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Attualità
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Attualità, 18/2009

Ecumenismo-Card. Kasper: raccogliere i frutti. Fede cristiana nel dialogo ecumenico. Testo imminente

W. Kasper
All’inizio del 2007 il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani discusse con gli officiali del dicastero il progetto di raccogliere e presentare i risultati dei dialoghi ufficiali tra la Chiesa cattolica e le Chiese storiche protestanti: luterani e riformati, anglicani e metodisti, con l’intento di far conoscere a una nuova generazione i frutti di 40 anni di dialogo, mostrando in forma comparata quanto era stato sin qui realizzato. Ne è nato il volume Raccogliere i frutti. Aspetti fondamentali della fede cristiana nel dialogo ecumenico. Consensi, convergenze e differenze, appena pubblicato a Londra e che a breve in versione italiana uscirà in esclusiva a cura della rivista Il Regno. Prima della stesura definitiva il lavoro è stato sottoposto ad alcuni teologi delle Chiese e comunioni ecclesiali interessate. La presentazione che il cardinale ne ha fatto in Vaticano il 15 ottobre individua la chiave di lettura con cui recepirlo.

Italia - Vescovi lombardi: un primo annuncio. La sfida della fede: più vita che strategie pastorali

A. Torresin
Forse è la Chiesa francese quella che più di ogni altra, in Europa, ha cercato di interpretare i segnali di crisi del cristianesimo tradizionale come una sfida alla missione. Dalla scoperta di una Francia «paese di missione »,1 alla Lettera ai cattolici di Francia del 1996 (cf. Regno-doc. 7,1997,219), ha cercato di non limitarsi a subire la situazione di scristianizzazione, ma di leggervi un appello all’annuncio del Vangelo. E i primi frutti appaiono oggi: penso a una riflessione come quella di Dagens2 che con fiducia e serenità rilegge le opportunità straordinarie di essere Chiesa nel nostro tempo. Anche in Italia, la cui storia è certamente diversa, si muovono i primi tentativi per passare da una pastorale di conservazione della fede a una dell’annuncio del Vangelo.

Santa Sede - Religiose degli Stati Uniti: il cielo di una suora. Visite apostoliche e riflessioni

Ilia Delio
La vita religiosa femminile sta attraversando una profonda evoluzione, equivalente a un vero e proprio cataclisma. La visita apostolica vaticana alle congregazioni religiose femminili negli Stati Uniti e il recente esame della Leadership Conference of Women Religious (LCWR)1 indicano che Roma è scontenta delle cosiddette suore postconciliari, che hanno indossato abiti secolari e abbandonato la vita comunitaria tradizionale. Le statistiche attuali evidenziano una tendenza. Nel 1965 c’erano circa 180.000 suore e monache negli Stati Uniti. Nel 2009 sono poco più di 59.000, secondo il Centro di ricerca applicata all’apostolato della Georgetown University.

Italia - Vita consacrata: Ordo virginum

A. Deoriti
Sono trascorsi ormai quasi quarant’anni dalla revisione del Rito della consacrazione delle vergini disposta dal Vaticano II (cf. CONCILIO VATICANO II, cost. Sacrosanctum Concilium, n. 80), la cui versione ufficiale è stata promulgata nel 1970, seguita dalle versioni in lingua corrente preparate dalle conferenze episcopali: in Italia, il 10 giugno 1980. La cadenza semplice e solenne di tale rito, denso di rimandi biblici patristici e distinto dal rito della professione religiosa con l’emissione dei voti,1 inquadra e accompagna in modo eloquente a cogliere il significato spirituale ed ecclesiale dell’aggregazione di una fedele all’«Ordo virginum». Tra le possibili forme di vita consacrata e le molteplici esperienze di rinnovamento della vita religiosa cui si è assistito negli anni del postconcilio, il ripristino dell’«Ordo virginum» – incoraggiato vivamente da Paolo VI – occupa un posto peculiare a motivo della sua antica ascendenza e della singolare conformità all’ecclesiologia conciliare: due caratteristiche che meritano di essere brevemente sottolineate, anche considerando che si tratta di una realtà forse meno in luce di altre, per sua stessa natura disseminata e dispersa.

