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Documenti, 19/2007

Un profondo rinnovamento spirituale. Visita pastorale a Napoli

Benedetto XVI
A Napoli «è necessario un intervento che coinvolga tutti nella lotta contro ogni forma di violenza, partendo dalla formazione delle coscienze e trasformando le mentalità, gli atteggiamenti, i comportamenti di tutti i giorni»: nell’omelia della celebrazione eucaristica, culmine della breve visita pastorale compiuta a Napoli il 21 ottobre 2007, Benedetto XVI è riuscito a fare sintesi delle sollecitazioni provenienti dalla liturgia della Parola, dal programma pastorale avviato nel 2006 dall’arcivescovo card. Crescenzio Sepe e dal XXI Meeting organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, quest’anno sul tema «Per un mondo senza violenza - Religioni e culture in dialogo» (cf. riquadro a p. 586). E per contrastare efficacemente lo scoraggiamento e la violenza, «Napoli ha certo bisogno di adeguati interventi politici, ma prima ancora di un profondo rinnovamento spirituale; ha bisogno di credenti che ripongano piena fiducia in Dio, e con il suo aiuto s’impegnino a diffondere nella società i valori del Vangelo».

A Sant'Egidio: le religioni per un mondo senza violenza

Benedetto XVI
Incontrando il 21 ottobre i rappresentanti delle religioni invitati al XXI Meeting della Comunità di Sant’Egidio sul tema «Per un mondo senza violenza - Religioni e culture in dialogo», Benedetto XVI ha ribadito l’impegno della Chiesa cattolica a «percorrere la strada del dialogo per favorire l’intesa tra le diverse culture, tradizioni e sapienze religiose» (www.vatican.va).

Una parola comune tra noi e voi. Lettera aperta e appello

138 guide religiose musulmane
«È un segnale positivo verso i cristiani» che «va raccolto» e valorizzato mediante una risposta ufficiale, – ha detto il card. Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. Il riferimento è alla Lettera aperta e appello che, resa nota l’11 ottobre ma datata 13 (fine del Ramadan) e sottoscritta da un gruppo iniziale di 138 studiosi e leader musulmani di varia estrazione, dichiara: «Mentre islam e cristianesimo sono ovviamente religioni differenti… è chiaro che i due comandamenti più grandi [l’amore per Dio e per il prossimo] sono un terreno comune e un collegamento fra il Corano, la Torah e il Nuovo Testamento». Essa nasce nel «primo anniversario della Lettera aperta di 38 studiosi musulmani» scritta al papa all’indomani di Regensburg (12.9.2006; Regno-doc. 17,2006,540), cui però non seguì una risposta. La rappresentatività delle firme – comprese quelle legate all’islam più intransigente – l’uso di fonti bibliche e non solo coraniche nei riferimenti relativi a Gesù; un lessico simpatetico con la spiritualità cristiana sono i principali pregi del testo, nato all’interno del Regio istituto Aal al-Bayt per il pensiero islamico di Amman (Giordania).

Lettera ai giovani

Mons. E. Menichelli, arcivescovo di Ancona - Osimo
«Guardandovi… spesso mi domando: siete felici? Ma allora cos’è quella strana inquietudine che trapela dagli occhi? Che cos’è la moltiplicata voglia di correre, di vedere, di provare; cos’è quella fatica del silenzio che sempre fuggite e che non amate?». Ha toni fortemente empatici la lettera indirizzata ai giovani da mons. Menichelli, arcivescovo di Ancona – Osimo, datata 24 giugno. A partire dagli slanci sentimentali delle scritte sui muri, dall’affannosa ricerca del successo effimero, il vescovo guarda con affetto di pastore a queste pecore spesso considerate un «problema» o «una malattia». «E ora mi siedo accanto a voi» per «dirvi quanto preziosi siete e quanto più amore meritate… Vorrei anche motivarvi per costruire insieme… un cammino tra uomini e donne che portano nel cuore una speranza e vincere così solitudine e amarezza». Il testo è in continuità con la meditazione che l’arcivescovo ha tenuto lo scorso 19 gennaio al convegno dei direttori diocesani di pastorale scolastica organizzato a Chianciano dall’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università e il Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana sul tema «La testimonianza della fede e l’educazione delle nuove generazioni».

Settimane sociali: un impegno centenario

45a Settimana sociale (Pistoia - Pisa, 18-21.10.2007)
Circa 1.400 persone provenienti da 160 diocesi italiane hanno partecipato alla 45a Settimana sociale dei cattolici italiani (Pistoia-Pisa, 18-21 ottobre). L’evento è coinciso con la ricorrenza del centenario: la prima è stata celebrata a Pistoia nel 1907. Preparata da due seminari di studio la settimana, sotto il titolo generale «Il bene comune oggi: un impegno che viene da lontano» si è argomentata in cinque sezioni: cent’anni di settimane sociali; il bene comune nell’era della globalizzazione; stato, mercato e terzo settore; le prospettive della biopolitica; educare e formare. L’impegnativo saluto di apertura del presidente della Conferenza episcopale italiana, mons. Angelo Bagnasco, sottolinea il dinamismo della ricerca sociale dei cattolici, i riferimenti ai «valori non negoziabili» e la nuova sfida della questione antropologica. La relazione storica di Andrea Riccardi, pronunciata il 18 ottobre, disegna in maniera uniforme la memoria degli appuntamenti di un secolo sulle vicende politiche, istituzionali e locali, in relazione particolare col magistero papale. Le conclusioni di Giuseppe Dalla Torre indicano i punti di maggiore novità e gli indirizzi di lavoro.

