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Documenti, 15/2001

«La mia madre Chiesa»

Mons. Milingo – Congregazione per la dottrina della fede
"Nel nome di Gesù, ritorna nella Chiesa cattolica": l’incontro tra Giovanni Paolo II e mons. Emmanuel Milingo a Castelgandolfo, il 6 agosto 2001, è lo spartiacque della vicenda che, nel breve arco di tre mesi, ha visto l’arcivescovo emerito di Lusaka (notissimo, specie negli ambienti del movimento carismatico cattolico, per l’attività di guaritore ed esorcista) dapprima aderire al Movimento dell’Unificazione guidato dal rev. Sun Myung Moon (col conseguente matrimonio con Maria Sung e la richiesta di dispensa dal celibato), poi ricevere dalla Congregazione per la dottrina della fede un’ammonizione canonica; infine rinunciare formalmente e pubblicamente sia all’adesione al Movimento del rev. Moon, sia alla vita coniugale. I testi che pubblichiamo documentano l’intero percorso, lasciando intravedere le numerose questioni che rimangono sullo sfondo: il rapporto tra evangelizzazione e inculturazione in Africa; quello tra Chiesa cattolica e sette; il discernimento ecclesiale di alcuni particolari "carismi"; non ultima la strumentalizzazione reciproca tra organizzazioni religiose e mass media. Originali: dich. mons. Milingo: stampa da supporto magnetico, nostra traduzione dall’inglese; notifica CDF: L’Osservatore romano 18.7.2001, 2; lettere mons. Milingo a Giovanni Paolo II e dich. card. McCarrick: stampe (20.7, 20.8, 24.8 e 1.9.2001) da siti Internet www.unificazione.it e www.vatican.va.

Dichiarazione di mons. Milingo

"Nel nome di Gesù, ritorna nella Chiesa cattolica": l’incontro tra Giovanni Paolo II e mons. Emmanuel Milingo a Castelgandolfo, il 6 agosto 2001, è lo spartiacque della vicenda che, nel breve arco di tre mesi, ha visto l’arcivescovo emerito di Lusaka (notissimo, specie negli ambienti del movimento carismatico cattolico, per l’attività di guaritore ed esorcista) dapprima aderire al Movimento dell’Unificazione guidato dal rev. Sun Myung Moon (col conseguente matrimonio con Maria Sung e la richiesta di dispensa dal celibato), poi ricevere dalla Congregazione per la dottrina della fede un’ammonizione canonica; infine rinunciare formalmente e pubblicamente sia all’adesione al Movimento del rev. Moon, sia alla vita coniugale. I testi che pubblichiamo documentano l’intero percorso, lasciando intravedere le numerose questioni che rimangono sullo sfondo: il rapporto tra evangelizzazione e inculturazione in Africa; quello tra Chiesa cattolica e sette; il discernimento ecclesiale di alcuni particolari "carismi"; non ultima la strumentalizzazione reciproca tra organizzazioni religiose e mass media. Originali: dich. mons. Milingo: stampa da supporto magnetico, nostra traduzione dall’inglese; notifica CDF: L’Osservatore romano 18.7.2001, 2; lettere mons. Milingo a Giovanni Paolo II e dich. card. McCarrick: stampe (20.7, 20.8, 24.8 e 1.9.2001) da siti Internet www.unificazione.it e www.vatican.va.

La fragilità della nostra fede

Vescovi dello Zambia
La fragilit� della nostra fede La fragilità della nostra fede Il 29 maggio la Conferenza episcopale dello Zambia ha pubblicato una dichiarazione in merito alle nozze del confratello emerito mons. Milingo, già arcivescovo di Lusaka tra il 1969 e il 1983 (red.).   Noi, vescovi cattolici dello Zambia siamo profondamente rattristati e addolorati dalla defezione dell'arcivescovo Milingo...

Notifica della Congregazione per la dottrina della fede

La fragilit� della nostra fede La fragilità della nostra fede Il 29 maggio la Conferenza episcopale dello Zambia ha pubblicato una dichiarazione in merito alle nozze del confratello emerito mons. Milingo, già arcivescovo di Lusaka tra il 1969 e il 1983 (red.).   Noi, vescovi cattolici dello Zambia siamo profondamente rattristati e addolorati dalla defezione dell'arcivescovo Milingo...

