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Documenti, 11/1992, 01/06/1992, pag. 355

Lettera dei vescovi ai sacerdoti

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Leggi anche

Documenti, 2026-5

Il mare ci chiede conto

Vescovi della Sicilia e della Calabria

Mons. corrado Lorefice; Vescovi della Calabria; mons. Antonino Raspanti

«Da Scalea ad Amantea, da Paola a Tropea, da Pantelleria a Custonaci: le coste della nostra terra e della Sicilia hanno accolto nelle ultime settimane almeno quindici corpi senza nome, restituiti dal Mediterraneo dopo i naufragi silenziosi che il ciclone Harry ha consumato tra il 15 e il 22 gennaio. Secondo le organizzazioni umanitarie, i dispersi totali potrebbero essere un migliaio. Un numero che non è una statistica: è una comunità intera inghiottita dal mare mentre l’Europa guardava altrove». La presa di posizione netta è dei vescovi della Calabria, che il 22 febbraio hanno pubblicato una dichiarazione intitolata Il mare ci chiede conto. Sullo stesso argomento era intervenuto il 20 febbraio l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice in un Messaggio all’organizzazione Mediterranea Saving Humans, «nel giorno in cui a Trapani si commemorano i migranti morti negli ultimi giorni nell’indifferenza generale». Secondo alcune fonti – come l’associazione Refugees in Libya – potrebbero essere fino a 1.000 le vittime del ciclone che si è abbattuto sul Mediterraneo occidentale tra il 15 e il 22 gennaio 2026. Successivamente, il 24 febbraio, il vescovo di Acireale Antonino Raspanti, presidente della Conferenza episcopale siciliana, in un Comunicato per i migranti deceduti ha espresso a nome dei vescovi siciliani «piena e convinta solidarietà» e condivisione a mons. Lorefice, dopo gli insulti ricevuti dal presule via social per la sua presa di posizione.

Stampa (24.2.2026) da siti web www.chiesadipalermo.it; www.conferenzaepiscopalecalabra.it; www.chiesedisicilia.org.

Documenti, 2026-3

Sulla politica di Trump

Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti; tre cardinali statunitensi

«Noi vescovi cattolici amiamo il nostro paese e preghiamo per la sua pace e prosperità. Proprio per questo motivo, in questo contesto, sentiamo il dovere di alzare la voce in difesa della dignità umana donata da Dio». Nel contesto della crisi politica e sociale innescata dalle politiche aggressive e repressive dell’Amministrazione Trump in materia di immigrazione, attuate dalle forze dell’Immigration and customs enforcement (ICE), il 12 novembre 2025 la Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti ha pubblicato un Messaggio pastorale speciale sull’immigrazione, approvato durante l’Assemblea plenaria autunnale dei vescovi a Baltimora.

Il 19 gennaio, poi, i cardinali Blaise Cupich, Robert McElroy e Joseph Tobin, rispettivamente arcivescovi di Chicago, Washington e Newark, hanno pubblicato una dichiarazione congiunta intitolata Tracciare una visione morale della politica estera americana, in cui l’attuale politica estera degli Stati Uniti viene messa a confronto con le linee del recente discorso di Leone XIV al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede (in questo numero a p. 65).

Stampa da siti web www.usccb.org (12.11.2025) e adw.org (19.1.2026); nostra traduzione dall’inglese.

Documenti, 2025-17

Un'unità più visibile

Vescovi cattolici ed evangelici in Germania

«La questione dell’unità delle Chiese va ben oltre il livello della comprensione interconfessionale: ha una notevole portata sociale e politica… Ciò che vale per il futuro del cammino comune delle Chiese vale anche per il futuro dell’umanità: per la pace è fondamentale il modo in cui impariamo a gestire in modo costruttivo le differenze e i conflitti e ad approfondire le relazioni con chi sta al di là del confine». Il 14 marzo 2024 la Conferenza episcopale tedesca e la Chiesa evangelica in Germania hanno presentato un documento congiunto sullo sviluppo dell’ecumenismo, in cui sottolineano come la formula dell’unità visibile nella diversità riconciliata, individuata dopo la commemorazione della Riforma del 2017, rappresenti un passo importante verso una convivenza positiva. Il documento, intitolato Più visibilità nell’unità e più riconciliazione nella diversità. Sulle opportunità di un ecumenismo orientato al processo, indica obiettivi, passi e vie per un’unità più visibile e una diversità più riconciliata e cerca soluzioni su come concretizzare la formula dell’unità visibile coniata nel 2017, e si colloca temporalmente tra il 500° anniversario della Riforma e il 500° anniversario della Confessio augustana nel 2030. Sulle questioni molto vive della comunione eucaristica e del ministero «bisogna riconoscere che non possiamo aspettarci una svolta in un prossimo futuro», purtuttavia la situazione attuale non va vista «come un momento di stagnazione ecumenica e di aspettative deluse».