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Documenti, 21/2000

T. Moro: il primato della coscienza

Giubileo dei governanti e dei politici
"Questa è la mia grande consolazione, che sebbene per natura io abbia paura del dolore... tuttavia in tutti i momenti atroci che ho passato... col cuore angosciato nel prevedere tutti i pericoli di una morte orrenda che poteva forse toccarmi, grazie alla potente misericordia di Dio, mai nel mio cuore pensai di acconsentire a far qualcosa che nella mia coscienza... temevo che potesse... gettarmi nella disapprovazione di Dio. Questo è il minimo che un uomo può fare per la sua stessa salvezza, per quanto ne so". È il primato della coscienza che _ come in questa che è una delle ultime lettere scritta alla figlia dalla Torre di Londra (cf. riquadro) _ caratterizza la figura di san Tommaso Moro, il noto statista inglese (1478-1534) la cui vita ha saputo integrare la fede con la cultura umanista del proprio tempo. Una testimonianza che, in ragione della sua attualità, è stata proposta a modello dal papa nella celebrazione del giubileo dei governanti e dei parlamentari (4-5.11.2000; cf. Messaggio a p. 000). Giovanni Paolo II ha infatti proclamato il 31 ottobre scorso s. Tommaso Moro patrono dei governanti e dei politici anche su istanza di "personalità di varia provenienza politica, culturale e religiosa". La sua figura è infatti riconosciuta "anche al di fuori della Chiesa, specie tra coloro che sono chiamati a guidare le sorti dei popoli", "quale fonte di ispirazione per una politica che si ponga come fine supremo il servizio alla persona umana". L'Osservatore romano 1.11.2000, 5; 6-7.11.2000, 7; T. Moro, Lettere, Morcelliana, Brescia, 1987, 238ss.

Motu proprio

Giovanni Paolo II
GIOVANNI PAOLO II - Giubileo dei governanti e dei politici Giovanni Paolo II Giubileo dei governanti e dei politici T. Moro: il primato della coscienza "Questa è la mia grande consolazione, che sebbene per natura io abbia paura del dolore... tuttavia in tutti i momenti atroci che ho passato... col cuore angosciato nel prevedere tutti i pericoli di una morte orrenda che poteva...

Discorso all'Assemblea

Giovanni Paolo II
GIOVANNI PAOLO II - Giubileo dei governanti e dei politici Giovanni Paolo II Giubileo dei governanti e dei politici T. Moro: il primato della coscienza "Questa è la mia grande consolazione, che sebbene per natura io abbia paura del dolore... tuttavia in tutti i momenti atroci che ho passato... col cuore angosciato nel prevedere tutti i pericoli di una morte orrenda che poteva...

A Margaret Roper

T. Moro
A Margaret Roper A Margaret Roper Lo Spirito Santo di Dio sia con te. La tua lettera piena di amor filiale, mia amatissima bambina, mi è stata ed è, te lo assicuro, di conforto spirituale molto maggiore di quanto la mia penna sappia esprimerti, per le tante cose che vi ho trovato, ma in modo tutto speciale perché Dio, nella sua alta bontà, ti dà la grazia di considerare la...

Africa: un continente in divenire

XII Assemblea dei vescovi dell'Africa e del Madagascar
Si è tenuta a Roma dall’1 all’8 ottobre scorsi la XII Assemblea del Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar (SCEAM; Regno-att. 18,2000,633). Ha rappresentato l'occasione per una panoramica dell'attività dell'organismo espressione dell'episcopato africano, alla luce delle conclusioni dell'Assemblea speciale del sinodo dei vescovi sull'Africa raccolte nell'esortazione Ecclesia in Africa. In particolare, l'intervento tenuto dal card. J. Schotte, segretario generale del sinodo, costituisce un "bilancio post-sinodale (1995-2000)" sul versante politico, socio-economico ed ecclesiale. Nonostante che in Africa persistano situazioni di "povertà estrema" e di guerra che condannano molti paesi "a una morte prematura" – come sottolineato anche nel messaggio scaturito dall'incontro tra l'episcopato dello SCEAM e quello latinoamericano del CELAM dell'agosto scorso (cf. riquadro a p. 000) – la Chiesa manifesta "una sorprendente vitalità e crescita". Per questo l'Assemblea da un lato auspica il radicarsi dell'idea di Chiesa come famiglia di Dio, segno concreto di comunione e fonte di ogni riconciliazione (cf. Messaggio); dall'altro chiede un deciso impegno da parte del clero e dei cristiani per la pacifica risoluzione di conflitti, sull'esempio di quanto è avvenuto in Sudafrica e in Mozambico. Originali: stampe da supporto magnetico. Nostre traduzioni rispettivamente dal francese e dall’inglese.

