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Documenti, 15/2000

Alla società dei trapianti. La scienza a servizio dell'uomo

Giovanni Paolo II
La commercializzazione degli organi, il problema dell'accertamento della morte, quello delle «liste d'attesa», la possibilità di trapiantare organi prelevati da animali: sono i «punti critici» che la medicina dei trapianti presenta oggi alla riflessione antropologica ed etica, secondo l'intervento che Giovanni Paolo II ha tenuto lo scorso 29 agosto al XVIII Congresso internazionale della Società dei trapianti, in corso a Roma. Il discorso, che sottolinea con forza il grande valore etico della donazione di organi, è interamente orientato dal principio secondo cui non tutto ciò che è tecnicamente possibile è per ciò stesso moralmente ammissibile. Non poteva mancare, in questo contesto, un riferimento al dibattito in corso sulla produzione di cellule staminali embrionali umane allo scopo di ottenere organi da trapiantare: «tali procedure, in quanto implicano la manipolazione e distruzione di embrioni umani, non sono moralmente accettabili», e d'altronde «la scienza lascia intravedere altre vie di intervento terapeutico» (n. 8). Cf. la contemporanea e corrispondente dichiarazione della Pontificia accademia delle scienze, in questo numero a p. 467.

La produzione delle cellule staminali

Pontificia accademia per la vita
Produrre e /o utilizzare embrioni umani viventi per la preparazione di cellule staminali embrionali umane non è moralmente lecito, né lo è eseguire la cosiddetta «clonazione terapeutica». Sollecitata dal recente dibattito in ambito politico e presso l'opinione pubblica (cf. in particolare le decisioni assunte in materia dai governi britannico e statunitense, in questo numero alle pp. 471-480), la Pontificia accademia per la vita ha redatto e diffuso lo scorso 24 agosto questa dichiarazione «sulla produzione e uso scientifico e terapeutico delle cellule staminali embrionali umane». Dopo un rapido excursus contenente i dati più recenti offerti dalla scienza sulle cellule staminali e dalla biotecnologia sulla loro produzione e uso, il documento affronta i relativi problemi etici, applicando in particolare il recente magistero dell'Evangelium vitae (1995) e della Donum vitae (1987) e segnalando le possibili alternative: «Il dato, ormai accertato, della possibilità di utilizzare cellule staminali adulte per raggiungere le stesse finalità che si intenderebbe raggiungere con le cellule staminali embrionali… indica questa come la via più ragionevole e umana da percorrere».

Bioetica-cellule staminali. Le raccomandazioni del governo Blair

«Il governo riconosce che la ricerca che coinvolge gli embrioni è un tema delicato sul quale vi sono pareri diversi». Ma «sulla base di benefici scientifici e medici che potrebbero provenire dalla ricerca che estrae cellule staminali dagli embrioni nei loro primi stadi di sviluppo» e in base alla regolamentazione attualmente esistente sulla ricerca embrionale, il governo accetta che tale ricerca possa essere autorizzata. Il governo Blair il 16 agosto scorso ha quindi assunto il Rapporto e le relative Raccomandazioni del gruppo di esperti istituito dal direttore generale della sanità con lo scopo di analizzare gli sviluppi della ricerca sulle cellule staminali e sulle tecniche di sostituzione del nucleo cellulare. Si tratta di un'estensione degli scopi di un tipo di ricerca – che utilizza gli embrioni umani soprannumerari dei trattamenti per la fecondità o che ne crea di appositi – già autorizzata e regolata da una legge del 1990, frutto dell'elaborazione della nota Commissione Warnock. Tale estensione, che dovrà essere approvata dal Parlamento, prevede l'utilizzazione di embrioni per la produzione di cellule staminali e la tecnica della cosiddetta clonazione terapeutica, mentre ribadisce «il divieto della clonazione riproduttiva».

