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Documenti, 33/2015

Vademecum per l'accoglienza

Sui richiedenti asilo e i rifugiati

CEI - Consiglio permanente
Approvato durante i lavori dell’ultimo Consiglio episcopale permanente della CEI, svoltosi dal 30 settembre al 2 ottobre a Firenze (cf. Regno-doc. 32,2015,7ss), è stato pubblicato martedì 13 ottobre il Vademecum per le diocesi e le parrocchie intitolato: «Giubileo della misericordia: l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati». Come il titolo lascia intuire, la CEI organizza così la sua risposta all’appello di papa Francesco dello scorso 6 settembre (Regno-doc. 29,2015,3), dotandosi di uno strumento con il quale s’intende «accompagnare le diocesi e le parrocchie in questo cammino con i richiedenti asilo e rifugiati, (...) e aiutare a individuare forme e modalità per ampliare la rete ecclesiale dell’accoglienza a favore delle persone richiedenti asilo e rifugiate che giungono nel nostro paese, nel rispetto della legislazione presente e in collaborazione con le istituzioni».

Leader religiosi per l'assistenza ai rifugiati

Leader religiosi croati
Di fronte alla crisi umanitaria dei profughi dalla Siria e dall’Iraq «la Repubblica di Croazia potrebbe presto essere messa a dura prova». Lo scrivono i leader religiosi croati in un appello pubblicato lo scorso 1° settembre, nel quale si fa anche memoria di «quei tristi anni di guerra in cui molti dei nostri si sono trovati in una situazione simile. Molti paesi e molte brave persone ci hanno aiutati allora». Pertanto, i leader esortano i membri delle loro comunità di fede «a essere compassionevoli e promuovere una cultura della benevolenza e dell’accoglienza, della fratellanza e della solidarietà». Pubblichiamo l’appello in una nostra traduzione dall’inglese (www.ika.hr).

Una risposta politica comune

COMECE - KEK
Numerose sono state nelle ultime settimane le prese di posizione da parte di Chiese e organismi ecumenici sulla crisi migratoria cui sta facendo fronte l’Europa. Lo scorso 18 settembre, dopo un incontro a Monaco di Baviera, anche i presidenti della Conferenza delle Chiese europee (KEK), il vescovo anglicano Christopher Hill, e della Commissione degli episcopati della Comunità Europea (COMECE), il card. Reinhard Marx, hanno pubblicato un comunicato congiunto che riprendiamo in una nostra traduzione dall’inglese (www.comece.eu).

Accogliere i rifugiati è un obbligo!

Chiesa evangelica in Germana (EKD)
Accogliere i rifugiati è un obbligo dal punto di vista umano e fa parte della nostra responsabilità di cristiani: con questo messaggio i leader (presidenti e vescovi) delle venti Chiese regionali protestanti della Germania, unite sotto la sigla della Chiesa evangelica in Germania (EKD), si sono rivolti all’opinione pubblica tedesca ed europea. Pubblichiamo di seguito il testo della dichiarazione, diffusa da Bruxelles lo scorso 15 settembre (www.riforma.it).

Problema spinoso e complesso

L'ammissione dei divorziati risposati ai sacramenti

Walter Kasper
«La questione dell’ammissione dei divorziati risposati ai sacramenti non è un problema nuovo e non è un problema tedesco». Esordisce così il card. Kasper introducendo il saggio da lui dedicato a un problema «spinoso e complesso», pubblicato su Stimmen der Zeit nel luglio scorso. Collocata nel paradigma teologico dell’alleanza, la comprensione del matrimonio cristiano considera la possibilità del «fallimento», senza rinunciare all’indissolubilità (fondata nel patto stabilito da Dio in Gesù con la Chiesa). Tale concezione, che «non deve portare a un’idealizzazione estranea alla vita», pone una Chiesa che si comprende come sacramento della misericordia nella necessità di «accompagnare su un nuovo cammino e dare nuova speranza a persone che nel loro matrimonio hanno dolorosamente fallito». Argomentando l’insufficienza della «comunione spirituale» come via di uscita, Kasper propone – «in linea con la comprensione del matrimonio di Tommaso e della tradizione che a lui si richiama» – l’esplorazione della via paenitentialis, «accompagnata da un esperto confessore» e posta, secondo l’antica prassi della Chiesa, «sotto l’autorità del vescovo». Nella convinzione che il problema non ammetta «alcuna soluzione generale, ma solo soluzioni singolari».

Dal Sinodo attendiamo un "balzo innanzi"

Centro di ricerca RGKW della Facoltà teologica cattolica di Innsbruck
Non è solo la cristianità cattolica ad attendere «un balzo innanzi». È questo il titolo della dichiarazione comune «per un coraggioso sviluppo della dottrina pastorale» del Centro di ricerca RGKW («Religion-Gewalt-Kommunikation-Weltordnung»; «Religione-Violenza-Comunicazione-Ordine internazionale»), del Dipartimento di Teologia sistematica della Facoltà teologica cattolica di Innsbruck, pubblicata lo scorso 9 maggio in vista della XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi (4-25.10.2015). Il Centro di ricerca, che fin dall’autunno del 2014 «si è assunto il compito di accompagnare teologicamente e sostenere fattivamente il profondo processo di riforma iniziato con l’elezione di Francesco a vescovo di Roma», colloca anche la presente dichiarazione in questo sforzo. In apertura il testo compendia le opzioni decisive, che nella seconda parte vengono motivate e argomentate più ampiamente. L’immagine utilizzata da Giovanni XXIII per sintetizzare il compito del concilio Vaticano II nel suo discorso di apertura dovrebbe, secondo i teologi austriaci che qui si esprimono, caratterizzare anche i lavori del Sinodo sulla famiglia: essere «un balzo innanzi verso una penetrazione dottrinale e una formazione delle coscienze».