D
Documenti
Il tuo abbonamento è scaduto. Rinnovalo al più presto per continuare ad accedere ai contenuti online riservati agli abbonati.

Documenti, 9/2010

Sull'isola del naufragio di Paolo. Viaggio apostolico a Malta, 17-18 aprile 2010

Benedetto XVI
«Non tutto quello che il mondo oggi propone è meritevole di essere accolto dai maltesi. Molte voci cercano di persuaderci di mettere da parte la nostra fede in Dio e nella sua Chiesa e di scegliere da sé stessi i valori e le credenze con i quali vivere … Preservate la fede e i valori che vi sono stati trasmessi dal vostro padre, l’apostolo san Paolo»: il 14° viaggio internazionale di Benedetto XVI ha avu to come meta la Repubblica di Malta, nel 1950° anniversariodel naufragio che nel 60 colpì la nave che conduceva Paolo di Tarso prigioniero a Roma, portandolo a trovare rifugio in una grotta dell’isola dove rimase per tre mesi. Con 443.000 abitanti, il 95% dei quali battezzati, e la confessione cattolica come religione di stato, Malta ha ac colto il papa con entusiasmo e partecipazione; cuore del messaggio del pontefice è stato il richiamo alle forti radici cristiane dell’isola, alla resistenza alla secolarizzazione e all’accoglienza degli immigrati che vi transi tano. Nel corso del viaggio, il 18, Benedetto XVI ha incontrato privatamente un gruppo di maltesi vittime di violenze sessuali perpetrate da chierici o religiosi, rivolgendo loro parole accorate (cf. in questo numero a p. 265).

Sull'isola del naufragio di Paolo. Preservare la fede: omelia alla messa

Benedetto XVI
«Non tutto quello che il mondo oggi propone è meritevole di essere accolto dai maltesi. Molte voci cercano di persuaderci di mettere da parte la nostra fede in Dio e nella sua Chiesa e di scegliere da sé stessi i valori e le credenze con i quali vivere … Preservate la fede e i valori che vi sono stati trasmessi dal vostro padre, l’apostolo san Paolo»: il 14° viaggio internazionale di Benedetto XVI ha avu to come meta la Repubblica di Malta, nel 1950° anniversariodel naufragio che nel 60 colpì la nave che conduceva Paolo di Tarso prigioniero a Roma, portandolo a trovare rifugio in una grotta dell’isola dove rimase per tre mesi. Con 443.000 abitanti, il 95% dei quali battezzati, e la confessione cattolica come religione di stato, Malta ha ac colto il papa con entusiasmo e partecipazione; cuore del messaggio del pontefice è stato il richiamo alle forti radici cristiane dell’isola, alla resistenza alla secolarizzazione e all’accoglienza degli immigrati che vi transi tano. Nel corso del viaggio, il 18, Benedetto XVI ha incontrato privatamente un gruppo di maltesi vittime di violenze sessuali perpetrate da chierici o religiosi, rivolgendo loro parole accorate (cf. in questo numero a p. 265).

Sull'isola del naufragio di Paolo. Non abbiate paura: incontro con i giovani

Benedetto XVI
«Non tutto quello che il mondo oggi propone è meritevole di essere accolto dai maltesi. Molte voci cercano di persuaderci di mettere da parte la nostra fede in Dio e nella sua Chiesa e di scegliere da sé stessi i valori e le credenze con i quali vivere … Preservate la fede e i valori che vi sono stati trasmessi dal vostro padre, l’apostolo san Paolo»: il 14° viaggio internazionale di Benedetto XVI ha avu to come meta la Repubblica di Malta, nel 1950° anniversariodel naufragio che nel 60 colpì la nave che conduceva Paolo di Tarso prigioniero a Roma, portandolo a trovare rifugio in una grotta dell’isola dove rimase per tre mesi. Con 443.000 abitanti, il 95% dei quali battezzati, e la confessione cattolica come religione di stato, Malta ha ac colto il papa con entusiasmo e partecipazione; cuore del messaggio del pontefice è stato il richiamo alle forti radici cristiane dell’isola, alla resistenza alla secolarizzazione e all’accoglienza degli immigrati che vi transi tano. Nel corso del viaggio, il 18, Benedetto XVI ha incontrato privatamente un gruppo di maltesi vittime di violenze sessuali perpetrate da chierici o religiosi, rivolgendo loro parole accorate (cf. in questo numero a p. 265).