Bioetica-cellule staminali

Le direttive dell'amministrazione Clinton
A distanza di qualche giorno dalle Raccomandazioni rese note dal governo Blair (cf. in questo numero a p. 471), l'ente federale che presso il Ministero della sanità statunitense si occupa della ricerca, i National Institutes of Health (NIH), ha pubblicato le Direttive per la ricerca che utilizza cellule staminali umane pluripotenti, frutto di un dibattito aperto il 2 dicembre 1999 con la pubblicazione di una bozza e durato fino al 22 febbraio scorso. Per legge, i fondi federali non possono essere utilizzati per ricavare direttamente cellule staminali pluripotenti dagli embrioni, così come non è possibile utilizzare cellule staminali derivate da tecniche di clonazione; né produrre embrioni a partire dalle cellule staminali. Le Direttive, uscite sul Federal Register il 25 agosto, aggirano tuttavia l'ostacolo permettendo di fare ricerca non sugli embrioni ma sulle cellule staminali perché, come afferma il comunicato stampa di presentazione, «tali cellule non sono embrioni». Inoltre, gli embrioni da cui tali cellule devono provenire – procedimento lasciato al finanziamento dei privati – devono essere quelli in eccesso rispetto alle esigenze dei trattamenti per la sterilità; e per garantire un certo lasso di tempo perché i donatori dei gameti diano il consenso all'uso per la ricerca di embrioni inizialmente destinati all'impianto, devono essere congelati. Infine deve essere scrupolosamente seguito un percorso di documentazione e di concessione di permessi, che rendano la ricerca il più possibile «trasparente» e controllabile in tutti i suoi passaggi.

XV giornata mondiale della gioventù. Carissimi amici

Giovanni Paolo II
«Al termine di questa giornata mondiale, guardando a voi, ai vostri giovani volti, al vostro entusiasmo sincero, voglio esprimere, dal profondo del cuore, un grazie sentito a Dio per il dono della giovinezza, che per mezzo vostro permane nella Chiesa e nel mondo. Grazie a Dio per il cammino delle giornate mondiali della gioventù!». Una corrente di simpatia pervade i principali discorsi rivolti da Giovanni Paolo II ai giovani convenuti a centinaia di migliaia a Roma per celebrare nel giubileo la XV giornata mondiale della gioventù (15-20 agosto 2000). Gli altri due elementi che emergono dal Discorso di accoglienza rivolto ai giovani in piazza San Pietro (15 agosto) e dai testi pronunciati a Tor Vergata, Alla veglia del sabato (19 agosto) e Omelia e Angelus (20 agosto), quando sulla grande spianata erano convenuti 2.000.000 di ragazzi e ragazze, sono il richiamo alla testimonianza-missione (ribadito anche nel segno della consegna del Vangelo, durante la veglia), e l'intonazione vocazionale: udita particolarmente nei richiami autobiografici del Discorso di accoglienza, è avvertibile in tutti i passaggi più significativi.

Discorso di accoglienza

Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II - XV giornata mondiale della giovent� Giovanni Paolo II XV giornata mondiale della gioventù Carissimi amici "Al termine di questa giornata mondiale, guardando a voi, ai vostri giovani volti, al vostro entusiasmo sincero, voglio esprimere, dal profondo del cuore, un grazie sentito a Dio per il dono della giovinezza, che per mezzo vostro permane nella Chiesa...

Alla veglia del sabato

Giovanni Paolo II
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Omelia e Angelus

Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II - XV giornata mondiale della giovent� Giovanni Paolo II XV giornata mondiale della gioventù Carissimi amici "Al termine di questa giornata mondiale, guardando a voi, ai vostri giovani volti, al vostro entusiasmo sincero, voglio esprimere, dal profondo del cuore, un grazie sentito a Dio per il dono della giovinezza, che per mezzo vostro permane nella Chiesa...

La comunione ai divorziati risposati

Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi
«Negli ultimi anni alcuni autori hanno sostenuto, sulla base di diverse argomentazioni, che... non sarebbe applicabile ai fedeli divorziati risposati» il canone 915, che prescrive la non ammissione alla sacra comunione degli scomunicati, degli interdetti e degli «altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto». La presente Dichiarazione del Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, datata 24 giugno e diffusa il 6.7.2000, puntualizza invece – «d'accordo con la Congregazione per la dottrina della fede e con la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti» – che la situazione dei divorziati risposati ha precisamente il carattere di peccato grave, manifesto e di ostinata perseveranza, salvo che i coniugi s'impegnino a vivere in piena continenza. Cf. Regno-att. 14,2000,455.