Lettere di Milingo a Giovanni Paolo II

Dichiarazione dell�arcivescovo Emmanuel Milingo Santa Sede Mons. Milingo � Congregazione per la dottrina della fede "La mia madre Chiesa" "Nel nome di Gesù, ritorna nella Chiesa cattolica": l�incontro tra Giovanni Paolo II e mons. Emmanuel Milingo a Castelgandolfo, il 6 agosto 2001, è lo spartiacque della vicenda che, nel breve arco di tre mesi, ha visto l�arcivescovo...

«Alla mia sorella Maria»

E. Milingo
�Alla mia sorella Maria� "Alla mia sorella Maria" Dopo che la Santa Sede aveva reso pubblica la decisione di mons. Milingo di rinunciare ai rapporti con il Movimento dell�Unificazione e di conseguenza al matrimonio, la signora Maria Sung ha chiesto pubblicamente, e con un certo clamore, di poter incontrare l�uomo che a fine maggio aveva sposato. Mons. Milingo ha dapprima...

Dichiarazione del card. McCarrick

Card. T.E. McCarrick
Dichiarazione dell�arcivescovo Emmanuel Milingo Santa Sede Mons. Milingo � Congregazione per la dottrina della fede "La mia madre Chiesa" "Nel nome di Gesù, ritorna nella Chiesa cattolica": l�incontro tra Giovanni Paolo II e mons. Emmanuel Milingo a Castelgandolfo, il 6 agosto 2001, è lo spartiacque della vicenda che, nel breve arco di tre mesi, ha visto l�arcivescovo...

I sacerdoti dal terzo mondo

Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli
Con la presente Istruzione sull'invio e la permanenza all'estero dei sacerdoti del clero diocesano dei territori di missione, resa pubblica il 12 giugno scorso, la Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli "intende... regolamentare la permanenza all'estero dei sacerdoti diocesani dei territori di missione, per evitare che le giovani Chiese missionarie... vengano private di notevoli forze apostoliche, assolutamente indispensabili per la loro vita cristiana e per lo sviluppo dell'evangelizzazione tra popolazioni in gran parte ancora non battezzate" (n. 4). Ma l’intenzione del documento, destinato per competenza alle sole diocesi che dipendono dal dicastero, è anche quella di fare riflettere le Chiese di antica fondazione, soprattutto europee e nordamericane, sulla tendenza a ricorrere ai sacerdoti stranieri come facile soluzione alla propria crisi di vocazioni (card. Tomko, conferenza stampa di presentazione, 12.6.2001). Originale: stampa (15.7.2001) da sito Internet www.vatican.va.

Il pensiero e le opere di Rosmini

Congregazione per la dottrina della fede
"Si possono attualmente considerare ormai superati i motivi di preoccupazione e di difficoltà dottrinali e prudenziali, che hanno determinato la promulgazione del decreto Post obitum di condanna delle "quaranta proposizioni" tratte dalle opere di Antonio Rosmini". La Nota sul valore dei decreti dottrinali concernenti il pensiero e le opere del rev.do sac. Antonio Rosmini Serbati, pubblicata dalla Congregazione per la dottrina della fede il 1° luglio 2001, riabilita l’impresa speculativa e intellettuale del filosofo e teologo roveretano (che subì processi e condanne da parte del Sant’Uffizio: 1849, 1887), "a motivo del fatto che il senso delle proposizioni, così inteso e condannato dal medesimo decreto, non appartiene in realtà all’autentica posizione di Rosmini, ma a possibili conclusioni della lettura delle sue opere". La revisione del giudizio dottrinale costituisce un punto significativo a favore del processo di beatificazione attualmente in atto; cf. ampiamente Regno-att. 14,2001,445; 2,1998,29. L’Osservatore romano 30.6-1.7.2001, 5.