Intervento del card. Schotte

Card. Schotte
Chiese nel mondo - XII Assemblea dei Vescovi dell'Africa e del Madagascar Chiese nel Mondo XII Assemblea dei vescovi dell�Africa e Madagascar Africa: un continente in divenire Si è tenuta a Roma dall�1 all�8 ottobre scorsi la XII Assemblea del Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar (SCEAM; Regno-att. 18,2000,633). Ha rappresentato l'occasione per una panoramica...

Messaggio finale

Chiese nel mondo - XII Assemblea dei Vescovi dell'Africa e del Madagascar Chiese nel Mondo XII Assemblea dei vescovi dell�Africa e Madagascar Africa: un continente in divenire Si è tenuta a Roma dall�1 all�8 ottobre scorsi la XII Assemblea del Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar (SCEAM; Regno-att. 18,2000,633). Ha rappresentato l'occasione per una panoramica...

Dichiarazione di Maputo

SCEAM

Rendiconto 1999

CEI - Sostentamento del clero
Il 35% della disponibilità complessiva al sostentamento del clero (1998: 38%), il 30% per le attività cultuali e pastorali (1998: 31%), meno del 18% agli interventi caritativi (1998: 19%), mentre le destinazioni specifiche introdotte dal 1996 (beni culturali ecclesiastici e "progetto culturale") risalgono dal 12% a quasi il 17%. Incrementata a 8 miliardi la piccola ma significativa novità del finanziamento dei tribunali ecclesiastici regionali. Sono state poche le novità nel 1999 quanto alla destinazione dei fondi pervenuti all'Istituto centrale per il sostentamento del clero e alla Conferenza episcopale italiana in forza delle "offerte deducibili" e della quota dell'otto per mille IRPEF che i contribuenti hanno destinato alla Chiesa cattolica. Dalla lettura dell'annuale Rendiconto risalta che per la prima volta l'acconto erogato dallo stato supera i 1.000 miliardi, e per la prima volta la disponibilità complessiva supera i 1.500 miliardi: quattro volte l'importo di acconto con cui il sistema prese avvio (1990), anche se è certo che già dal 2000 la curva storica di questo importo prenderà un andamento discendente (per l'assottigliarsi della differenza tra "acconti" e "conguagli"). Le offerte deducibili scendono invece sotto al 3% della disponibilità totale. Notiziario CEI n. 6, 15.7.2000, 197-205; n. 31.5.2000, 159s.