Gli Orientamenti per il prossimo decennio

L. Chiarinelli alla XLVII Assemblea CEI
«L'interrogativo che ci viene consegnato da un secolo che si chiude e che sembra riecheggiare quello sconcertante di Gesù... è, dunque: sapremo trasmettere alle nuove generazioni la fede cristiana, originale e viva, efficace e salvifica?». Con la relazione «Orientamenti pastorali per il prossimo decennio: scelta del tema e modalità di proposta», pronunciata alla XLVII Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (Collevalenza, 22-26.5.2000) da mons. Lorenzo Chiarinelli, presidente uscente della Commissione episcopale per la dottrina della fede e la catechesi, prende avvio il processo d'elaborazione degli orientamenti pastorali, che costituiranno il punto di riferimento comune per le Chiese locali in Italia per gli anni 2001-2010. Le coordinate di fondo individuate, rispetto alle quali l'episcopato è chiamato a esprimere la propria convergenza o meno, sono la scelta dell'evangelizzazione, la speranza come orizzonte e la persona di Gesù come contenuto centrale dell'annuncio. Linea d'impegno privilegiata è il tema della «comunicazione della fede, in stretta connessione al cammino educativo e al ruolo dei soggetti dell'evangelizzazione, con speciale riferimento alla condizione del laico e alla figura della parrocchia». Cf. ampiamente in Regno-att. 12,2000,361.

Le nostre colpe verso gli ebrei

Vescovi svizzeri
«Anche la Chiesa cattolica in Svizzera deve riconoscere la propria responsabilità... Troppo spesso la paura, la negligenza, i pregiudizi, la mancanza di generosità hanno limitato l'aiuto urgente che si sarebbe dovuto prestare, soprattutto agli ebrei che cercavano rifugio nel nostro paese». Alla richiesta di perdono compiuta da Giovanni Paolo II per «i peccati passati e presenti dei figli della Chiesa» (12.3.2000; cf. Regno-doc. 7,2000,223) si è unita in breve volgere di tempo la voce dei vescovi svizzeri, che nel corso della 247a assemblea ordinaria della Conferenza episcopale svizzera (6-8.4.2000) hanno approvato una Dichiarazione sull'atteggiamento della Chiesa cattolica svizzera nei riguardi del popolo ebraico durante la seconda guerra mondiale e oggi (pubblicata il 14.4). I vescovi si dicono preoccupati oggi soprattutto per «il diffondersi di un antisemitismo di un tipo particolare», per il riemergere di clichés antiebraici «in seguito alle richieste rivolte recentemente alla Svizzera, di restituire i beni degli ebrei morti senza lasciare eredi» (cf. Regno-att. 8,1997,199).

Le università cattoliche

Vescovi degli Stati Uniti
«Conservare, salvaguardare e garantire l'identità cattolica» dei colleges e delle università cattoliche degli Stati Uniti: è questo, senza ombra di dubbio, il criterio che ha guidato la Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti nella stesura, discussione e approvazione del documento «Ex corde Ecclesiae». An application to the United States. Il testo discute il ruolo delle istituzioni cattoliche di istruzione superiore nella vita della Chiesa e nella comunità civile, insistendo sulla collaborazione, la fiducia reciproca e il dialogo permanente tra le università e i vescovi. Un particolare spazio viene dedicato a descrivere il mandatum che i docenti di discipline teologiche nelle università cattoliche devono ricevere dalla competente autorità ecclesiastica. Completando un iter assai lungo (una prima bozza era stata inviata alla fine del 1996 alla Congregazione per l'educazione cattolica), il documento che applica alla Chiesa degli Stati Uniti la costituzione apostolica di Giovanni Paolo II Ex corde Ecclesiae (1990; EV 12/414ss) era giunto all'approvazione finale all'Assemblea generale dello scorso novembre, ottenendo il 3 maggio 2000 la prescritta recognitio della Santa Sede. Entrerà perciò in vigore il 3 maggio 2001.

