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Documenti, 5/2004

Chiese ortodosse-card. W. Kasper: a Mosca pensando a Kiev

Bartolomeo I, Chiese ortodosse, card. W. Kasper
Presentiamo tre documenti sullo status quaestionis delle relazioni ecumeniche tra la Chiesa cattolica romana, la Chiesa ortodossa russa e l’insieme delle Chiese ortodosse. I testi (del patriarca ecumenico Bartolomeo I, del card. W. Kasper, dei capi delle Chiese ortodosse locali) sono legati da un’unica finalità e un’unica decisione. La finalità è confermare e sviluppare la scelta ecumenica delle Chiese, mentre la decisione riguarda la questione della creazione in Ucraina di un patriarcato dei greco-cattolici. La seconda smentirebbe la prima. Entrambe le questioni hanno riguardato il viaggio del card. Kasper, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, a Mosca. Da Mosca, Kasper ha detto che la scelta ecumenica è per la Chiesa cattolica di Roma irreversibile e che a riguardo del patriarcato greco-cattolico in Ucraina non vi è alcuna decisione (cf. Regno-att. 4,2004,83), dichiarando così infondata la dura lettera di Bartolomeo e rispondendo alle preoccupazioni espresse da tutte le Chiese ortodosse.

Lettera di Bartolomeo I

Bartolomeo I
Chiese ortodosse - Card. Walter Kasper A Mosca pensando a Kiev Presentiamo tre documenti sullo status quaestionis delle relazioni ecumeniche tra la Chiesa cattolica romana, la Chiesa ortodossa russa e l�insieme delle Chiese ortodosse. I testi (del patriarca ecumenico Bartolomeo I, del card. W. Kasper, dei capi delle Chiese ortodosse locali) sono legati da un�unica finalit�...

Le altre Chiese ortodosse

Presentiamo tre documenti sullo status quaestionis delle relazioni ecumeniche tra la Chiesa cattolica romana, la Chiesa ortodossa russa e l’insieme delle Chiese ortodosse. I testi (del patriarca ecumenico Bartolomeo I, del card. W. Kasper, dei capi delle Chiese ortodosse locali) sono legati da un’unica finalità e un’unica decisione. La finalità è confermare e sviluppare la scelta ecumenica delle Chiese, mentre la decisione riguarda la questione della creazione in Ucraina di un patriarcato dei greco-cattolici. La seconda smentirebbe la prima. Entrambe le questioni hanno riguardato il viaggio del card. Kasper, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, a Mosca. Da Mosca, Kasper ha detto che la scelta ecumenica è per la Chiesa cattolica di Roma irreversibile e che a riguardo del patriarcato greco-cattolico in Ucraina non vi è alcuna decisione (cf. Regno-att. 4,2004,83), dichiarando così infondata la dura lettera di Bartolomeo e rispondendo alle preoccupazioni espresse da tutte le Chiese ortodosse.

L'ortodossia e la Chiesa cattolica

Card. W. Kasper
Presentiamo tre documenti sullo status quaestionis delle relazioni ecumeniche tra la Chiesa cattolica romana, la Chiesa ortodossa russa e l’insieme delle Chiese ortodosse. I testi (del patriarca ecumenico Bartolomeo I, del card. W. Kasper, dei capi delle Chiese ortodosse locali) sono legati da un’unica finalità e un’unica decisione. La finalità è confermare e sviluppare la scelta ecumenica delle Chiese, mentre la decisione riguarda la questione della creazione in Ucraina di un patriarcato dei greco-cattolici. La seconda smentirebbe la prima. Entrambe le questioni hanno riguardato il viaggio del card. Kasper, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, a Mosca. Da Mosca, Kasper ha detto che la scelta ecumenica è per la Chiesa cattolica di Roma irreversibile e che a riguardo del patriarcato greco-cattolico in Ucraina non vi è alcuna decisione (cf. Regno-att. 4,2004,83), dichiarando così infondata la dura lettera di Bartolomeo e rispondendo alle preoccupazioni espresse da tutte le Chiese ortodosse.

Lettera sul Cammino

Mons. Giulio Sanguineti, vescovo di Brescia
A quasi due anni dall’approvazione da parte della Santa Sede dello Statuto del Cammino neocatecumenale, sia pure «ad experimentum» per 5 anni, il vescovo di Brescia mons. Giulio Sanguineti assume con questa Lettera sul Cammino neocatecumenale, datata Natale 2003, il compito previsto nello Statuto per i vescovi di vigilare sull’effettiva pratica e recezione dello stesso (cf. Regno-doc. 15,2002,472-486 e Regno-att. 14,2002,452s). In particolare, si richiama per la necessità che l’invito a entrare nel Cammino rivolto ai ragazzi che hanno concluso l’itinerario dell’iniziazione cristiana in parrocchia «comporti una svalutazione dell’itinerario appena concluso»; inoltre, dal momento che l’itinerario neocatecumenale ha un suo compimento, «il vescovo ritiene di ammettere la celebrazione domenicale settimanale dell’eucaristia per le nuove comunità fino alla traditio-redditio e la celebrazione domenicale dell’eucaristia per le altre comunità in occasione della loro convivenza». Altrimenti « si giungerebbe alla costituzione di una nuova forma di comunità, alternativa o per lo meno autonoma rispetto alla parrocchia; cosa che per altro contraddirebbe lo Statuto stesso».