Santa Sede e Conferenza di Durban

Pontificio consiglio della giustizia e della pace
In vista della Conferenza mondiale contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza che vi è associata, organizzata dall'ONU a Durban in Sudafrica (31.8-7.9.2001), il Pontificio consiglio della giustizia e della pace ha curato una seconda edizione del documento La Chiesa di fronte al razzismo. Per una società più fraterna, edito per la prima volta nel 1988 (cf. EV 11/1439ss), inserendovi come "aggiornamento introduttivo" il Contributo della Santa Sede alla Conferenza. A causa dell'accelerazione imposta nei rapporti tra gruppi umani dalla "globalizzazione", sempre più frequentemente si assiste a contrasti e violenze di tipo etnico. Il testo vede nei processi di riconciliazione la strada maestra per la soluzione dei conflitti. Così le "richieste di perdono" formulate dal papa nell'anno giubilare 2000 "affinché la memoria della Chiesa fosse purificata da "ogni forma di antitestimonianza e di scandalo"" possono costituire un modello anche al di fuori della Chiesa. Il perdono, però, "ha le sue esigenze": innanzitutto la verità e poi la giustizia. Su questo secondo aspetto, che si traduce nell'"esigenza di riparazione", è ancora aspro il dibattito tra i paesi membri dell'ONU. Perciò, pur non spettando "alla Chiesa proporre una soluzione tecnica", il documento indica alcuni metodi concreti di riconciliazione, sottolineando d'altro lato il ruolo decisivo dell'educazione ai diritti dell'uomo. L’Eglise face au racisme, opuscolo, Città del Vaticano 2001, 9-24. Nostra traduzione dal francese.

Il razzismo offesa contro Dio

Giovanni Paolo II
Il razzismo offesa contro Dio Il razzismo offesa contro Dio Nell�imminenza della prossima Conferenza mondiale delle Nazioni Unite contro la discriminazione razziale (Durban, Sudafrica, 31.8-7.9.2001), durante l�Angelus del 26 agosto Giovanni Paolo II è intervenuto sul tema del razzismo, ricordando come esso sia un peccato che "emerge in forme sempre nuove e inattese" e ribadendo...

Rimanete nel mio amore

Card. Francis George, arcivescovo di Chicago
Il razzismo negli Stati Uniti è un problema, o, per dir meglio, un peccato, persistente e di continua attualità, alimentato da sempre nuove correnti immigratorie che costringono i residenti bianchi a confrontarsi con persone di diverse origini razziali e culturali. In occasione del 33° anniversario della morte di Martin Luther King, celebrato lo scorso 4 aprile, l’arcivescovo di Chicago, card. Francis George omi, ha indirizzato ai cittadini della sua diocesi «una lettera pastorale sul razzismo» che non ha nulla di rievocativo né di celebrativo rispetto alle grandi battaglie degli anni sessanta per il riconoscimento dei diritti civili ai neri statunitensi. Il card. George, attenendosi alla stretta attualità, stigmatizza con chiarezza e senza sconti il persistere a Chicago di un clima di rifiuto e di apartheid strisciante anche all'interno del mondo cattolico. In conseguenza di ciò, le parrocchie, rispecchiando la separazione territoriale dei diversi gruppi razziali, invece che essere comunità aperte e accoglienti, «divengono esempi di esclusione razziale e culturale». L'approccio pragmatico, tipicamente anglosassone, del documento induce il card. George a stilare una lista di orientamenti pastorali concreti per l'arcidiocesi, per le parrocchie, per la liturgia, per gli istituti educativi cattolici, ma anche una serie di indicazioni concrete per una «azione comunitaria» che prevede la collaborazione di tutti i cittadini con le istituzioni e le organizzazioni civili impegnate sul fronte della lotta al razzismo e della giustizia sociale. Dwell in my Love. A Pastoral Letter on Racism, stampa da sito Internet www.archdiocese-chgo.org. Nostra traduzione dall'inglese.

Verso la guarigione

Vescovi australiani
"Invitiamo tutta la Chiesa a sostenerci nell’offrire ogni cura possibile alle vittime della violenza sessuale e nel prevenire in futuro il verificarsi di atti di violenza". Nel dicembre del 2000 la Conferenza episcopale australiana e la Conferenza australiana dei superiori maggiori hanno pubblicato congiuntamente il documento Verso la guarigione. Principi e procedure in risposta alle accuse di violenza (cf. Regno-att. 8,2001,267), che rivede a partire dall’esperienza condotta un testo precedente steso nel 1996. Il documento della Chiesa australiana è diviso in due sezioni: la prima definisce i termini fisici e psichici degli atti di violenza sessuale, i soggetti in causa, offrendo così dei criteri ispirativi per l’assistenza e i provvedimenti da prendere in merito; la seconda (qui omessa, in quanto strettamente legata alla configurazione territoriale civile dell’Australia e alla corrispettiva articolazione delle strutture pastorali della Chiesa) ha un carattere strettamente procedurale sia per quanto riguarda l’istruttoria del caso sia per la parte processuale. Si tratta di un testo caratterizzato da una grande umanità ed empatia nei confronti delle persone vittime di violenza da parte di operatori pastorali cattolici, marcato da un profondo senso di parresia e responsabilità della Chiesa australiana che si pone in maniera vincolante sotto il giudizio di un’effettiva corrispondenza a esso: "Se non seguiamo i principi e le procedure di questo documento, avremo fallito proprio in base ai criteri posti da noi stessi". Originale: stampa (1.4.2001) da sito Internet www.catholic.org.au. Nostra traduzione dall’inglese.