Dichiarazione di mons. Fiorenza

Vescovi degli Stati Uniti Chiese nel Mondo Vescovi degli Stati Uniti Le università cattoliche "Conservare, salvaguardare e garantire l'identità cattolica" dei colleges e delle università cattoliche degli Stati Uniti: è questo, senza ombra di dubbio, il criterio che ha guidato la Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti nella stesura, discussione e approvazione...

Documento applicativo

Vescovi degli Stati Uniti Chiese nel Mondo Vescovi degli Stati Uniti Le università cattoliche "Conservare, salvaguardare e garantire l'identità cattolica" dei colleges e delle università cattoliche degli Stati Uniti: è questo, senza ombra di dubbio, il criterio che ha guidato la Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti nella stesura, discussione e approvazione...

Le Chiese nella politica dell'ambiente

J. Homeyer, presidente della COMECE
«La responsabilità per il creato è ispirata dal Vangelo». La sensibilità delle Chiese per il rispetto dell'ambiente è andata crescendo nell'ultimo quarto di secolo, affermandosi con spazio via via maggiore all'interno del movimento ecumenico (si pensi ai programmi del Consiglio ecumenico delle Chiese «Giustizia, pace e salvaguardia del creato» e «Società giusta, partecipativa e sostenibile», nonché alle due assemblee ecumeniche europee di Basilea, 1989, e Graz, 1997). La riflessione che qui proponiamo è stata tenuta dal presidente della Commissione degli episcopati della Comunità europea Josef Homeyer, vescovo di Hildesheim, nel corso della II Consultazione sull'ambiente organizzata dal Consiglio delle conferenze episcopali d'Europa (Bad Honnef, 4-7.5.2000; cf. Regno-att. 12,2000,378); a essa hanno partecipato i delegati per le questioni ambientali delle conferenze episcopali europee. «Anche la Chiesa è in fase di apprendimento riguardo alle tematiche ecologiche e può agire responsabilmente solo ponendosi in dialogo. Una spiritualità politicamente valida è caratterizzata dalla disponibilità e capacità di unire un grande potenziale di speranza e una corretta analisi dei fatti e di collaborare apertamente con altre persone e altri gruppi sociali, rispettando al tempo stesso i limiti imposti dalla propria competenza».

Le conclusioni e gli impegni

CONSILIUM CONFERENTIARUM EPISCOPORUM EUROPAE (CCEE) Le conclusioni e gli impegni Al termine della II consultazione degli incaricati per l�ambiente presso le conferenze episcopali europee (Bad Honnef, Germania, 4-7.5.2000) su "La spiritualità della creazione e le politiche ambientali", è stato diffuso il seguente documento finale (stampa da supporto magnetico in nostro...

Raccontare la storia ucraina

B.A. Gudziak
Raccontare la propria storia, per un popolo, è necessario per spiegare il presente e per costruire il futuro. Questo è tanto più vero per l'Ucraina di oggi, che esce da un secolo, il XX, di «intensa e sistematica persecuzione religiosa», un «tortuoso viaggio attraverso le tenebre che milioni di persone anonime (hanno) compiuto con grande coraggio morale». Su questi presupposti nel 1992 è stato fondato a Leopoli l'Istituto di storia della Chiesa, riconosciuto ufficialmente come istituzione civile no profit non statale, che si propone di «promuovere la ricerca intellettuale rigorosa su un aspetto centrale dell'esperienza umana – la religione e la vita della Chiesa» e «rispondere, con i suoi strumenti abbastanza limitati, alle esigenze intellettuali ed accademiche determinate dalla nuova libertà e sviluppare il potenziale di una disciplina umanistica per promuovere il rinnovamento della persona, della Chiesa, della società e della nazione». Un saggio del direttore Borys Gudziak illustra difficoltà e progetti di ricerca, finalizzati principalmente alla pubblicazione di fonti e documenti sulla storia della Chiesa greco-cattolica ucraina clandestina e all'analisi del «problema dell'uniatismo».