b
Blog

Blog

Domenica 23 luglio | Chi semina il buon seme

Sap 12,13.16-19; Sal 85 (86); Rm 8,26-27; Mt 13,24-43             Dopo la parabola riservata alla Parola che annuncia il Regno (cf. Mt 13,3-23), iniziano quelle dedicate direttamente al Regno. La prima tra esse è conosciuta in genere con il titolo «Il grano e la zizzania» (anzi di solito, e non solo nei modi di dire, prevale il secondo termine). La qualifica fa partire la comprensione del discorso dal piede sbagliato. Nella prima parabola del c. 13 Matteo prospetta il seminatore in funzione del seme, mentre nella seconda...

Domenica 16 luglio | Il seme dell’annuncio

Is 55,10-11; Sal 64 (65); Rm 8,18-23; Mt 13,1-23          Da un certo punto in poi nei Vangeli, per parlare del Regno, si fa ricorso in modo privilegiato alle parabole. Il genere letterario parabolico fa parte dell’antico bagaglio culturale ebraico. Gesù utilizzò quindi una forma d’espressione consolidata. L’originalità sta nel significato attribuito a essa da Matteo. In questo contesto assumono particolare rilievo le parabole dedicate al Regno contenute nel 13° capitolo del primo Vangelo. Sono quelle della zizzania,...

XIV Domenica del tempo ordinario | Il mio giogo è dolce

Zc 9,9-10; Sal 144 (145); Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30          Per comprendere l’espressione messa sulle labbra di Gesù, «Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero» (Mt 11,30), bisogna tener conto delle sue risonanze paradossali. Si sarebbe più leggeri se non ci fosse alcun carico, si sarebbe più liberi se il giogo non gravasse sulle spalle. Invece si deve passare proprio attraverso giogo e peso. In questi versetti si respira la stessa aria delle Beatitudini; in essi si indica un rovesciamento, non un esonero...

XIII domenica del tempo ordinario | Abbandono ed accoglienza

2Re 4,8-11.14-16; Sal 89 (88); Rm 6,3-4.8-11; Mt 10,37-42 Il Vangelo di oggi si regge su due polarità, la prima è soltanto implicita, la seconda è detta apertamente. Da un lato c’è l’abbandono, dall’altro l’accoglimento. Lo si comprenderebbe meglio se la liturgia avesse proposto all’ascolto dei fedeli anche il versetto precedente. In esso Gesù, a conclusione del suo discorso diretto ai dodici discepoli (Matteo non usa il termine “apostoli”) inviati ad annunciare l’Evangelo, afferma di essere venuto a portare non...

XII domenica | Riconoscimento e rinnegamento

Ger 20,10-13; Sal 68 (69); Rm 5,12-15; Mt 10,26-33         I ritmi mobili della Pasqua fanno sì che quando si ricomincia la trafila delle «verdi» domeniche del tempo ordinario ci si possa trovare nel mezzo di un discorso già iniziato. È come quando si comincia a vedere un film non dal principio: per capire la trama occorre cercare di ricostruire quanto avvenuto in precedenza. Lo stesso vale per il Vangelo odierno: si prendono le mosse da metà discorso, il secondo dei cinque che contraddistinguono il Vangelo di Matteo.       ...

Corpus Domini | Il pane spezzato

Dt 8,2-3.14-16; Sal 147; 1Cor 10,16-17; Gv 6,51-58             Uno dei più antichi documenti cristiani, la Didachè, contiene passi celebri dedicati all’eucaristia. Li si conosce, ma non sempre li si coglie nella loro paradossalità. Paradosso è un termine che, per quanto di ascendenza non biblica, resta parola chiave per parlare della fede nata dalla predicazione dell’Evangelo. Si legge: «Come questo pane spezzato era sparso sui colli e raccolto divenne una cosa sola, così la Chiesa si raccolga...

Il bacio di Dio

Nei primi decenni della Chiesa antica, i "santi" – cioè i credenti – si salutavano con il "bacio santo", un bacio sulla bocca che significava la condivisione dello spirito. Come possiamo oggi scambiarci il "bacio santo", per esprimere una spiritualità trinitaria?

Pentecoste | Lingue come di fuoco

At 2,1-11; Sal 103 (104); 1Cor 12,3-7.12-13; Gv 20,19-23             Era Pentecoste, vale a dire era il giorno in cui cadeva la festa delle Settimane (Shavu‛ot; Lv 23,15-22), una delle tre ricorrenze annuali in cui si saliva al tempio di Gerusalemme (cf. Es 34,22-23). Il senso primordiale della festa era agricolo, connesso alla gioia della mietitura (nella festa ebraica si legge a tutt’oggi il libro di Rut); a esso si era aggiunto – in un’epoca difficile da precisare – il senso memoriale del dono della Legge (Torah)...

Ascensione del Signore | Ecco io sono con voi

At 1,1-11; Sal 46 (47); Ef 1,17-23; Mt 28,16-20             Nel giorno dell’Ascensione al cielo di Gesù si legge il Vangelo in cui egli assicura il perdurare della propria presenza sulla terra: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,19-20). Il fatto che la promessa della presenza si colleghi al distacco...

VI domenica di Pasqua | L'avvocato difensore

At 8,5-8.14-17; Sal 65 (66); 1Pt 3,15-18; Gv 14,15-21             Nell’intera Scrittura la parola «Paraclito» compare solo negli scritti giovannei. Essa si riferisce o allo Spirito (nel lungo discorso dell’ultima cena) o a Gesù Cristo (Prima lettera di Giovanni). L’insieme di questi riferimenti (in tutto appena cinque, Gv 14,16.26; 15,26; 16,7; 1Gv 2,1) non induce a tradurre il termine con la pur possibile e consueta espressione di «consolatore». La parola è da intendersi piuttosto nel...