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Attualità
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Attualità, 20/2009

Benedetto XVI - Anglicanorum coetibus: attraversare il Tevere

Redazione
La costituzione apostolica Anglicanorum coetibus di Benedetto XVI (datata 4 novembre ma pubblicata il 12), istituendo gli ordinariati personali per quei fedeli anglicani che desiderino entrare nella Chiesa cattolica romana singolarmente, ma soprattutto corporativamente, cioè in gruppi organizzati, avvia un processo diverso nel rapporto tra la Chiesa cattolica romana e la Comunione anglicana. La costituzione dispone anche alcune Norme complementari (un documento giuridico a firma della Congregazione per la dottrina della fede) che ne regolano l’applicazione.

Anglicanorum coetibus - Le reazioni: non piccoli problemi

D. Sala
La costituzione apostolica Anglicanorum coetibus è stata pubblicata il 9 novembre, ma era stata anticipata due settimane prima, il 20 ottobre, da una Nota informativa a cura della Sala stampa vaticana, che ne rivelava i contenuti principali. Per questa particolarità nella gestione comunicativa, le prime reazioni all’annuncio del provvedimento pontificio hanno preceduto il documento stesso.

Ecumenismo - Anglicani: il patrimonio che resta. Una riflessione sul dialogo con Roma

C. Murphy O'Connor
Dopo oltre 40 anni di dialogo ecumenico ufficiale con la Comunione anglicana, ci si può chiedere: «A che punto siamo? Che cosa si è ottenuto e che cosa resta ancora da fare? Dove possiamo e dove dobbiamo fare altri passi avanti? In che misura i dialoghi hanno risolto le questioni centrali sulle quali nel XVI secolo i cristiani si sono divisi?». Penso si possa affermare, anzitutto, che oggi alcune delle classiche dispute che stavano alla radice delle nostre dolorose divisioni sono state sostanzialmente risolte attraverso un nuovo consenso sulla dottrina fondamentale. Restano ancora questioni dibattute, ma anche su di esse c’è come minimo una convergenza che ci ha aiutato a oltrepassare le posizioni polemiche e a creare un clima più rilassato, così da poter ragionare nei termini di uno scambio di doni che ci arricchisce entrambi.

Francia - Chiese e sette. Scientology condannata

L. Prezzi
Il 28 ottobre il tribunale di Parigi ha condannato il centro nazionale di Scientology e la sua libreria parigina a 600.000 euro di multa, infliggendo a quattro suoi alti esponenti pene da dieci mesi a due anni e ammende di decine di migliaia di euro. Scientology è stata riconosciuta come un’associazione organizzata per truffare i clienti anche attraverso l’esercizio illegale dell’arte farmaceutica. La sentenza, come i dibattiti delle udienze del tribunale dal 25 maggio al 17 giugno, sono stati ampiamente diffusi dai media francesi e internazionali.

Europa - Italia: La missione dei preti romeni

L. Prezzi
Una trentina di sacerdoti romeni appartenenti al rito greco-cattolico si sono ritrovati dal 12 al 14 ottobre a Bologna per un primo incontro di riflessione e scambio sulla pastorale dei romeni grecocattolici a livello europeo. Sono 5 milioni i romeni distribuiti nei vari paesi europei, di cui circa 90.000 sono cattolici di rito greco. In Italia gli immigrati romeni sono circa 800.000, di cui alcune decine di migliaia fanno parte del rito orientale.

Santa Sede - Lefebvriani: Superare il Concilio all'indietro

L. Prezzi
Il 26 ottobre sono cominciati i dialoghi fra la Pontificia commissione «Ecclesia Dei» e la Fraternità sacerdotale San Pio X (lefebvriani). Dopo l’udienza papale a mons. Bernard Fellay, superiore generale della Fraternità (agosto 2005), il discorso di Benedetto XVI alla curia romana sull’ermeneutica conciliare (dicembre 2005), la liberalizzazione del rito preconciliare (luglio 2007), la rimozione della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani (gennaio 2009), la lettera ai vescovi sulle vicende concernenti la ricezione della decisione (marzo 2009; cf. Regno-att. 10,2009,311), la conferma dell’irregolarità canonica delle ordinazioni lefebvriane (giugno 2009), la ristrutturazione della Commissione «Ecclesia Dei» (luglio 2009; cf. Regno-doc. 15,2009,495), siamo giunti ora al confronto sui temi del dissenso.