Finanza internazionale e agire morale

CEI-Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro
«Le regole deontologiche, che possono essere chiamate di etica interna... rappresentano condizioni necessarie, ma nient’affatto sufficienti perché si stabiliscano rapporti corretti e validi di vincoli morali nel discorso economico e finanziario. Occorrono quelle regole più ampie e più stringenti, che possono essere chiamate di etica esterna... veri e propri vincoli all’autonomia o neutralità etica di andamenti e comportamenti di tipo finanziario». La riflessione condotta dall’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza episcopale italiana, pubblicata nel gennaio 2004 con il titolo Finanza internazionale e agire morale, si propone come un aiuto per il discernimento etico su una materia – la finanza internazionale – tanto complessa quanto urgente (sono ancora sulle prime pagine dei quotidiani nazionali le cronache degli scandali finanziari delle società Cirio e Parmalat; cf. riquadro alle pp. 146-147). Il passo del sussidio è piano e divulgativo ma non trascura gli aspetti più tecnici, fino a delineare uno schema utile per un giudizio etico individuando tre zone in cui inserire i singoli fenomeni («bianca», «grigia» e «nera»), e proponendo come prospettive d’azione comportamenti personali e collettivi e tre proposte concrete. Cf. ampiamente Regno-att. 4,2004,99-118.

Parma: un'esperienza di Esodo

mons. Cesare Bonicelli
Una Lettera di quaresima è l’occasione colta dal vescovo di Parma mons. Cesare Bonicelli per riflettere spiritualmente sugli eventi che hanno sconvolto la città di Parma a partire dal dicembre 2003, con l’emersione dello scandalo finanziario Parmalat e tutte le sue conseguenze sulla vita della città e dei suoi abitanti (originale: Vita nuova, 20.2.2004, 8-9)

La procreazione medicalmente assistita

Parlamento italiano
Dopo un iter legislativo durato quasi tre anni, il Parlamento italiano ha definitivamente approvato lo scorso 10 febbraio, con un consenso relativamente ampio e trasversale agli schieramenti in aula, la legge 40 del 19.2.2004, recante «Norme in materia di procreazione medicalmente assistita», in vigore dal 10 marzo 2004. Il testo, che intende «favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità e dall’infertilità umana», permette il ricorso alla procreazione medicalmente assistita solo quando non vi siano altri metodi terapeutici efficaci; la proibisce per coppie dello stesso sesso e nel caso il partner sia deceduto; vieta la fecondazione eterologa, cioè con seme di donatore; tutela lo stato giuridico del nato vietando il disconoscimento da parte del padre e l’anonimato della madre; vieta inoltre la sperimentazione sugli embrioni umani. È prevista l’obiezione di coscienza da parte del personale sanitario (cf. Regno-att. 4,2004,120 e riquadro a p. 165). Il 4 marzo il ministro della salute ha Costituito la Commissione per le linee guida, costituita da giuristi, ricercatori e bioeticisti, che dovrà emanare entro tre mesi le prescritte linee guida contenenti l’indicazione delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, vincolanti per tutte le strutture autorizzate.

La ricerca al servizio della dignità della vita

Giovanni Paolo II
Nel 2004 ricorre il decimo anniversario della fondazione della Pontificia accademia per la vita, fondata nel 1994 con il motu proprio Vitae mysterium. Nel corso dell’assemblea plenaria dell’accademia (Roma, 19-22.2.2004) sul tema «La dignità della procreazione umana e le tecnologie riproduttive: aspetti antropologici ed etici», il 21 febbraio Giovanni Paolo II ha rivolto il seguente discorso ai partecipanti ricevuti in udienza (www.vatican.va).

Morale cristiana e biotecnologie

G. Curran, Y. Koszarycz
Una delle maggiori sfide attuali per la Chiesa è quella di rispondere al «mancato sviluppo di una morale che vada di pari passo al progresso tecnologico», pena il non «essere significativa nella società contemporanea». A fronte di avanzamenti scientifici che rischiano di modificare profondamente il futuro umano, «l’etica teologica cristiana, proclamando la dignità e i diritti di ogni persona umana, dovrebbe sforzarsi di comprendere le complessità di queste scienze emergenti». Gary Curran e Yuri Koszarycz, ricercatori di etica applicata alle biotecnologie presso istituti universitari cattolici australiani, percorrono in questo saggio, pubblicato nel febbraio scorso, alcuni recenti sviluppi della biotecnologia, le loro implicazioni e conseguenze sulla vita sociale, nell’etica e nella teologia. Gli autori formulano alcune ipotesi per un quadro etico-legale cui l’ingegneria genetica potrebbe attenersi e che l’etica teologica dovrebbe approfondire.