L'azione della Santa Sede

Mons. Migliore sulla situazione del Medio Oriente
"La comunità cattolica... non si identifica con alcuna nazione, ma con una fede. Questo è il punto di forza, la leva sulla quale la Santa Sede – in coerenza e nel contesto anche dell'intensificazione della sua attività internazionale – ha prospettato valori universali e, in certo senso, elementari come quelli del dialogo, della coesistenza pacifica, della giustizia nei rapporti tra i popoli, della promozione della dignità delle persone e dei diritti dei popoli e del rispetto e implementazione del diritto convenzionale e delle decisioni della comunità internazionale". Ampio panorama dell’azione diplomatica della Santa Sede nell’area mediorientale, tenuto da mons. Migliore, sottosegretario vaticano per i rapporti con gli stati, nell’ambito del seminario di studio su "La Santa Sede e il Medio Oriente", svoltosi a Perugia il 20 e 21 ottobre 2000. Dalla presenza della Chiesa cattolica in Medio Oriente e dai rapporti della Santa Sede con le comunità cristiane, si passa a esaminare i casi specifici del Libano, degli Accordi con Israele e l’OLP, e l’atteggiamento nei confronti dei molti conflitti che turbano quell’area. L’azione della Santa Sede non si è limitata alle Chiese locali, al dialogo interreligioso e interculturale, ma si è mobilitata costantemente, e talora anche quasi in solitudine o controcorrente, per la pace, la giustizia nei rapporti tra i popoli e per il rispetto di tutte le persone umane in quella terra. Da un punto di vista legislativo, i due Accordi in modo particolare segnano il passaggio dalla protezione dei diritti delle minoranze al riconoscimento dei diritti fondamentali della persona umana. Originale: stampa da supporto magnetico.

Il Vaticano e la Shoah

Gruppo cattolico-ebraico di storici
"Mentre rimettiamo il nostro mandato, speriamo di costituire una base documentaria più solida per l'analisi delle azioni e delle politiche di Pio XII e del Vaticano. Il nostro compito non è quello di giudicare il papa e i suoi consiglieri, ma quello di contribuire, lo speriamo, a una meglio definita comprensione del ruolo del papato durante l'Olocausto". Così, concludendo la prefazione, gli autori descrivono questo "Rapporto preliminare presentato alla Commissione per i rapporti religiosi con l'ebraismo della Santa Sede e al Comitato ebraico internazionale per le consultazioni interreligiose dalla Commissione storica internazionale cattolico-ebraica": il gruppo di lavoro insediato con l'incarico di rivedere i documenti pubblicati degli 11 volumi di materiale di archivio, intitolati Actes et Documents du Saint Siège relatifs à la seconde guerre mondiale (ADSS) e pubblicati dalla Santa Sede fra il 1965 e il 1981 Il centro del documento, diffuso lo scorso ottobre (per la sua pubblicazione e più in generale il contesto, cf. riquadro a p. 000), è rappresentato da 47 domande emerse dall'analisi dei documenti, alcune di carattere assai specifico, altre di tipo più generale. La conseguenza di tali domande è la richiesta di ulteriore documentazione: "Nessuno storico serio potrebbe accettare che i volumi curati e pubblicati chiudano definitivamente la questione. Ciò non dipende né dalla complessità, né dalla difficoltà delle questioni in sé, né dalla qualità redazionale dei volumi dei documenti, bensì dal fatto che molti documenti si prestano a diverse interpretazioni". Origins 30(2000) 22, 9 novembre 2000, 341-351. Nostra traduzione dall'inglese.

Lo statuto del testo

G. Mc.
�Il Gruppo composto da esperti cattolici ed ebrei, costituito nel 1999 dalla Commissione per i rapporti religiosi con l�ebraismo e dal Comitato ebraico internazionale per il dialogo interreligioso (International Jewish Committee for Interreligious Dialog Lo statuto del testo "Il Gruppo composto da esperti cattolici ed ebrei, costituito nel 1999 dalla Commissione per i rapporti...