Germania - A 20 anni dalla caduta del Muro: la Chiesa e il 1989. Intervista a mons. J. Wanke, Erfurt

F. Strazzari
Nella storia recente della Chiesa in Turingia «vi sono state profonde cesure: la fine della guerra del 1945 con le sue drammatiche conseguenze (si pensi alla fuga e all’espulsione di milioni di tedeschi dai territori dell’Est) e la rivoluzione pacifica degli anni 1989-1990. I più anziani tra noi hanno vissuto tre differenti sistemi politici: il tempo del nazismo, la Repubblica democratica tedesca (RDT) e adesso lo stato di diritto democratico-liberale della Repubblica federale di Germania. A seguito di questo rapido mutamento ci sono stati profondi cambiamenti nella vita delle persone e anche nelle comunità parrocchiali. Negli ultimi decenni abbiamo vissuto situazioni estremamente difficili e anche persecuzioni, ma pure – come adesso, dopo il terremoto politico – una stagione di ampio respiro e di nuova speranza».

Chiesa evangelica tedesca: Käßmann presidente

M. Neri
Il 28 ottobre, nel corso della seconda sessione dell’XI Sinodo della Chiesa evangelica in Germania (EKD), Margot Käßmann, vescovo luterano della Chiesa di Hannover, è stata eletta presidente del Consiglio dell’EKD. La Käßmann succede a Wolfgang Huber, ed è la prima donna nominata a questo incarico nella storia della Chiesa evangelica in Germania. Già nel corso dell’elezione dei membri del Consiglio, avvenuta il giorno precedente, la sua candidatura si era profilata in maniera netta rispetto agli altri candidati dichiarati; la conferma in sede di votazione per la presidenza è stata pressoché unanime (132 voti a favore su 142 votanti).

Santa Sede - Religiose degli Stati Uniti: questione donna. L'accertamento del Vaticano

M. Faggioli
Da alcuni mesi sono iniziate le due visite alle religiose americane da parte vaticana: la prima è uno «studio sulla qualità della vita religiosa» delle comunità femminili di vita apostolica, mentre la seconda è un «accertamento dottrinale» condotto dalla Congregazione per la dottrina della fede nei confronti della Leadership Conference of Women Religious (LCWR), che è l’associazione delle responsabili delle comunità religiose femminili negli USA: di orientamento liberal, raccoglie il 95% delle leader delle congregazioni religiose femminili.

Colombia - Verso le presidenziali: bilancio Uribe. Il presidente cerca un terzo mandato

M. Castagnaro
Il governo di Álvaro Uribe Vélez ha compiuto sette anni ed «entriamo nel rettilineo finale del suo secondo mandato». Così p. Mauricio García Durán, direttore del Centro di ricerca ed educazione popolare (CINEP), uno dei più prestigiosi istituti di analisi politica del paese, promosso dai gesuiti, riassume il momento che vive la Colombia nell’editoriale di agosto della rivista Cien dias.

Colombia: Chiesa, una forza di mediazione

M. Castagnaro
Negli ultimi anni, anche di fronte al programma di «guerra totale» alle guerriglie del presidente della Repubblica, Álvaro Uribe, sostenuto da Washington, la Chiesa cattolica ha sempre riaffermato la necessità di una soluzione politica alla guerra civile che da quattro decenni insanguina il paese, provocando circa 300.000 morti, e ha svolto un ruolo di primo piano nelle iniziative per ottenere la pace.

Ambiente-Conferenza di Copenaghen: più della coscienza, l'interesse. Un New deal ecologico globale?

