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Documenti, 19/2013

La Chiesa: verso una visione comune

Commissione Fede e costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese
Trent’anni dopo il «Documento di Lima» su Battesimo, eucaristia, ministero (1982), Fede e costituzione, la commissione teologica del Consiglio ecumenico delle Chiese, pubblica il suo secondo testo di convergenza, questa volta sull’ecclesiologia. S’intitola "La Chiesa: verso una visione comune", ed è stato presentato il 7 marzo 2013 a Ginevra, dopo essere stato approvato il 21 giugno 2012 a Penang (Malaysia). Il documento di convergenza costituisce il punto d’arrivo di un processo di confronto ecumenico, che è iniziato nel 1989 e ha prodotto i due testi su "La natura e lo scopo della Chiesa" (1998) e "La natura e la missione della Chiesa" (2005); ma allo stesso tempo innesca ora un ulteriore processo di confronto, nel quale le Chiese misureranno il loro livello di convergenza sul tema rispondendo agli spunti offerti dal testo, come avvenne per "Battesimo, eucaristia e ministero".

Catechesi e famiglie. Al Congresso sulla catechesi e al pellegrinaggio delle famiglie

Francesco
Non «fare», ma «essere» catechisti; «vivere» nella famiglia la gioia della fede. Puntano alla testimonianza le parole pronunciate da papa Francesco in occasione dei due eventi che, nell’ultimo mese, hanno caratterizzato il procedere dell’Anno della fede verso la sua conclusione, fissata al 24 novembre prossimo. Ai catechisti si è rivolto durante il Congresso internazionale svoltosi a Roma il 26-27 settembre (col discorso qui riprodotto), e durante la messa conclusiva della «giornata dei catechisti», in San Pietro la successiva domenica 29. Anche alle famiglie, pellegrine a Roma per la «Giornata della famiglia» del 26-27 ottobre, ha parlato due volte: al pomeriggio del sabato (col discorso qui riprodotto), incontrandole in piazza San Pietro, e la mattina della domenica, quando ha presieduto la messa. Al di fuori della cornice dell’Anno della fede, vanno inoltre segnalati, nell’agenda papale di ottobre, la prima riunione del Consiglio di cardinali che sta studiando la riforma della curia romana (dall’1 al 3; cf. riquadro alle pp. 604-605) e il pellegrinaggio ad Assisi (il 4 ottobre; cf. Regno-att. 18,2013,569).

Ripartire da Cristo. Al Congresso sulla catechesi

Francesco
Non «fare», ma «essere» catechisti; «vivere» nella famiglia la gioia della fede. Puntano alla testimonianza le parole pronunciate da papa Francesco in occasione dei due eventi che, nell’ultimo mese, hanno caratterizzato il procedere dell’Anno della fede verso la sua conclusione, fissata al 24 novembre prossimo. Ai catechisti si è rivolto durante il Congresso internazionale svoltosi a Roma il 26-27 settembre (col discorso qui riprodotto), e durante la messa conclusiva della «giornata dei catechisti», in San Pietro la successiva domenica 29. Anche alle famiglie, pellegrine a Roma per la «Giornata della famiglia» del 26-27 ottobre, ha parlato due volte: al pomeriggio del sabato (col discorso qui riprodotto), incontrandole in piazza San Pietro, e la mattina della domenica, quando ha presieduto la messa. Al di fuori della cornice dell’Anno della fede, vanno inoltre segnalati, nell’agenda papale di ottobre, la prima riunione del Consiglio di cardinali che sta studiando la riforma della curia romana (dall’1 al 3; cf. riquadro alle pp. 604-605) e il pellegrinaggio ad Assisi (il 4 ottobre; cf. Regno-att. 18,2013,569).

Il Consiglio di cardinali

Francesco
Non «fare», ma «essere» catechisti; «vivere» nella famiglia la gioia della fede. Puntano alla testimonianza le parole pronunciate da papa Francesco in occasione dei due eventi che, nell’ultimo mese, hanno caratterizzato il procedere dell’Anno della fede verso la sua conclusione, fissata al 24 novembre prossimo. Ai catechisti si è rivolto durante il Congresso internazionale svoltosi a Roma il 26-27 settembre (col discorso qui riprodotto), e durante la messa conclusiva della «giornata dei catechisti», in San Pietro la successiva domenica 29. Anche alle famiglie, pellegrine a Roma per la «Giornata della famiglia» del 26-27 ottobre, ha parlato due volte: al pomeriggio del sabato (col discorso qui riprodotto), incontrandole in piazza San Pietro, e la mattina della domenica, quando ha presieduto la messa. Al di fuori della cornice dell’Anno della fede, vanno inoltre segnalati, nell’agenda papale di ottobre, la prima riunione del Consiglio di cardinali che sta studiando la riforma della curia romana (dall’1 al 3; cf. riquadro alle pp. 604-605) e il pellegrinaggio ad Assisi (il 4 ottobre; cf. Regno-att. 18,2013,569).