Nella crisi la Chiesa risponde. Santa Sede, card. A. Sodano, p. F. Lombardi

Santa Sede, card. A. Sodano, p. F. Lombardi
A partire dalla Lettera ai cattolici d’Irlanda (19.3.2010; cf. Regno-doc. 7,2010, 193ss), la Santa Sede, conformemente alla «linea di trasparenza» (L’Osservatore romano 12-13.4.2010, 8) che essa ha adottato, ha aperto sul proprio sito web un «focus» dedicato ad «Abusi sui minori. La risposta della Chiesa». In esso, dal 12 aprile – oltre ad altri materiali, come un’ampia riflessione di p. Lombardi – è stata mes sa in linea una Guida alla com prensione delle procedure di base della Congregazione per la dottrina della fede riguardo alle accuse di violenze sessuali, testo che ha uno statuto inusuale. «Non si tratta di un nuovo documento – precisa Radio vaticana – ma di una scheda riassuntiva di procedure operative già definite» a uso di laici e non canonisti. Fanno parte delle risposte della Chiesa anche gli interventi ufficiali di p. Lombardi (cf. il riquadro qui alle pp. 264s) che ri spondono alle notizie di cronaca e che si sono susseguiti a ritmo serrato, tanto quanto le pubbliche manifestazioni di solidarietà verso il papa, prima fra tutte quella dell’irrituale saluto del card. Sodano, a nome di tutti i cardinali, durante la celebrazione in San Pietro della messa del giorno di Pasqua (4 aprile).

Nella crisi la Chiesa risponde. Tutela delle vittime e obbligo di denuncia: guida alla comprensione

Santa Sede
A partire dalla Lettera ai cattolici d’Irlanda (19.3.2010; cf. Regno-doc. 7,2010, 193ss), la Santa Sede, conformemente alla «linea di trasparenza» (L’Osservatore romano 12-13.4.2010, 8) che essa ha adottato, ha aperto sul proprio sito web un «focus» dedicato ad «Abusi sui minori. La risposta della Chiesa». In esso, dal 12 aprile – oltre ad altri materiali, come un’ampia riflessione di p. Lombardi – è stata mes sa in linea una Guida alla com prensione delle procedure di base della Congregazione per la dottrina della fede riguardo alle accuse di violenze sessuali, testo che ha uno statuto inusuale. «Non si tratta di un nuovo documento – precisa Radio vaticana – ma di una scheda riassuntiva di procedure operative già definite» a uso di laici e non canonisti. Fanno parte delle risposte della Chiesa anche gli interventi ufficiali di p. Lombardi (cf. il riquadro qui alle pp. 264s) che ri spondono alle notizie di cronaca e che si sono susseguiti a ritmo serrato, tanto quanto le pubbliche manifestazioni di solidarietà verso il papa, prima fra tutte quella dell’irrituale saluto del card. Sodano, a nome di tutti i cardinali, durante la celebrazione in San Pietro della messa del giorno di Pasqua (4 aprile).

Nella crisi la Chiesa risponde. La solidarietà e il chiacchiericcio: A. Sodano alla messa di Pasqua

