Dire a Mosca che la guerra con l’Ucraina deve finire non può essere interpretato come un atteggiamento filorusso. Non è neppure una posizione neutralista, che di fatto fa il gioco del più forte in campo.
In termini di numero di partecipanti, quella organizzata a Roma dal 16 al 19 giugno scorso dall’Interdisciplinary Studies on Human Dignity and Care (IADC), l’Istituto di Antropologia che si occupa di safeguarding all’interno della Pontificia università gregoriana, è stata una delle più partecipate conferenze internazionali su questo tema (bit.ly/4daqdav). Il titolo «One Commitment, Many Contexts. Safeguarding across Cultures» ha evidentemente attirato l’attenzione di molte persone coinvolte e interessate all’ambito del safeguarding.
Il processo sinodale proclamato da papa Francesco è iniziato con l’obiettivo d’insegnare alla Chiesa intera la pratica del cammino comune, dell’ascolto e del discernimento. Il Terzo mondo ha risposto all’appello in modo attivo e dinamico. L’accoglienza nell’Europa centro-orientale, invece, è stata sorprendentemente titubante. Nelle dichiarazioni dei vescovi della regione ricorre sempre lo stesso atteggiamento: la distinzione tra sinodalità e ciò che viene definito «parlamentarismo ecclesiastico».
La morte è lo specchio della vita. Vi si riflette ogni cosa. La morte di Enzo Bianchi ci restituisce l’uomo, quello che ha fatto, vissuto, sperato. Soprattutto sperato.
Non accadeva dal 1982, con Giovanni Paolo II, che un papa andasse al Meeting; ma più che per questo, Leone ha fatto la differenza per il modo.
Il tema al centro della 62a sessione di formazione del Segretariato attività ecumeniche (SAE), ospitata dal 26 luglio al 1° agosto al Monastero di Camaldoli, dal titolo «Chiese nella secolarizzazione: una prospettiva ecumenica», ha stimolato un ampio dibattito, sollecitato dal trinomio Chiese – secolarizzazione – ecumenismo – e ancor più alla luce di un ulteriore elemento, quello del «Dio misterioso» proposto dal sottotitolo (cf. Is 45,15), che scompiglia i pensieri umani e vede il bene là dove appare solo il male.
Il 20 luglio scorso, durante l’assemblea annuale svoltasi a Baltimora, la Catholic Biblical Association (CBA) ha eletto presidente per il 2026-2027 Amy-Jill Levine, studiosa ebrea del Nuovo Testamento molto nota anche al di là dei circoli accademici. Nella storia di questa associazione di tipo professionale, composta oggi da circa un migliaio di studiosi cattolici, non cattolici ed ebrei statunitensi e non solo, è la prima elezione di una studiosa non cristiana.
L’emergenza è negli occhi di chi guarda. Questo insegna la crisi di Ceuta, se si riesce a diradare la spessa coltre della polemica politica di circostanza.
La conferma che il salesiano ottantenne mons. Juan Abelardo Mata Guevara, vescovo emerito di Estelí, sia vivo e a prima vista in buona salute è giunta attraverso un video il 13 agosto scorso, ovvero più di 40 giorni dopo il 4 luglio, data in cui il Ministero degli interni del Nicaragua aveva dichiarato il suo rilascio.
Socorro Vivas Albán è una teologa e filosofa laica colombiana, docente alla Facoltà di Teologia della Pontificia università saveriana di Bogotà, retta dai gesuiti, dove tiene corsi di Teologia sistematica, Teologia latinoamericana, Teologia femminista e questioni di genere.
Hildegard caratterizzava la propria conoscenza con l’affermazione «quello che non vedo non lo conosco», e tutti gli scritti che ha lasciato – profetici, poetici, naturalistici, esegetici, agiografici – sono radicati nella visione.
Le immagini del funerale del generale Ratko Mladić a Belgrado, onorato come un eroe dal Governo, dalle massime autorità dello Stato serbo, da centinaia di migliaia di persone che hanno manifestato – fin dal giorno della notizia della sua morte – inneggiando alla sua figura e alle sue azioni nel corso delle guerre iugoslave dei primi anni Novanta, cozzano terribilmente con la conoscenza, storica e giudiziaria, che di lui si ha da almeno trent’anni.
Il concorso dell’83a Mostra del cinema di Venezia ci ha regalato finalmente un film di Nanni Moretti, ormai prestato senza soluzione di continuità al Festival di Cannes. Con Succederà questa notte il «papa del cinema» – come l’ha chiamato in conferenza stampa il francese Louis Garrel protagonista del suo film –, ha stupito tutti per il suo stato di grazia ed equilibrio. Arriverà nelle sale dal 3 dicembre. Senza rivelare troppo della storia, tentiamo comunque di mettere a nudo alcune virtuose direttrici dell’ultima prodezza morettiana.
Dopo anni di shock ravvicinati, le economie europee hanno mostrato resilienza, ma l’emergenza continua di «policrisi» – scrive Stefania Tomasini – rischia di far passare in secondo piano i problemi strutturali. In particolare in Italia. Il nostro infatti è un paese ricco ma immobile: da 25 anni il PIL pro capite reale è fermo. Anche le retribuzioni reali sono ferme dal 1995, con un peggioramento marcato per i redditi più bassi. Così anche la produttività, legata alla frammentazione di un sistema che vede il prevalere di microimprese. Queste hanno meno «capacità d’innovazione», «efficienza organizzativa e manageriale», più «fragilità finanziaria» e «difficoltà nell’affrontare la crescente competizione internazionale». Se il PNRR ha iniziato ad affrontare alcune delle criticità del Belpaese, ciò che occorre è una politica economica complessiva. «L’augurio – conclude la senior partner di Prometeia – è che la prossima campagna elettorale porti l’attenzione su questi processi strutturali che, per natura, richiedono tempi lunghi, riforme, investimenti mirati e politiche industriali coerenti, producendo benefici soprattutto nel medio periodo».