M. Veladiano
Numeri e storie. Ci si può avvicinare così alla Conferenza delle parti (COP 15),1 il vertice sul clima che si terrà a Copenaghen fra il 7 e il 18 dicembre prossimi. Il numero più importante è quel +2°Cche il IV Rapporto del Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici (Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC) ha indicato come soglia massima di aumento della temperatura media, rispetto all’epoca preindustriale, tollerabile dal pianeta Terra. Oltre si rischiano mutamenti irreversibili, perché il clima conosce dei punti di non ritorno, dicono i meteorologi.

Italia - Pastorale della salute: fragilità e Vangelo. 1979-2009: un bilancio

S. Pintor
Presentare un bilancio di trent’anni di pastorale della salute in Italia sembra realisticamente impossibile, per la complessa e diffusa articolazione e presenza di tale pastorale, con la molteplicità di soggetti e di forme presenti nel territorio, caratterizzate spesso da servizio silenzioso e da esistenze dedicate alla cura delle persone in condizione di malattia, di fragilità e di sofferenza.

Arte e Chiesa - Convocazione in Vaticano: bellezza, carne del vero. Intervista a p. M.I. Rupnik

L. Prezzi
Il 21 novembre Benedetto XVI accoglierà nella Cappella sistina un folto gruppo di artisti, rinnovando il gesto di Paolo VI nel 1964. Il messaggio «Agli artisti » alla fine del Vaticano II (8.12.1965; EV 1/494*) e la Lettera agli artisti di Giovanni Paolo II (4.4.1999; EV 18/406-449) rappresentano altre tappe di un’attenzione rinnovata all’arte. La frattura Chiesaartisti si sta ricomponendo? «Il gesto del papa va accolto con gratitudine e con immediata adesione. È un segno di grande significato e di profezia. Potrebbe trovare oggi un’adesione più cordiale dell’invito di Paolo VI, vero innovatore in materia. Credo sia in atto un disgelo progressivo, che si è manifestato in occasione della Lettera agli artisti di Giovanni Paolo II. Il momento è opportuno.

L'insegnamento della religione. Un'indagine a livello europeo

F. Pajer
I dati dell’ultima ricerca sull’insegnamento della religione nei sistemi europei – avviata nel 2005 e conclusasi a fine 2007 – sono ora a disposizione del lettore italiano. Il volume raccoglie i rapporti nazionali di quasi tutti i paesi membri dell’Unione Europea (mancano però all’appello Cipro e Malta, mentre Islanda, Grecia, Lussemburgo, Olanda e Slovenia hanno solo una scarna scheda segnaletica; e della Francia si ha unicamente il rapporto regionale dell’Alsazia-Mosella). Curiosamente assente anche la Svizzera, pur presente con due delegati nell’équipe organizzativa. In compenso godono di un rapporto più o meno completo alcuni altri stati – non membri dell’Unione Europea bensì del Consiglio d’Europa – come Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Norvegia, Serbia e Ucraina.

J. Moltmann, Vasto spazio. Storia di una vita

D. Segna

Europa - Arte e teologia: sparsi sentieri. Percorsi personali più che istituzionali

M. Neri
Nell’attraversamento della modernità uno dei nessi tradizionali che ha patito maggiormente le ragioni e le ideologie della contrapposizione è probabilmente quello tra arte (moderna) e cattolicesimo ecclesiale. Mentre la fede si attestava sempre più sul registro della confessione, intesa come appartenenza e distinzione, l’arte andava costruendo il suo itinerario di autonomia e implicazione nel dibattito culturale. Ne è sorto, inevitabilmente, un sentimento di estraneità e distanza che non ha fatto bene a nessuna delle due.