A. card. Sodano
A partire dalla Lettera ai cattolici d’Irlanda (19.3.2010; cf. Regno-doc. 7,2010, 193ss), la Santa Sede, conformemente alla «linea di trasparenza» (L’Osservatore romano 12-13.4.2010, 8) che essa ha adottato, ha aperto sul proprio sito web un «focus» dedicato ad «Abusi sui minori. La risposta della Chiesa». In esso, dal 12 aprile – oltre ad altri materiali, come un’ampia riflessione di p. Lombardi – è stata mes sa in linea una Guida alla com prensione delle procedure di base della Congregazione per la dottrina della fede riguardo alle accuse di violenze sessuali, testo che ha uno statuto inusuale. «Non si tratta di un nuovo documento – precisa Radio vaticana – ma di una scheda riassuntiva di procedure operative già definite» a uso di laici e non canonisti. Fanno parte delle risposte della Chiesa anche gli interventi ufficiali di p. Lombardi (cf. il riquadro qui alle pp. 264s) che ri spondono alle notizie di cronaca e che si sono susseguiti a ritmo serrato, tanto quanto le pubbliche manifestazioni di solidarietà verso il papa, prima fra tutte quella dell’irrituale saluto del card. Sodano, a nome di tutti i cardinali, durante la celebrazione in San Pietro della messa del giorno di Pasqua (4 aprile).

Nella crisi la Chiesa risponde. La rotta nella tempesta: nota di p. F. Lombardi

F. Lombardi
A partire dalla Lettera ai cattolici d’Irlanda (19.3.2010; cf. Regno-doc. 7,2010, 193ss), la Santa Sede, conformemente alla «linea di trasparenza» (L’Osservatore romano 12-13.4.2010, 8) che essa ha adottato, ha aperto sul proprio sito web un «focus» dedicato ad «Abusi sui minori. La risposta della Chiesa». In esso, dal 12 aprile – oltre ad altri materiali, come un’ampia riflessione di p. Lombardi – è stata mes sa in linea una Guida alla com prensione delle procedure di base della Congregazione per la dottrina della fede riguardo alle accuse di violenze sessuali, testo che ha uno statuto inusuale. «Non si tratta di un nuovo documento – precisa Radio vaticana – ma di una scheda riassuntiva di procedure operative già definite» a uso di laici e non canonisti. Fanno parte delle risposte della Chiesa anche gli interventi ufficiali di p. Lombardi (cf. il riquadro qui alle pp. 264s) che ri spondono alle notizie di cronaca e che si sono susseguiti a ritmo serrato, tanto quanto le pubbliche manifestazioni di solidarietà verso il papa, prima fra tutte quella dell’irrituale saluto del card. Sodano, a nome di tutti i cardinali, durante la celebrazione in San Pietro della messa del giorno di Pasqua (4 aprile).

La crisi giorno per giorno

Tra la pubblicazione della Lettera del papa sul caso irlandese e il viaggio a Malta (cf. qui a p. 257) numerose sono state le dichiarazioni della Sala stampa vaticana, per bocca del direttore p. Federico Lombardi, in relazione alle notizie via via rilanciate dai media su casi di violenze sessuali su minori da parte di membri del clero. Le riportiamo qui in ordine cronologico insieme ad alcuni interventi di Benedetto XVI che hanno avuto ampio risalto sui media.

Annuncio e catechesi per la vita cristiana. CEI - Commissione episcopale per la dottrina della fede

Commissione episcopale per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi
Nato dal «grembo materno» del concilio Vaticano II per applicarne gli insegnamenti all’ambito della catechesi e dell’annuncio della fede in Italia, il «Documento di base» ha compiuto 40 anni. Pur riconoscendolo ancora pienamente valido nella sua ispirazione di fondo e nel suo riferimento conciliare, però, la Chiesa italiana si sente oggi sfidata da problemi ed esigenze profondamente mutati rispetto agli anni Settanta. Per questo la Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi della Conferenza episcopale italiana il 13 aprile ha diffuso una Lettera alle comunità, ai presbiteri e ai catechisti nel quarantesimo del Documento di base «Il rinnovamento della catechesi», intitolata Annuncio e catechesi per la vita cristiana, con l’intento di «rispondere meglio ai cambiamenti culturali e pastorali in atto». La «svolta missionaria dell’azione pastorale», innervata nel primo annuncio e attuata dai vescovi nell’ultimo decennio, e la centralità della persona, indicata dal Convegno ecclesiale di Verona nel 2006 come perno di tutto l’agire pastorale, sono i due fuochi intorno ai quali la Chiesa italiana deve rinnovare la propria catechesi.