Stati Uniti - Chiese ed economia. La crisi e le fedi

M. Neri
La crisi finanziaria a livello globale chiama in causa anche le diverse comunità di fede delle religioni; non solo perché in periodi di diffuso disagio, a fronte dell’insufficienza degli ammortizzatori sociali, esse rappresentano un referente quasi naturale cui rivolgersi, ma anche perché la fase di recessione economica tocca le loro stesse organizzazioni. La condizione di salute finanziaria delle comunità di fede è uno dei dati monitorati nel tempo negli Stati Uniti, così da avere una base di comparazione relativamente attendibile per cercare di analizzare quanto l’attuale congiuntura le stia interessando e come esse stiano cercando di riorganizzarsi. Non è ancora possibile comprendere analiticamente la situazione in cui versano le differenti comunità di fede statunitensi, ma l’incremento delle pubblicazioni rivela l’esistenza del problema. Un primo dato che emerge sul piano globale è quello della consapevolezza della precarietà del momento per quanto riguarda il modello organizzativo e di presenza all’interno della nazione.

Germania - Elezioni politiche: realismo e vecchi fronti. Il voto del 27.9.2009 nel pieno della crisi

D. Seeber
La cancelliera resta, il governo cambia. Solo una frase dopo le elezioni politiche tedesche del 27 settembre, che constata ciò che è realmente accaduto e non anticipa futuri sviluppi. Infatti, in queste elezioni politiche non è accaduto nulla di sconvolgente e neppure d’inatteso. L’esito era stato annunciato da mesi e con una notevole precisione dai sondaggi che si erano susseguiti. Già durante la campagna elettorale i vari partiti si erano talmente preoccupati della propria auto-conservazione da lasciare ben poco spazio alla possibilità di alleanze di governo non convenzionali, aperte a nuovi esperimenti.

Europa - Musulmani: conversioni dall'islam. Identità religiosa e integrazione sociale

L. Prezzi
Dopo gli attentati di New York (2001), Madrid (2004), Londra (2005), l’uccisione in Olanda del regista Theo van Gogh (2004) e le scomposte reazioni alle caricature di Maometto pubblicate in Danimarca nel 2005, il clima europeo è diventato più difficile per l’islam. La crescita della destra politica e delle forze xenofobe non impedisce tuttavia la vita e l’adattamento dei musulmani europei. La questione delle moschee (cf. Regno-att. 18,2008,607) e dei minareti (Svizzera), l’identità sociale (Francia) e il tema della conversione al cristianesimo (Germania) ne rappresentano alcuni segnali.

Italia - L'Africa a Trento. Missionari in piazza

L. Prezzi
Ottantuno missionari e missionarie della diocesi di Trento hanno dato vita, con il sostegno della Chiesa locale e della Provincia autonoma, a un’intensa settimana di dibattiti, eventi, conferenze, preghiere e testimonianze. L’inconsueto evento («Il Trentino incontra i suoi missionari in Africa») si è svolto nelle parrocchie, nelle scuole, nelle piazze e nei teatri del Trentino fra il 28 settembre e il 3 ottobre. La prima sorpresa è stato il consenso dei diretti interessati: all’invito ha risposto una fetta cospicua dei 136 missionari trentini in Africa, a loro volta sorpresi di trovarsi davanti ad ascoltatori inattesi come gli studenti delle superiori e al centro di un’intensa attività di riflessione e di comunicazione mediale.

Repubblica Ceca - Benedetto XVI: una minoranza creativa. Un paese profondamente cambiato da Wojtyla

A.M. Valli
«Direi che normalmente sono le minoranze creative che determinano il futuro, e in questo senso la Chiesa cattolica deve comprendersi come minoranza creativa che ha un’eredità di valori che non sono cose del passato, ma sono una realtà molto viva e attuale». Dopo i tre di Giovanni Paolo II (aprile 1990, maggio 1995, aprile 1997), quello di Benedetto XVI è stato il quarto viaggio apostolico di un papa in queste terre. Il motto, «L’amore di Cristo è la nostra forza», ha voluto essere al tempo stesso la riaffermazione di un principio di fede e un incoraggiamento guardando al futuro.