Francescani dell'Immacolata commissariati

Francesco
Non «fare», ma «essere» catechisti; «vivere» nella famiglia la gioia della fede. Puntano alla testimonianza le parole pronunciate da papa Francesco in occasione dei due eventi che, nell’ultimo mese, hanno caratterizzato il procedere dell’Anno della fede verso la sua conclusione, fissata al 24 novembre prossimo. Ai catechisti si è rivolto durante il Congresso internazionale svoltosi a Roma il 26-27 settembre (col discorso qui riprodotto), e durante la messa conclusiva della «giornata dei catechisti», in San Pietro la successiva domenica 29. Anche alle famiglie, pellegrine a Roma per la «Giornata della famiglia» del 26-27 ottobre, ha parlato due volte: al pomeriggio del sabato (col discorso qui riprodotto), incontrandole in piazza San Pietro, e la mattina della domenica, quando ha presieduto la messa. Al di fuori della cornice dell’Anno della fede, vanno inoltre segnalati, nell’agenda papale di ottobre, la prima riunione del Consiglio di cardinali che sta studiando la riforma della curia romana (dall’1 al 3; cf. riquadro alle pp. 604-605) e il pellegrinaggio ad Assisi (il 4 ottobre; cf. Regno-att. 18,2013,569).

Vivete la gioia della fede! Al pellegrinaggio delle famiglie

Francesco
Non «fare», ma «essere» catechisti; «vivere» nella famiglia la gioia della fede. Puntano alla testimonianza le parole pronunciate da papa Francesco in occasione dei due eventi che, nell’ultimo mese, hanno caratterizzato il procedere dell’Anno della fede verso la sua conclusione, fissata al 24 novembre prossimo. Ai catechisti si è rivolto durante il Congresso internazionale svoltosi a Roma il 26-27 settembre (col discorso qui riprodotto), e durante la messa conclusiva della «giornata dei catechisti», in San Pietro la successiva domenica 29. Anche alle famiglie, pellegrine a Roma per la «Giornata della famiglia» del 26-27 ottobre, ha parlato due volte: al pomeriggio del sabato (col discorso qui riprodotto), incontrandole in piazza San Pietro, e la mattina della domenica, quando ha presieduto la messa. Al di fuori della cornice dell’Anno della fede, vanno inoltre segnalati, nell’agenda papale di ottobre, la prima riunione del Consiglio di cardinali che sta studiando la riforma della curia romana (dall’1 al 3; cf. riquadro alle pp. 604-605) e il pellegrinaggio ad Assisi (il 4 ottobre; cf. Regno-att. 18,2013,569).

Invito a Firenze

Comitato preparatorio del V Convegno ecclesiale di Firenze (2015)
«Quello che ricevete non vuole essere tanto un documento di lavoro, quanto un invito a intraprendere insieme un cammino». La Conferenza episcopale italiana sceglie l’originale forma dell’invito per innescare a tutti i livelli – consigli presbiterali e pastorali diocesani, facoltà teologiche e istituti di scienze religiose, consulte dell’apostolato dei laici, associazioni e movimenti – la preparazione al V Convegno ecclesiale nazionale, che sarà celebrato a Firenze dal 9 al 13 novembre 2014. «Vogliamo suscitare l’interesse e la disponibilità di tutti a collaborare affinché (…) sia un autentico evento ecclesiale, comunitario e comunionale». L’invito è a un esercizio «corale» di discernimento in una stagione in cui la «questione antropologica» emerge con forza e l’umanesimo cristiano «sembra essere soltanto una variante minoritaria tra i numerosi e differenti umanesimi». Giustificata così la scelta di Firenze, «città che è simbolo della grandezza dell’uomo quando si lascia illuminare da Dio», per un evento che intende ripensare «lo stile peculiare con cui interpretare e vivere l’umanesimo nell’epoca della scienza, della tecnica e della comunicazione».

