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Documenti, 7/1996

Universi Dominici gregis

Giovanni Paolo II
Dopo Pio X, Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII e Paolo VI, anche l'attuale pontefice interviene sulla materia dell'elezione del successore di Pietro con la costituzione apostolica Universi dominici gregis, promulgata lo scorso 22 febbraio (cf. Regno-att. 6,1996,155). Mentre in gran parte le nuove norme confermano quelle emanate dai predecessori di Giovanni Paolo II in questo secolo (in particolare, l'esclusione dei cardinali ultraottantenni dal novero degli elettori e la fissazione a 120 del loro numero, stabilite da Paolo VI), i principali elementi di innovazione riguardano: l'alloggio dei cardinali elettori (all'interno della Città del Vaticano), la modalità dell'elezione (rimane in vigore solo quella a scrutinio segreto) e il ruolo attivo dei cardinali ultraottantenni, che animeranno la preghiera di tutto il popolo di Dio nelle basiliche patriarcali di Roma e nelle chiese di tutto il mondo.

La conversione e la telematica (in preparazione al giubileo)

Giovanni Paolo II
"Volge al termine la fase antepreparatoria (dell'anno santo), e con il 1997 inizierà quella propriamente preparatoria": un'occasione "di conversione e di verifica dell'impegno pastorale... quasi un prolungato corso di esercizi spirituali". Con questa intonazione "quaresimale" (che rimanda indirettamente anche al "purificarsi, nel pentimento, da errori, infedeltà, incoerenze, ritardi" del passato; cf. Tertio millennio adveniente, n. 33), Giovanni Paolo II si è rivolto ai membri del Comitato centrale del grande giubileo del duemila e ai 106 rappresentanti dei comitati nazionali dell'anno santo, riuniti a Roma il 15-16 febbraio scorso per il loro I Incontro internazionale. Ricevendo dai convenuti le conclusioni dei lavori, svolti in otto gruppi linguistici e con la partecipazione di 6 "delegati fraterni" protestanti, anglicani e ortodossi, il papa ha ripreso direttamente il c. IV della Tertio millennio adveniente (Regno-doc. 21,1994,647ss), aggiungendovi una particolare sottolineatura del ruolo che potranno svolgere, nella preparazione e celebrazione del "primo giubileo dell'era telematica", le "nuove tecnologie multimediali" (n. 7).

AIDS: la società in questione

Commissione sociale dei Vescovi francesi
L'epidemia di AIDS mette la nostra società di fronte alle sue contraddizioni, alle sue paure, ai sogni infranti. È una religiosità immatura quella che vuol vedervi un castigo divino, ma è una cultura altrettanto infantile quella che cerca la scorciatoia sanitaria, aspettandosi dalla medicina il rimedio agli effetti senza accettare di mettere in discussione i comportamenti e i modelli che ne sono la causa. È la tesi espressa da mons. Albert Rouet, presidente della Commissione sociale della Conferenza episcopale francese, nel contributo elaborato insieme a "un gruppo di medici, psicanalisti, moralisti e persone competenti" (documento 1: L'AIDS interroga la società) e confluito nel volume AIDS: la società si interroga. Nello stesso volume è stata pubblicata la dichiarazione della Commissione sociale Davanti all'AIDS, rilanciare la speranza (documento 2), con la quale i vescovi francesi mettono in evidenza lo specifico dell'annuncio cristiano, che è messaggio di speranza prima di essere (e per meglio essere) proposta etica (cf. ampiamente Regno-att. 6,1996,147).

Camminare nella luce (sulla pedofilia)

Vescovi statunitensi
"Vogliamo prendere posizione contro ... la violenza sessuale nei confronti dei bambini, in particolare tra le pareti domestiche o nel contesto della famiglia". In una dichiarazione comune dal titolo Camminare nella luce: una risposta pastorale alla violenza sessuale nei confronti dell'infanzia, i Comitati dei vescovi statunitensi sulle donne nella società e nella chiesa e sul matrimonio e la famiglia, con l'approvazione del Comitato amministrativo della Conferenza nazionale dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, affrontano il tema della pedofilia "per promuovere la guarigione spirituale e affettiva e nel contempo il perdono e la riconciliazione per le vittime presenti e passate e per le loro famiglie". Essi si sentono nell'obbligo di prendere posizione su questo argomento "ben sapendo come sulla chiesa gravi un forte carico di responsabilità nel campo della violenza sessuale" in quanto "alcuni ministri ordinati, come pure alcuni religiosi e religiose, o anche taluni collaboratori e volontari laici hanno commesso violenze sessuali nei confronti di bambini o di adolescenti".