Testimoni digitali. CEI - Convegno degli animatori della comunicazione e della cultura della Chiesa

M. Crociata, C. Giuliodori, A. Spadato, A. card. Bagnasco
«Negli anni avvenire siamo chiamati a stare dentro il mondo dei media, sempre più pervasivo ed istantaneo come Internet, alla maniera di credenti capaci di rendere ragione, cioè responsabili, in concreto credibili». Quando mons. Pompili, sottose gretario CEI e direttore del l’Ufficio per le comunicazioni sociali, ha delineato questa prospettiva di sintesi, il 24 aprile, nell’aula Pao lo VI, davanti ad alcune migliaia di comunicatori-pellegrini ivi con venuti per incontrare Benedetto XVI (cf. anche riquadro alle pp. 276s), il convegno «Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell’era crossmediale», organizzato dal suo ufficio e dal Servizio nazionale per il progetto culturale, ave va già speso trenta e più interventi, ascoltati con attenzione dai 1.300 animatori della comunicazione e della cultura convocati il 22 e 23 aprile presso l’hotel Summit di Roma. Pubblichiamo qui le tre relazioni di taglio pastorale (quella d’apertura di mons. Crociata, se gretario CEI; quella di mons. Giuliodori, presidente della Commissione episcopale promotrice del convegno, e quella conclusiva del card. Bagnasco) e l’intervento del gesuita p. Spadaro, con i suoi stimolanti interrogativi sul versante teologico.

Testimoni digitali. L'impegno della Chiesa italiana

M. Crociata
«Negli anni avvenire siamo chiamati a stare dentro il mondo dei media, sempre più pervasivo ed istantaneo come Internet, alla maniera di credenti capaci di rendere ragione, cioè responsabili, in concreto credibili». Quando mons. Pompili, sottose gretario CEI e direttore del l’Ufficio per le comunicazioni sociali, ha delineato questa prospettiva di sintesi, il 24 aprile, nell’aula Pao lo VI, davanti ad alcune migliaia di comunicatori-pellegrini ivi con venuti per incontrare Benedetto XVI (cf. anche riquadro alle pp. 276s), il convegno «Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell’era crossmediale», organizzato dal suo ufficio e dal Servizio nazionale per il progetto culturale, ave va già speso trenta e più interventi, ascoltati con attenzione dai 1.300 animatori della comunicazione e della cultura convocati il 22 e 23 aprile presso l’hotel Summit di Roma. Pubblichiamo qui le tre relazioni di taglio pastorale (quella d’apertura di mons. Crociata, se gretario CEI; quella di mons. Giuliodori, presidente della Commissione episcopale promotrice del convegno, e quella conclusiva del card. Bagnasco) e l’intervento del gesuita p. Spadaro, con i suoi stimolanti interrogativi sul versante teologico.

Lombardi : da Babilonia a Pentecoste

F. Lombardi
l convegno «Testimoni digitali» si è concluso sabato 24 aprile nell’aula Paolo VI in Vaticano, dove circa ottomila fedeli hanno potuto incontrare Benedetto XVI. Prima del suo arrivo, nel corso di una tavola rotonda moderata da Vittorio Sozzi, ha preso la parola fra gli altri il direttore della Sala stampa della Santa Sede e della Radio Vaticana p. Federico Lombardi, del cui intervento trascriviamo qui, tratti dalla ripresa video, ampi stralci (www.testimonidigitali.it).

Testimoni digitali. Quale umanesimo nella cultura digitale?