Un tessuto vivo. Alla 45a Settimana sociale

Mons. A. Bagnasco
45� Settimana sociale Pistoia, Pisa � 18-21 ottobre 2007   Settimane sociali: un impegno centenario   Circa 1.400 persone provenienti da 160 diocesi italiane hanno partecipato alla 45a Settimana sociale dei cattolici italiani (Pistoia-Pisa, 18-21 ottobre). L�evento � coinciso con la ricorrenza del centenario: la prima � stata celebrata a Pistoia nel 1907. Preparata...

Settimane sociali: Una «provvida iniziativa»

Benedetto XVI
In occasione del centenario della 1a Settimana sociale dei cattolici italiani, il 12 ottobre il papa ha inviato al presidente della CEI, mons. A. Bagnasco, una breve lettera di cui riportiamo qui i passi salienti.

Cent'anni di settimane sociali. Alla 45a Settimana sociale

A. Riccardi
45� Settimana sociale Pistoia, Pisa � 18-21 ottobre 2007   Settimane sociali: un impegno centenario   Circa 1.400 persone provenienti da 160 diocesi italiane hanno partecipato alla 45a Settimana sociale dei cattolici italiani (Pistoia-Pisa, 18-21 ottobre). L�evento � coinciso con la ricorrenza del centenario: la prima � stata celebrata a Pistoia nel 1907. Preparata...

Proposte concrete. Alla 45a Settimana sociale

G. Dalla Torre
45� Settimana sociale Pistoia, Pisa � 18-21 ottobre 2007   Settimane sociali: un impegno centenario   Circa 1.400 persone provenienti da 160 diocesi italiane hanno partecipato alla 45a Settimana sociale dei cattolici italiani (Pistoia-Pisa, 18-21 ottobre). L�evento � coinciso con la ricorrenza del centenario: la prima � stata celebrata a Pistoia nel 1907. Preparata...

Il rito: tra rinnovamento e tradizione

Card. A. Scola
«La pluriformità di riti e... diversi usi dello stesso rito non intaccano l’unicità della lex orandi. Si correrebbe tale rischio se si identificasse materialmente azione rituale e lex orandi. Ma una tale ipotesi misconosce la realtà stessa dell’azione rituale... perché il rito stesso esiste come realtà complessa, dal momento che al suo interno... è possibile identificare un’articolazione tra istituzione e forma liturgica». La prolusione tenuta dal card. Angelo Scola, patriarca di Venezia e gran cancelliere della Facoltà teologica del Triveneto, all’apertura dell’anno accademico dell’Istituto di liturgia pastorale Santa Giustina (Padova, 17.10.2007) è stata dedicata al tema «Il rito: tra rinnovamento e tradizione», con numerosi riferimenti volti a illuminare l’intenzione profonda e l’utilità pastorale del recente motu proprio Summorum pontificum sull’uso del Messale romano anteriore alla riforma liturgica del concilio Vaticano II. Il criterio pastorale indicato come orizzonte guida del rinnovamento liturgico è il «desiderio di favorire una partecipazione più piena, consapevole, attiva e fruttuosa al rito».

Discernimento per il bene dei fedeli

Card. J. Policarpo
Sulle richieste che perverranno ai parroci per celebrare l’eucaristia secondo il Messale del 1962, cioè quello anteriore alla riforma liturgica del concilio Vaticano II, i criteri che dovranno orientare il discernimento pastorale caso per caso saranno quelli espressi dalla Lettera ai vescovi scritta da Benedetto XVI per presentare il motu proprio Summorum pontificum, e cioè il bene dei fedeli e il principio secondo cui la forma ordinaria della celebrazione liturgica in tutta la Chiesa cattolica è il Messale di Paolo VI. È quanto precisa il card. José da Cruz Policarpo, patriarca di Lisbona, nella Lettera a tutti i presbiteri che svolgono il loro ministero nel patriarcato di Lisbona inviata il 14 settembre. Esplicitata una serie di avvertenze per collocare l’interpretazione del motu proprio nel contesto specifico della diocesi, il vescovo esorta i suoi sacerdoti «a rimanere vigilanti per evitare che questa apertura, concessa dal santo padre per il bene di tutta la Chiesa, si trasformi in una campagna per il ritorno alla liturgia antica. Questa sarebbe una scelta contro la riforma liturgica e contro lo spirito del concilio Vaticano II; e inoltre ignorerebbe il carattere straordinario, chiaramente affermato dal santo padre, per l’uso del messale del 1962».

Aparecida: documento conclusivo (terza parte)

V Conferenza generale dell'episcopato latinoamericano
Se tutto il Documento conclusivo della V Conferenza generale dell’episcopato americano (Aparecida, Brasile, 13-31.5.2007) è pervaso da «un unico dinamismo, presente in ogni pagina, radice di molte affermazioni, anelito di tutti i partecipanti: che la Chiesa di Dio in questo continente diventi realmente una Chiesa missionaria» (cf. Regno-att. 12,2007,373), non vi è dubbio che in questa terza parte, «La vita di Gesù Cristo per i nostri popoli», tale dinamismo venga compiutamente dispiegato. Corrispondente alla progettualità dell’«agire» all’interno del tradizionale metodo teologico-pastorale nuovamente assunto in questa occasione dai vescovi latinoamericani, essa infatti propone nel c. VII un’introduzione generale alla «missione» come comunicazione della vita in Cristo, mentre dedica i cc. VIII, IX e X alle responsabilità che incombono sulla Chiesa, rispettivamente in ordine alla promozione umana integrale, alla tutela della famiglia (con le questioni etiche e bioetiche che vi sono correlate) e all’evangelizzazione della cultura. La I parte è stata pubblicata su Regno-doc. 15, 2007,505ss; la II su Regno-doc. 17,2007, 540ss.