USA - Dialogo cattolici-ebrei

D. Sala

Gruppo misto Chiesa cattolica - CEC

D. Sala

Fede e costituzione e il discernimento morale delle Chiese

D. Sala

Cipro - Dialogo cattolico-ortodosso

D. Sala

Mississippi - Ecumenismo e ambiente

D. Sala

Svezia - Chiesa luterana e matrimoni gay

D. Sala

FLM - Junge nuovo segretario

D. Sala

EKD - Margot Käßmann presidente

D. Sala

USA

L. Accattoli

Kasper su ecumenismo

L. Accattoli

Anglicano-cattolici

L. Accattoli

Sinodo africano

L. Accattoli

Sinodo: messaggio e proposizioni

L. Accattoli

Sinodo su AIDS e pena di morte

L. Accattoli

Turkson e Martino

L. Accattoli

Lefebvriani

L. Accattoli

Cristianofobia

L. Accattoli

II Assemblea del Sinodo dei vescovi. Ex Africa semper aliquid novi

M.E. Gandolfi
L’adagio di Plinio «dall’Africa viene sempre qualcosa di nuovo» è la buona notizia per la Chiesa che è emersa dal II Sinodo per l’Africa (4-25.10.2009), nonostante le consistenti sfide ecclesiali, sociali e politiche. Preso atto che lo sradicamento provocato dalla recente globalizzazione è la nuova frontiera per l’azione pastorale e la riflessione teologica, la risposta che verrà data alle principali preoccupazioni del continente africano non può essere l’«abito dismesso» delle Chiese di più antica fondazione. L’inculturazione, il ruolo dei laici e l’ecumenismo – assieme allo scandalo di un’umanità che vive in condizioni inaccettabili – interrogano la qualità del cristianesimo vissuto in ogni parte del mondo e costituiscono un kairos, quello di saper accettare la domanda che viene da Sud: «voi ci avete portato il cristianesimo; ma che cosa ne avete fatto di Gesù Cristo?».

Il vigore di una Chiesa

M.E. Gandolfi
Nell’arco di tempo che va dalla celebrazione del Sinodo del 1994 (cf. Regno-att. 10,1994,304ss; Regno-doc. 11,1994,321ss) al 2007 (ultimo anno rilevato) i cattolici passano da 102,8 milioni a 164,9, con una crescita percentuale doppia rispetto a quella della popolazione africana (59,3% e 33,8%), ha detto mons. Monsengwo nella sua relazione.

Il cuore celato

M.E. Gandolfi
Un aspetto della Chiesa in Africa che ha ricevuto scarsa attenzione nei documenti ufficiali del Sinodo è l’esperienza della Chiesa dell’Africa del Nord. Tuttavia nell’aula sinodale e nei suoi corridoi, come afferma mons. Vincent Landel, vescovo di Rabat (Marocco) e presidente della CERNA, è stato fatto un buon lavoro (cf. www.ada.asso.dz). E anche nei circuli minores, dove afferma di essere intervenuto più volte nella discussione perché «per alcuni è difficile capire quello che viviamo. È vero: occorre una certa spoliazione per non credere che tutto sia come ciascuno lo vive». Ma al termine alcuni vescovi mi hanno ringraziato «per averli costretti a uscire dai loro schemi consueti».

Chiesa e AIDS: seconda a nessuno

R. Vitillo
L'AIDS è una pandemia, che insieme alla malaria e alla tubercolosi sta decimando la popolazione africana e danneggiando fortemente la sua vita economica e sociale», afferma la proposizione n. 51. Il Sinodo ha infatti dato ampio spazio al problema della salute in Africa, che è aggravato laddove coesiste con la povertà e con la guerra. Tuttavia non si tratta di un semplice problema «medico-farmaceutico», ma «di sviluppo integrale e di giustizia». Ma occorre anche dire – come afferma con una punta d’orgoglio il Messaggio al n. 31 – che «la Chiesa non è seconda a nessuno nella lotta contro l’HIV/AIDS e nella cura delle persone infette e contagiate da esso». Il concetto è stato ribadito in un convegno che si è svolto a Roma nei giorni del Sinodo (14-16.10), presso la Pontificia università della santa croce promosso da Caritas internationalis e l’Ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede, assieme al Pontificio consiglio per la pastorale della salute, il Programma ONU per l’AIDS (UNAIDS), la Commissione congiunta per la salute dell’Unione dei superiori generali e l’Ospedale «Bambino Gesù». L’occasione è stata data dal 20° della Convenzione sui diritti dell’infanzi (20.11.1989) – alla quale la Santa Sede diede uno dei primi appoggi – che mette in questione il diritto a un trattamento precoce per i bambini che vivono con l’HIV o con una coinfezione tra HIV e tubercolosi (TBC). Riportiamo di seguito ampi stralci del documento che, in seguito al convegno, Caritas internationalis – nella persona del presidente della sua delegazione di Ginevra, Robert Vitillo – ha indirizzato al Comitato delle Nazioni Unite per i diritti dell’infanzia.