C. Giuliodori
«Negli anni avvenire siamo chiamati a stare dentro il mondo dei media, sempre più pervasivo ed istantaneo come Internet, alla maniera di credenti capaci di rendere ragione, cioè responsabili, in concreto credibili». Quando mons. Pompili, sottose gretario CEI e direttore del l’Ufficio per le comunicazioni sociali, ha delineato questa prospettiva di sintesi, il 24 aprile, nell’aula Pao lo VI, davanti ad alcune migliaia di comunicatori-pellegrini ivi con venuti per incontrare Benedetto XVI (cf. anche riquadro alle pp. 276s), il convegno «Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell’era crossmediale», organizzato dal suo ufficio e dal Servizio nazionale per il progetto culturale, ave va già speso trenta e più interventi, ascoltati con attenzione dai 1.300 animatori della comunicazione e della cultura convocati il 22 e 23 aprile presso l’hotel Summit di Roma. Pubblichiamo qui le tre relazioni di taglio pastorale (quella d’apertura di mons. Crociata, se gretario CEI; quella di mons. Giuliodori, presidente della Commissione episcopale promotrice del convegno, e quella conclusiva del card. Bagnasco) e l’intervento del gesuita p. Spadaro, con i suoi stimolanti interrogativi sul versante teologico.

Testimoni digitali. Comunione e connessione

A. Spadaro
«Negli anni avvenire siamo chiamati a stare dentro il mondo dei media, sempre più pervasivo ed istantaneo come Internet, alla maniera di credenti capaci di rendere ragione, cioè responsabili, in concreto credibili». Quando mons. Pompili, sottose gretario CEI e direttore del l’Ufficio per le comunicazioni sociali, ha delineato questa prospettiva di sintesi, il 24 aprile, nell’aula Pao lo VI, davanti ad alcune migliaia di comunicatori-pellegrini ivi con venuti per incontrare Benedetto XVI (cf. anche riquadro alle pp. 276s), il convegno «Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell’era crossmediale», organizzato dal suo ufficio e dal Servizio nazionale per il progetto culturale, ave va già speso trenta e più interventi, ascoltati con attenzione dai 1.300 animatori della comunicazione e della cultura convocati il 22 e 23 aprile presso l’hotel Summit di Roma. Pubblichiamo qui le tre relazioni di taglio pastorale (quella d’apertura di mons. Crociata, se gretario CEI; quella di mons. Giuliodori, presidente della Commissione episcopale promotrice del convegno, e quella conclusiva del card. Bagnasco) e l’intervento del gesuita p. Spadaro, con i suoi stimolanti interrogativi sul versante teologico.

Testimoni digitali. Un'anima cristiana per il mondo digitale

A. card. Bagnasco
«Negli anni avvenire siamo chiamati a stare dentro il mondo dei media, sempre più pervasivo ed istantaneo come Internet, alla maniera di credenti capaci di rendere ragione, cioè responsabili, in concreto credibili». Quando mons. Pompili, sottose gretario CEI e direttore del l’Ufficio per le comunicazioni sociali, ha delineato questa prospettiva di sintesi, il 24 aprile, nell’aula Pao lo VI, davanti ad alcune migliaia di comunicatori-pellegrini ivi con venuti per incontrare Benedetto XVI (cf. anche riquadro alle pp. 276s), il convegno «Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell’era crossmediale», organizzato dal suo ufficio e dal Servizio nazionale per il progetto culturale, ave va già speso trenta e più interventi, ascoltati con attenzione dai 1.300 animatori della comunicazione e della cultura convocati il 22 e 23 aprile presso l’hotel Summit di Roma. Pubblichiamo qui le tre relazioni di taglio pastorale (quella d’apertura di mons. Crociata, se gretario CEI; quella di mons. Giuliodori, presidente della Commissione episcopale promotrice del convegno, e quella conclusiva del card. Bagnasco) e l’intervento del gesuita p. Spadaro, con i suoi stimolanti interrogativi sul versante teologico.

