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Documenti, 15/2013

Andate, senza paura, per servire. Alla Giornata mondiale della gioventù, Rio de Janeiro 2013

Francesco
«È stato bello partecipare alla Giornata mondiale della gioventù, (…) ma ora tu devi andare e trasmettere questa esperienza agli altri. Gesù ti chiama a essere discepolo in missione!». Richiamando la conclusione della Conferenza di Aparecida (2007), papa Bergoglio ha chiuso l’ultima edizione della Giornata mondiale della gioventù (Rio de Janeiro, 23- 28.7.2013) con un autentico «invio in missione» rivolto ai giovani partecipanti di 178 nazionalità diverse. Dei numerosi interventi del papa nel corso dell’evento, pubblichiamo l’omelia nella messa al santuario mariano di Aparecida (24.7), con la quale ha simbolicamente aperto il suo cammino («vengo a bussare alla porta della casa di Maria (…) affinché aiuti tutti noi (…), a trasmettere ai nostri giovani i valori che li rendano artefici di una nazione e di un mondo più giusti, solidali e fraterni »); l’intervento nella veglia coi giovani (27.7) e l’omelia nella messa conclusiva (28.7). Pubblichiamo inoltre la trascrizione della lunga intervista, durante il viaggio di ritorno, nella quale Francesco non si è sottratto al confronto su temi critici e attuali, dallo IOR alla riforma della curia, dal ruolo della donna all’omosessualità.

Alla porta di Maria. GMG Rio de Janeiro 2013, omelia al santuario mariano di Aparecida

Francesco

Il papa conta su di voi! GMG Rio de Janeiro 2013, omelia nella messa conclusiva

Francesco

Coi giornalisti nel volo di ritorno. GMG Rio de Janeiro 2013

Francesco

Cambiate la «cultura dello scarto»! GMG Rio de Janeiro 2013

Francesco

La lezione di Aparecida. Incontri con l'episcopato brasiliano e coi vescovi del CELAM

Francesco
«La Chiesa ha sempre l’urgente bisogno di non disimparare la lezione di Aparecida, non la può dimenticare». L’edizione brasiliana della Giornata mondiale della gioventù (23-28.7.2013) è stata l’occasione – per il primo papa sudamericano – dell’atteso primo viaggio in America Latina. Tra gli incontri coi vescovi si sono segnalati – anche per l’inconsueta lunghezza dell’intervento – quelli con l’episcopato brasiliano (27.7) e con il Comitato di coordinamento del Consiglio episcopale latinoamericano (CELAM; 28.7). Di carattere programmatico, entrambi sono centrati sull’importanza della V Conferenza generale di Aparecida (2007; testo integrale del Documento conclusivo sui nn. 15, 17 e 19 di Regno-doc.) per la Chiesa in America Latina. Coi vescovi brasiliani il papa ha riflettuto sul fenomeno in crescita di coloro «che dopo essersi lasciati illudere da altre proposte, ritengono che ormai la Chiesa non possa offrire più qualcosa di significativo e importante» e cercano risposte «nei nuovi e diffusi gruppi religiosi».L’invito alla «conversione pastorale» e a una forma ecclesiae stabilmente missionaria è invece risuonato nel discorso al CELAM, dove Francesco ha ricordato che «il discepolo missionario è un “decentrato” » perché «inviato alle periferie esistenziali».

Decifrare la fuga di tanti fratelli. Incontro con l'episcopato brasiliano

Francesco

Conversione pastorale. Incontro coi reponsabili del CELAM

Francesco

Rischiate! Approfittate di questo momento! Incontro con la presidenza della CLAR

Francesco
Lo scorso 6 giugno, papa Bergoglio ha incontrato in Vaticano, in forma privata, i membri della presidenza della Conferenza latinoamericana dei religiosi (CLAR). L’evento ha suscitato scalpore – e ha ricevuto una vasta eco mediatica – per la pubblicazione su un sito web cileno (Reflexión y liberación) di un testo che riferiva della conversazione tra il papa e i religiosi. Nei suoi contenuti il testo – la cui natura è stata definita in una nota della stessa CLAR come sintesi «redatta sulla base di ciò che i partecipanti ricordavano (…) e destinata alla memoria personale dei partecipanti stessi» – non ha ricevuto smentite ufficiali (cf. Regno-att. 14,2013,423s). Pubblichiamo il testo in una nostra traduzione dallo spagnolo (www.reflexionyliberacion.cl).

