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Parole delle religioni

Parole delle religioni

Udire la Parola scritta. Possiamo vedere l'estasi delle parole

P. Stefani
L'oralità e la scrittura nella vita della Chiesa.

Tra sole e luna. Leopardi e Qoèlet

P. Stefani
Nel nostro vivere consueto è piuttosto raro essere illuminati soltanto dal notturno chiarore della luna. Peraltro pure le stelle si son fatte meno brillanti di un tempo. La luce artificiale ormai è presente quasi ovunque tanto da essere costretti, pure nel suo caso, a far ricorso alla parola inquinamento. Si tratta, in queste proporzioni, di un fenomeno relativamente recente. Se una sera ci si trovasse a Recanati i nostri occhi non vedrebbero né la «cara luna», né le «vaghe stelle dell’Orsa» con la stessa intensità con cui le scorse Giacomo Leopardi: la luce sarebbe meno diffusa e le «faci» celesti più tenui. Nonostante il grande lasso temporale trascorso e la differente latitudine, con ogni probabilità non fu invece così grande la differenza tra il cielo notturno visto dal biblico Qoèlet e quello osservato da Leopardi. Eppure proprio la volta celeste potrebbe essere assunta come simbolo della distanza, non solo temporale, che sussiste tra due autori che, per più versi, sembrano far vibrare in noi le stesse corde: «vanitas vanitatum» per l’uno, l’«infinita vanità del tutto» per l’altro.

Mitezza sabbatico. Uno stile di vita dignitoso

P. Stefani
Leggendo la Bibbia si incontrano tre distinte e complementari giustificazioni del perché bisogna osservare il sabato.

Ebraismo e blasfemia. Dio non maledirai

P. Stefani

Attraverso la pelle. Una teologia

P. Stefani
Il posto non era a lui ignoto. Anzi, gli aveva persino dedicato un breve pensiero stampato in un suo libretto. Tutttavia quella volta fu diverso. Fu un'esperienza di teologia epidermica.

Morti per acqua. Il mare li restituirà

P. Stefani

Parabola del potente. Natan e Davide

P. Stefani
Di fronte al testo che narra dell’adulterio di re Davide con Betsabea (cf. 2Sam 11), la prima cosa da fare è scacciare l’idea che qui si alluda a una specie di dramma borghese ante litteram incentrato sulla violazione della morale matrimoniale.

I forse di Dio. In forma narrativa

P. Stefani

La voce del profeta. Il silenzio delle parole

P. Stefani

La porta e la chiave. Sull'Anno della fede

P. Stefani
Se si consulta un dizionario dei simboli a proposito del termine «porta» si leggeranno, più o meno, queste parole: essa rappresenta il luogo di passaggio fra due stati, fra due mondi, fra il conosciuto e l’ignoto, tra la luce e le tenebre. La porta è un varco aperto sul mistero. Essa ha un valore dinamico e psicologico, in quanto non solo indica un passaggio ma si trasforma in invito a superarlo. Per questo può facilmente alludere anche a un viaggio verso l’aldilà. La porta è anche un simbolo ambivalente, è connessa a un entrare ma anche a un uscire, è aperta o è chiusa.