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Parola, pane e compassione

XVI domenica del tempo ordinario Ger 23,1-6; Sal 23 (22); Ef 2,13-18; Mc 6,30-34           Un elemento di crescente importanza ricorre nei primi capitoli di Marco come fosse un personaggio muto e, a volte, sottinteso o addirittura negato. È un elemento del tutto concreto, ma non si può dire che non abbia uno speciale valore simbolico. Parliamo del cibo.           È verosimile che nei suoi giorni nel deserto, Gesù se ne sia astenuto: Marco (1,19) non ne parla, ma i Sinottici,...

Come il tempio il mondo

XV domenica del tempo ordinario Am 7,12-15; Sal 85 (84); Ef 1,3-14; Mc 6,7-13           L’episodio della sinagoga di Nazaret si è concluso con un non espresso rifiuto.           Marco (6,6b) riprende il racconto dicendo che Gesù andava intorno come girando in cerchio, per i villaggi, quindi avendo il lago di Galilea come riferimento, insegnando (kai periegen tas komas kuklo didaskon). L’imperfetto probabilmente ci dice che questo percorso è durato a lungo.          ...

Esigente sequela

XIV domenica del tempo ordinario Ez 2,2-5; Sal 123 (122); 2Cor 12,7-10; Mc 6,1-6           Marco insiste in modo peculiare sui difficili rapporti tra Gesù e il suo ambiente d’origine: la famiglia, il clan d’appartenenza, gli abitanti del suo villaggio. È una strategia abbastanza precisa, in base alla quale da sempre la critica sostiene che questa sia una propedeutica al racconto della passione, ma è anche una propedeutica remota al discepolato e alle sue esigenze.          ...

Ritornare alla vita

XIII domenica del tempo ordinario Sap 1,13-15; 2,23-24; Sal 30 (29); 2Cor 8,7.9.13-15; Mc 5,21-43 Due racconti stilisticamente dissimili s’intrecciano e sono in qualche modo accomunati. Accade in Marco (5,21-43), ma la stessa sistemazione del testo compare anche negli altri sinottici (Mt 9,20-22; Lc 8,42-48).           Il racconto del risveglio della figlia di Giairo – l’unico personaggio con un nome proprio – secondo Marco, che incornicia quello della donna affetta da perdite di sangue, è costruito su verbi al presente...

La prova e la fede

XII domenica del tempo ordinario Gb 38,1.8-11; Sal 107 (106); 2Cor 5,14-17; Mc 4,35-41 Avevamo lasciato Gesù e i suoi in un probabile ambiente chiuso e riservato, in cui aveva spiegato loro la parabola del seminatore e raccontato altre brevi parabole.           Di colpo siamo di nuovo trasportati non solo all’aperto, ma sul lago, e viene precisato che c’è come un ordine di partenza da parte di Gesù (v. 35), ma che gli apostoli lo prendono con sé «così com’era» (paralambanousin auton...

La semina e la crescita

XI domenica del tempo ordinario Ez 17,22-24; Sal 92 (91); 2Cor 5,6-10; Mc 4,26-34           A parte i vv. 10 e 21-23, che sembrano segnare anche un cambiamento di ambiente – dall’aperto all’interno di una casa, oltre che dal parlare alla folla a un gruppo ristretto –, Mc 4 è dominato dal paesaggio del lago di Tiberiade, da un’atmosfera quasi campestre e dalle metafore agricole.           Al centro c’è il problema della Parola e dell’annuncio, dei loro...

Anticipo di gloria

Corpo e sangue di Cristo Es 24,3-8; Sal 116 (115); Eb 9,11-15; Mc 14,12-16.22-26 Chi si trovasse in una cena tra amici e sentisse dire dal più importante di loro che uno dei commensali, con i quali ci sono reciproci rapporti da tempo e una certa comunanza di vita, lo tradirà, come potrebbe reagire? Forse con una serie di indignati dinieghi e vibrate proteste.           Stando a Marco, invece, gli apostoli cominciarono a provare un dolore interiore (lupeisthai, Mc 14,19a) e a dire a Gesù, uno dopo l’altro «per caso...

Il finale che spiega tutto

Santissima Trinità Dt 4,32-34.39-40; Sal 32; Rm 8,14-17; Mt 28,16-20 Come quasi sempre, è il finale del racconto che dà ragione di tutto, non solo di quanto lo precede, ma anche, eventualmente, di quanto seguirà nella vita del lettore. O, almeno, così accade nel Vangelo secondo Matteo.           Le apparizioni del risorto narrate dagli evangelisti sono accomunate da un elemento: l’incredulità, o comunque una reazione non proprio positiva. Si parla di paura per le donne, nel finale originario di Marco...

Irriducibile Spirito

Pentecoste At 2,1-11; Sal 104 (103); Gal 5,16-25; Gv 15,26-27; 16,12-15 Nel lungo discorso d’addio di Gesù (benché nelle Scritture si leggano discorsi d’addio ben più lunghi, per esempio quelli di Mosè che costituiscono l’ossatura del Deuteronomio), ovvero Gv 13-17, compaiono cinque promesse che riguardano lo Spirito.           Nella liturgia latina della Pentecoste di quest’anno ne leggiamo due, purtroppo non in continuità testuale mettendo noi tutti in un’imbarazzante difficoltà.          ...

Prendere posizione

Ascensione At 1,1-11; Sal 47 (46); Ef 4,1-13; Mc 16,15-20 «Si ritiene generalmente che Mc 16,1-8 sia l’effettiva conclusione del Vangelo nella sua forma originaria, come ci attestano non solo gli autorevoli unciali Vaticano e Sinaitico, ma anche testimonianze indirette di alcuni padri, di molte versioni, nonché altri indizi significativi di quella che K. Aland ha chiamato efficacemente la “tenacia della tradizione”» (Vignolo): fin qui la critica testuale.           Se si accetta questa conclusione reticente (sempre...