D
Documenti
Il tuo abbonamento è scaduto. Rinnovalo al più presto per continuare ad accedere ai contenuti online riservati agli abbonati.

Documenti, 19/2012

La nuova evangelizzazione. XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi (Roma, 7-28.10)

Benedetto XVI, R.Williams, Sinodo dei vescovi
«L’opera della nuova evangelizzazione consiste nel riproporre al cuore e alla mente, non poche volte distratti e confusi, degli uomini e delle donne del nostro tempo, anzitutto a noi stessi, la bellezza e la novità perenne dell’incontro con Cristo» (Messaggio). La consapevolezza che la Chiesa d’Occidente debba anzitutto «rievangelizzare se stessa» per poter «moltiplicare i pozzi a cui invitare gli uomini e le donne assetati e lì far loro incontrare Gesù» ha accompagnato i lavori della XIII Assemblea generale del Sinodo dei vescovi su «La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana », riunita a Roma dal 7 al 28 ottobre scorsi. «Non si tratta di inventare chissà quali nuove strategie», ribadiscono i vescovi, «ma di riscoprire i modi in cui, nella vicenda di Gesù, le persone si sono accostate a lui e da lui sono state chiamate, per immettere quelle stesse modalità nelle condizioni del nostro tempo». Per questo compito decisivo, i padri sinodali hanno riconosciuto l’importanza della famiglia, delle comunità ecclesiali, della vita consacrata, della formazione e del dialogo a tutti i livelli, come ha mostrato l’invito rivolto al primate anglicano uscente R. Williams.

La nuova evangelizzazione. «Ora, o Santo Spirito» (Meditazione in apertura dei lavori)

Benedetto XVI
«L’opera della nuova evangelizzazione consiste nel riproporre al cuore e alla mente, non poche volte distratti e confusi, degli uomini e delle donne del nostro tempo, anzitutto a noi stessi, la bellezza e la novità perenne dell’incontro con Cristo» (Messaggio). La consapevolezza che la Chiesa d’Occidente debba anzitutto «rievangelizzare se stessa» per poter «moltiplicare i pozzi a cui invitare gli uomini e le donne assetati e lì far loro incontrare Gesù» ha accompagnato i lavori della XIII Assemblea generale del Sinodo dei vescovi su «La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana », riunita a Roma dal 7 al 28 ottobre scorsi. «Non si tratta di inventare chissà quali nuove strategie», ribadiscono i vescovi, «ma di riscoprire i modi in cui, nella vicenda di Gesù, le persone si sono accostate a lui e da lui sono state chiamate, per immettere quelle stesse modalità nelle condizioni del nostro tempo». Per questo compito decisivo, i padri sinodali hanno riconosciuto l’importanza della famiglia, delle comunità ecclesiali, della vita consacrata, della formazione e del dialogo a tutti i livelli, come ha mostrato l’invito rivolto al primate anglicano uscente R. Williams.

La nuova evangelizzazione. Rievangelizzare noi stessi

R.D. Williams
«L’opera della nuova evangelizzazione consiste nel riproporre al cuore e alla mente, non poche volte distratti e confusi, degli uomini e delle donne del nostro tempo, anzitutto a noi stessi, la bellezza e la novità perenne dell’incontro con Cristo» (Messaggio). La consapevolezza che la Chiesa d’Occidente debba anzitutto «rievangelizzare se stessa» per poter «moltiplicare i pozzi a cui invitare gli uomini e le donne assetati e lì far loro incontrare Gesù» ha accompagnato i lavori della XIII Assemblea generale del Sinodo dei vescovi su «La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana », riunita a Roma dal 7 al 28 ottobre scorsi. «Non si tratta di inventare chissà quali nuove strategie», ribadiscono i vescovi, «ma di riscoprire i modi in cui, nella vicenda di Gesù, le persone si sono accostate a lui e da lui sono state chiamate, per immettere quelle stesse modalità nelle condizioni del nostro tempo». Per questo compito decisivo, i padri sinodali hanno riconosciuto l’importanza della famiglia, delle comunità ecclesiali, della vita consacrata, della formazione e del dialogo a tutti i livelli, come ha mostrato l’invito rivolto al primate anglicano uscente R. Williams.

