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Documenti, 1/2011

Libertà religiosa, via per la pace. Messaggio per la XLIV Giornata mondiale della pace

Benedetto XVI
«I cristiani sono attualmente il gruppo religioso che soffre il maggior numero di persecuzioni a motivo della propria fede»: con questa affermazione il messaggio pontificio Libertà religiosa, via per la pace per la XLIV Giornata mondiale della pace, reso noto pochi giorni prima di Natale (16 dicembre), ha subito attirato l’attenzione dei media. Nel 25° anniversario dell’Incontro interreligioso di pre ghiera per la pace di Assisi (ottobre 1986), il riferimento è, infatti, non solo a quelle situazioni nelle quali si coltiva «una visione riduttiva della persona umana», ge nerando così «una società ingiusta», ma si allarga a tutte quelle «forme più sofisticate di ostilità contro la religione, che nei paesi occidentali si esprimono talvolta col rinnegamento della storia e dei simboli religiosi nei quali si rispecchiano l’identità e la cultura della maggioranza dei cittadini ». In tema di libertà religiosa, la Santa Sede e lo stesso Benedetto XVI sono recentemente intervenuti anche a proposito della situazione in Cina: cf. Regno-att. 22,2010,737 e riquadro a p. 6.

Cina: Con profondo dolore

Sala stampa vaticana; Benedetto XVI
Riportiamo il comunicato della Sala stampa della Santa Sede a seguito dell’VIII Assemblea dei rappresentanti cattolici cinesi svoltasi a Pechino dal 7 al 9 dicembre 2010 (www.vatican.va; cf. Regno-att. 22,2010,739). La questione Cina è stata poi ripresa da Benedetto XVI nel messaggio «Urbi et orbi» del giorno di Natale. Riportiamo di seguito il passaggio sull’argomento (www.vatican.va).

Le angustie e le responsabilità. Discorso alla curia romana per gli auguri natalizi

Benedetto XVI
«“Excita, Domine, potentiam tuam, et veni”. Con queste e con simili parole la liturgia della Chiesa prega ripetutamente nei giorni dell’Avvento ... Anche oggi abbiamo motivi molteplici per associarci a questa preghiera di Avvento della Chiesa». Sono tre i punti fo cali del tradizionale discorso del papa, Benedetto XVI, alla curia romana per la presentazione degli auguri natalizi: l’anno sacerdotale e le violenze com messe dai sacerdoti ai danni di minori «in una dimensione per noi inimmaginabile», la celebrazione del Sino do delle Chiese del Medio Oriente dove «i cristiani sono la minoranza più oppressa e tormentata», il viaggio nel Regno Unito con la beatificazione di John Henry Newman. L’ot tica complessiva della lettura papale è «il disfacimento degli ordinamenti portanti del diritto e degli at teggiamenti morali di fondo» che ac comunano il presente al tramonto dell’Impero romano. Conseguente men te, «le forze mobilitate per la di fesa di tali strutture sembrano destinate all’insuccesso».

L'apostolo e il costruttore. Viaggio apostolico in Spagna (6-7.11.2010)

Benedetto XVI
«Io direi che questo viaggio ha due temi. Ha il tema del pellegrinaggio, dell’essere in cammino, e ha il tema della bellezza, dell’espressione del la verità nella bellezza, della continuità fra tradizione e rinnovamento»; così il messaggio è quello di «essere in cammino» e di «cercare la bellezza della fede», ha affermato Benedetto XVI conversando con i giornalisti sul volo da Roma verso Santiago de Compostela il 6 novembre 2010. Due sono state le mete del suo diciottesimo viaggio internazionale – seconda volta in Spagna – e due i motivi specifici: a Santiago de Compostela l’omaggio a san Giacomo e ai luoghi legati alla sua memoria in occasione dell’anno santo compostelano; a Barcellona la dedicazione dell’incompiuto tempio della Sagrada familia a 128 anni dall’avvio dei lavori da parte dell’architetto catalano Antoni Gaudí (1852-1926; cf. Regno-att. 20,2010,683ss). Contesti diversi, ma uniti dalla dimensione della fede religiosa e da due modi di esprimerla: il pellegrinaggio e la costruzione di cattedrali, che fanno parte dell’identità europea. Cf. Regno-att. 20,2010,669ss.

L'apostolo e il costruttore. Un messaggio all'Europa. Omelia a Santiago de Compostela

Benedetto XVI
«Io direi che questo viaggio ha due temi. Ha il tema del pellegrinaggio, dell’essere in cammino, e ha il tema della bellezza, dell’espressione del la verità nella bellezza, della continuità fra tradizione e rinnovamento»; così il messaggio è quello di «essere in cammino» e di «cercare la bellezza della fede», ha affermato Benedetto XVI conversando con i giornalisti sul volo da Roma verso Santiago de Compostela il 6 novembre 2010. Due sono state le mete del suo diciottesimo viaggio internazionale – seconda volta in Spagna – e due i motivi specifici: a Santiago de Compostela l’omaggio a san Giacomo e ai luoghi legati alla sua memoria in occasione dell’anno santo compostelano; a Barcellona la dedicazione dell’incompiuto tempio della Sagrada familia a 128 anni dall’avvio dei lavori da parte dell’architetto catalano Antoni Gaudí (1852-1926; cf. Regno-att. 20,2010,683ss). Contesti diversi, ma uniti dalla dimensione della fede religiosa e da due modi di esprimerla: il pellegrinaggio e la costruzione di cattedrali, che fanno parte dell’identità europea. Cf. Regno-att. 20,2010,669ss.