Ungheria - Vescovi e nazione. Sincretismo

L. Prezzi
Il 2 e il 19 settembre sono state rese pubbliche due brevi note della Conferenza episcopale ungherese: la prima sulla situazione economica; la seconda su quella sociale e culturale del paese.

Ecumenismo - Chiesa ortodossa russa. Nella direzione giusta

A. Carpifave
Incontriamo a Roma p. Igor Vyzhanov, segretario responsabile per i rapporti tra i cristiani del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca. È l’occasione, dopo l’elezione del nuovo patriarca di Mosca, Cirillo, di porre qualche domanda per intendere difficoltà e possibilità del dialogo ecumenico.

Santa Sede - ONU: davanti al multilateralismo. Riflessioni di mons. C. Migliore alle ONG cattoliche

C. Migliore
In una relazione alle rappresentanze delle organizzazioni non governative (ONG) d’ispirazione cattolica (16.9.2009), mons. Celestino Migliore sintetizza il programma di lavoro della delegazione della Santa Sede. «Sappiamo tutti molto bene che le priorità delle singole nazioni presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) sono basate sugli interessi nazionali. Tuttavia l’ONU non è un forum per assicurarsi la fetta più grande della torta; al contrario, è un organismo costituito allo scopo di inglobare l’interesse di ciascuno nella ricerca del bene comune. La nostra «bibbia», la «bibbia» di ogni ONG d’ispirazione cattolica, è promuovere l’idea del bene comune. L’ideale è riuscire a perseguire l’interesse nazionale nel contesto e come parte del bene comune. (...)»

ONU - LXIV Assemblea generale. Multilateralismo e disarmo

L. Prezzi
La LXIV Assemblea generale dell’ONU (New York, 21-26.9.2009) si è rivelata meno rituale delle precedenti. Non tanto per la presenza di numerosi capi di stato o per la novità dei temi trattati, quanto per la fine della dottrina dell’unilateralismo dell’amministrazione Bush che di fatto privava l’Organizzazione delle Nazioni Unite del consenso necessario per il suo funzionamento.

Iraq - Chiesa caldea: Chiese al lumicino. Guardando al Sinodo mediorientale del 2010

F. Strazzari
Il Kurdistan iracheno a impensierire alcuni alti membri della gerarchia cattolica caldea, i quali hanno quindi inviato alla Santa Sede una lettera che mette in luce i pericoli che secondo loro incombono sulla Chiesa caldea. Chiedono che si prenda coscienza del fatto che determinati organi politici stanno spalancando le porte alla Chiesa assira e alle confessioni protestanti.

America Latina - Guatemala: per avere futuro. Intervista a mons. A. Ramazzini, vescovo di San Marcos

M. Castagnaro
Mons. Ramazzini Imeri, vescovo di San Marcos, già presidente della Conferenza episcopale del Guatemala (2004-2008), di cui attualmente presiede le Commissioni pastorali della mobilità umana, penitenziaria e Caritas, è una delle figure dell’episcopato latinoamericano maggiormente impegnate sul piano sociale. È stato ripetutamente minacciato di morte per l’appoggio ai contadini senza terra e il suo sostegno alle proteste contro le miniere a cielo aperto. Com’è oggi la situazione del Guatemala?

Di fragilità parola umana. Dai diari della malattia la ricerca del senso della vita

M.E. Gandolfi
La nostra vita ha avuto una svolta radicale»: quella che a un primo sguardo potrebbe sembrare una constatazione persino banale attraversa con sempre maggior frequenza le nostre vite quando una malattia più seria delle altre prende dimora nella nostra esistenza. «Quando la malattia, la prova si abbatte su una famiglia, quando colpisce una coppia, quando sconvolge dei familiari, il problema all’inizio non è quello di stare vicini, ma di vivere. Ciò di cui si ha bisogno è che la vita continui. E vivere è stare gli uni con gli altri. Succede che non lo si sappia più proprio nel momento in cui se ne ha più la necessità. Si è sprovveduti, vulnerabili», scrive Nicolle Carré in una retrospettiva a due mani con il marito Olivier che ripercorre i pensieri, le paure e le crisi che la malattia, il dolore e le cure mediche hanno portato nella vita familiare.

