Il 27 giugno il card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo, ha introdotto la quarta sessione del concistoro straordinario dei cardinali, dedicata al tema «Il cammino di attuazione del Sinodo. Verso le Assemblee sinodali 2027-2028». Il concistoro, ha affermato, si colloca all’interno di «una Chiesa in stato di Sinodo».
Il card. Grech rilegge l’esperienza sinodale come esperienza «nello Spirito», chiave interpretativa dei processi ecclesiali in corso, e descrive la fase attuativa non come applicazione di decisioni già prese né come nuova consultazione mondiale, ma come atto di comunicazione e comunione tra le Chiese locali, chiamate a tradurre nella vita ordinaria i frutti del cammino compiuto. Illustra le quattro tappe del documento Verso le Assemblee 2027-2028 (pubblicato il 20 maggio), cioè fare memoria, interpretare, orientare, celebrare, in vista dell’«Assemblea ecclesiale» che si terrà nell’ottobre 2028. Sottolinea il ruolo del vescovo, primo responsabile del cammino sinodale, e il legame tra collegialità e sinodalità, «due dimensioni operative della stessa comunione».
«In un momento globale che disegna il dramma mondiale di una geopolitica abituata, quasi rassegnata, alla guerra e alla prepotenza economica», una Chiesa che si realizza sinodalmente «diventa per la storia della famiglia umana segno dei tempi di uno stile e di una postura di governo e di partecipazione secondo la virtù evangelica della mitezza».
Stampa da file in nostro possesso. Sul concistoro cf. anche Regno-doc. 13,2026,418; Regno-att. 14,2026,395.
Il 7 luglio è stato pubblicato dalla Segreteria generale del Sinodo il documento dal titolo Tracce per la fase attuativa del Sinodo. 2025-2028. Il testo, volto a offrire un quadro di riferimento per le Chiese locali di tutto il mondo nell’attuazione del Sinodo sulla sinodalità 2021-2024 e a promuovere il dialogo che condurrà all’Assemblea ecclesiale del 2028, si articola in quattro capitoli, scanditi da indicazioni per accompagnare l’ultima fase del processo sinodale avviato da papa Franceso e rilanciato ora dal nuovo pontefice. L’ottica di sinodalità e atteggiamento comunitario è stata confermata da Leone XIV, che ha istituito due ulteriori gruppi di studio accanto ai 10 creati da Francesco per approfondire la riflessione sui temi canonici, teologici e pastorali salienti emersi nel processo sinodale. Obiettivo primario del percorso è quello di ampliare la partecipazione a quanti sono ancora ai margini del cammino sinodale, persone e gruppi di diverse identità culturali e condizioni sociali, poveri ed esclusi in primis. L’introduzione al documento del card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo, sottolinea il ruolo primario di una Chiesa che sappia essere «segno e strumento di unità» in questo «mondo che si avvita in una spirale di violenza e di guerra senza fine, che fa sempre più fatica a costruire occasioni di incontro e di dialogo, in vista del bene comune e della pace». La Segreteria generale del Sinodo manterrà un ruolo centrale di ascolto e accompagnamento, animando il dialogo e lo scambio tra le Chiese. Elencando le future tappe del cammino sinodale, viene annunciato il giubileo delle équipe sinodali, che si terrà dal 24 al 26 ottobre 2025.
A chi si stava domandando che ne sarebbe stato del percorso del Sinodo della Chiesa universale – nonché delle varie iniziative delle Chiese locali – una risposta è arrivata con la Lettera sul processo di accompagnamento della fase attuativa del Sinodo (15 marzo) inviata dal card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo, a tutti i vescovi e tramite loro al popolo di Dio. Come previsto dalla costituzione Episcopalis communio, sono infatti tre le fasi di questo percorso: quella preparatoria, quella celebrativa e quella attuativa, iniziata con il Documento finale dell’ottobre 2024 (Regno-doc. 21,2024,647). Sui passi che ciascuna Chiesa avrà pensato di compiere nella direzione della sinodalità, poi, e sulle acquisizioni dei 10 gruppi di studio che a giugno dovrebbero terminare i propri lavori, vi sarà un’Assemblea ecclesiale nell’ottobre del 2028. Di questa nuova assise non vengono definite nel dettaglio la composizione e la finalità, ma si trovano delle indicazioni di massima: la composizione sarà più simile alle assemblee ecclesiali continentali che alle assemblee sinodali, che sono e rimangono «sostanzialmente un’assemblea di vescovi»; quanto alla finalità, il card. Grech indica la necessità di «rendere concreta la prospettiva dello scambio di doni tra le Chiese» e di permettere al papa d’«ascoltare e confermare gli orientamenti ritenuti validi per la Chiesa tutta».
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