Il campo è il mondo

Card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano
La lettera che il card. Scola ha presentato il 9 settembre (cf. Regno-att. 18,2013,573) – «Il campo è il mondo». Vie da percorrere incontro all’umano – vede la luce in un tempo di «preziose conferme» sia per la Chiesa milanese sia per quella universale: dall’incontro mondiale delle famiglie con la visita di Benedetto XVI, all’anno costantiniano con la visita di Bartolomeo I, dalle dimissioni di Benedetto all’elezione di Francesco, dalla Giornata mondiale della gioventù a Rio alla preparazione del prossimo Expo 2015 a Milano. Ma contemporaneamente, «occorre ammetterlo con franchezza, anche tra i cristiani ambrosiani esiste il rischio di una sorta di “ateismo anonimo”, cioè di vivere di fatto come se Dio non ci fosse». Per questo la lettera riprende la parabola del grano e della zizzania: perché la Chiesa ambrosiana si lasci «sorprendere da Dio» e abbia uno sguardo «positivo» sul mondo che è «frutto della grazia» dell’amore di Dio. E declini il Vangelo negli ambiti antropologici quotidiani per la costruzione efficace di un «nuovo umanesimo».

Risvegliamoci come cristiani!

Mons. Claude Dagens, vescovo di Angouleme
«Dobbiamo risvegliarci come cristiani!». È un appello forte e preoccupato quello lanciato da mons. Dagens, vescovo di Angoulême, nella sua lettera per l’anno pastorale in corso, datata 14 settembre. Forte, perché ne va della fede e della sua trasmissione in quanto relazione col Cristo risorto; preoccupato, per almeno due ragioni. Da un lato, per la rassegnazione che ci ha «rinchiusi nelle nostre paure e nei nostri silenzi, incapaci di uscire da noi stessi e di pensare la vita cristiana al di là degli orari delle messe della domenica»; dall’altro, per il numero crescente «di giovani e adulti, che si qualificano cattolici, e immaginano la loro identità ridotta all’opposizione verso lo stato laico». Per vivere da cristiani «dentro la società», scrive Dagens, occorre risolutamente evitare «la logica fatta di aggressione e di rassegnazione, che non valuta la presenza cattolica che in termini di cifre e di manifestazioni pubbliche». La novità di papa Francesco, il suo invito a essere Chiesa che «riscalda i cuori» e lo stile dell’incontro Diakonia 2013 sono i segni di speranza che accompagnano un anno dedicato al tema: «Creati per la vita e provati dalla morte: presenza nella società e pratiche cattoliche».

Orientamenti per la pastorale dei divorziati

Ufficio pastorale della diocesi di Freiburg
«La pastorale ecclesiale non chiude gli occhi davanti alla rottura di un matrimonio. Offre la possibilità di luoghi aperti alle persone interessate, dove è possibile ascoltarle e dove possono essere accompagnate… Lo scopo è che ritrovino il loro equilibrio umano e spirituale e possano svolgere il loro ruolo nella comunità». Con gli Orientamenti per l’accompagnamento pastorale di persone separate, divorziate e risposate nell’arcidiocesi di Freiburg, pubblicato alla fine di settembre, l’Ufficio diocesano per la pastorale riprende il tema dell’accoglienza dei divorziati risposati nella Chiesa locale, uno tra i più insistiti nelle richieste di riforma che provengono dalla base ecclesiale soprattutto nel mondo germanofono, e ripropone a grandi linee la posizione assunta dai vescovi dell’Oberrhein nel 1993. A breve distanza dalla pubblicazione degli Orientamenti sono seguiti l’annuncio di un’Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi sulla famiglia nel 2014 e un intervento del prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, mons. G.L. Müller, su L’Osservatore romano (cf. in questo numero a p. 635).

La forza della grazia. Sui divorziati risposati

Mons. G.L. Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede
I ripetuti appelli di papa Francesco alla centralità della misericordia nell’azione pastorale, l’indizione di un Sinodo dei vescovi straordinario sulla pastorale della famiglia per l’ottobre del 2014 e la pubblicazione di alcune linee guida da parte dell’Ufficio per la pastorale familiare della diocesi di Freiburg in Germania (cf. in questo numero a p. 631), hanno riportato con forza l’attenzione sul tema dell’accoglienza dei divorziati risposati nella Chiesa. Lo scorso 23 ottobre, L’Osservatore romano ha pubblicato un autorevole intervento sull’«indissolubilità del matrimonio e sui divorziati risposati e i sacramenti» del prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, già comparso in tedesco lo scorso 15 giugno su Die Tagespost. Esso riprende nelle sue linee essenziali l’argomentazione di un saggio del 1998 dell’allora cardinale prefetto J. Ratzinger (cf. Regno-doc. 17,1999,551ss), e ribadisce – nella scansione sistematica Scrittura, Tradizione, magistero – «l’autentico insegnamento della Chiesa» in materia, affinché la cura pastorale possa essere «fondata sulla verità e sull’amore» e si possano individuare «le strade da percorrere e le forme più giuste».