Prostituzione dramma umano e morale

Vescovi spagnoli
Il traffico delle giovani donne destinate alla prostituzione, "favorito da una cultura economicista e materialista, che ha dimenticato il carattere sacro e la dignità della persona umana creata a immagine di Dio", gode di un "livello sociale di tolleranza" che, "oltre al degrado morale di quanti ricorrono a prestazioni sessuali a pagamento, (rivela) una profonda ingiustizia che implica una caduta dei valori etici nella nostra società". Dopo il documento contro la prostituzione pubblicato all'inizio di quest'anno dai vescovi francesi (cf. Regno-doc 5,2001,183s), è ora la volta dell'episcopato spagnolo, che in occasione della sua LXXVI Assemblea plenaria (23-27 aprile; cf. Regno-att. 10,2001,333s ) ha deciso di portare all'attenzione dei fedeli e dell'opinione pubblica in generale la tragedia quotidiana delle donne-schiave. Nella dichiarazione intitolata Il dramma morale e umano del traffico di donne si denuncia la tragica situazione delle giovani importate come merce dai paesi poveri per iniziativa di trafficanti senza scrupoli, il cui solo scopo è lucrare sulla domanda dei cosiddetti "clienti", i quali hanno dunque una responsabilità gravissima rispetto a uno dei fenomeni sociali più degradanti e scandalosi del nostro tempo. Originale: stampa da supporto magnetico in nostro possesso. Nostra traduzione dallo spagnolo.

Rispetto per la creazione e il bene comune

Vescovi cattolici del bacino del Columbia
necessità conseguente di una trasformazione spirituale, sociale ed ecologica – dei credenti prima e poi di tutti i cittadini –, per realizzare un modo giusto e sostenibile di rapportarsi all’ambiente in cui si vive: sono i temi del documento Il bacino del fiume Columbia. Rispetto per la creazione e il bene comune, pubblicato nel febbraio 2001 dai 12 vescovi cattolici della regione. Tra gli elementi d’interesse del testo, segnaliamo in particolare: la formula inedita del documento, che vede uniti attorno al problema vescovi di due nazioni diverse, il Canada e gli Stati Uniti (si tratta infatti di una lettera pastorale internazionale); l’occasione "storica" che origina la riflessione, ovvero la crisi ecologica dell’ecosistema del fiume Columbia; e infine il metodo di elaborazione dal basso, come esito di un programma triennale di consultazioni pubbliche in collaborazione con le principali istituzioni della regione. Cf. ampiamente Regno-att. 10,2001,349. In appendice, un Riversong, un canto del fiume si svolge a modo di sintesi poetica e spirituale (cf. riquadro a p. 000). The Columbia River Watershed: Caring for Creation and the Common Good, in Origins 30(2001) 38, 8.3.2001, 609-619. Nostra traduzione dall’inglese.

Il canto del fiume

Appendice F: Una riflessione poetica Il canto del fiume All�inizio era il Verbo, che generò il cosmo, creando le stelle, le terre e le acque, un universo meraviglioso, dinamico e benedetto. Lo Spirito alitò il suo soffio vitale sul cosmo: nelle acque, in un tempo lontanissimo, ebbe origine la prima vita, e poi nuove creature, a popolare l�aria e la terra, con le pinne e con...

