Simone: «“Una stanza tutta per sé”. Ecco la prima frase che mi è balzata in mente». Miriam: «Perché citi il titolo di quel saggio di Virginia Woolf a me così caro? Affermare che una donna, per poter scrivere, deve avere disponibilità economiche e una stanza tutta per sé potrebbe suonare quasi una banalità, ma non lo è. Specie se si sviluppa il discorso nel modo in cui lo fece Virginia nel 1929. La libertà intellettuale dipende dalla presenza di beni materiali e la capacità di esprimersi poeticamente dipende dalla libertà intellettuale. Su per giù, era questo il titolo della conferenza da cui tutto iniziò. Ma tu perché te ne occupi?».
C’è chi ha scritto che se l’arcobaleno durasse in cielo più di dieci minuti nessuno lo guarderebbe. Forse è esagerato. Si osservano anche le cose che sono stabilmente là davanti a noi. Il grande albero fuori dalla finestra, le curve delle colline, i profili delle montagne, il tremolar della marina. Tuttavia è vero che la transitorietà dell’arco iridescente induce a chiamare altri a vedere uno spettacolo di breve durata: «Vieni, guarda c’è l’arcobaleno!».