L'apostolo e il costruttore. Un segno visibile del Dio invisibile. Dedicazione della Sagrada familia

Benedetto XVI
«Io direi che questo viaggio ha due temi. Ha il tema del pellegrinaggio, dell’essere in cammino, e ha il tema della bellezza, dell’espressione del la verità nella bellezza, della continuità fra tradizione e rinnovamento»; così il messaggio è quello di «essere in cammino» e di «cercare la bellezza della fede», ha affermato Benedetto XVI conversando con i giornalisti sul volo da Roma verso Santiago de Compostela il 6 novembre 2010. Due sono state le mete del suo diciottesimo viaggio internazionale – seconda volta in Spagna – e due i motivi specifici: a Santiago de Compostela l’omaggio a san Giacomo e ai luoghi legati alla sua memoria in occasione dell’anno santo compostelano; a Barcellona la dedicazione dell’incompiuto tempio della Sagrada familia a 128 anni dall’avvio dei lavori da parte dell’architetto catalano Antoni Gaudí (1852-1926; cf. Regno-att. 20,2010,683ss). Contesti diversi, ma uniti dalla dimensione della fede religiosa e da due modi di esprimerla: il pellegrinaggio e la costruzione di cattedrali, che fanno parte dell’identità europea. Cf. Regno-att. 20,2010,669ss.

Il card. Ratzinger e la revisione del sistema penale canonico. Pont. cons. per i testi legislativi

J. I. Arrieta
Nel contesto della revisione del Libro VI del Codice di diritto canonico (CIC), base del sistema penale della Chiesa, è riemerso un carteggio del 1988 tra l’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il card. Ratzinger, e il presidente della Pontificia commissione per l’interpretazione autentica del CIC, che era il card. Castillo Lara, avente per oggetto la possibilità di semplificare la procedura «per l’irrogazione di eventuali sanzioni da parte dei competenti ordinari nei confronti di sacerdoti che si sono resi colpevoli di gravi e scandalosi comportamenti». Ne parla in un articolo su La Civiltà cattolica, ripreso anche da L’Osservatore romano, mons. Arrieta, segretario del Pontificio consiglio per i testi legislativi. In «perfetta continuità» con le preoccupazioni espresse in quel carteggio, seguirono da parte del prefetto Ratzinger la promulgazione delle Normae de gravioribus delictis (2001, recentemente modificate: cf. Regno-doc. 3,2002,90; 15,2010,457) e altre iniziative, tutte attestanti «il ruolo determinante giocato, in questo processo più che ventennale di rinnovamento della disciplina penale, dalla decisa azione dell’attuale pontefice».

Prostituzione e AIDS: quel «primo passo»

Congregazione per la dottrina della fede
Pubblicato dalla Libreria editrice vaticana il 23 novembre scorso, il libro-intervista di P. Seewald a Benedetto XVI Luce del mondo (cf. Regno-att. 22,2010,771s e 789s) ha mietuto i primi, abbondanti titoli sui giornali grazie alle anticipazioni di un passaggio papale sulla liceità dell’uso del profilattico, in alcuni casi, per prevenire il contagio del virus HIV. Per fare chiarezza su «alcune interpretazioni non corrette» di quel passaggio, che «hanno generato confusione», la Congregazione per la dottrina della fede ha pubblicato il 21 dicembre la presente Nota sulla banalizzazione della sessualità a proposito di alcune letture di «Luce del mondo» (www.vatican.va).

A che punto è il cammino. Card. Koch, presidente del Pontificio consiglio per l'unità dei cristiani

K. card. Koch
Nonostante gli innegabili successi degli ultimi 50 anni di dialogo ecumenico – ha detto il 15 novembre mons. Kurt Koch (cardinale dal 20) aprendo l’Assemblea plenaria del 50° anniversario del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, che presiede da luglio –, «ci ritroviamo, in un certo senso, al punto di partenza del concilio Vaticano II». Il punto oggi più critico e prioritario, so prattutto nel dialogo con le Chiese na te dalla Riforma, attiene alla questione ecclesiologica, rispetto alla quale il neo-cardinale riscontra una maggiore vicinanza, viceversa, con le Chiese or todosse (salvo quanto al tema del primato del vescovo di Roma; cf. in questo numero a p. 34). Ne deriva una divergenza di fondo sull’obiettivo finale del movimento ecumenico: «È inevitabile giun gere… alla conclusione che le Chiese e comunità ecclesiali nate dalla Riforma abbiano rinunciato all’obiettivo ecumenico originario di un’unità visibile e lo abbiano sostituito con il concetto di un mutuo riconoscimento come Chiese, possibile fin da oggi».