A. Spadaro, L'altro fuoco. L'esperienza della letteratura II

L. Miele

R. Tagliaferri, Il Matrimonio cristiano. Un sacramento diverso

M. Matté

Santa Sede - Vescovo argentino. Dimettete mons. Melani

M. Castagnaro
La nomina di un coadiutore. Questo potrebbe essere l’esito del «caso» apertosi in marzo, durante la visita ad limina dei vescovi argentini, quando il card. Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione per i vescovi e presidente della Pontificia commissione per l’America Latina, aveva «suggerito» a mons. Marcelo Melani, salesiano italiano ordinario di Neuquén e presidente della Commissione episcopale per la pastorale aborigena in Argentina, di presentare la rinuncia alla guida della diocesi a motivo degli «abusi liturgici» e delle «imprecisioni teologiche» di cui era giunta notizia alla Santa Sede.

Dibattito-Teologia e scienza: ricercare ancora. Audacia e limite del pensiero teol. sull'evoluzione

F. Ferrario
A partire dallo «Studio del mese» pubblicato in luglio su «Il cristianesimo nell’età della scienza. Teologia ed evoluzione» (Regno-att. 14,2009,489- 505) si è sviluppato sulla materia un dibattito, che riguarda in particolare il nodo del metodo e del linguaggio propri della scienza e della fede nell’affrontare la spiegazione del mondo. Ospitiamo dunque in merito un ulteriore intervento del pastore Fulvio Ferrario, teologo evangelico e docente di Teologia sistematica presso la Facoltà valdese di Teologia di Roma, e una ripresa di Simone Morandini, uno degli autori del citato dossier.

Dibattito - Scienza e fede: discorso sui metodi (e non solo)

S. Morandini
A partire dallo «Studio del mese» pubblicato in luglio su «Il cristianesimo nell’età della scienza. Teologia ed evoluzione» (Regno-att. 14,2009,489- 505) si è sviluppato sulla materia un dibattito, che riguarda in particolare il nodo del metodo e del linguaggio propri della scienza e della fede nell’affrontare la spiegazione del mondo. Ospitiamo dunque in merito un ulteriore intervento del pastore Fulvio Ferrario, teologo evangelico e docente di Teologia sistematica presso la Facoltà valdese di Teologia di Roma, e una ripresa di Simone Morandini, uno degli autori del citato dossier.

Finlandia – Primo vescovo cattolico nativo.

D. Sala

Svizzera – Minareti

D. Sala

Bose – Spiritualità ortodossa.

D. Sala

I lefebvriani e l’ecumenismo.

D. Sala

Hilarion a Roma

D. Sala

Loppiano – «Insieme per l’Europa»

D. Sala

Le Chiese cristiane e il dopo-Kyoto.

D. Sala

Bari – Prima chiesa ortodossa romena

D. Sala

Italia – Esercito della salvezza

D. Sala

Viterbo e Bonaventura

L. Accattoli

Vescovi brasiliani

L. Accattoli

Colloqui con i lefebvriani.

L. Accattoli

Pio XII tra i «giusti»

L. Accattoli

Sinodo per il Medio Oriente

L. Accattoli

Benedetto nella Sinagoga di Roma

L. Accattoli

Gotti Tedeschi - IOR

L. Accattoli

Canada: vescovo pedofilo

L. Accattoli

Berlusconi

L. Accattoli

Repubblica Ceca

L. Accattoli

Nel quinto centenario dalla nascita: Calvino e l'unità della Chiesa

Emidio Campi
Il quinto centenario della nascita di Giovanni Calvino (Noyon, 10 luglio 1509 – Ginevra, 27 maggio 1564) è l’occasione – non solo per le Chiese del protestantesimo riformato ma per tutta la costellazione cristiana – per rileggere la vicenda del riformatore di Ginevra alla luce dell’odierna comprensione della nostra fede e del suo rapporto con la storia e con il presente, in un contesto di profondo cambiamento che presenta non poche analogie con l’epoca in cui si trovò a vivere Calvino. Tra le molte suggestioni possibili, gli interventi qui ospitati di due teologi evangelici, Emidio Campi e Martin Friedrich, sviluppano due aspetti particolarmente interessanti e attuali del grande riformatore, ovvero la sua riflessione sulla necessaria ricaduta «pratica» della confessione della fede, e quindi l’opera di riformatore politico, e le grandi potenzialità del pensiero di Calvino – riformatore ecumenico che si spese per la riunificazione dei protestanti – anche per l’avvicinamento tra evangelici e cattolici.