Dignità della persona e bene comune (Elezioni 1996)

Vescovi USA
"Siamo chiamati a valutare ogni partito e movimento in base al modo in cui il suo programma tocca la vita e la dignità umana... insistiamo anche sul fatto che la prova del nove dell'intervento pubblico è il modo in cui le politiche pubbliche toccano i poveri e i deboli...". Inizia negli USA la campagna elettorale per le elezioni presidenziali, e rinnovando una consuetudine ormai ventennale i vescovi ripropongono, opportunamente aggiornato, il documento su La responsabilità politica (gli ultimi due su Regno-doc. 9,1988,279 e 5,1992,149), sottotitolato: Proclamare il Vangelo della vita, proteggere gli ultimi fra di noi e perseguire il bene comune e datato 5 novembre 1995. Il lettore potrà cogliere, confrontando tra loro i testi, lo spostamento intervenuto nel frattempo sia nel paese, sia nella chiesa (cf. Regno-att. 2,1996,1): in particolare è forte in quest'ultimo l'eco delle recenti visite del papa e dell'enciclica Evangelium vitae. Resta tuttavia immutato l'atteggiamento di fondo della chiesa americana di fronte alla politica: "possedere dei principi senza essere ideologica, essere politica senza essere di parte, coinvolgersi senza farsi strumentalizzare".

A lui il primato su tutte le cose (sul fenomeno dell’apostasia)

Vescovi del Sudan
"Dobbiamo rispettare la decisione di coloro che hanno scelto di non rimanere cristiani... È una questione di libertà... Ma le ragioni che fanno decidere di non seguire Gesù, normalmente non hanno nulla a che vedere con Gesù". Spesso sono "motivazioni di convenienza, ambizione, avidità o vigliaccheria". È il quadro che viene descritto senza mezzi termini dalla lettera pastorale collettiva dei vescovi cattolici del Sudan, approvata dall'Assemblea annuale plenaria – Mangochi, Malawi, agosto 1995 – durante la quale, per la prima volta dopo sette anni, si sono riuniti tutti gli ordinari diocesani del Sudan. La lettera, A lui il primato su tutte le cose, è stata resa nota per la festa di Cristo re (26.1.1995), a cui s'ispira per rammentare i fondamenti ultimi della fede cristiana – l'adesione alla persona di Cristo, "l'eroismo" che tale sequela richiede, il richiamo evangelico alla povertà – che non possono venir meno neppure nell'attuale momento di dura prova vissuto dai cattolici sudanesi (cf. Regno-att. 4,1996,76). Se chi rinnega Cristo si macchia del peccato d'"apostasia", è altrettanto vero che tutto il popolo di Dio deve "fare un serio esame di coscienza".

Riconciliazione nel ricordo di Lutero

Chiesa evangelica e cattolica di Turingia e Sassonia-Anhalt
"Oggi siamo... consapevoli di certe mancanze da parte delle nostre chiese, da una parte a motivo di distorsioni e riduzioni nel trasmettere il messaggio di Lutero e dall'altra a causa di atteggiamenti sbagliati di completo rifiuto verso il riformatore e verso il suo intento di riforma spirituale". A 450 anni dalla morte di Lutero, le chiese evangeliche e cattoliche dei luoghi dove il riformatore visse pubblicano insieme un "discorso comune inteso a servire la riconciliazione e la comprensione". Si parte infatti dalla constatazione di come gli approfondimenti "in spirito ecumenico", intervenuti soprattutto negli ultimi decenni, abbiano permesso a entrambe le chiese di precisare che "non furono tanto la comprensione che Lutero aveva dell'Evangelo e il suo desiderio spirituale di riforma in quanto tali a portare alla separazione, quanto piuttosto le ripercussioni ecclesiali e politiche che questo suo desiderio fondamentale ha avuto sul modo di concepire la chiesa, il ministero e il magistero". Le due comunità colgono questa occasione per farsi provocare con rinnovata forza dagli elementi chiave della riflessione di Lutero: il rapporto con la sacra Scrittura, la dottrina della giustificazione, il ruolo dei sacramenti.

Estonia: Mosca contro Costantinopoli (Testi ufficiali dei due Patriarcati)

Patriarcati ortodossi di Mosca e di Costantinopoli
"La santissima chiesa madre di Costantinopoli... ha accolto la legittima richiesta dei cristiani ortodossi in Estonia e dell'onorevole governo estone" di ripristinare la Chiesa ortodossa estone "come chiesa autonoma sotto la giurisdizione del Patriarcato Ecumenico" (Patriarcato di Costantinopoli, 20 febbraio). "Il santo sinodo della chiesa russa... ha categoricamente sconfessato l'intenzione di Costantinopoli di accogliere sotto la sua giurisdizione il gruppo scismatico di preti e fedeli le cui azioni trovano sostegno da parte del governo dell'Estonia" (Patriarcato di Mosca, 23 febbraio). A complemento dell'ampio servizio apparso su Regno-att. 6,1996,136, presentiamo qui i documenti ufficiali diffusi tra il 20 e il 24 febbraio scorso dal Patriarcato di Costantinopoli (sez. 1, "Le ragioni di Costantinopoli": Atto patriarcale e sinodale, Comunicato e Lettera ad Alessio II) e dal Patriarcato di Mosca (sez. 2, "le ragioni di Mosca": Comunicato stampa e Dichiarazione di Cirillo) a proposito della controversia intorno alla concessione dell’ autonomia alla Chiesa ortodossa in Estonia.