La donna nella famiglia di Dio

Mons. E. Jitangar, vescovo di Sarh, Ciad
Una lettera pastorale di una remota diocesi nel deserto del Sahara, quasi al confine con il Centrafrica, che prende posizione contro le mutilazioni genitali femminili: con tono piano e pacato mons. Edmond Jitangar, vescovo di Sahr, invita, infatti, la propria Chiesa a riflettere su come in generale i riti d’iniziazione della donna si possano rapportare positivamente con la fede cristiana. Il problema delle mutilazioni genitali è infatti da collocare nel più ampio tema del ruolo della donna nella Chiesa e nella società. «Il dialogo positivo instaurato con le autorità tradizionali ha riguardato solo l’iniziazione maschile. Esso aveva permesso ai cristiani cattolici di partecipare alle iniziazioni… senza un grave rischio per la loro fede. Ma di anno in anno constatiamo degli slittamenti. … L’iniziazione tradizionale femminile ha perso molto del suo valore educativo, accordando un’eccessiva importanza all’escissione (presa a prestito dalle popolazioni islamiche) alla quale ha finito per ridursi». Questo passaggio è poi ripreso quando il presule afferma che la crisi del ruolo tradizionale della donna si accompagna alla parallela «banalizzazione della sessualità da parte dei mezzi di comunicazione»: «la società tradizionale ha lasciato poco spazio alle donne. Per questo esse si aggrappano alla questione dell’escissione». Si apre qui l’interrogativo su ciò che la Chiesa può fare: «Troveranno maggiori spazi per realizzarsi nelle nostre comunità cristiane? … Come possiamo offrire occasioni di formazione umana e spirituale … soprattutto alle ragazze al di fuori della scuola?».

I religiosi: identità e visibilità oggi

T. Radcliffe
«In un mondo che ha sofferto il crollo dei sogni, la tentazione è lasciarsi sedurre dalle promesse del web, che parla di felicità e appartenenza. Credo che i voti ci forgino come portatori di una gioia e di un’appartenenza che trascendono l’immaginazione umana, ma che possiamo riconoscere come il nostro più profondo desiderio». Sono le parole conclusive, e in qualche misura riassuntive, di questa conferenza che fra Timothy Radcliffe, già maestro generale dei domenicani, ha tenuto il 7 agosto 2003 a Loisville, negli Stati Uniti, in apertura dell'annuale assemblea nazionale della Conferenza dei superiori maggiori (Conference of Major Superiors of Men - CMSM). Il «crollo dei sogni», nell'analisi di Radcliffe, è quello originato negli Stati Uniti dalla crisi internazionale scatenata dagli attentati dell'11 settembre 2001 e dalla crisi della credibilità ecclesiale apertasi nel 2002 con le rivelazioni relative alle violenze sessuali dei preti sui minori: due crisi interpretate entrambe nella prospettiva di un esercizio distorto del potere. Alle «promesse del web», e più ampiamente al «mondo dei loghi e dei marchi», come unico riferimento culturale e infine identitario oggi disponibile, Radcliffe contrappone la condizione di povertà, castità e obbedienza della vita religiosa: «un rapido sguardo di gioia al di là delle parole e dell'immaginazione…»

Il diritto al nome e all'identità

Movimento laici America Latina - Progetto mondo
Secondo i dati dell’UNICEF, nel 2000 il 41% dei nati a livello mondiale, 50 milioni di bambini, non sono stati registrati all’anagrafe. Prende origine da questo dato lo studio che il Movimento laici America Latina (MLAL) ha dedicato al fenomeno dell’«indocumentazione», cioè della mancanza di documenti che dimostrino l’identità di una persona. Redatto da Dario Festa, volontario del MLAL in servizio civile in Perù, il testo si sofferma in particolare, alla luce delle convenzioni internazionali, sul diritto alla registrazione della nascita e su ciò che ne deriva rispetto a molti altri diritti fondamentali; e denuncia l’esistenza di barriere soprattutto politiche che ne ostacolano l’esercizio, in particolare attraverso la negazione, da parte dei governi, del ruolo cruciale del sistema anagrafico. «La sfida che si presenta è ardua – conclude lo studio –: le cause che impediscono la realizzazione e il compimento del diritto al nome e all’identità sono spesso di indole politica ed economica, vale a dire le stesse cause che più in generale ostacolano lo sviluppo di un paese».