La nuova evangelizzazione. La sete di una vita nuova (Messaggio al popolo di Dio)

Sinodo dei vescovi
«L’opera della nuova evangelizzazione consiste nel riproporre al cuore e alla mente, non poche volte distratti e confusi, degli uomini e delle donne del nostro tempo, anzitutto a noi stessi, la bellezza e la novità perenne dell’incontro con Cristo» (Messaggio). La consapevolezza che la Chiesa d’Occidente debba anzitutto «rievangelizzare se stessa» per poter «moltiplicare i pozzi a cui invitare gli uomini e le donne assetati e lì far loro incontrare Gesù» ha accompagnato i lavori della XIII Assemblea generale del Sinodo dei vescovi su «La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana », riunita a Roma dal 7 al 28 ottobre scorsi. «Non si tratta di inventare chissà quali nuove strategie», ribadiscono i vescovi, «ma di riscoprire i modi in cui, nella vicenda di Gesù, le persone si sono accostate a lui e da lui sono state chiamate, per immettere quelle stesse modalità nelle condizioni del nostro tempo». Per questo compito decisivo, i padri sinodali hanno riconosciuto l’importanza della famiglia, delle comunità ecclesiali, della vita consacrata, della formazione e del dialogo a tutti i livelli, come ha mostrato l’invito rivolto al primate anglicano uscente R. Williams.

La nuova evangelizzazione. Trasmettere la buona notizia (Proposizioni – Elenco finale)

Sinodo dei vescovi
«L’opera della nuova evangelizzazione consiste nel riproporre al cuore e alla mente, non poche volte distratti e confusi, degli uomini e delle donne del nostro tempo, anzitutto a noi stessi, la bellezza e la novità perenne dell’incontro con Cristo» (Messaggio). La consapevolezza che la Chiesa d’Occidente debba anzitutto «rievangelizzare se stessa» per poter «moltiplicare i pozzi a cui invitare gli uomini e le donne assetati e lì far loro incontrare Gesù» ha accompagnato i lavori della XIII Assemblea generale del Sinodo dei vescovi su «La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana », riunita a Roma dal 7 al 28 ottobre scorsi. «Non si tratta di inventare chissà quali nuove strategie», ribadiscono i vescovi, «ma di riscoprire i modi in cui, nella vicenda di Gesù, le persone si sono accostate a lui e da lui sono state chiamate, per immettere quelle stesse modalità nelle condizioni del nostro tempo». Per questo compito decisivo, i padri sinodali hanno riconosciuto l’importanza della famiglia, delle comunità ecclesiali, della vita consacrata, della formazione e del dialogo a tutti i livelli, come ha mostrato l’invito rivolto al primate anglicano uscente R. Williams.

Un quadro della catechesi in Italia. Una lettura dopo i convegni catechistici regionali 2012

C. Sciuto, S. Soreca
La Chiesa italiana è oggi consapevole del suo «stato di evangelizzazione», e la catechesi cerca di essere «al passo con i tempi»; occorre che i catechisti e i parroci accettino il cambio di prospettiva, ma anche che i pastori rispondano alla domanda diffusa di convergenze e orientamenti. È questo, in estrema sintesi, lo «stato di salute» della catechesi italiana, così come si è delineato durante i Convegni catechistici regionali celebrati nel corso del 2012 (cf. Regno-att. 6,2012,161ss) e come risulta da un’ampia ed esaustiva relazione di sintesi presentata da don Carmelo Sciuto (Ufficio catechistico nazionale) e da don Salvatore Soreca (Ufficio catechistico diocesano di Benevento) al recente Incontro nazionale dei direttori degli uffici catechistici diocesani (Abano Terme, 4-5.10.2012; Regno-att. 18,2012,590ss). Dalle regioni è emersa anche l’indicazione alla catechesi italiana di quattro principali «piste percorribili» per attuare questo secondo rinnovamento: l’accompagnamento delle famiglie nell’educazione cristiana dei figli; la riscoperta della pastorale battesimale e delle prime età; la riscoperta della domenica come «giorno dell’iniziazione»; la necessità di formazione.

Allargare il matrimonio? Nota della Commissione famiglia e società. Conferenza vescovi di Francia

Commissione famiglia e società della Conferenza dei vescovi di Francia
La concessione «del matrimonio civile alle persone dello stesso sesso e la possibilità per queste di ricorrere all’adozione è questione molto seria (…) che avrebbe conseguenze notevoli sui figli, sull’equilibrio delle famiglie e sulla coesione sociale». Così afferma l’incipit con cui la Commissione Famiglia e società dei vescovi francesi ha aperto la nota Allargare il matrimonio alle persone dello stesso sesso? Apriamo il dibattito, pubblicata lo scorso 27 settembre (cf. Regno-att. 18,2012,586). Tuttavia, secondo i presuli e gli esperti della commissione, vi è una forte difficoltà ad aprire un reale confronto tra posizioni diverse tra loro, perché automaticamente si viene tacciati di «omofobia», accusa che – riconosce il testo – ha una sua ragione d’essere, dato che «per lungo tempo le persone omosessuali sono state condannate e rifiutate». Se si riuscirà a superare questo ostacolo sarà possibile, oltre che auspicabile, discutere di una «riforma profonda del diritto matrimoniale e della filiazione» che riguarda «tutti i cittadini» e non solo i credenti.