La domenica, festa dei cristiani. Commissione congiunta cattolici-ortodossi in Germania

Commissione Conferenza episcopale tedesca - Chiese ortodosse di Germania
Mentre in alcuni paesi d’Europa si riapre il dibattito su quale debba essere il giorno di riposo settimanale in un contesto sempre più segnato dal pluralismo religioso, la Commissione congiunta della Conferenza episcopale tedesca e delle Chiese ortodosse in Germania ha pubblicato lo scorso 2 marzo un breve documento, La domenica «giorno di festa primordiale» dei cristiani, che inaugura una serie di riflessioni dedicate a «L’anno liturgico della Chiesa nella tradizione dell’Oriente e dell’Occidente». Il testo, che si rivolge in primo luogo ai credenti ma non perde di vista l’opinione pubblica nel suo complesso, intende mettere in luce gli elementi comuni – maggioritari – e le differenze nel significato attribuito alla domenica tra le due confessioni cristiane, per favorire l’arricchimento reciproco e diffondere il più possibile la conoscenza dei frutti del dialogo ecumenico. «Dalla celebrazione dell’eucaristia, come for - ma essenziale della santificazione del - la domenica, consegue che la domenica è il giorno della comunità e della famiglia… Per i cristiani vale il fatto che passare il tempo libero domenicale deve porsi nell’ottica di questa santificazione della domenica».

Gloria a Dio e pace sulla Terra. CEC, documento preparatorio per Kingston 2011

Consiglio ecumenico delle Chiese
In vista della Convocazione internazionale ecumenica sulla pace che si terrà a Kingston in Giamaica dal 17 al 25 maggio 2011, il Consiglio ecumenico delle Chiese ha reso noto nel 2009 un documento preparatorio per una «dichiarazione ecumenica sulla pace giusta», intitolato Gloria a Dio e pace sulla Terra. Al centro del testo, il racconto della nascita di Gesù: «Il Dio che parla con noi tramite questo bambino …, è il fondamento di tutto quello che noi possiamo dire e fare per vincere la violenza e per promuovere la pace sulla Terra e con la Terra» (n. 2). Un Dio che si fece uomo in un momento «di cambiamenti radicali» (n. 113) e di smarrimento è la ricchezza che le Chiese posseggono per superare le divisioni delle «tradizioni cristiane della pace» (nn. 88-104). Come condizione necessaria vi è però il riconoscimento delle proprie colpe: «Siamo consapevoli del fatto che per tutta la sua storia, il cristianesimo è stato coinvolto in molti atti e forme di violenza. Per questa ragione tutto quello che diciamo in queste pagine è pronunciato in spirito di pentimento» (n. 3).

Verso la consultazione

M.E. Gandolfi
«Kingston in Giamaica, perché?». Inizia così la premessa all’edizione italiana del documento che qui presentiamo curata dal Centro interconfessionale per la pace (CIPAX) di Roma. «Perché in quell’isola caraibica dal 17 al 25 maggio 2011 si terrà la Convocazione ecumenica internazionale per la pace (…), sul tema Gloria a Dio e pace sulla terra».

Quei cattolici che fecero laica l'Europa.Romano Prodi al Convegno sull'edizione dei dispacci Pacelli

R. Prodi
«Nei vent’anni tra le due guerre, in Europa … è mancata la concordia di intenti». Romano Prodi ha iniziato così il discorso tenuto a Münster il 24 marzo scorso in occasione della pubblicazione on-line dei dispacci inviati da Eugenio Pacelli, all’epoca nunzio a Monaco (1917-1924) e poi a Berlino (1925-1929), alla Santa Sede. «La caduta delle dogane, le regole economiche comuni, lo stesso euro, non permettono più ai nazionalismi di costituire l’elemento trainante della politica europea. Ed è anche per questo che assistiamo a una ripresa di tutte le forze populiste … Queste tendenze immettono nuovamente nel mercato politico e delle opinioni pubbliche un fattore che, nell’Europa fra le guerre … è stato pericolosamente decisivo, cioè l’e lemento della pau ra». Lo strumento che Prodi suggerisce per correggere la rotta verso l’irrile vanza politica dell’Europa è il recupero di un disegno comune fondato sul dialogo e sulla mediazione. Ma, in questa direzione, ha incontrato difficoltà non marginali nella sua attività di governo «su alcuni temi riguardo ai quali una saggia mediazione è assolutamente necessaria per la convivenza ci vile e per la concreta applicazione dei principi stessi».

Regno Documenti 9 2010. La rivista completa

Redazione