D
Documenti
Documenti, 9/2026, 01/05/2026, pag. 271

Investire nella libertà

Ai membri del Partito popolare europeo nel Parlamento europeo

Leone XIV

Il 25 aprile Leone XIV ha ricevuto in udienza i membri del Partito popolare europeo (PPE), che ha celebrato il 50° della fondazione con un incontro a Roma. Nel suo discorso ha esortato i deputati del PPE a essere più vicini ai cittadini: «La presenza in mezzo alla gente e il suo coinvolgimento nel processo politico è il migliore antidoto ai populismi che ricercano solo facile consenso e agli elitismi che tendono ad agire senza consenso: due tendenze diffuse nel panorama politico odierno. Una politica “popolare” richiede tempo, condivisione di progetti e amore alla verità». Il PPE di recente è stato oggetto di critiche per aver costruito, in diverse occasioni, alleanze informali con gruppi di destra ed estrema destra al Parlamento Europeo per spingere su una linea più dura in materia di politica migratoria. Poiché «essere cristiani impegnati in politica richiede di avere uno sguardo realistico», il papa ha raccomandato ai deputati «di affrontare le cause profonde della migrazione, avendo cura per chi soffre, ma anche tenendo conto delle reali possibilità di accoglienza e integrazione nella società dei migranti».

Secondo papa Leone essere cristiani in politica, inoltre, «non significa essere confessionali, ma lasciare che il Vangelo illumini le decisioni che devono essere prese, anche quelle che non sembrano raccogliere un facile consenso», e infine «significa investire nella libertà, non in una libertà banalizzata ridotta a piacere, ma in una libertà ancorata nella verità».

Stampa (27.4.2026) da sito web www.vatican.va. Titolazione redazionale.

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Documenti, 2026-13

Da Madrid all'Europa

Viaggio apostolico in Spagna (6-12 giugno 2026)

Leone XIV

Dal 6 al 12 giugno papa Leone XIV ha compiuto il suo primo viaggio apostolico in Spagna, quindici anni dopo l’ultima visita di un papa, toccando tra le varie tappe Madrid e le Isole Canarie, sotto il motto «Alzare lo sguardo». Davanti alle autorità civili, alla società civile e al corpo diplomatico ha dichiarato l’intento del viaggio: «Confermare, incoraggiare, ispirare una rinnovata fedeltà dei credenti al Vangelo e una più profonda riconciliazione e cooperazione fra le diverse anime di questa nazione». E ha delineato una «specifica vocazione dell’Europa, di cui la Spagna è protagonista originale e fondamentale»: «Apprezzare la complessità e studiarla, imparare a non negarla e ad abitarla come benedizione, rifuggire da quegli approcci identitari che sembrano rendere tutto chiaro, ma popolano il mondo di fantasmi e di nemici». Al Parlamento ha richiamato l’eredità della Scuola di Salamanca e la dignità umana che «precede ogni concessione dello Stato», insistendo sulla responsabilità condivisa di fronte ai migranti. Alle Canarie, sulla rotta atlantica più letale d’Europa, si è rivolto ai trafficanti: «Fermatevi! Convertitevi!», prima di proclamare che «la dignità umana non ha passaporto».

Stampa (15.6.2026) da sito web www.vatican.va. Titolazione redazionale. Cf. anche Regno-att. 12,2026,323.

Documenti, 2026-13

Un ministero collegiale

Concistoro straordinario, 26-27 giugno 2026

Leone XIV

Nel secondo Concistoro straordinario di quest’anno, che era già stato annunciato nel corso del primo (7-8 gennaio; cf. Regno-doc. 3,2026,73) e si è tenuto a Roma il 26 e 27 giugno, i temi all’ordine del giorno erano quattro: la situazione internazionale; cultura della potenza e cultura della pace; il contributo della Chiesa al bene comune; il processo sinodale. Il tema della liturgia, che era stato annunciato in gennaio, è stato rimandato, forse alla luce delle tensioni crescenti con la Fraternità sacerdotale San Pio X.

Insieme all’approfondimento delle questioni in agenda è riemerso, come in gennaio, il tema del governo collegiale della Chiesa, che Leone vuole assumere come metodo: «Desidero chiedervi un aiuto particolare. Il ministero che il Signore mi ha affidato non può essere vissuto da solo. Esso ha bisogno della vostra esperienza, della vostra sapienza pastorale, della vostra conoscenza delle Chiese e dei popoli che vi sono affidati. Conto su di voi perché mi aiutiate a discernere ciò che lo Spirito dice oggi alla Chiesa. Ho bisogno del vostro appoggio: forte, esplicito e pubblico. Ho bisogno di sentirmi sostenuto da voi come da fratelli. (...) Ho bisogno della vostra libertà, della vostra franchezza e della vostra lealtà. Un consiglio sincero è sempre un atto di comunione. Vi chiedo inoltre di sostenere, ciascuno nella propria Chiesa e nel proprio ministero, questo stile di discernimento ecclesiale».

Stampa (29.6.2026) da sito web www.vatican.va. Titolazione redazionale.

Documenti, 2026-13

Sinodalità e collegialità

Omelia al Concistoro straordinario (26-27 giugno 2026)

Leone XIV

Durante la messa con il collegio cardinalizio, il 26 giugno di prima mattina, papa Leone XIV ha sviluppato nell’omelia il tema della collegialità (www.vatican.va).