Per inventarsi il presente

M.C. Rioli
Tra le voci femminili presenti al Sinodo africano, incontriamo suor Elisa Kidané, originaria dell’Eritrea, consigliera generale delle suore comboniane, nominata tra gli esperti della seconda Assemblea speciale. Suor Kidané da anni s’impegna con tenacia e sensibilità per far conoscere le riflessioni, gli interrogativi e le richieste delle donne e religiose africane. Lo fa con l’impegno delle azioni quotidiane e la profondità delle parole passate al setaccio della poesia, come nella sua recente raccolta Parole clandestine (2008). Anche di fronte ai padri sinodali, suor Kidané ha denunciato le ferite delle donne africane e ha indicato percorsi di riconciliazione nutriti dell’esperienza femminile.

Alda Merini, 21.3.1931-1.11.2009. Ospite il dolore: per leggere la sua parabola umana e poetica

F.G. Brambilla
Ospite del mio dolore: così la cara Alda Merini mi ha dedicato la sua ultima raccolta di poesie Mistica d’amore. Ero andato a trovarla là lungo il Naviglio, portato da un buon amico a casa sua, in quel guazzabuglio di cose in cui il suo cuore trovava la dimensione domestica. Vi era tenacemente legata, come lo era a quel tratto di Naviglio che ci dà l’ultimo scorcio d’una Milano d’altri tempi. Di fronte a ogni offerta non aveva mai voluto lasciarlo.

La consolazione del Signore. La capacità di accogliere il dolore altrui

P. Stefani
L'atto di misurarsi con quanto è accaduto e non dovrebbe mai essere stato sembra condannato a presentarsi come uno scacco. È avvenuto quel che l’animo paventava e il cuore temeva; oppure è successo quanto era imprevisto e che, ora, sconvolge la vita. Si è avverato l’evento che non si sarebbe mai voluto vedere, ha avuto luogo la disgrazia che lo sguardo non avrebbe mai desiderato incontrare e si è colpiti da un male che devasta l’esistenza. Allora è il tempo dell’afflizione, dello sconforto, dell’amarezza. I modi per reagirvi e per non cadere in quella che ai nostri giorni si definirebbe depressione possono coprire una vasta gamma: ribellione o rassegnazione, ricordo od oblio, metterci una pietra sopra o impegnarsi con memore consapevolezza a favore di altri. Ci è dato persino di trovare qualche conforto e di versare del balsamo sulle nostre ferite; non è davvero concesso di consolarci.

Ucraina: parole ingiuste da Mosca

A. Babiak

Cura per la democrazia

G. Bottoni

Preti anziani: le belle testimonianze

O. Bolzon

Incontrare Dio nella rete. L'esperianza di chi modera un blog

L. Accattoli
Nella rete incontro gli uomini e dunque in essa posso incontrare Dio. Navigando ci si imbatte in vantaggi e svantaggi per incontri veri esattamente come nella realtà: vi è più rapida la conoscenza e l’interazione con ognuno, ma più facili sono anche il fraintendimento e l’insulto. L’abbondanza delle occasioni moltiplica la tentazione dell’oblio. Del continente digitale prendo in esame la sola «blogosfera»: cioè lo spazio dell’interazione scritta più immediata tra i visitatori di un sito web. Il marzo scorso ho raccontato qualcosa della violenza che ribolle nella blogosfera: Confessioni di un povero blogger: nella rete c’è più odio che nella realtà era il titolo (Regno-att. 6,2009,215ss). Ora tratto l’altra faccia, perché nella rete ci va sia chi spregia sia chi cerca l’uomo. E chi cerca l’uomo – che lo sappia o no – cerca Dio e non è lontano dal trovarlo.

Il Regno Attualità 20 1009. La rivista completa

Redazione
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