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Documenti, 17/2015

Contro la tratta di esseri umani

Caritas internationalis, Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, rete ecumenica COATNET
S’intitola Impegno cristiano. «Creati a immagine di Dio, trattati come schiavi...» il documento contro la tratta di esseri umani a cui hanno collaborato il Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e itineranti, Caritas internationalis e la rete ecumenica contro la tratta COATNET. Il documento, presentato lo scorso 29 aprile a Roma nella sala conferenze del Pontificio consiglio per i laici, è stato redatto in sintonia con gli urgenti appelli di papa Francesco contro quella che ha definito una «vergognosa piaga, indegna di una società civile». Esso intende «sensibilizzare le conferenze episcopali e le Caritas nazionali al fenomeno della tratta e alle possibili attività da intraprendere per contrastarla». Un documento di riflessione e di proposte concrete, come ha ricordato il card. Vegliò durante la presentazione, contenente «informazioni sulla tratta di esseri umani nelle sue varie forme ed esempi di buone pratiche, che possono essere replicate in contesti diversi».

Ai cattolici, in vista delle elezioni

Conferenza dei vescovi cattolici di Inghilterra e Galles
«In queste elezioni generali ci viene chiesto di pensare al tipo di società che vogliamo nel nostro paese e all’estero». Il 24 febbraio la Conferenza dei vescovi cattolici di Inghilterra e Galles ha pubblicato una lettera intitolata The General Election 2015. A letter to Catholics in England and Wales from their Bishops. Nella lettera, distribuita in oltre 500.000 copie nelle parrocchie, si coglie la preoccupazione per la crescente disaffezione della gente e il desiderio di contrastare il disimpegno e l’astensione: «Ognuno di noi ha la responsabilità di partecipare al processo democratico. È importante votare. È un dovere che scaturisce dal privilegio di vivere in una società democratica». Il testo individua poi alcune questioni ritenute centrali per il discernimento in vista del voto, ciascuna accompagnata da una domanda per la riflessione personale: il rispetto della vita; il sostegno al matrimonio e alla famiglia; la povertà; l’educazione e la scuola; l’Europa, il lavoro e il volontariato, le migrazioni e la libertà religiosa; l’ecologia.

Sei questioni per discernere

Sulle elezioni politiche

Conferenza dei vescovi di Scozia
Dopo i vescovi cattolici di Inghilterra e Galles (cf. in questo numero alle pp. 6ss), anche la Conferenza episcopale di Scozia ha pubblicato una lettera in occasione delle elezioni generali del 7 maggio, distribuita e letta in tutte le parrocchie lo scorso 12 aprile, seconda domenica di Pasqua. Analoga la preoccupazione per il rischio dell’astensione e l’esortazione a votare: «Votare è sia un dovere civile che un obbligo morale cristiano». Analoga anche l’idea di suggerire alcune questioni sulle quali «riflettere e pregare» prima del voto: la vita; la famiglia; l’economia; la libertà; l’evangelizzazione e la pace. Riguardo a quest’ultima, i vescovi segnalano i progetti degli ultimi governi di potenziamento dell’arsenale nucleare, «nonostante i considerevoli costi implicati, le insistenti obiezioni morali e soprattutto gli accordi internazionali intrapresi per impegnarci a combattere la proliferazione di questo tipo di armi». L’esistenza delle armi nucleari «continua a rappresentare una seria minaccia per l’umanità», scrivono, mentre la pace sarebbe meglio difesa da «una maggiore uguaglianza, e soprattutto dall’equità verso i poveri, i rifugiati e i migranti, che dall’aumento della spesa per gli armamenti».

Chi è il mio prossimo?

Sulle elezioni politiche in Gran Bretagna

Camera dei vescovi della Chiesa d'Inghilterra
Per la prima volta, lo scorso 17 febbraio, la Camera dei vescovi della Chiesa d’Inghilterra ha pubblicato una lettera pastorale in vista delle elezioni generali. Il titolo, Who is my neighbour? A Letter from the House of Bishops to the People and Parishes of the Church of England for the General Election 2015 esprime bene la preoccupazione di fondo che ha guidato i vescovi anglicani: sostenere un approccio nuovo e diverso per una politica capace di colmare la distanza dalla vita della gente; recuperare l’ideale di una comunità nazionale solidale (contro l’individualismo della società di mercato), da costruire con scelte che guardino oltre «l’interesse immediato»; ridare valore e sostegno a quelle «istituzioni intermedie» e comunità particolari, che sono fattori essenziali per la tenuta del tessuto sociale e imprescindibili per il funzionamento della democrazia. I vescovi concludono poi esortando alla partecipazione: «Se non si esercitano i diritti democratici per cui i nostri antenati hanno lottato si diventa corresponsabili dei fallimenti della classe politica. È dovere di ogni cristiano adulto votare, anche se dovesse essere un voto per qualcosa di meno della visione ideale che ci ispira».