Contro il matrimonio tra omosessuali. Chiesa d'Inghilterra. Conferenza dei vescovi cattolici

Conferenza dei vescovi cattolici d'Inghilterra e Galles
«L’istituzione del matrimonio non ha mai impedito lo sviluppo di altre forme di amicizia o relazione umana…, ma a esse non è mai stato dato il nome di “matrimonio”. Il matrimonio è quindi unico e distinto da tutte le altre relazioni umane» (vescovi cattolici). E «modificare la natura del matrimonio per tutti sarebbe divisivo e non apporterebbe evidenti vantaggi legali, dati i diritti già conferiti dalle unioni civili» alle coppie omosessuali (Chiesa d’Inghilterra). Inviate il 12 giugno 2012 all’Ufficio governativo per le parità, che ha promosso una consultazione sul diritto delle coppie omosessuali a contrarre matrimonio, le Risposte alla consultazione «Parità nel matrimonio civile» da parte della Chie sa di stato anglicana e della Conferenza dei vescovi cattolici d’Inghilterra e Galles esprimono parere negativo: in primo luogo perché la natura del matrimonio non è modificabile per legge; e in secondo luogo perché l’assicurazione che il matrimonio religioso rimarrebbe escluso dalla modifica è impropria – in quanto l’istituzione è unica, a prescin de re dalla forma con cui viene contratta – e incerta sulla base del diritto.

Contro il matrimonio tra omosessuali. La natura del matrimonio. Chiesa d'Inghilterra

Chiesa d'Inghilterra
«L’istituzione del matrimonio non ha mai impedito lo sviluppo di altre forme di amicizia o relazione umana…, ma a esse non è mai stato dato il nome di “matrimonio”. Il matrimonio è quindi unico e distinto da tutte le altre relazioni umane» (vescovi cattolici). E «modificare la natura del matrimonio per tutti sarebbe divisivo e non apporterebbe evidenti vantaggi legali, dati i diritti già conferiti dalle unioni civili» alle coppie omosessuali (Chiesa d’Inghilterra). Inviate il 12 giugno 2012 all’Ufficio governativo per le parità, che ha promosso una consultazione sul diritto delle coppie omosessuali a contrarre matrimonio, le Risposte alla consultazione «Parità nel matrimonio civile» da parte della Chie sa di stato anglicana e della Conferenza dei vescovi cattolici d’Inghilterra e Galles esprimono parere negativo: in primo luogo perché la natura del matrimonio non è modificabile per legge; e in secondo luogo perché l’assicurazione che il matrimonio religioso rimarrebbe escluso dalla modifica è impropria – in quanto l’istituzione è unica, a prescin de re dalla forma con cui viene contratta – e incerta sulla base del diritto.

Contro il matrimonio tra omosessuali. Un'istituzione antichissima

Vescovi cattolici di inghilterra e Galles; P. Smith
«L’istituzione del matrimonio non ha mai impedito lo sviluppo di altre forme di amicizia o relazione umana…, ma a esse non è mai stato dato il nome di “matrimonio”. Il matrimonio è quindi unico e distinto da tutte le altre relazioni umane» (vescovi cattolici). E «modificare la natura del matrimonio per tutti sarebbe divisivo e non apporterebbe evidenti vantaggi legali, dati i diritti già conferiti dalle unioni civili» alle coppie omosessuali (Chiesa d’Inghilterra). Inviate il 12 giugno 2012 all’Ufficio governativo per le parità, che ha promosso una consultazione sul diritto delle coppie omosessuali a contrarre matrimonio, le Risposte alla consultazione «Parità nel matrimonio civile» da parte della Chie sa di stato anglicana e della Conferenza dei vescovi cattolici d’Inghilterra e Galles esprimono parere negativo: in primo luogo perché la natura del matrimonio non è modificabile per legge; e in secondo luogo perché l’assicurazione che il matrimonio religioso rimarrebbe escluso dalla modifica è impropria – in quanto l’istituzione è unica, a prescin de re dalla forma con cui viene contratta – e incerta sulla base del diritto.

Il Regno Documenti 19 2012. La rivista completa in un unico file

Redazione
A disposizione dei nostri abbonati la possibilità di scaricare il numero completo in un unico file pdf. Buona lettura!