Calvino e l'unità della Chiesa. Avvocato dell'ecumenismo

M. Friedrich
Il quinto centenario della nascita di Giovanni Calvino (Noyon, 10 luglio 1509 – Ginevra, 27 maggio 1564) è l’occasione – non solo per le Chiese del protestantesimo riformato ma per tutta la costellazione cristiana – per rileggere la vicenda del riformatore di Ginevra alla luce dell’odierna comprensione della nostra fede e del suo rapporto con la storia e con il presente, in un contesto di profondo cambiamento che presenta non poche analogie con l’epoca in cui si trovò a vivere Calvino. Tra le molte suggestioni possibili, gli interventi qui ospitati di due teologi evangelici, Emidio Campi e Martin Friedrich, sviluppano due aspetti particolarmente interessanti e attuali del grande riformatore, ovvero la sua riflessione sulla necessaria ricaduta «pratica» della confessione della fede, e quindi l’opera di riformatore politico, e le grandi potenzialità del pensiero di Calvino – riformatore ecumenico che si spese per la riunificazione dei protestanti – anche per l’avvicinamento tra evangelici e cattolici.

Il congedo da sé. Di generazione in generazione

P. Stefani
Una generazione se ne va e un’altra arriva, ma la terra resta sempre la stessa» (Qo 1,4). Nonostante l’abuso da esso subito nel corso della disputa galileiana, il verso del Qoèlet resta bellissimo nel suo contrapporre due antitetici verbi di moto a un imperturbabile, statico fondale. In prospettiva globale, le parole esprimono quanto, rispetto al soggetto individuale, sarà detto più oltre sostituendo «polvere» a «terra»: là si individuerà in quella materia leggera il luogo dell’andare e del ritornare di ogni singolo vivente (cf. Qo 3,20; Gen 3,19). Gli altri elementi – il sole (fuoco), l’aria (vento), l’acqua (fiumi) – girano e rigirano (cf. Qo 1,5-7), gli esseri viventi vanno e vengono, la terra resta immobile. Secondo un approccio cronologico il venire al mondo precede il congedo; tuttavia per lo spirito proprio del testo l’ordine deve essere l’inverso, che meglio individua quanto più di ogni altra dimensione caratterizza l’esistenza umana: il suo venir meno.

Turchia: parole nuove. Si attendono i fatti

C. Monge

Dopo Firenze: per una nuova stagione

C. Albini

Cerco i miei figli nella Bibbia. Ed esulto quando li trovo

L. Accattoli
C'è una piccola donna in Atti 12 che va alla porta, riconosce la voce di Pietro – che tutti sapevano in carcere – e «per la gioia» invece di aprirgli corre a darne l’annuncio mentre Cefa là fuori continua a bussare. Chi non ha negli occhi una ragazzina che per la gioia corre dalla parte sbagliata? E la prontezza della «servetta ebrea» della moglie di Naamàn il siro, malato di lebbra, nel Secondo libro dei Re? E la concentrazione della sorella di Mosè che in Esodo 2 osserva «da lontano» che cosa accadrà al cestello di papiro in cui la mamma ha sistemato il fratellino? Io vedo i suoi occhi che guizzano di qua e di là sull’acqua del Nilo. Cerco le somiglianze tra la nostra umanità più genuina, che traspare dai ragazzi, e quella che anima i libri della Scrittura. Esse mi aiutano a intuire il gesto di Gesù che si «mette vicino» un bambino per spiegare chi sia «il più grande», o il suo cuore che non si trattiene quando gli portano un ragazzo che ha cinque pani e due pesci. Ci interesseremo anche a un giovanissimo nipote dell’apostolo Paolo che ha una parte breve ma brillante in Atti 23: è sveglio come i nostri ragazzi che partono con le borse per l’«Erasmus».

Il Regno Attualità 18 2009. La rivista completa

La Redazione
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