Cristiani e globalizzazione

La Chiesa e i G8 a Genova
È possibile dopo Genova, dopo i gravi fatti di violenza accaduti nei giorni del vertice dei G8 (20-22.7.2001), tornare a parlare di globalismo e di globalizzazione discutendo il fenomeno nelle sue dimensioni critiche e nelle sue possibilità? Riteniamo questo tentativo indispensabile. Non mancheremo, in altre parti della rivista, di discutere i fatti di Genova. Qui di seguito, cerchiamo di documentare le posizioni più autorevoli espresse dalla Chiesa cattolica alla vigilia del vertice: il documento elaborato dalla Conferenza episcopale ligure; i due messaggi di Giovanni Paolo II; l’intervento dell’arcivescovo di Genova, card. Dionigi Tettamanzi, su globalizzazione e pensiero cristiano (per il Manifesto delle associazioni cattoliche dell’8.7.2001, cf. Regno-att. 14,2001,501). Abbiamo infine voluto dare conto del risultato maggiore prodotto dal vertice, che aveva come obiettivo la lotta alla povertà, concentrato nel rapporto dei ministri finanziari dei G7 sulla remissione del debito.

Lettera dei vescovi liguri

Chiesa in Italia Vita Internazionale La Chiesa e i G8 a Genova Cristiani e globalizzazione   È possibile dopo Genova, dopo i gravi fatti di violenza accaduti nei giorni del vertice dei G8 (20-22.7.2001), tornare a parlare di globalismo e di globalizzazione discutendo il fenomeno nelle sue dimensioni critiche e nelle sue possibilità? Riteniamo questo tentativo indispensabile. Non...

Due messaggi del papa

Giovanni Paolo II
Due messaggi del papa Due messaggi del papa Nel corso del mese di luglio sono state due le occasioni in cui Giovanni Paolo II ha fatto esplicito riferimento al vertice del G8 e alle iniziative della società civile a esso collegate. Durante la recita dell'Angelus dell'8 luglio in piazza San Pietro, il papa si è rivolto ai membri delle associazioni cattoliche convenute a Genova due...

Intervento del card. Tettamanzi

Due messaggi del papa Due messaggi del papa Nel corso del mese di luglio sono state due le occasioni in cui Giovanni Paolo II ha fatto esplicito riferimento al vertice del G8 e alle iniziative della società civile a esso collegate. Durante la recita dell'Angelus dell'8 luglio in piazza San Pietro, il papa si è rivolto ai membri delle associazioni cattoliche convenute a Genova due...

Rapporto dei ministri finanziari dei G7

Due messaggi del papa Due messaggi del papa Nel corso del mese di luglio sono state due le occasioni in cui Giovanni Paolo II ha fatto esplicito riferimento al vertice del G8 e alle iniziative della società civile a esso collegate. Durante la recita dell'Angelus dell'8 luglio in piazza San Pietro, il papa si è rivolto ai membri delle associazioni cattoliche convenute a Genova due...

13 maggio 1981

Mons. Stanislaw Dziwisz
Il 13 maggio 1981 "fu una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola e il papa agonizzante si fermò sulla soglia della morte": questa è l’interpretazione in chiave provvidenziale che dell’attentato di cui fu vittima ha dato Giovanni Paolo II (13.5.1994), e che allude in controluce alla terza parte del segreto di Fatima (cf. Regno-att. 12,2000,381; Regno-doc. 13,2000,396). La stessa chiave è stata assunta e sviluppata lo scorso 13 maggio 2001, ventesimo anniversario del drammatico evento, da mons. Stanislaw Dziwisz, prefetto aggiunto della Casa pontificia e segretario personale del papa, in un discorso in occasione del conferimento al prelato della laurea honoris causa in teologia da parte dell’Università cattolica di Lublino. Mons. Dziwisz ha proposto la propria testimonianza, contestualizzandola in una congiuntura storica già drammatica, sia per la Polonia, dove tra tensioni sociali e politiche di lì a poco sarebbe venuto a mancare il primate Wyszynski, sia per l’Italia, dove per la sera del 13 maggio 1981 era prevista a Roma una manifestazione a favore dell’aborto, che poi fu annullata in seguito all’attentato. "Nei disegni della divina Provvidenza nulla avviene a caso... Desidero esprimere una profonda convinzione che il sangue versato in piazza San Pietro il 13 maggio fruttificò con la primavera della Chiesa dell’anno 2000". Opuscolo, Città del Vaticano 2001. Sottotitoli redazionali.