilità di un coinvolgimento di membri della Chiesa, appare fortemente orientato da un sentimento di sollecitudine per i bambini e i giovani, non solo in quanto vittime degli atti di pedofilia, ma più in generale in quanto soggetti la cui maturazione affettiva e sessuale richiede un'attenzione continua ed estremamente equilibrata. Una prospettiva che gli conferisce una speciale efficacia Alla prima sezione, intitolata appunto «Trattare bene i giovani», segue «L'inaccettabile», mirata a descrivere il fenomeno della pedofilia e le diverse tipologie di pedofili; le ultime due sezioni, «Agire e reagire» e «Prevenire», suggeriscono agli educatori i comportamenti da assumere verso «il bambino vittima» e «l'adulto aggressore», compresi gli aspetti giudiziari. Lutter contre la pedophilie. Repères pour les éducateurs, opuscolo, Service information et communication de la Conférence des évêques de France, pp. 52, € 3. Nostra traduzione dal francese.