Passi verso una Chiesa riunita. Consulta teologica ortodossa-cattolica del Nord America

Consulta teologica ortodossa-cattolica del Nord America
«Ciò che condividiamo come cristiani ortodossi e cattolici sopravanza le nostre differenze in modo significativo», ed è ormai urgente che «le nostre Chiese si avvicinino maggiormente in forme che gli uomini e le donne del nostro tempo possano vedere». Con il documento Passi verso una Chiesa unita. Abbozzo di una visione cattolico-ortodossa del futuro (Washington, 30.9-2.10.2010), i 24 membri della Consulta teologica ortodossa-cattolica del Nord America – co-presieduta dal metropolita Maximos di Pittsburgh per parte ortodossa e dall’arcivescovo di New Orleans Gregory Aymond per parte cattolica – concludono l’attuale fase di dialogo sul tema della conciliarità e del primato (al centro anche del dialogo bilaterale ortodossi-cattolici a livello internazionale). Per la prima volta un documento congiunto, sia pur locale, raffigura la forma e il funzionamento che potrebbe avere una Chiesa cattolica-ortodossa riunita. Ricordiamo anche il precedente dell’iniziativa assunta negli scorsi anni Novanta da mons. E. Zoghby; Regno-doc. 15,1996.493.

Fare i cristiani. Lettera pastorale di mons. F. Lambiasi sulla formazione alla vita cristiana

F. Lambiasi
«Cosa significa fare i cristiani?», o meglio: «come formare i cristiani?» e «come vivere da cristiani?» sono le domande a cui mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, vuole dare risposta nella lettera pastorale 2010 su alcuni aspetti della formazione alla vita cristiana, indirizzata ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate e a tutti i fedeli della diocesi. Nella prima parte della lettera il vescovo di Rimini racconta la propria esperienza di cristiano: a fronte di una «società malata» dobbiamo «occuparci di una questione basilare e pregiudiziale: come nasce e si sviluppa l’esperienza cristiana? In che modo questa esperienza può generare una morale identificabile come genuinamente cristiana? A risposte astratte… preferisco il sapore genuino di un racconto. Mi faccio coraggio e… “confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli” la mia personale, concreta storia di fede». Men tre nella seconda parte svela attraverso le beatitudini evangeliche di Matteo «la via cristiana alla felicità», la «via dell’amore, l’unico bene che può appagare il nostro cuore» e la ricerca di una pienezza di vita.

Cattolicesimo e Chiesa a 150 anni dall'unità. All'inaugurazione dell'a.a. 2010-2011 della FTER

M. Crociata
«L’unificazione italiana è un processo che viene da lontano e presenta, senza interruzione, un dato strategico di fondo: la connessione strettissima con la presenza e l’impegno della Chiesa e dei cattolici italiani». Pochi giorni dopo il X Forum del Progetto culturale (2-4.12.2010), il segretario generale della CEI è tornato sul ruolo dei cattolici nel processo di unificazione del pae se durante la prolusione inaugurale dell’anno accademico alla Facoltà teologica dell’Emilia-Romagna (15.12.2010). Qua lificare i cattolici come «soci fondatori» del paese, ha sostenuto mons. Crociata, non appare una forzatura storica se si riconosce che la fede cristiana, declinata in un’azione sociale e in un impegno politico evangelicamente ispirati, è stata un fattore determinante nello sviluppo dell’identità nazionale rivelandosi «cemento di unità e fattore di cultura». Tra gli obiettivi che il presente anniversario dovrebbe stimolare vengono segnalati la necessità di approfondire il giudizio storico sulle ragioni del conflitto tra stato e Chiesa che ha accompagnato il processo di unificazione del paese e l’urgenza di ridefinire la presenza dei cattolici e il ruolo della teologia di fronte alle sfide attuali.

I 40 anni dell'Ordo virginum. Incontro nazionale dell'Ordine delle vergini (Loreto, 14-18.8.2010)

S. Noceti
Perché, dopo secoli d’oblio, il Vaticano II ha proposto il ripristino del l’antico rito di consacrazione delle vergini (cf. Regno-att. 18,2009,591), che affonda le sue radici nei primi secoli del cristianesimo? Come la vergine consacrata – ma non religio sa – vive il suo essere sponsa Christi nella Chiesa locale e, nella fedeltà al proprio stato di vita, attua una forma di chasta libertas? A quarant’anni (1970) dalla revisione del Rito della consacrazione delle vergini e a trenta dalla sua promulgazione nella versione ufficiale italiana (1980), l’incontro nazionale del l’Ordo virginum, svoltosi a Loreto lo scorso agosto, ha ragionato su questi interrogativi e ha approfondito la realtà e la missione delle vergini consacrate italiane, una presenza di circa 450 donne in 108 diocesi. Riportiamo la relazione di Serena Noceti, docente di Teologia sistematica presso la Facoltà teologica dell’Italia centrale, intitolata «Ordo virginum: donne fedeli, per una Chiesa serva del regno di Dio», che ha riletto la storia dell’ordo dal punto di vista ecclesiologico.