Estonia: Mosca contro Costantinopoli. Le ragioni di Costantinopoli

Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli
"La santissima chiesa madre di Costantinopoli... ha accolto la legittima richiesta dei cristiani ortodossi in Estonia e dell'onorevole governo estone" di ripristinare la Chiesa ortodossa estone "come chiesa autonoma sotto la giurisdizione del Patriarcato Ecumenico" (Patriarcato di Costantinopoli, 20 febbraio). "Il santo sinodo della chiesa russa... ha categoricamente sconfessato l'intenzione di Costantinopoli di accogliere sotto la sua giurisdizione il gruppo scismatico di preti e fedeli le cui azioni trovano sostegno da parte del governo dell'Estonia" (Patriarcato di Mosca, 23 febbraio). A complemento dell'ampio servizio apparso su Regno-att. 6,1996,136, presentiamo qui i documenti ufficiali diffusi tra il 20 e il 24 febbraio scorso dal Patriarcato di Costantinopoli (sez. 1, "Le ragioni di Costantinopoli": Atto patriarcale e sinodale, Comunicato e Lettera ad Alessio II) e dal Patriarcato di Mosca (sez. 2, "le ragioni di Mosca": Comunicato stampa e Dichiarazione di Cirillo) a proposito della controversia intorno alla concessione dell’ autonomia alla Chiesa ortodossa in Estonia.

Estonia: Mosca contro Costantinopoli. Le ragioni di Mosca

Patriarcato di Mosca
"La santissima chiesa madre di Costantinopoli... ha accolto la legittima richiesta dei cristiani ortodossi in Estonia e dell'onorevole governo estone" di ripristinare la Chiesa ortodossa estone "come chiesa autonoma sotto la giurisdizione del Patriarcato Ecumenico" (Patriarcato di Costantinopoli, 20 febbraio). "Il santo sinodo della chiesa russa... ha categoricamente sconfessato l'intenzione di Costantinopoli di accogliere sotto la sua giurisdizione il gruppo scismatico di preti e fedeli le cui azioni trovano sostegno da parte del governo dell'Estonia" (Patriarcato di Mosca, 23 febbraio). A complemento dell'ampio servizio apparso su Regno-att. 6,1996,136, presentiamo qui i documenti ufficiali diffusi tra il 20 e il 24 febbraio scorso dal Patriarcato di Costantinopoli (sez. 1, "Le ragioni di Costantinopoli": Atto patriarcale e sinodale, Comunicato e Lettera ad Alessio II) e dal Patriarcato di Mosca (sez. 2, "le ragioni di Mosca": Comunicato stampa e Dichiarazione di Cirillo) a proposito della controversia intorno alla concessione dell’ autonomia alla Chiesa ortodossa in Estonia.

Una nuova disciplina fiscale sulle ONLUS

Commissione Zamagni
Nell'ambito del Welfare state, da tempo il cosiddetto "terzo settore" è andato occupando "quegli spazi che lo stato non era più in grado di gestire e il mercato non aveva convenienza a fare propri". La presente relazione della Commissione di lavoro sul progetto di legge riguardante la disciplina fiscale delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), istituita presso il Ministero delle finanze e presieduta dal prof. S. Zamagni (cf. Regno-att. 14,1995,435) analizza punto per punto il testo del progetto di legge medesimo (cf. riquadro), fatto proprio con alcune modifiche dal Consiglio dei ministri in data 14.12.1995 e trasmesso come disegno di legge al Parlamento per l'esame di merito (per il testo del DDL cf. Il Sole-24 Ore 15.12.1995, 19). Accanto a un rigido controllo sulle finalità (esclusivamente solidaristiche) e sull'oggetto principale dell'attività (l'utilità sociale), il progetto di legge prevede una forte flessibilità in merito alla forma giuridica adottabile per rientrare nella categoria delle ONLUS (ente di natura privata con o senza personalità giuridica, fondazione, associazione, società cooperativa e società di capitale).

Una nuova disciplina fiscale sulle ONLUS. Progetto di legge

Nell'ambito del Welfare state, da tempo il cosiddetto "terzo settore" è andato occupando "quegli spazi che lo stato non era più in grado di gestire e il mercato non aveva convenienza a fare propri". La presente relazione della Commissione di lavoro sul progetto di legge riguardante la disciplina fiscale delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), istituita presso il Ministero delle finanze e presieduta dal prof. S. Zamagni (cf. Regno-att. 14,1995,435) analizza punto per punto il testo del progetto di legge medesimo (cf. riquadro), fatto proprio con alcune modifiche dal Consiglio dei ministri in data 14.12.1995 e trasmesso come disegno di legge al Parlamento per l'esame di merito (per il testo del DDL cf. Il Sole-24 Ore 15.12.1995, 19). Accanto a un rigido controllo sulle finalità (esclusivamente solidaristiche) e sull'oggetto principale dell'attività (l'utilità sociale), il progetto di legge prevede una forte flessibilità in merito alla forma giuridica adottabile per rientrare nella categoria delle ONLUS (ente di natura privata con o senza personalità giuridica, fondazione, associazione, società cooperativa e società di capitale).