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IV domenica di Pasqua | Una sola porta, un unico pastore

At 1,2-14.36-41; Sal 22 (23); 1Pt 2,20-25; Gv 10,1-10 Vi è un aspetto piuttosto strano nella parabola del buon pastore: la similitudine (cf. Gv 10,1-5) è più chiara della spiegazione (cf. Gv 10,7-18). Giovanni afferma che i discepoli non compresero di che cosa si stesse parlando (cf. Gv 10,6); per ogni lettore il discorso scorre invece via senza difficoltà. Il pastore è l’immagine di Gesù che, a differenza dei ladri, entra dalla porta e chiama per nome le proprie pecore; esse riconoscono la sua voce e lo seguono tra i pascoli. L’immagine pastorale...

III domenica di Pasqua | Confermarsi nella fede

At 2,14.22-33; Sal 15 (16); 1Pt 1,17-21; Lc 24,13-35 Sperare è verbo raro nei Vangeli. L’uso in Luca è, in sostanza, profano (cf. Lc 6,34; 23,8), mentre nell’episodio dei due discepoli che s’incamminano verso Emmaus è detto al passato: «Noi speravamo che fosse colui che avrebbe liberato Israele» (Lc 24,21). I verbi delle tre virtù teologali, se coniugati al passato, dicono un rammarico, una delusione, un tempo chiusosi senza essere completato: «amavo, credevo, speravo… ora non più…». Per Cleopa e il suo...

II domenica di Pasqua | Credere senza vedere

At 2,42-47; Sal 117 (118); 1Pt 1,3-9; Gv 20,19-31              «Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto» (Gv 20,29). L’episodio dell’apparizione a Tommaso si conclude con queste parole, rivolte da Gesù al discepolo divenuto credente. Una lunga consuetudine interpretativa ha non di rado indotto a tradurre il verbo al futuro e non al passato («Beati quelli che non avendo visto crederanno», trad. CEI 1974). Quando si diceva «crederanno», si applicava pastoralmente la frase a noi stessi. L’assemblea...

Domenica di Pasqua | Una vittoria nonviolenta

At 10,34.37-43; Sal 117 (118); Col 3,1-4; Gv 20,1-9              Nel quarto Vangelo il primo riferimento alla somma verità di fede della risurrezione è affidato a un racconto molto animato con tre protagonisti: Maria Maddalena, Pietro e il discepolo amato da Gesù (cf. Gv 20,1-9).             In quelle righe non vi è nulla di assertorio o di dogmatico. Vi è solo la descrizione di un andare e di un venire. La verità più alta della fede è introdotta da...

Domenica delle palme | Osanna nel più alto dei cieli

Con l'ingresso a Gerusalemme, Gesù diviene veramente Gesù.

V domenica di Quaresima | Gesù scoppiò in pianto

Ez 37,12-14; Sal 129 (130); Rm 8,8-11; Gv 11,1-45              «Io sono la risurrezione e la vita» (Gv 11,25). Quante volte si è letta questa frase sugli avvisi funebri, sui ricordi, a volte persino sulle lapidi. Rischia di essere percepita come pura consuetudine, o almeno è così fino a quando non ci tocca in profondità con la scomparsa di chi ci è caro. La prova vera del suo spessore la si ha in quei frangenti.             «Chi...

IV domenica di Quaresima | L’illuminazione del battesimo

1Sam 16,1.4.6-7.10-13; Sal 22 (23); Ef 5,8-14; Gv 9,1-41             L’episodio del cieco nato è un segno, così come lo sono tutti i «miracoli» di cui parla Giovanni. È infatti tipico del quarto Vangelo ricorrere alla parola semeion («segno»). La prima volta avvenne a Cana (cf. Gv 2,11). Il termine è usato anche nel Vangelo di questa settimana, a proposito della guarigione del cieco nato (cf. Gv 9,16). Segno di che cosa? Sempre e comunque dell’operare del Figlio; ma nelle varie...

III domenica di Quaresima | Lo spazio dell’«ora»

Es 17,3-7; Sal 94 (95); Rm 5,1-2.5-8; Gv 4,5-42             Al centro del colloquio tra Gesù e la samaritana c’è una domanda riferita al luogo di culto. La donna afferma la tradizione del suo popolo, legata al monte Garizim, e chiede ragione del perché i Giudei sostengano che l’adorazione debba avvenire solo a Gerusalemme (cf. Gv 4,20). Il contenzioso sui luoghi sacri è antico e non cessa neppure al giorno d’oggi di riproporsi; chi visita Gerusalemme se ne accorge a colpo d’occhio. Eppure...

II domenica di Quaresima | La via e la meta

Perché leggere il Vangelo della Trasfigurazione nella seconda domenica di Quaresima? Perché la Trasfigurazione è una tappa sulla via della Pasqua.

I domenica di Quaresima | La tentazione più grande

Gen 2,7-9; 3,1-7; Sal 50 (51); Rm 5,12-19; Mt 4,1-11              La prima domenica di Quaresima è legata alle tentazioni di Gesù nel deserto. Tema un tempo costante e quasi assillante quello delle tentazioni; ma oggi? Satana è ospitato in forme rituali capovolte e perverse (satanismo), dilaga in immaginari filmici, è comprensibile nella dimensione dell’ossessione ma latita in quella delle tentazioni collocate in ambito spirituale. Si tratta, in pratica, di un tema lasciato ormai in monopolio ai soli...