Giustizia e trasparenza finanziaria. Motu proprio su giurisdizione in materia penale e sul contrasto

Francesco
Le due lettere apostoliche motu proprio emanate da Francesco – rispettivamente l’11 luglio Sulla giurisdizione degli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano in materia penale e l’8 agosto Per la prevenzione e il contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa – s’inseriscono nel processo di integrazione del Vaticano e dei suoi vari organismi nel sistema finanziario internazionale. Esso ha richiesto alla Santa Sede un adeguamento da un lato ai più elevati standard di trasparenza e sicurezza delle transazioni finanziarie, per contrastare fenomeni di riciclaggio, finanziamento del terrorismo e altre attività criminali all’interno della gestione delle risorse economiche vaticane, e dall’altro alle forme di cooperazione giudiziaria internazionale in materia penale per contrastare la criminalità. Il processo, avviato da Benedetto XVI nel 2010 (cf. Regno-doc. 3,2012,74), è immediatamente entrato anche tra le priorità di Francesco (cf. anche Regno-doc. 13,2013,408).

Giurisdizione in materia penale. Motu proprio

Francesco

Riciclaggio e terrorismo. Motu proprio

Francesco

Accogliere Cristo nei rifugiati

Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, Cor unum
La Chiesa «non ha paura di assumere le difese di migranti, rifugiati, sfollati e vittime del traffico di esseri umani in ogni area del mondo». Lo ha detto mons. A. Vegliò presentando, lo scorso 6 giugno nella Sala stampa vaticana, il documento Accogliere Cristo nei rifugiati e nelle persone forzatamente sradicate. Orientamenti pastorali, redatto congiuntamente dal Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti e dal Pontificio consiglio «Cor unum». Il tema dei migranti e dei rifugiati, collocato nel cuore del pontificato con il viaggio del papa a Lampedusa (cf. Regno-doc. 13,2013,405s), ha richiesto un nuovo pronunciamento della Santa Sede in ragione sia dei mutamenti nella natura della migrazione forzata in questi anni sia perché nel dibattito politico vengono sempre più spesso ventilate «misure di deterrenza invece di incentivi per il benessere della persona umana, la tutela della sua dignità e la promozione della sua centralità». Il documento «mette l’accento sull’urgenza che siano garantiti almeno i diritti enumerati dalla Convenzione sui rifugiati del 1951», cercando in questa prospettiva di innervare «politiche lungimiranti capaci di rispondere integralmente ai problemi di oggi e a quelli che già si affacciano sul domani».

L'unicità del matrimonio

Consiglio per il matrimonio e la famiglia dei vescovi cattolici irlandesi
Anche la Chiesa cattolica ha partecipato al dibattito della Convenzione costituzionale irlandese, l’organismo istituito per formulare proposte di riforma alla Costituzione del paese, in questo caso per valutare l’opportunità di consentire il cosiddetto «matrimonio omosessuale». Il portavoce del Consiglio per il matrimonio e la famiglia dei vescovi cattolici irlandesi e vescovo di Elphin, mons. Christopher Jones, ha così firmato il 13 marzo una dichiarazione scritta, così come hanno fatto in «più di un migliaio» – afferma il comunicato ufficiale della Convenzione del 2 luglio – tra singoli e gruppi. I vescovi ribadiscono che l’«istituzione matrimoniale (…) non esiste solo per il bene del singolo e non può essere adeguatamente compreso in termini di ottenimento di diritti individuali». E, inoltre, paventano la possibilità che «qualsiasi modifica alla definizione di matrimonio» potrebbe portare la Chiesa a non poter più celebrare matrimoni religiosi con effetti civili. Uno scenario che potrebbe realizzarsi visto che la Convenzione ha votato con un 79% di sì a una modifica costituzionale vincolante per il Parlamento che dovrebbe comportare anche una riforma del diritto di famiglia.

Europa e politiche familiari

Commissione Chiesa e società della Conferenza delle Chiese europee (KEK)
Le Chiese in Europa ritengono che la famiglia sia una comunità umana di base attraverso cui le persone sono nutrite e sostenute nell’amore reciproco, nella responsabilità, nel rispetto e nella fedeltà. In questa luce, le famiglie possono essere viste come scuole di umanità». Per questo la Conferenza delle Chiese europee (KEK), attraverso il documento guida Europa e politiche familiari. Amore, solidarietà e istruzione al centro delle nostre società – elaborato dalla Commissione Chiesa e società e approvato il 23 novembre 2012 –, chiede agli stati europei di «dare assoluta priorità al sostegno economico, educativo e sociale delle famiglie» e «mantenere un contesto sostenibile e di supporto per le famiglie». Tra le raccomandazioni che le Chiese ortodosse e protestanti europee rivolgono ai governi del continente vi è il richiamo a guardare alla situazione reale delle famiglie europee di oggi, e quindi ad affrontarne le difficoltà reali, tra cui il disagio economico correlato alla presenza di figli a causa delle politiche fiscali, la complessa conciliazione tra i tempi del lavoro e della vita privata, la problematica coltivazione della solidarietà intergenerazionale, il persistente divario di opportunità in base al genere.