Dabru Emet

Intellettuali ebrei americani
"Crediamo sia tempo che gli ebrei conoscano gli sforzi dei cristiani di fare onore all'ebraismo. Crediamo sia tempo che gli ebrei riflettano su ciò che ora l'ebraismo può dire a proposito del cristianesimo". Col titolo Dabru Emet, "Nella verità" (cf. Zc 8,16), un gruppo di intellettuali ebrei degli Stati Uniti ha pubblicato il 10 settembre scorso sul New York Times otto brevi affermazioni "su come ebrei e cristiani possano rapportarsi gli uni agli altri", a partire dal "moto impressionante e senza precedenti" verificatosi negli ambienti cristiani "nei decenni successivi all'Olocausto". Il contenuto direttamente teologico delle affermazioni segnala questo breve documento come una novità di notevole significato nell'ambito delle relazioni ebraico-cristiane, anche se i firmatari sottolineano la natura personale dell'iniziativa. Dabru Emet nasce in seno al National Jewish Scholar Project voluto dall'Institute for Christian and Jewish Studies di Baltimora (Maryland), e ha riscosso, non solo in ambiente statunitense, un notevole interesse: al 15 novembre i firmatari risultavano già 216, mentre il responsabile della competente Commissione della Conferenza statunitense dei vescovi cattolici, E. Fisher, lo ha definito "un testo che farà epoca". Tracce - Litterae communionis 27(2000) 9, ottobre 2000, 82-85. Nostra revisione sull'originale inglese stampato da sito Internet: www.icjs.org.

La sfida dell'integralismo indù

Associazione teologica indiana
L’integralismo indù è un problema in crescita in India, e dal 1998 è anche al governo della federazione, con la sconfitta storica inflitta al Partito del congresso dai movimenti della destra confessionale induista, che fanno capo alla cosiddetta "famiglia" (Sangh Parivar) che s’ispira all’ideologia nazionalista hindutva. All’analisi dell’hindutva è dedicata la dichiarazione finale della XXIII Assemblea plenaria annuale dell’Associazione teologica indiana (Bangalore, 26-30.4.2000), dal titolo La sfida dell’hindutva: una risposta cristiana indiana. Il pericolo è individuato nel fatto che i suoi leader strumentalizzano aspetti della tradizione e della religione indù e il timore diffuso per l’avanzare del fondamentalismo islamico, al fine in realtà di mantenere la propria situazione di privilegio economico e di casta. Di fronte a questa emergenza, i cristiani indiani dovrebbero sentirsi chiamati a prendere una posizione chiara, in difesa della "unità nella diversità", che è "il tratto distintivo del tessuto culturale indiano", e a favore dei gruppi subalterni: "la missione dialogica della Chiesa richiede che essa si faccia agente di riconciliazione e di pace". Originale ciclostilato. Nostra traduzione dall’inglese.

La legislazione sulle unioni omosessuali

Max Planck Institut
Nel febbraio del 1998 il ministero della giustizia della Repubblica federale tedesca, in vista di una regolamentazione legislativa in materia, incaricava il "Max Planck Institut per il diritto privato nazionale e internazionale" di svolgere una ricerca comparata della posizione giuridica delle coppie omosessuali e di fornire una perizia a riguardo. Il lavoro svolto è stato pubblicato quest’anno nel testo consultivo Die Rechtsstellung gleichgeschlechtlicher Lebensgemeinschaften (Ordinamento giuridico dei legami di vita tra persone dello stesso sesso) diviso in tre sezioni: le relazioni sugli ordinamenti legislativi nazionali (paesi nordici, Olanda, Francia, Spagna, Ungheria, Regno Unito, Stati Uniti d’America); perizie in materia per riferimento all’ambito teologico (cattolico ed evangelico), socio-pedagogico e clinico-sessuale; una valutazione complessiva finale con la presentazione di alcune proposte di orientamento per il legislatore. Al lettore offriamo la traduzione italiana di quest’ultima parte del libro, in cui viene data una visione sintetica sia dei nodi principali della questione sia delle diverse configurazioni legislative che essa ha trovato finora. La registrazione del legame di vita, quale figura giuridica valida solo per coppie dello stesso sesso, si presenta come strumento che permetterebbe al legislatore, allo stesso tempo, di definire il quadro non solo dei diritti ma anche delle obbligazioni di un rapporto omosessuale civilmente riconosciuto e di descrivere lo spazio per garantire la differenza specifica dell’istituto matrimoniale. J. Basedow, K.J. Hopt, H. Kötz, P. Dopffel (a cura di), Die Rechtsstellung gleichgeschlechtlicher Lebensgemeinschaften, Mohr Siebeck, Tübingen 2000, 393-423. Nostra traduzione dal tedesco.